Regolamento sull’amministrazione e gestione condivisa dei beni comuni .

Comunicato stampa

Con l’incontro promosso dal FTS Casertano in data 13-11-2014 anche la città capoluogo di Terra di Lavoro ha deciso di avviare il percorso verso la definizione di un Regolamento sull’amministrazione e gestione condivisa dei beni comuni . Si è preso a modello quello varato nella primavera scorsa in un comune d’avanguardia, come Bologna. Durante l’estate e l’autunno altri comuni lungimiranti lo hanno adottato: Siena e Asciano (Siena), L’Aquila, Chieri e Ivrea (Torino), Cavriana (Mantova), Narni (Terni) e Acireale (Catania). In questa fase una quarantina di altre amministrazioni locali sparse in tutta Italia hanno avviato l’iter per seguirli (tra cui tre comuni della nostra provincia: Casal di Principe, S. Maria CV e San Tammaro, che saranno i primi ad adottare il Regolamento il 19 novembre prossimo).

A partire dall’introduzione del Portavoce Pasquale Iorio e dalle comunicazioni dei componenti dell’Esecutivo del FTS (Ovidio Marzaioli, Camillo Cantelli e Luisa Perinella) nel dibattito è stata ribadita l’esigenza di cogliere la sfida di una battaglia di civiltà per un nuovo patto di collaborazione patto di collaborazione e cooperazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni; per rendere concreto il principio di sussidiarietà su obiettivi condivisi di coesione sociale e sviluppo locale. Come è stato sottolineato da più parti oggi questa è l’unica strada per far fronte alla attuale fase di crisi sul piano economico ed occupazionale.

A nome del Sindaco della città e del Presidente del Consiglio Comunale l’Assessore Giuseppe Greco ha accolto il documento consegnato dal FTS ed ha assunto l’impegno di dare vita alle procedure politiche ed istituzionali necessarie per elaborare il Regolamento – così come è stato sollecitato anche dai consiglieri presenti: Francesco Apperti (Speranza per Caserta) ed Enrico Tresca del Partito Democratico). Il primo atto concreto sarà la predisposizione di un, anagrafe con un censimento dei beni pubblici materiali (palazzi, giardini e strutture, a partire da quelli confiscati alla camorra) ma anche di quelli di carattere immateriale, legati alla cultura ed alla conoscenza, che in alcuni casi sono abbandonato o poco utilizzati, da mettere a valore come beni comuni e rendere disponibili per promuovere nuove condizioni di socialità e di cittadinanza partecipativa.

In tal senso è stata avanzata anche la proposta di attivare un laboratorio con un Forum permanente con un apposito gruppo di lavoro integrato di competenze del terzo settore ed istituzionali per preparare in tempi utili una Bozza di Regolamento con un Protocollo condiviso da sottoporre alla discussione ed approvazione del Consiglio Comunale. Oggi sono in campo una pluralità di realtà rappresentative di un nuovo terzo settore che spingono a loro volta verso una innovazione così importante, fondata sulla volontà e capacità di progettare insieme il futuro della città. Anche in questo caso esprimono sia la volontà di portare a compimento progetti puntuali sia quella di partecipare a un cambiamento culturale in atto: diversi esempi potrebbero essere fatti citando comitati civici e cooperative che da un lato lavorano per la tutela e la valorizzazione di beni comuni (spazi ed edifici) e dall’altro lato sono molto consapevoli del valore aggiunto che solo un approccio nuovo può portare alla vita pubblica. Come è emerso dall’incontro, cresce il numero di associazioni che assumono un atteggiamento propositivo e collaborativo – quasi candidandosi a nuovo braccio sociale ed operativo della politica – e si dichiarano pronte a sostenere attivamente uno strumento che potrebbe finalmente riuscire a scavalcare ostacoli e vincoli burocratici che hanno finora bloccato iniziative che hanno coinvolto moltissime energie locali, senza mai raggiungere i risultati sperati in termini di fruibilità degli spazi pubblici, restauro del patrimonio eccetera.

 

Il dibattito è stato molto ricco ed ha evidenziato le criticità ma anche le grandi opportunità che si aprono per il futuro della città. Sono intervenuti/e: Lello Zito, Domenico Nespolino e Annamaria Gaudiano per Agenda 21, che hanno illustrato la buona pratica in atto con i Forum di ascolto per Carditello Futura; Gennaro Castaldi (Presidente CSV Asso voce); Piero Giani dell’UISP, Elisabetta Luise dell’Auser. Interessante è stata anche la sollecitazione di trovare un luogo come la Casa delle Associazioni da parte della rappresentante del Centro Antiviolenza WIN e di Vincenzo Genovese (a nome della folta delegazione dell’Associazione giovanile RAIN). All’incontro hanno partecipato anche Gianfranco Tozza di Legambiente, Luigi Iodice della CISL giovani ed Antonio Buonocore del Teatro Civico 14. Così come va segnalata la partecipazione in fase di ascolto del dirigente dell’Ufficio di Piano e delle progettiste impegnate nella elaborazione del nuovo PUC.

Per approfondimenti si può consultare il sito: www.labsus.org

 

Ufficio Stampa                                                                                  Caserta, 13 novembre 2014

FTS Casertano

 

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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1 Response

  1. gennaio 27, 2017

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