CASERTA: “RIPARTIRE CON LA CULTURA”: E’ IL SEGNALE CHE RINNOVA PASQUALE IORIO

Iorio Pasquale piazze del sapere
Iorio Pasquale piazze del sapere

Imminente in libreria il volume che scandaglia le potenzialità della Terra di Lavoro

 

 

CASERTA (Raffaele Raimondo) – “Terra di lavoro. Ripartire con la cultura”: è il titolo di un volume, curato da Pasquale Iorio ed edito da Melagrana, che presto troveremo in libreria.          Raccoglie ben quaranta saggi e contributi di diversi importanti autori alla cui attenta lettura ci invita Nadia Barella. Quattro i nuclei tematici che strutturano l’opera: a) I luoghi del sapere; b) I luoghi della memoria; c) Beni comuni e beni culturali; d) Sviluppo locale, ambiente, paesaggio e territorio. In fondo una robusta appendice sui siti storici (Patrimonio dell’Unesco), con una ricca bibliografia su Terra di Lavoro ed una scheda informativa sul polo museale diffuso. Coloro che hanno scritto i vari testi sono espressioni di differenti contesti e di consolidate competenze: “Da quelle del mondo del sapere e dell’università – spiega il curatore – a quelle delle forze sociali e produttive; dagli operatori culturali a vari livelli a quelli del terzo settore e del volontariato. Si può dire che nel volume si sono espresse le forze e le risorse migliori, più vitali e creative del nostro territorio”. Si sono insomma attivate – come annuncia Iorio – le penne di molti impegnati a far “emergere un Sud che non solo vuole resistere, ma che intende riscattarsi “Per ripartire con la cultura” (come sottolinea il titolo). Si tratta di un’opera collettiva, che raccoglie racconti e testimonianze di buone pratiche in una terra che ancora oggi viene letta come il regno di Gomorra, o peggio come un inferno dei fuochi e dei veleni. Di fronte a questi luoghi comuni, negli ultimi anni sono scesi in campo tanti protagonisti del mondo del sapere e del terzo settore con incontri, iniziative ed eventi di varia natura – a partire dalla rete delle Piazze del Sapere – che nelle varie realtà hanno animato tanti luoghi di produzione e spazi di diffusione della conoscenza e della cultura, come fattore di coesione sociale e di apprendimento permanente”. Tutto ciò da ripassare in rassegna con una chiave interpretativa che Pasquale Iorio lega strettamente a cause pregresse spiegate così:  “Molto spesso le associazioni hanno coperto un vuoto lasciato dalla politica e dalle istituzioni locali, che prestano poca cura ed attenzione ai beni comuni e culturali, storici, artistici – al vero patrimonio di Terra di Lavoro (per usare un’espressione cara a Giuliano Volpe). Sono tanti i casi di tesori in stato di degrado o di abbandono, di monumenti, musei, biblioteche di grande prestigio, che vengono salvati e resi fruibili grazie all’opera di cittadinanza democratica, di gestione partecipata e condivisa (sussidiarietà), di partecipazione consapevole”.

In realtà il volume non nasce come un fungo e se ne svelano le radici facendo luce sul recente passato: “Grazie all’iniziativa di una rete di associazioni e consorzi di imprese sociali è stato organizzato per la prima volta nel mese di aprile 2016 un Forum sul tema “Ripartire con la cultura in Terra d Lavoro”. Ci siamo posti un obiettivo ambizioso: avviare un percorso per la realizzazione di un “distretto culturale evoluto”, sul modello di altre realtà e buone pratiche europee e mondiali. Di fronte ai processi di crisi ed incalzati dalle sfide della globalizzazione, il sapere e la conoscenza diventano sempre più fattori di sviluppo locale (ecosostenibile) e di innovazione produttiva, sociale e civile. A tal fine l’obiettivo primario del Forum è stato quello di far emergere le potenzialità e le opportunità che possono essere estratte dal ricco patrimonio storico, artistico e di beni culturali diffuso sul nostro territorio… Nel Forum è stata data voce e visibilità alle narrazioni dei luoghi e delle piazze del sapere (librerie – biblioteche civiche – caffè letterari…) che si vanno diffondendo, con un nuovo protagonismo dei cittadini e delle associazioni per diffondere e promuovere la cultura come fattore di coesione sociale e di apprendimento permanente, di cittadinanza democratica e partecipazione consapevole”.

       Sarà dunque sicuramente interessante aprire questo libro-sfida che rinnova un segnale ormai consolidato e tuttavia chiamato anche ad una puntuale verifica degli esiti finora raggiunti.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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