CAPUA HA ACCOLTO CON PREGNANTE EMOZIONE BRUNO GALVANI IN “TOUR PER LA SICUREZZA SUL LAVORO”

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Capua, città di studi, di arte, di eroi, di santi e di martiri sul lavoro, ‘pietra miliare nella storia dell’umanità’, ieri in festa per la presenza di Bruno Galvani che l’ha scelta come tappa del suo “Tour per la Sicurezza sul Lavoro”. Un evento straordinario per la massiccia e calorosa partecipazione, la chiara testimonianza, la pura sensibilità, la naturale, autentica vicinanza dimostrate a Bruno, simbolo di tutti gli invalidi, mutilati e martiri del lavoro, “partito non perché gli faccia piacere girare, ma per dare un messaggio con questo tour” a tutti, indistintamente e, in particolare, ai giovani, agli studenti di ogni ordine e grado, speranza e futuro del Paese, cui spetta il compito duro, oneroso, ma gratificante e, perchè no, anche affascinante, d’essere portatori semplici e sinceri della cultura della sicurezza. Al tavolo dei relatori, con Bruno, nell’aula consiliare del Comune di Capua, gremita in ogni ordine di posti (autorità civili e militari, docenti ed alunni, una folta rappresentanza di funzionari ed associati all’Anmil) il V. Sindaco, avv. Giuseppe Chillemi, l’Assessore alle Politiche sociali, prof.ssa Anna Maria Fusco, l’on. Gianni Piccirillo, il V. Presidente Nazionale Anmil, Vincenzo Marotta, la Consigliera nazionale Debora Spagnuolo, il Presidente territoriale Anmil Caserta, Aldo Di Biase. Da subito è stata avvertita l’assenza dei vertici provinciali dell’Inail. Un’assenza inattesa che, pur avendo provocato qualche timido rumor, non può nè deve essere addebitata al dirigente, dr. Valentino Attilio Difalco, di cui sono noti stile e sensibilità, sempre presente in ogni altra manifestazione istituzionale. Stesso discorso per il vicario, dr. Francesco Ucciero, e la responsabile della prevenzione, dott.ssa Daniela Mingione. Insomma, un non improbabile, eventuale attrito potrebbe essere ricercato nelle alte sfere e dell’istituto assicuratore e dell’associazione invalidi sul lavoro. Un comunicato – chiediamo troppo? – non stonerebbe. Entrando nel vivo degli interventi, Aldo De Biase ha sciorinato dati impietosi “oltre i mille sia gli infortuni mortali che le malattie professionali” e situazioni incresciose “a distanza di nemmeno 10 anni dalla emanazione delle nuove norme, nulla è stato fatto per parlare di sicurezza sul lavoro nelle scuole; non si ha più traccia dei fondi per l’informazione sui rischi nei luoghi di lavoro; nulla è cambiato sulla formazione dei lavoratori e ancora non c’è una definizione dei criteri per la qualificazione delle aziende; intanto, torna ad aumentare il numero degli incidenti e dele morti sul lavoro; il tour per la sicurezza sul lavoro, ripercorrendo i luoghi delle tragedie passate, è un modo per richiamare l’attenzione al problema; non a caso, la tappa di Capua, intesa a ricordare la tragedia avvenuta l’11 settembre del 2010, presso la società DSM, ex Pierrel, che provocò la morte di tre lavoratori (Giuseppe Cecere di anni 50, da Capua, sposato e padre di tre figli che sono presenti qui, oggi; Antonio Di Matteo di Macerata Campania, di anni 63, e Vincenzo Musso di Casoria, di anni 43); con amarezza, intendo rilevare che nessun rappresentante della menzionata società, ora BIOSERVICE, ha ritenuto raccogliere l’invito ad essere qui con noi”. Ma anche messaggi che andrebbero recepiti e attuati nell’immediatezza (v. Giuseppe Chillemi che ha auspicato “un rito speciale per rendere giustizia in maniera più seria ai lavoratori infortunati e/o ai morti in attualità lavorativa”; Gianni Piccirillo che ha ancora una volta sostenuto che “gli artt. 1 e 32 della Costiutuzione, patto civile e politico, non possono essere disgiunti, ma devono viaggiare assieme, sicchè diventa una vera e propria impresa richiamare l’attenzione delle istituzioni; le norme della sicurezza dovrebbero entrare a far parte delle materie di studio nelle scuole o quanto meno avere valenza di credito formativo; una società non migliora con gli 80 euro in più ma facendo sì che, nel Paese, i beni essenziali – scuola e salute – siano fruibili da parte di tutti; l’unica speranza che resta è quella di raccogliere il messaggio di Bruno”). Abbiamo assunto l’auspicio di Vincenzo Marotta – sulla nostra stessa lunghezza d’onda in riferimento al riportato pensiero del prof. giovanni grieco – inteso a “vedere la scomparsa dell’Anmil perché non vogliamo infortuni né morti sul lavoro; l’Anmil non serve più se non ci sono più infortuni sui luoghi di lavoro e malattie professionali contratte a causa dell’attività lavorativa”. Anche per Anna Maria Fusco restano “importanti la presenza ed il tour intrapreso da Bruno perchè finalizzati a sollecitare e attuare ogni intervento utile da rendere sicuri i luoghi di lavoro”. “Doveroso”, per Debora Spagnuolo, “partecipare a questa manifestazione perché l’unica speranza è fondata sulla prevenzione; non c’è cosa peggiore di quando uno esce la mattina per andare a lavorare e poi, a fine giornata, o ritorna a casa invalido o mutilato o addirittura non ritorna più; le situazioni sono dolorosissime e facciamo queste cose perché la vita possa cambiare per gli altri; Bruno è partito non perché gli faccia piacere girare, ma per dare un messaggio con questo tour, messaggio che tocca direttamente voi giovani: voi che siete speranza e futuro, siate anche portatori della cultura della sicurezza”. Bruno Galvani – che ha bandito la parola ‘disgrazia’ dagli eventi infortunistici e che, nel tour, ha inteso raccogliere “il dolore delle famiglie che hanno raccolto un familiare morto in occasione di lavoro o che ha contratto una malattia per l’attività lavorativa svolta – è un convinto assertore che in un Paese serio chi ha delle responsabilità ne deve rispondere”. A lui che ha sancito “la sicurezza sui luoghi di lavoro deve viaggiare assieme alla legalità” ed ha riferito che “oggi, mentre in Italia si sta procedendo al recupero di una grande azienda, la Comunità europea ha preso seri provvedimenti contro chi ha omesso di adottare le opportune misure di sicurezza”, i ringraziamenti per l’impegno messo in questo tour dove rappresenta tutti. Un ringraziamento anche allo staff di Bruno, alle autorità, al sindaco di Capua, dr. Carmine Antropoli, all’assessore alle Politioche sociali, prof.ssa Anna Maria Fusco, che si sono prodigati per la buona riuscita di questo evento accogliendo subito le istanze dell’Anmil, ai dirigenti scolastici, agli studenti intervenuti, e a tutti i presenti in sala.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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