mercoledì novembre 16th, 2011 00:19 CASTEL VOLTURNO. Censimento degli uccelli marini, un mare di meraviglie alla foce del Volturno

Morus1

 

Morus2

 

CASTEL VOLTURNO.  Nella giornata di ieri l’associazione Ardea Onlus ha reso noto i dati pertinenti il “Morus” per la sessione autunnale che si è svolto alla foce del Volturno (Oasi dei Variconi) e alla foce dei Regi Lagni. Grazie a questo tipo di monitoraggio, effettuato in contemporanea lungo le coste italiane dal 2009, si registrano le presenze ornitiche tipicamente marine, con particolare attenzione alla Sula ed agli uccelli appartenenti agli Stercoraridi.

Lo scopo – ha precisato Davide De Rosa, coordinatore regionale dell’Ardea Onlus – è quello di raccogliere una grande quantità di dati, al fine di migliorare la comprensione delle dinamiche circa la presenza ed i movimenti migratori di queste specie nei nostri mari. In passato sono già stati raccolti dati a livello locale ma mancava, fino ad oggi, un progetto di così ampio respiro”.

In Campania hanno partecipato 4 squadre, di cui 2 nel territorio della Riserva Naturale Regionale

“Foce Volturno – Costa di Licola – Lago di Falciano”. Le squadre erano composte prevalentemente dai soci di Ardea Onlus.

Alla foce del Volturno, in prossimità dell’Oasi dei Variconi erano presenti Davide De Rosa, Francesco Riccio, Valerio Elefante, Chiara Marinelli, Germano Ferraro delle Sentinelle Onlus,

mentre alla Foce dei Regi Lagni erano presenti Rosario Balestrieri, Giovanni Capobianco e

Francesco Valerio.

Durante i rilievi – annuncia De Rosa – alla foce del Volturno è stato avvistato un 1st winter di Gabbiano tridattilo. La specie è migratrice irregolare e svernante irregolare per la Campania e questa è la prima segnalazione per il Litorale Domitio. Di notevole interesse è anche l’osservazione di 2 Orchetti marini sempre alla foce del Volturno. Anche questa specie è migratrice irregolare e svernante irregolare per la Campania. Infine  - conclude De Rosa – si sottolinea il numero elevato di Smerghi minori osservati (13 presso la foce del Volturno e 3 a presso la foce Regi Lagni), di Sule (45 presso la foce del Volturno e 6 a alla foce dei Regi Lagni), un Gabbiano Corso è stato identificato alla foce del Volturno e una Gavina alla foce dei Regi Lagni. Tra le specie non marine, interessante l’osservazione effettuata a Foce Regi Lagni di 2 Rondini”.

In: animaliNessun Commento

martedì novembre 15th, 2011 00:28 Napoli. Nasce “Birding Campania” Nodo Campania della Associazione EBN Italia

 

 di Massimiliano Ive.

 E’ nato “Birding Campania”, il nuovo nodo campano dell’associazione EBN Italia per il birdwatching. A darne notizia è il referente del consiglio direttivo associativo, il naturalista Alessio Usai.

Dott. Alessio Usai, perché nasce l’esigenza di creare questo tipo di associazione?

“L’osservazione degli Uccelli in Natura, il Birdwatching, è fra gli hobby più diffusi nel mondo. America, Inghilterra, nazioni del Nord Europa, hanno una cultura molto sviluppata legata a questa passione. Apparentemente semplice, il birdwatching rappresenta quel senso di appartenenza insito nell’uomo e quella sfida continua che genera il senso di scoperta del mondo cha abbiamo intorno. Ma il birdwatching non è solo questo. È uno stile di vita che porta l’uomo ad immergersi completamente in un habitat naturale, armonizzandosi con esso e guardandone i lati nascosti che solo ore di attesa e pazienza possono mostrare, ricavandone quei benefici salutari che lo portano ad un necessario distacco temporaneo dalla vita quotidiana”.

Veniamo a noi. Creare “Birding Campania” è anche un modo per interagire direttamente sul territorio regionale ricco di riserve e parchi statali e regionali?

“La Campania è una Regione in cui oltre il 25% della sua superficie è soggetto a vincoli di tutela ambientale e sotto la supervisione di Parchi e Riserve Naturali. Tuttavia, molta di questa protezione è ancora solo su carta e non c’è reale rispondenza sul territorio. L’eccezionale diversità ambientale che la caratterizza, dal mare alla montagna, nasconde una ricchezza in Biodiversità (animale e vegetale) ancora inesplorata. La diffusione del birdwatching potrà essere un utile strumento per implementare la frequentazione delle nostre aree protette. Frequentazione che speso si trasforma anche in sorveglianza diretta ed indiretta che il cittadino consapevole può fornire alle istituzioni, collaborando in quella azione di tutela e difesa di un patrimonio ambientale che è di tutti”.

Creare “Birding Campania” è anche un modo per rafforzare la presenza di EBN Italia in Campania?

“EBN Italia è l’Associazione nazionale che si prefigge lo scopo di promuovere e diffondere il birdwatching, e la sua cultura, in Italia. Conta 500 associati, ma migliaia sono gli aderenti alle mailing-list ed ai gruppi locali, i Nodi. Tanti sono quelli che ogni giorno si avvicinano, frequentano corsi di formazione specifici e si mettono in contatto con tutta la serie di esperti senior che gestisce le mailing, organizza le uscite sul campo e genera gruppi sui social network. Per quanto concerne la Campania, dal 2007, anno in cui venne riproposto dopo lungo tempo un corso di birdwatching a Napoli, il numero degli appassionati è andato via via crescendo, dando il là alla diffusione di questa cultura anche nella nostra Regione. Oggi – precisa Usai sulla regionalizzazione del birdwatching – grazie ad un manipolo di soci campani di EBN Italia è stato fondato “Birding Campania” Nodo Campania della Associazione. Una rappresentanza regionale, in risposta al crescente aumento degli appassionati che in questi anni si sta avvicinando a questa cultura. Uno stimolo a non abbandonarla rapidamente, ma a coltivarla nel tempo ed a diffonderla ancor di più. Una visione nuova della Natura in Campania, Regione, negli ultimi anni, vessata dalle continue emergenze ambientali ed aggredita costantemente dalla incessante cementificazione, che spesso vede la continua nascita di Centri Commerciali come unica proposta di aggregazione sociale”.

Da chi sarà diretta questa compagine e quali sono i suoi primi obiettivi?

“Birding Campania sarà guidata dal sottoscritto, già consigliere di EBN Italia, ma so di poter contare sulla collaborazione dei birders e degli Ornitologi che hanno prontamente aderito. Il Nodo Campano” aggiunge Usai  - “sarà l’espressione diretta della associazione nella nostra Regione. Al momento siamo una decina di soci EBN che si attiveranno per la diffusione del Nodo sul territorio e ci auguriamo di raggiungere al più presto un elevato numero di aderenti. Birding Campania avrà fra gli obiettivi la tutela delle specie appartenenti alla avifauna campana, la collaborazione ai progetti nazionali sugli atlanti degli uccelli nidificanti e svernanti in Italia, la valorizzazione delle aree protette e la promozione del turismo responsabile, attento alla Natura ed ai suoi molteplici aspetti. Per chi volesse saperne di più mettiamo a disposizione il nostro sito informativo: www.ebnitalia.it oppure il nostro gruppo mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/birdingcampania/”.

In: animaliNessun Commento

sabato novembre 5th, 2011 21:33 La Padania dona a GeaPress le intercettazioni integrali in proprio possesso sulla Quintana di Foligno

  
Chiliamacisegua ringrazia Geapress tutta, dal direttore Ignazio Marchese a Marcella Porpora, a Elisa D’ Alessio che fanno muro contro una ingiustizia perpetrata ai danni della verità
 
Eccoli i colleghi che  praticano l’etica professionale, come dogma da cui non prescindere.
 
E fanno un regalo ai lettori, i veri destinatari dell’informazione, corretta.
 
Buon pro gli faccia ai ………saccheggiatori!
 
Chiliamacisegua
 
 
 
 
 
Quintana di Foligno: le intercettazioni integrali dell’inchiesta sul doping (scarica il pdf)
di redazione | 05 novembre 2011

 
 
GeaPress riceve da La Padania e dalla giornalista Stefania Piazzo, le intercettazioni integrali dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Perugia relativa alla Quintana di Foligno del 2006.
Tutti gli indagati sono stati condannati. Uno ha patteggiato. Annunciati i ricorsi in appello.
GeaPress nel ringraziare il quotidiano La Padania e Stefania Piazzo, vi invita alla interessante lettura delle intercettazioni, introdotte da un articolo della stessa Piazzo.
 
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
La Padania dona a GeaPress le intercettazioni integrali in proprio possesso sulla Quintana di Foligno
di Stefania Piazzo
  
Ho deciso di imprimere una svolta nell’inchiesta giornalistica sulle intercettazioni sulla Quintana di Foligno nell’inchiesta della Procura di Perugia scaturita dall’operazione dei Nas, inchiesta che la Padania ha iniziato a pubblicare in esclusiva dal 6 ottobre scorso.
 
Dono infatti a GeaPress il prezioso documento integrale di 676 pagine al fine di consentire alla testata online di diffonderne tutti i rilevanti contenuti. Con l’augurio e la richiesta che chi pubblicherà o stralcerà i testi, dica, almeno questa volta, quale è la fonte: la Padania con GeaPress.
 
Da qualche giorno infatti altre fonti giornalistiche hanno diffuso, solo dopo il deposito della sentenza, alcuni brani delle intercettazioni, compresi copiosi e rilevanti passaggi che la Padania aveva già pubblicato, (in modo peraltro più articolato con l’elenco  dei farmaci sequestrati a veterinari e rioni).
 
Affatto singolare è che  tali testate abbiano presentato il lavoro in veste “esclusiva” un mese dopo, se non titolando persino i servizi col medesimo titolo con cui il mio quotidiano aveva avviato l’inchiesta: “Bombardala a morte…. Damme retta”.
 
Sia la Lav che l’Enpa si erano accorte dell’inchiesta. La Lav  in una nota propria nota ufficiale il 5 ottobre scorso commentata dal presidente Gianluca Felicetti titolando “Quintana di Foligno. Le telefonate shock degli intercettati”; l’Enpa di Carla Rocchi, con con la news letter della settimana il 7 ottobre “Palio della Quintana, intercettazioni “scomode” su la Padania”.
 
Intenzione è stata da sempre quella di divulgare alla più amplia platea possibile di lettori il contenuto delle intercettazioni, sia all’opinione pubblica che alle altre testate giornalistiche perché tutti aprissero gli occhi. Tanto che il 18 ottobre scorso, mentre pesava un greve silenzio, l’associazione Chiliamacisegua, di cui sono presidente onorario, pubblicava sul proprio sito e inviava a numerose testate nazionali e locali  interessate territorialmente dall’evento, oltre che alle istituzioni locali umbre, i pdf e i testi integrali delle mie inchieste con la pubblicazione delle prime due puntate sulle intercettazioni, compresa “Bombardala a morte”, come risulta dai documenti e dai report in nostro possesso.
 
Ciò nonostante, su alcuni siti online e cartacei si offriva ai lettori la notizia come “esclusiva” qualche settimana dopo, facendosi vanto delle anticipazioni altrettanto “esclusive”, senza mai citare il mio lavoro.
Certo, ha colpito non pochi professionisti della carta stampata, le associazioni nazionali di volontariato e diverse istituzioni di vigilanza che, a fronte dell’evidenza, in questo Paese si possano  decidere i tempi in cui le notizie diventano più notizie di altre, pur essendo identiche in molti  contenuti e nei titoli.
 
Così come ci si chiede fino a quando peserà il silenzio dell’Ordine dei veterinari e, a questo punto, se si accoderà al silenzio e all’indifferenza anche l’Ordine dei giornalisti.
Se, insomma, l’esclusiva del silenzio si accodi alle esclusive a scoppio ritardato.
Così come ci si interroga per quanto ancora le istituzioni locali esprimano solidarietà agli intercettati e ai loro sistemi. Domanda che la Padania con la mia associazione ha ripetutamente sollevato agli enti preposti e “coinvolti”, nel più totale silenzio umbro.
 
