di Pasquale Leggiero
Tutti sanno che due anni fa Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini abolirono i loro partiti, rispettivamente: forza Italia e alleanza nazionale, per fondare un unico partito e cioè l’attuale PDL (popolo della libertà) ed anche Cancello Arnone si adeguò. Un tempo ci fu chi disse che i due leader nazionali non dovevano fondare il partito eliminando i loro due originali, ma sotto il simbolo PDL dovevano esserci i due simboli e il partito che riportava più voti doveva avere il presidente del consiglio. Quest’osservazione era giusta o sbagliata? Ci sentiamo i meno indicati per giudicare. Ora a distanza di due anni è venuto a mancare quel rapporto che disciplina fiducia per andare avanti tra Fini e Berlusconi e la vicenda si è conclusa con l’espulsione di Fini dal partito. Fini fonda un nuovo partito ed è chiaro che il PDL si dimezza con i finiani da un lato e i berlusconiani dall’altro. Normalmente chi era alleanzino, dovrebbe restare finiano e chi era forzista, dovrebbe restare berlusconiano, poi è chiaro che ognuno fa come vuole. Ora siamo quasi a fine agosto e c’è chi è ancora in ferie, poi si riprenderà vita normale, anche a Cancello Arnone. Proprio in quest’ultimo l’attuale direttivo del PDL conta, se la mente non ci inganna, tutti ex alleanzini e loro e tutti gli ex alleanzini resteranno finiani o berlusconiani? Guarderemo attraverso quest’altra finestra appena apertasi.
























































veritas agosto 31, 2010 alle 18:34
Il quesito posto dal sig. Leggiero risulta essere molto interessante , tuttavia, non credo che ad oggi nella compagine pidiellina nostrana vi sia qualche dubbio circa la volontà o meno di aderire allo schieramento di Fini. In primo luogo i famosi ex alleanzini, coloro che facevano parte di quella famosa sezione del 2008 con presidente Ambrosca Giovanni, parliamo di qualcosa come 90 e più membri, già fecero una scelta abbandonando un partito che nelle valutazioni dell’epoca non rispecchiava ne la volontà ne i principi che l’essere alleanzino voleva significare.
Secondo basti pensare come sono state effettuate le decisioni dell’ultimo periodo circa: l’apertura della sede, il suo organigramma e nonché le preferenze operate in termini elettorali nelle ultime due tornate. Il pdl nostrano , come all’epoca per A.N. , si è dimostrato come una succursale di Casal di Principe. Scelta dei candidati da supportare, definizione di obbiettivi e fini, direttive di indirizzo circa la condotta in materia di politica amministrativa locale, scelta dei coordinatori e dei direttivi fatte quasi all’insaputa dei membri della sezione, fax di conferme e smentite su nomine che mutavano sempre e comunque in base agli umori del deus ex macchina sen. Coronella e del dominus sen Giuliano, ecc…
Non perché voglio sempre dire le medesime e ripetitive logiche ma l’esempio che riporterò ricalca a pennello lo stato di sudditanza della sezione ai voleri incrociati dei due senatori. ( Fonte Gazzetta di Caserta) Fu firmato un documento congiunto da parte di diversi esponenti del PdL casertano, principalmente sindaci , segretari e presidenti di sezione, proveniente da diversi territori della provincia e indirizzato a Roma , ai vertici nazionali del movimento per richiedere la rimozione di codeste figure dalla guida del partito a livello provinciale, che secondo chi scriveva, erano considerati i peggior politici che Terra di Lavoro avesse mai avuto nella sua storia. Nella disamina dell’articolo vi erano anche i nominativi di coloro che avevano aderito ( all’incirca 45)e la loro provenienza geografica, a testimonianza della universalità dell’intento . Quale fu l’atteggiamento dei nostri referenti? Totale silenzio….. forse si aspettava un segnale o un cenno, chissà, comunque tale quiete ha ulteriormente rafforzato l’idea che la gestione del partito avviene in maniera oligarchica ,con una azione che parte da Roma e giunge fino alle realtà più piccole e territorialmente a noi vicine. Ecco perché in ultima analisi solo se vi sarà qualche anima ragionante e disaffezionata a logiche coorporativiste e dipendenti dal credo , probabilmente lascerà il seguito pidiellino , verosimilmente appare più concreta l’opzione di rimanere in un silenzio mesto, a meno che non vi sia un cambiamento di rotta proveniente da sud .
Un ultimo cenno sulla vicenda Fini. Una persona che non è indagata per nessun reato, una persona che i magistrati non vogliono ascoltare neppure come informata sui fatti, una persona che al tempo della famosa compravendita non era neanche più Presidente del partito di cui era a capo, viene sistematicamente infangata da quotidiani vicino alla famiglia Berlusconi che in un’estate intera non hanno fatto altro che fare le pulci a tutti gli aspetti, perfino di vita privata, di una persona, ripetendo ossessionatamente le stesse frasi e gli stessi concetti; giornali che colti dal morbo di feltrinite( secondo il gergo giornalistico vuol significare inventarsi uno scandalo di sana pianta contro chi si pone alla propria maggioranza di riferimento , montarci un caso nazionale, far aumentare la tiratura delle copie , e poi beccarsi una denunzia per diffamazione aggravata data l’infondatezza dell’informazione ( vedi caso Boffo) o essere sospesi dall’ordine dei giornalisti per sei mesi ( vedi Feltri) ) dimenticano i fiaschi e gli orrori di un governo; uomini di governo che , come Capezzone marchiano di viltà politica gli avversari scomodi, dimenticando che la vera viltà di chi fa politica è la mancanza di coerenza , onesta e tradimento degli ideali di cui prima erano gli alfieri; ma la vera tragedia e di chi come Landolfi, persona “indagata” realmente poche settimane fa dichiarava e chiedeva le dimissioni di Fini : questo è il colmo. La maggioranza di governo non ha le famose fette di salame sugli occhi , ma una porchetta intera. Le dimissioni dovrebbe darle chi si è fatto le leggi ad personam, chi è sottoposto a procedimenti giudiziari ancora in corso e ricopre cariche istituzionali di primo piano, chi da palazzo Grazioli faceva i festini con le escort, chi ha utilizzato il voto come una cosa personale, insomma BERLUSCONI.
Chiamatemi pure comunista, anche se non lo sono, ma almeno non è indubbio che se c’è una questione morale, qualcuno dovrebbe battersi il petto prima degli altri, piuttosto che chiamare comunista e passare per matto , tutti coloro che non la pensano come Lui.
Saluti Veritas.