CASERTA. INTERVENTO DI SAVERIO CANTILE, PRESIDENTE PROVINCIALE ANMIL, SULLA TRAGEDIA DI ARPINO.

di Paolo Pozzuoli

Reduce dalla manifestazione a Capua dove, alla testa dell’ANMIL provinciale, nella ricorrenza del 1° anniversario della morte dei lavoratori Giuseppe Cecere, Antonio di Matteo e Vincenzo Musso, vittime di un infortunio sul lavoro nell’adempimento del proprio dovere (… morirono asfissiati all’interno di un silos per effettuare lavori di manutenzione di routine: un evento di così vasta portata che toccò certamente il cuore più duro del più insensibile dei mortali difficilmente potrà essere dimenticato ma resterà vivo nei cuori e nelle menti non solo dei loro familiari ma anche di coloro i quali, con tanta partecipazione e commozione, seguirono quei tragici momenti), aveva partecipato alla fiaccolata – erano presenti anche don Giovanni Branco in rappresentanza del Arcivescovo, S.E. Mons. Bruno Schettino, il dr. Carmine Antropoli, Sindaco della Città,  il dr. Alfonso Cangiano, Dirigente provinciale dell’INAIL – organizzata per ricordare quelle tre povere vittime dell’infortunio sul lavoro accaduto in Capua presso la multinazionale D.S.M., Saverio Cantile, e con lui gli italiani tutti, s’è trovato a piangere le ultime vittime, ben sei, della catastrofe, un’apocalisse, che si è scatenata nella Contrada Sant’Altissimo in Carnello d’Arpino nella confinante provincia di Frosinone: uno scoppio improvviso, un’esplosione catastrofica, ed è subito saltato in aria il laboratorio di fuochi pirotecnici, Pirotecnica Arpinata, che ha travolto – portandoli via da questo mondo – il titolare, Claudio Cancelli, i figli, Gino e Giuseppe, Enrico Battista, Giulio Campoli e Francesco Lorini. “Questa tragedia” – ha commentato Saverio Cantile, Presidente provinciale dell’ANMIL – lascia l’amaro in bocca, il gusto sgradevole di un problema antico ma sempre attuale, purtroppo ricorrente, che tarda ad imboccare quel percorso che mena ad una soluzione concreta, auspicabile da tutti; sei morti in un giorno ci fanno rivivere altri drammi già vissuti e mai archiviati, rinnovare la partecipazione al dolore di altri familiari e piangere con loro”. “In quell’azienda” – aggiunge Cantile – “sono morti il titolare ed i suoi figli, sicché sembra ancora più assurdo e difficile credere che non abbiano pensato a proteggersi, a mettere in atto le misure di sicurezza e prevenzione dettate dalle norme vigenti; attendiamo quindi l’esito delle perizie per conoscere le cause dell’accaduto, il perché, il percome, pronti a ricevere una nuova lezione sulla sicurezza che avremmo voluto evitare”. “Anche l’ex Presidente provinciale dell’ANMIL di Frosinone, Raniero Belli” – continua e conclude Saverio Cantile – “fu vittima di un  gravissimo incidente presso una fabbrica di fuochi d’artificio; conoscendo, quindi, il dramma di queste persone, alla famiglia Cancelli, le cui radici affondano in una passione iniziata nel lontano 1812 e concretizzata, negli ultimi tempi, con il laboratorio la cui intestazione richiamava e dava lustro al paese, così provata negli affetti, va tutto il nostro sostegno morale in uno ad un aiuto concreto”.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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