Le nostre inchieste comunque proseguiranno, anche con altri colpi di scena, e siamo lieti di aver deciso di diffondere attraverso GeaPress l’importante documento integrale, ritendendo fondamentale che alla base della buona deontologia professionale vi sia, e   lo consideriamo un principio imprescindibile, il rispetto dell’etica, la trasparenza dei comportamenti, la correttezza nel riconoscere e citare le fonti laddove queste hanno svolto un’attività pionieristica nel rompere il muro del silenzio, e, questo sì, offrendo in esclusiva un’informazione scevra da condizionamenti e giochi di sponda.
 
D’altra parte, la costanza e la frequentazione dei temi sulle battaglie di civiltà che riguardano il benessere animale e la malasanità, non appartengono ai furbetti del quartierino, del rioncino e del “caratterino… di piombo”, visto che parliamo di stampa.
 
Tutti saranno d’accordo sul fatto che le notizie appartengono al popolo, e non a chi ne fa uso strattonandole come riflesso del proprio ego.
 
Con stima e fiducia, perché si riconosca sempre il lavoro di chi vive facendo questo splendido mestiere, al servizio della verità.

SCARICA IL PDF CON LE INTERCETTAZIONI INTEGRALI

In: animaliNessun Commento

venerdì novembre 4th, 2011 23:50 Cancello ed Arnone-Sportello animali, è il nuovo lavoro a cui si sta dedicando lo staff dell’Associazione Cinofili OLI, responsabile del progetto Ercole Del Gaudio

 

 
 

a sx Ercole Del Gaudio

 

Sportello animali, è il nuovo lavoro a cui si sta dedicando lo staff  dell’Associazione Cinofili OLI, responsabile del progetto Ercole Del Gaudio, che insieme al suo Team, proporranno la realizzazione,  presso i  comuni e le ASL veterinaria, che vorranno aderire al progetto, di un ufficio preposto alla tutela degli animali presenti sul territorio, con diversi obbiettivi:

  • · Studio della fenomenologia dell’abbandono degli animali d’affezione, anche mediante l’elaborazione dei dati che verranno acquisiti tramite le denunce dei proprietari dei cani ritrovati.

Elaborazione di programmi e strategie atti alla sensibilizzazione ed alla riduzione del fenomeno dell’abbandono, nonché individuazione di forme per l’affido degli animali ritrovati.

Controllo delle condizioni degli animali in genere anche in base alle leggi nazionali e regionali(L.189/04,L281/91,LR.34/93,LR.18/04 ecc..)ed eventuali regolamenti comunali, con particolare riguardo a quelli ospitati presso i canili comunali e/o consortili. Per informazioni,richieste di collaborazione, scrive all’indirizzo email asdoli@libero.it. (lo staff cinofili oli).

 

In: animaliNessun Commento

lunedì ottobre 31st, 2011 22:53 LA PADANIA 1 NOVEMBRE PER GREEN HILL ISTANZA DI CHIUSURA

 

Questa è una esclusiva bomba. Il frutto del lavoro minuzioso di chi dietro le quinte lavora, lavora, lavora con la lente di ingrandimento per far risaltare i… nei.

Esclusivo che più esclusivo di così questa volta, non si può.

Mettete da parte quello che avete visto e sentito sino ad oggi su Green Hill, comprese le parole di tanti politici che s’accodano. E’ tutto superato. Rottamatelo.

Arriva l’inchiesta, vera, che ci apre gli occhi dando la notizia e la pubblicazione dell’istanza di chiusura per Green Hill inviata al Sindaco e, per conoscenza, al Ministero della Salute e al Sostituto Procuratore della Repubblica di Brescia. Tutto secondo i crismi e sottoscritta dall’Oipa.

Il servizio, che porta la firma di Stefania Piazzo, ci racconta le scoperte sorprendenti che sarebbero emerse nel corso dell’ultima perquisizione effettuata nella struttura, da parte del Servizio di vigilanza dell’Associazione su delega della Procura bresciana, in compagnia della Polizia locale. E ripercorre, a ritroso, ancora in esclusiva, anche gli esiti di numerose altre ispezioni, di numerosi controlli e sopralluoghi. In cui, però, nessuno ha cercato quello che questa volta è stato chiesto e…per ora, non trovato, come essenziale requisito per l’apertura.

Ma perché si è arrivati, senza far ricorso al reato di maltrattamento, all’esplosiva istanza di chiusura?

Stefania ce lo spiega: dalle perquisizioni sarebbero mancati all’appello niente meno che i registri di carico e scarico, insomma la tracciatura dei cani in entrata e in uscita da Green Hill.

Hai capito!!??

E siccome, carta canta, il decreto legislativo 116/1992 recita all’articolo 11 che vanno annotati tutti gli ingressi e i movimenti dei cani nell’allevamento e, non bastasse, la violazione porta alla revoca dell’autorizzazione concessa dal Sindaco…. e… non bastasse ancora, persino il Sindaco lo mette nelle prescrizioni sine qua non per mantenere aperta la struttura….e… non bastasse ancora ancora, quei registri dovrebbero essere vidimati ogni anno giusto dal Sindaco… ecco allora il deposito dell’istanza di chiusura.

Onore al merito a chi da sempre persegue l’obiettivo di far cessare le attività legate alla sperimentazione. Ma onore al merito ad un’inchiesta che, senza il clamore emozionale delle immagini, ci offre con gli strumenti della paziente ricerca, lo spaccato di una realtà oggi sempre meno monolitica.

E, anzi, grazie a questa pagina di sano giornalismo d’inchiesta non commerciale, più vulnerabile di prima.

Grazie Padania!

Buona lettura e buona indignazione!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Sostieni Chiliamacisegua a continuare le sue battaglie di civiltà. Offri il tuo contributo, qualsiasi esso sia. Grazie.

Tesseramento e donazioni Tesseramento e Donazioni

LA PADANIA 1 NOVEMBRE PER GREEN HILL ISTANZA DI CHIUSURA

VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE  DI STEFANIA PIAZZO

CENTONOVESIMA PUNTATA

 

Esclusivo su la Padania. L’esito delle indagini e delle perquisizioni delegate dalla Procura di Brescia al servizio di vigilanza dell’Oipa

Articolo
Ecco la notizia, vera, più efficace di molte parole e immagini, che la Padania pubblica in esclusiva.

È l’istanza di chiusura di Green Hill depositata dall’Oipa.
Ma vi pare possibile che un allevamento di oltre 2.500 beagle non abbia un registro di carico e scarico?

Che, insomma, stando alla denuncia della polizia giudiziaria delegata alle indagini e alla perquisizione dentro Green Hill dalla Procura di Brescia, non sia stato trovato nel più grande stabilimento in Europa per animali destinati alla sperimentazione, la tracciatura secondo legge di quanto entra ed esce? Da non crederci! Quante migliaia di cani sono passati per Green Hill? A quanto pare, dalle indagini e dalle perquisizioni condotte dal Servizio di vigilanza ecozoofila dell’Oipa su delega della Procura bresciana, accanto alla Polizia locale di Montichiari, la risposta è il cuore

dell’inchiesta per la quale è scattata l’istanza di chiusura, e non solo.
A Green Hill quanti cani ci sono ma, soprattutto, dove sta scritto? Qui si concentra e si concentrerà l’attività d’indagine.

Vuoi che una multinazionale non sappia rispondere?

 Figuriamoci, avrà la risposta in tasca.

Idem il sindaco. Idem l’asl.
Intanto però è partita l’istanza di chiusura, che pubblichiamo in esclusiva, istanza che il Servizio di vigilanza delle guardie dell’Oipa con funzione di polizia giudiziaria ha inoltrato per violazione della normativa vigente innanzitutto al sindaco e, a seguire, per conoscenza, alla Direzione generale della sanità animale del ministero della Salute e al sostituto procuratore della Repubblica di Brescia, Lara Ghirardi.


Già in una precedente informativa che risale nell’immediato della perquisizione, avvenuta il 30 settembre scorso, veniva infatti denunciato alla Procura bresciana l’assenza del registro di carico e scarico degli animali presenti nell’allevamento, in violazione del decreto legislativo 116/1992.

 Di più, in merito a questo punto, il personale dell’allevamento ne avrebbe affermato l’inesistenza, asserendo che la tenuta del registro sarebbe avvenuta mediante l’aggiornamento dell’anagrafe canina regionale telematica. Anagrafe nella quale l’azienda inserisce i dati.

Già in quella circostanza veniva esplicitato al magistrato che in tal modo non sarebbe stato possibile effettuare la tracciabilità dell’andamento della popolazione canina dell’allevamento negli anni. Non nei mesi. Negli anni.
Ma un conto, dicono, sia l’anagrafe canina, altro è il registro, mancante all’appello ispettivo. Altro fatto è che nell’autorizzazione sindacale il primo cittadino di Montichiari autorizzi l’allevamento a patto che, si legge (vedi l’autorizzazione del 13 novembre 2008, protocollata al numero 36451/2008, ndr), «la Green Hill 2001 srl dovrà rispettare le seguenti prescrizioni, pena la revoca dell’autorizzazione medesima:


A) osservare tutte le disposizioni di cui al decreto legislativo n. 116/92 e in particolare delle prescrizioni di cui agli articoli 10 e 11…».


L’articolo 11, di cui si contesta la violazione, ci interessa molto. Dice che (comma 1) «Il responsabile di stabilimenti di allevamento e di stabilimenti fornitori è tenuto a registrare il numero e la specie di animali venduti o forniti, la data in cui sono stati venduti o forniti, il nome e l’indirizzo del destinatario, nonchè il numero e la specie degli animali morti negli stabilimenti stessi».

Il registro durante le perquisizioni sarebbe risultato inesistente. Ma salterà fuori, non c’è dubbio…


Comma 2, ancora più interessante: «L’autorità comunale sottopone a vidimazione i registri che devono essere conservati negli stabilimenti autorizzati per un minimo di tre anni a decorrere dall’ultima registrazione e messi a disposizione dell’autorità che effettua l’ispezione».


Capiamo quattro cose, leggendo l’istanza di chiusura.

Primo: che la tracciatura non emergerebbe dalle carte.

È così?

Secondo: che il mancato rispetto della prescrizione, lo scrive giusto il signor sindaco, porta alla revoca dell’autorizzazione.

Terzo: che il sindaco non avrebbe a questo punto mai vidimato nulla nonostante lo preveda la legge perché non sarebbero mai esistiti i registri, stando agli atti depositati per ora in Procura.

È così?

Quarto: che l’asl nei suoi periodici controlli non avrebbe mai verificato la presenza o meno del registro di carico e scarico.

È così?
Insomma, quante migliaia di animali sono stati o non sono stati registrati di passaggio a Green Hill?

E come mai al momento dell’ultima ispezione, al 30 settembre, non si sarebbe provveduto all’aggiornamento della banca dati regionale, ferma al 3 agosto, per un totale di circa 400 cani non registrati?

Come mai non si sarebbe reperito alcun certificato di morte dei 35 cani deceduti presenti nella struttura?


Facciamo un passo indietro. In una relazione del 3 agosto 2010 del ministero della Salute, si legge che «la Direzione generale della sanità animale ha intrapreso iniziative per verificare la corretta e uniforme applicazione del decreto 116/1992.

In tal senso era stato informato il servizio veterinario della Regione Lombardia e l’asl competente per ulteriori controlli».

Infine, era stata effettuata un’ispezione ministeriale congiunta con l’asl locale e il servizio veterinario regionale il 14 luglio scorso.
Le autorizzazioni? In regola.

Le strutture e le attrezzature? Minuziosamente descritte e censite.

Si concludeva sostenendo che tutto era a posto e che le segnalazioni di maltrattamento non avevano trovato alcun riscontro.

Domanda: ma il registro di carico e scarico, che è la prima cosa che si chiede varcando un canile o un allevamento, lo hanno chiesto? Lo hanno visto? C’era?


In una relazione del 24 maggio 2010 l’asl di Brescia, distretto veterinario n.2, specificava che i veterinari si erano recati presso Green Hill: autorizzazioni in regola, descrizione dei capannoni, poi si legge «dai registri dell’allevamento i cani presenti risultano così distribuiti….» e segue una conta dei cani per capannone.

Quali sono i “registri” di cui parla l’asl?

Poi, ancora, si specifica che nel 2009 sono stati effettuati sopralluoghi con esito favorevole l’8 aprile, il 1° luglio e il 17 novembre.

Di più, nel 2010 sono stati eseguiti 26 accessi in occasione del rilascio di certificati per l’esportazione di animali.

Perché, allora, all’atto della perquisizione non risulterebbero essere stati presentati su richiesta degli ispettori questi “registri”?

Tutt’altra cosa sarebbero invece le “liste” di cani in uscita controfirmate dall’asl.

La partita su Green Hill è tutta aperta.

Oltre le immagini ad effetto che riscuotono sicuro consenso emozionale e oltre la politica che dice “io io io” puntando solo sul maltrattamento senza aprire altri cassetti.

s.piazzo@lapadania.net
(109-continua)

In: animaliNessun Commento

sabato ottobre 29th, 2011 00:34 SAN NICOLA LA STRADA -Castaldo (Lega Protezione Cane), no all’introduzione nel redditometro delle spese per cani e gatti, equiparati a Ferrari

 

 

Nunzio De Pinto

 “Con l’introduzione del nuovo redditometro 2012, che equipara cani e gatti a una Ferrari, si metterà a rischio la vita di migliaia di animali in Campania”. È l’allarme lanciato dalla professoressa Dulcizia Castaldo, Presidente della locale sezione della Lega per la Protezione del Cane, da sempre in prima fila per proteggere dalle cattiverie dell’uomo, il nostro amico a quattro zampe. Gli italiani non accettano di considerare come bene di lusso la presenza di un animale d’affezione in casa. E nemmeno di considerarsi evasori per il solo fatto di mantenerlo in salute. Bocciata quindi senza appello la tesi dell’Agenzia delle Entrate che ha deciso di inserire tra le sette categorie del nuovo redditometro sperimentale le spese veterinarie. È demenziale la tesi del Fisco secondo il quale chi mantiene in salute il proprio animale è una persona molto facoltosa o un potenziale evasore fiscale. “Le spese dei cani, dei gatti e di ogni altro animale” – ha aggiunto – “sono state inserite nei nuovi indicatori di ricchezza previsti dall’Agenzia delle Entrate, al pari di una Ferrari.  In Campania ciò potrebbe significare la morte o la malnutrizione per oltre duemila cani randagi, altrettanti gatti e altri animali d’affezione. Fino ad oggi” – ha proseguito la professoressa Castaldo, docente presso la scuola media “Mazzini” di San Nicola La Strada – “anche per i deficit delle Asl molte persone si sono caricate a titolo personale le spese dei veterinari per salvataggi o cure mediche di tanti animali spesso abbandonati. Molti altri acquistano cibo, medicinali o anche pagano le spese di sterilizzazione per cani e gatti. Sarà molto difficile chiedergli di continuare questo impegno se addirittura per il Governo la loro solidarietà divena un indicatore di ricchezza facendogli pagare addirittura più tasse. Nella nostra Regione” – ha, quindi concluso l’esponente animalista – “un disimpegno di queste persone potrebbe rappresentare un dramma per migliaia di animali indifesi. Sono molto preoccupata e non capisco chi possa aver concepito una norma così assurda. Sicuramente si tratta di qualcuno che non ha mai posseduto un animale o non ha mai fatto il volontario per salvare quello che, nonostante tutto, è sempre stato il nostro migliore amico”. 

In: animaliNessun Commento

mercoledì ottobre 26th, 2011 23:36 NO DEL WWF ALL’INCENERITORE NEL TERRITORIO DI CAPUA !!!

Siamo assolutamente contrari – dichiara Alessandro Gatto, presidente regionale del WWF Campania – alla costruzione di un inceneritore per rifiuti a Capua e in qualsiasi altro luogo, perché il WWF è contrario ad ogni forma di incenerimento dei rifiuti proprio per evitare ulteriori inquinamenti dell’atmosfera, del suolo e delle acque che potrebbero essere evitati con soluzioni diverse dall’incenerimento.

Ancora una volta siamo in forte ritardo, ad esempio, per la realizzazione degli impianti di compostaggio dei rifiuti umidi, e nella spinta decisiva alla raccolta differenziata rivolta esclusivamente al riciclaggio della materia. Cosa che è anche fondamentale come volano per lo sviluppo e per l’occupazione.

La provincia di Caserta, se venisse confermata la scelta della realizzazione dell’inceneritore a Capua, vedrebbe ulteriormente peggiorare le condizioni ambientali di un territorio già pesantemente inquinato da rifiuti tossici e rifiuti ordinari. Un territorio – continua Raffaele Lauria, presidente del WWF Caserta – già pesantemente provato da tantissimi fattori di inquinamento ambientale.

Napoli, 26/10/2011

In: animaliNessun Commento

martedì ottobre 25th, 2011 22:44 San Nicola la Strada-” I Monti Tifatini , scrigno di biodiversità”

 

 

Sabato 29 ottobre ore 17.30, presso la sede operativa del WWF Caserta – Via P. Harris 8 – San Nicola la Strada, si svolgerà un incontro dal titolo ” I Monti Tifatini , scrigno di biodiversità” , nell’ambito della manifestazione nazionale del WWF Italia “Biodiversamente 2011″, dedicato quest’anno alla ricerca scientifica nell’ambito della biodiversità. In tutta Italia sono stati coinvolti musei scientifici ed aree protette che sono state aperte gratuitamente al pubblico nello scorso fine settimana per illustrare al grande pubblico il significato ed il valore della biodiversità. A conclusione di questo percorso,  il WWF Caserta presenterà il suo progetto di un ” erbario digitale “, che attualmente raccoglie già circa 200 specie, che intende testimoniare la grande ricchezza di vita che esiste in Terra di Lavoro ed in particolare sui Monti Tifatini, una catena collinare che circonda la città capoluogo e che è sede di grandi contrasti. Per coinvolgere sempre più i cittadini nella conoscenza e quindi nella protezione della biodiversità vegetale, il WWF Caserta chiederà a tutti di raccogliere una documentazione fotografica sulle piante spontanee di Terra di Lavoro: diventare ricercatori per un giorno. Le foto serviranno ad arricchire l’erbario e quindi la consapevolezza sulla ricchezza di vita che ancora esiste anche vicino ad aree fortemente urbanizzate: ” Noi conserviamo quello che amiamo, amiamo quello che comprendiamo, comprendiamo quello che ci hanno insegnato “- (Baba Dioum Ministro e ambientalista,Senegal). Sul sito internet del WWF Caserta saranno presto disponibili maggiori informazioni ed una scheda utile per la raccolta dei dati fotografici . Durante l’incontro verrà messa in rilievo anche un’altra ricchezza dei nostri prati e monti : le piante officinali, vera farmacia naturale con cui l’Uomo ha soddisfatto il proprio bisogno di salute da tempi immemorabili. L’incontro è aperto a tutti. 

