Baia Latina, Cave abbandonate

SANTORO SOLLECITA PROVVEDIMENTI AMBIENTALI A DIFESA DEL TERRITORIO PER LE CAVE ABBANDONATE.

BAIA LATINA. Apparentemente sembra che l’area della media valle del Volturno rappresenta un polmone verde dell’intera provincia di Caserta incontaminata da salvaguardare per le sue inestimabili bellezze naturali. Eppure, dichiara Michele Santoro ( nella foto) Commissario provinciale dell’associazione “ASTRAmbiente” Associazione scientifica per la tutela delle risorse ambientali, le istituzioni interessate ancora non si sono rese conto dello scempio che già è avvenuto alle loro spalle con decine e decine di cave abbandonate. Per pura trasparenza di dati, solo per citarne alcuni, per esempio sul territorio di Ailano esistono 6 cave abbandonate, Alvignano 1, Baia e Latina 4, Caiazzo 7, Ciorlano 2, Dragoni 4, Fontegreca 1, Gallo Matese 12, Liberi 3, Pietramelara 1, Pietravairano 3, Prata Sannita 3, Pratella 5, Roccaromana 1, Valle Agricola 7 che nel totale rappresentano circa il 40 % delle cave abbandonate dell’intera Provincia di Caserta. Con il termine “abbandonate” sono individuate le cave la cui attività estrattiva si è esaurita o cessata prima della entrata della legge regionale 54/1985, in quanto con l’evento della predetta legge regionale è stato sancito il principio della ricomposizione contestuale all’utilizzo e quindi ipoteticamente tale fenomeno si sarebbe dovuto eliminare. Invece, continua Michele Santoro, basta dare uno sguardo alle nostre montagne per rendersi conto che tutto ciò non è avvenuto. Chiunque, e da qualunque parte si voglia vedere il problema, si rende conto dello scempio perpetrato senza che nessuno ha implorato gli effetti della legge regionale che obbliga gli esercenti l’attività di cava ad effettuare il recupero ambientale della stessa contestualmente alla lavorazione. Eppure l’articolo 30 della legge regionale 54/85 faceva obbligo ai Comuni di provveder e alla rilevazione delle cave abbandonate esistenti nel proprio territorio, evidenziando i tipi di ricomposizione ambientale più idonei in coerenza con l’armonica salvaguardia ed utilizzo del territorio comunale. Invece, oggi, basta percorrere le strade ove sono situate le cave abbandonate per rendersi conto che le stesse sono di fatto divenute ricettacolo di rifiuti di ogni tipo e specie. L’opportunità di conoscere lo stato dei luoghi in previsione di un processo di assetto e recupero del territorio, l’individuazione di un elemento concorrente al dissesto idrogeologico, il monitoraggio di siti soggetti a processi di ulteriore degrado per scarichi incontrollati, rappresenta un elemento essenziale ed indispensabile per la bonifica e salvaguardia dell’intero territorio della Media valle del Volturno di cui ognuno di noi, nell’interesse collettivo debba farsi carico.
Pietro Rossi

 

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *