Cassino-Sequestro di capi contraffatti

DECINE E DECINE DI CAPI DI VESTIARIO, SCAPRE, BORSE ED ACCESSORI, TUTTI RIGOROSAMENTE FALSI, SEQUESTRATI, AD OPERA DELLA GUARDIA DI FINANZA DI CASSINO, A DUE AMBULANTI ABUSIVI DI CASORIA E NAPOLI, CHE, FEDERITI ALLA MAGISTRAURA DI COMPERTENZA, RISCHIANO FINO A TRE ANNI DI RECLUSIONE

di Daniele Palazzo

Ancora una volta, Saviano docet, l’industria del falso  targato Napoli si distingue per l’alta qualità dei suoi prodotti e per la capacità di sfornare capi su capi a velocità impressionante. A fronte dei casi di sequestri, denunce ed arresti del recente passato, nuovo episodio di cronaca a tema. Questa volta, protagonisti due venditori di griffe contraffatte partenopei che avevano scelto la città di Cassino quale luogo privilegiato della loro illecita attività. Si tratta di A.P., quarantenne di Casoria, e S.A., trentenne di Napoli, che, a distanza di ventiquattro ore l’uno dell’altro, sono stati intercettati, bloccati e deferiti alla competente autorità giudiziaria ad opera di una pattuglia della Guardia di Finanza della Città Martire. Al momento dell’arrivo dei finanzieri, sia l’uno che l’altro ambulante abusivo si trovavano all’interno dell’Ospedale “Gemma De Posis”, di Cassino, dove, da qualche tempo, facendo leva sulla richiesta di acquisto di clienti più o meno compiacenti, svolgevano la loro attività mercantile. Giorni e giorni nei quali, con ricavi anche soddisfacenti,  tutto era filato liscio, la coppia truffaldina ci aveva preso gusto, intensificando la propria offerta. Tanto da dare eccessivamente nell’occhio e richiamare l’attenzione degli uomini della G.d.F. competenti per territorio, i quali, oltre alle altre formalità di rito, hanno provveduto pure al sequestro della mercanzia proposta in vendita dal tandem di nostre conterranei. “Alviero Martino”, “Lui-jo”, “Hogan”, “Chanel”, “9.2”, “Fred Perry”, “Louis Vuitton”, “H & B”, “Jeckerson”, “Moncler”, “Burberry”, questi solo alcuni dei marchi presenti tra le decine e decine di capi tra vestiario, scarpe ed accessori, sequestrati dei finanzieri ad A.P. ed S.A., che, con una prospettiva di condanna fino a tre anni di reclusione, rischiano di pagare molto caro la loro balordaggine di fuorilegge votati al guadagno facile. Quello che, in questa vicenda, lascia increduli e maggiormente sconcertati è il fatto che quasi tutti gli articoli sottoposti a sequestro dalla Guardia di Finanza cassinate, oltre ad essere perfettamente simili alle griffes originali, appaiono realizzati con la stessa materia prima usata per confezionare la merce autentica. A chi, di fronte a questa circostanza, manifestasse un tantino di incredulità, consigliamo di leggere attentamente soprattutto le prima cinquanta pagine dell’ormai famosissimo libro del giornalista anticamorra Roberto Saviano, che, sull’argomento, à molto esplicativo. Pur riconoscendo meriti professionali ed incisività operativa alle forze dell’ordine deputate alla sicurezza e all’integrità del territorio e, nella fattispecie allo speciale reparto delle Fiamme Gialle intervenuto, non possiamo non rimarcare che risultati come quelli di cui ci occupiamo rischiano di continuare a tradursi in tante piccole vittorie di Pirro se non si interviene all’origine, colpendo le grandi holding del malaffare e dell’illecito, che tanto male fanno all’economia nazionale e al Marchio targato Italia.

 

 

                                            

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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