Renato Perillo – WWF Caserta

In: animaliNessun Commento

mercoledì ottobre 19th, 2011 00:25 Barbaro colui che compie questi scempi, ma anche colui che lo permette

Rosanna Marani
 

Piazza Armerina: i cani ora vengono fatti annegare

Il nuovo raid del serial killer – oltre cento cani morti negli ultimi mesi.

di redazione | 18 ottobre 2011

GEAPRESS – Sicuramente il caso italiano più emblematico, oltre che drammatico. L’Italia è piena di avvelenamenti. Cani randagi e non solo. A volte anche fauna selvatica oltre che, ovviamente, gatti e piccioni. Si ripetono a volte negli stessi posti. In nessun luogo, però, continuano a giungere segnalazioni di avvelenamenti di cani randagi come nel caso di Piazza Armerina (EN). Oltre un centinaio di cani randagi in neanche un anno. Le prime avvisaglie nel dicembre scorso. Poi a Pasqua la recrudescenza del fenomeno che da allora non si è più fermato. Cani avvelenati con prodotti di sintesi per uso agricolo. Poi i cocci di vetro. Pure il caso di un randagio centrato da un colpo di fucile. L’ultimo luogo esente dalla contaminazione dell’avvelenatore, ovvero la centralissima piazza Boris Giuliano, violato nei mesi scorsi.

Ci fu finanche il caso di un cane finito dentro il sacco dell’immondizia, si trattava di una cagna ancora viva ed incinta (vedi articolo GeaPress). Un continuo impegno dei volontari che nei momenti più critici si muovevano forniti di un piccolo kit salvavita. Una siringa con acqua e sale da inoculare in bocca al cane preda delle convulsioni. Si spera, così, che vomiti eliminando il veleno.

Dopo un breve periodo di tregua, quindici giorni fa, una nuova macabra scoperta. Il cadavere di un cane, affezionato amico dei volontari, annegato in una vasca piena d’acqua. Se il fatto fosse accaduto in altro luogo, si sarebbe potuto pensare ad un evento di diversa natura. Ed invece, a Piazza Armerina, la risposta sembra arrivare da sola. Il compagno del randagio annegato, due settimane dopo, viene trovato avvelenato. Un giorno dopo altri due decessi. Questa volta proprio vicino al pasto letale. Due cuccioliolotti neri, recentemente aggiunti alla lunga lista del randagismo mai risolto. Vai a Piazza Armerina e muori.

“Tanto sono cani”, avrebbe detto qualcuno a Piazza Armerina. Eppure, si chiedono gli animalisti, quel veleno potrebbe essere pericoloso anche per l’uomo. Come mai, a distanza di mesi, non sono state piazzate le telecamere? Come mai le indagini non hanno portato a niente? Chi pensa, se non ai cani, quantomeno alla sicurezza pubblica di Piazza Armerina?

In: animaliNessun Commento

domenica ottobre 16th, 2011 23:02 Ogni promessa è debito e quindi ecco che prosegue spedito il viaggio surreale de la Padania

  
Ogni promessa è debito e quindi ecco che prosegue spedito il viaggio surreale de la Padania nelle intercettazioni – pubblicate in esclusiva dal quotidiano – sulla Quintana di Foligno. Un nuovo giro di …..giostra tra l’arsenale di farmaci vietati e dopanti sequestrati a due, tra i numerosi personaggi condannati dal tribunale di Perugia.
Questa volta, dopo il rione Cassero, è di scena il rione Badia.
Che si raccontano il veterinario e gli addetti di scuderia?
Tra un consiglio e l’altro sui farmaci, infilzano il veterinario Pepe (omonimo dell’Università di Perugia??!!) colpevole, stando ai telefonisti, delle peggiori bassezze: aver escluso i loro cavalli perchè infiltrati e dopati.  Inconcepibile!
Apriti cielo: ma chi è mai questo Pepe per permettersi questa lesa maestà?
Per parare…….l’offesa, non resta altro che cambiare la commissione e dunque serve all’uopo, radunare i rioni perché dicano che questo veterinario danneggia tutti. I fantini, si intende!
Hanno infiltrato o no il cavallo? Pare proprio di sì, però se la prendono con Pepe: “E’ una persona molto appoggiata, perché il padre della moglie è un magistrato, capito? Quindi c’ha le palle coperte, capito? E quindi fa lo svelto, fa quello che ca@@o gli pare lui…”.
Ma che c’entra? Il problema sono i cavalli o la famiglia del veterinario pignolo?
Basta leggere ciò che ci offre in lettura Stefania,  l’elenco dei medicinali sequestrati al rione e al suo veterinario consulente, per capire che il problema è ben altro!
Una lista della spesa. E non segnala the al limone o alla pesca!
E acquistano un sapore amarissimo quelle parole che non si possono dimenticare, le parole di Domenico Metelli, presidente dell’Ente Giostra Quintana che, l’indomani della condanna in primo grado, ha espresso vicinanza e solidarietà alle persone coinvolte.
Ma si sa, gli amici si vedono nel momento del.. bisogno!
Al dunque, sono sempre dello stesso parere il presidente della Giostra? E la silenziosa Provincia di Perugia? E il silenzioso Comune di Foligno? E i silenziosi Ordini dei veterinari di competenza? Ah, saperlo!
Per ora, parla solo la Padania, unica voce, ripresa e sostenuta dall’Enpa e dalla Lav e ovviamente diffusa a 360 gradi da Chiliamacisegua.
Staremo… a sentire!
Siamo solo alla seconda, coraggiosa, impudente puntata. Cose così, su Foligno e dintorni non le avevano ancora lette gli umbri né l’Italia dei Palii.
Chiliamacisegua è con lei: ” Forza Stefania, non ti fermare!”
Buona lettura e buona indignazione!
Chiliamacisegua
 
Sostieni Chiliamacisegua a continuare le sue battaglie di civiltà. Offri il tuo contributo, qualsiasi esso sia. Grazie. Tesseramento e donazioni
 
 
Articolo
Prosegue la pubblicazione in esclusiva di parte delle intercettazioni del processo per doping che si è concluso a Perugia in primo grado con la condanna di veterinari e addetti di scuderia della Quintana di Foligno. L’operazione, partita da un’indagine dei Nas, ha rivelato uno scenario stupefacente a magistrati e inquirenti. Ma non ai cittadini, informati solo attraverso il nostro giornale, l’unico in Italia ad affrontare il caso.
Nella prima puntata il 6 ottobre abbiamo scritto del coinvolgimento del rione Cassero. Ora ecco il Rione Badia. Di scena ancora il veterinario Umberto Ricci con Alessandro Metelli per atti fraudolenti sui cavalli Ideal Late (competizione di giugno) e Street Boogie (competizione di settembre). Ai due i Nas contestano la detenzione di farmaci vietati e dopanti. In pagina, tutto “l’arsenale ”farmaceutico” sequestrato ai ragazzi ai quali, ricordiamo, il presidente dell’ente Quintana, Domenico Metelli, dopo la sentenza ha espresso vicinanza e solidarietà.
(2-continua)
 
 
9 MAGGIO 2006
Umberto: hai saputo niente di Alessandro? Lorenzo: sì, sì, ho saputo tutto. De Pepe? Umberto: eh. Lorenzo: che Street Buky e Ideal con il radiologico digitale ha visto un alone sul nodello, che può essere soltanto una bolla d’aria cioè i cavalli sono stati infiltrati pochi giorni prima, ha detto: mi avete preso per il culo e io vi ho fatto i cavalli idonei con riserva, articolarmente stanno a posto, ha detto, però io vi ho anche chiesto se i cavalli erano trattati o meno, m’avete detto de no, visto che m’avete preso per il culo io l’ho fatti con riserva. Ha detto: però lì c’è una zona più radio-opaca e dunque c’è una bolla d’aria che può essere giustificata soltanto con un’infiltrazione recente e questa è una, la seconda sembra che Allarme Rosso si sia fatto male sull’anteriore destro. Ho parlato col cavaliere che ci ha corso e m’ha detto in questa maniera. Umberto: allora non era il sinistro? Lorenzo: In attesa di cassetta perché senza la cassetta non lo puoi dimostrare a nessuno. Quella è una frattura di quattro anni fa. Ho parlato col proprietario di quattro anni fa, m’ha detto: Lore’, io a meno che non mi sono rimbambito…, ha detto: io sono convinto che il cavallo è partito. Ha preso una tavoletta esterna. Ciò significa coll’anteriore destro. Cioè detta tra me e te questi hanno scambiato il destro col sinistro per la causa. Umberto: ma infatti cioè non è una frattura fresca come dice lui, capito? Lorenzo: Pepe a Alessandro gli ha detto che è freschissima.
Umberto: dai, ma non stiamo a di’ le barzellette? Lorenzo: ade’ sto scemo la bolla d’aria, la cosa, ma che? Umberto: questo proprio è… questo è un imbecille, Lore’. E voi che gli avete detto, che lo avete infiltrato, no? Lorenzo: eh, Alessandro gli ha detto de sì.
Umberto: vedi, è un pappagallo, tu gli devi dire: noi non gli abbiamo fatto un cazzo al cavallo, vedi, vedi che… ma vaffanculo! Proprio se cavano le calze, porco D..! Lorenzo: e infatti, e infatti io a Alessandro gli ho detto: scusa e Adorno dove ce l’ha la bolla d’aria, Adorno non l’abbiamo infiltrato uguale? Umberto: E Adorno non ce l’ha la bolla.. Umberto: allora se tu vai alla ricerca di bolle d’aria lastravi tutti, ma senti quanto è scemo questo! Ma questo proprio da chiamallo a quattrocchi e dirgli: ma ti rendi conto quanto sei stupido? O scemo, allora perché non lastri tutti? Coso che ci stava con le Vetrap giovedì mattina fasciato, prima di venire da voi portava le Vetrap in box che l’avevano infiltrato mercoledì sera, Pisis Love. Lorenzo: quello manco le lastre ha fatto.
Umberto: e ce credo, la bolla d’aria non l’ha vista no! Ma senti questo, cioè, questo per me sta a scoppia’ de cervello, Lore’, cioè questi sono pericolosi veramente, sono pericolosi, cioè questo si attacca alla bolla d’aria, cioè questo è proprio uno scemo, eh? Umberto: sono dei poveri stupidi, sono, cioè non.. tu devi sempre negare, devi sempre negare, il cavallo non c’ha avuto mai niente.
Lorenzo: perché Alessandro si è presentato in clinica perché Pepe non risponde al telefono a nessuno, è da stamattina che lo stanno a accorare tutti, perché de 50 cavalli 10 e basta idonei. Capito? Io ho telefonato a Manfredo. Umberto: che ha detto Manfredo?
Lorenzo: Manfredo ha detto: Lore’, mhm… a me, io che mi ricordo io è il destro,col ghigno, no? Lorenzo: Chiamo Pepe e gli dico: dottore, guardi, c’aveva ragione, la frattura è recente, è di quattro anni fa, imbecille, imbecille che non sei altro, è di quattro anni fa! Umberto: e Lore’, lì gli devi da’ giù a ‘sta gente perché se questi li salvi sempre perché ce mettono anche della cattiva fede… Senti ‘sta merda, la bolla, gli è ito a vede’ la bolla, che poi sono tutte sensazioni, Lore’… Tanto come fa a saperlo che è stato infiltrato, chi glielo dice, o no?
Lorenzo: eh, qui è come…, è come quando Pacini gli ha detto: c’ha il DMSO, è la stessa cosa, è la stessa cosa. Umberto: a me…, a me quando sono partito con Allarme Rosso, che facevamo tutta… Ha detto: ma il cavallo l’hai trattato? Ho detto: no, dotto’, che ho trattato, e che dovevo tratta’? Mo’ così passo da coglione anch’io, cioè tutti, capito? Umberto: questo è uno scemo proprio. Cioè che… anche se fosse infiltrato e allora? E allora qual è il problema? Ma che c’ha il cavallo? Niente e allora che vuoi? O scemo! Lorenzo: ma certo, questo vuole fare il leader, vuole fare il capetto…
 
9 MAGGIO 2006
Alessandro: quello è vero, cioè che le visite non so’ uguali per tutti è fuori discussione. Umberto: per me lì dovete riunirvi tutti quanti e chiedere una maggiore obiettività… la Commissione va cambiata ogni due anni. Perché a Adorno non gli ha fatto le lastre? Alessandro: Sì, come cavallo novo, sì, gliel’ha fatte. Umberto: eh, la bolla che ha fatto, era scoppiata la bolla a Adorno? Alessandro : ah, non lo so, a me m’ha detto che non ce l’aveva. Umberto: poi oltretutto… l’ha fatto rivedibile, quindi tocca fa’ anche un programma de arriva col cavallo più sdolenzito possibile. Alessandro: cioè tocca arriva’… perché io non vorrei che questi sapendo ‘ste cose, me l’ha fatto capi’, m’ha detto, dice: il cavallo tu l’hai infiltrato e gli hai fatto gli antidolorifici perché dopo l’infiltrazione li facete tutti quanti, non vorrei che questi mi fanno controlli più accurati e nelle visite e nel doping dopo, capito? … Dopo questo quando viene giù il giorno prima della Quintana, ti controlla anche il culo. Umberto: voi dei rioni dovete rivedere la cosa e la Commissione va cambiata ogni due anni. Capito? …perché potrei aver fatto pure prima di scendere dal camion la Lidocaina al cavallo e tu vai a cerca’ la bolla…. queste non va dette a lui, queste va chiarite nell’ambito dell’ente Giostra e dei rioni, dove si fa un riassunto di tutto, dice: ragazzi, questa è una persona che non ci tutela.
Allora adesso siamo arrivati nella posizione che se devi opera’ un cavallo tocca mandallo a Perugia sennò non te lo passano, ma dove sta scritto? Alessandro: sì, ma dopo succede anche, Umbe’, che noi andamo là la mattina che se sei il primo o il secondo rione te controllano bene, quando vai là allequattro del pomeriggio e hanno visto 40 cavalli, se sono anche rotti i coglioni… e pomeriggio che pugnetta, ce semo rotti i coglioni di visitare 40 cavalli… È una ruota che gira, potemo rimane’ inculati tutti a giro, capito?
Umberto: questo è un problema di tutti, capito? Ce sta gente non idonea, cioè ma questo ha bocciato un cavallo a Siena a luglio perché c’aveva un frammento al nodello e l’ha fatto idoneo ad agosto, ma questo frammento che ha fatto nel frattempo? … Soltanto che questo anche lui è una persona molto appoggiata, perché il padre della moglie è un magistrato, capito? Quindi c’ha le palle coperte, capito? Equindi fa lo svelto, fa quello che cazzo gli pare a lui, oh, ma questo si è laureato da.. questo c’ha due anni più de me, ma questo era un fantasma dentro.., dentro l’università, questo come ha conosciuto ‘sta ragazza dalla mattina alla sera s’è laureato… è diventato un fenomeno dalla mattina alla sera.
10 MAGGIO 2006
Lorenzo: poi capirai attacca ‘sta pugnetta de ‘sto digitale, è una cosa incredibile. Umberto: eh? Lorenzo: sta sempre a di’ de ‘sto digitale, che vedo tutto, è una cosa incredibile, capito? Umberto: ma quello, Lore’, quello lo devi sapere interpretare perché sennò tutti i cavalli c’hanno qualcosa, te l’ho detto, è micidiale quella roba lì, non è veritiera, capito? Lorenzo: La sensazione è che va rompendo i coglioni solo a chi vuole, capito? Umberto: esatto.
17 GIUGNO 2006
Alessandro: Umbe’, è caffeina. Umberto: e chi gliel’ha fatta la caffeina? Alessandro: ah, non lo so. M’ha chiamato adesso, doping caffeina. Ha detto che bisogna chiama’ a Pepe, mo’ non lo so, lo chiami te, lo chiamo io, come facciamo? Umberto: ma che.. la caffeina chi l’ha fatta, oh! Alessandro: io chi gliel’ha fatta non lo so. Umberto: ma che gli danno un mangime che ci stanno le buccette di cacao lì, no? Che mangia ‘sto cavallo? Alessandro: L’Omolene 100 e avena, ecco che mangia. Umberto: oh, io rimango… rimango esterrefatto, noi gli semo fatto tutto meno la roba che c’ha la caffeina.
18 GIUGNO 2006
Umberto: io non vorrei che ha agito qualche mano nascosta… Alessandro: m’ha detto che… eh… ‘sta sostanza, adesso lui m’ha detto la caffeina, ha detto, dice: se può trova’ anche tracce in farmaci ed antinfiammatori, analgesici ad uso umano, ha detto, può darsi che uno n’ha fatta più e uno de meno, perché ha detto: tracce ci sono anche nella cavalla… A me Pepe m’ha detto: è un farmaco che avete fatto a tutti e due i cavalli in dosi diverse, uno ce n’ha de più ed uno ce n’ha de meno.
 
18 GIUGNO 2006
Lorenzo: ascolta, ma il Tefamin per le prove generali? Umberto: no, ma che stai a scherza’, c’ha sette giorni de doping, no, no, no..
 
 (2-continua)
 
CENTOSETTESIMA PUNTATA
QUINTANA AL PEPE QUESTO S’ATTACCA ALLA BOLLA D’ARIA
/cp/ps/Mail/Downloader?uid=22394&d=tin.it&u=mattia.branco&contentSeed=62d11432d409925&pct=65d8d94100d108d&c=yes&an=mattia.branco&l=it&disposition=inline&fp=INBOX&dhid=attachmentDownloader&ai=0
Prosegue la pubblicazione in esclusiva di parte delle intercettazioni del processo per doping che si è concluso a Perugia in primo grado con la condanna di veterinari e addetti di scuderia della Quintana di Foligno.
/cp/ps/Mail/Downloader?uid=22394&d=tin.it&u=mattia.branco&contentSeed=62d11432d409925&pct=65d8d94100d108d&c=yes&an=mattia.branco&l=it&disposition=inline&fp=INBOX&dhid=attachmentDownloader&ai=1
Ora ecco il Rione Badia. Di scena ancora il veterinario Umberto Ricci co n Alessandro Metelli per atti fraudolenti sui cavalli Ideal Late (competizione di giugno) e Street Boogie (competizione di settembre).
 
Il Palio della Giostra della Quintana anche qui:
 
 

LA PADANIA 16 OTTOBRE QUINTANA AL PEPE QUESTO S’ATTACCA ALLA BOLLA D’ARIA

In: animali(2) Commenti