mercoledì dicembre 14th, 2011 10:04 Caserta- “Le voci della Passione”

Lo spazio OfCA (Officina Cutillo Architetti_via Cesare Battisti 76, Caserta) ospita venerdì 16 dicembre 2011, alle ore 19:00, “Le voci della Passione”, quarto e ultimo evento della manifestazione “La passione dell’Architettura_l’architettura della Passione” curata da Raffaele Cutillo e Matteo De Simone, organizzato da OfCA e dall’International Association for Art and Psychology.

“Viviamo in un’epoca dominata da quelle che Spinoza chiamava le “passioni tristi”. Con quest’espressione il filosofo non si riferiva alla tristezza del pianto, ma all’impotenza e alla disgregazione. La vita e la storia degli uomini si sono organizzate attraverso le passioni che l’hanno creativamente motivata. Tutta la vita culturale, le scoperte scientifiche, ma anche la vita di ogni giorno, e lo stesso respiro necessitano di una spinta creativa. Anche le espressioni semantiche delle passioni sono orribilmente cambiate: non si dice più, ad esempio, sono triste, ma, sono depresso o in paranoia, mutuando superficialmente il linguaggio scientifico svuotandolo così di senso, impoverendo qualsiasi capacità di sentire e descrivere i propri affetti sia quelli immediati, sia quelli più profondi. Bisogna necessariamente recuperare la capacità di sentire, di desiderare, di appassionarsi”.

 

L’appuntamento del 16 dicembre si presenta molto interessante sia per la qualità dei partecipanti che per una serie d’interviste esclusive ed eventi in anteprima nazionale.

  • La serata inizierà con la presentazione dell’ultimo libro di Maurizio de GiovanniPer mano mia. Il Natale del Commissario Ricciardi (edizioni Einaudi) e letture di Andrea Renzi, prestigioso attore di teatro e cinema, appena reduce dall’interpretazione del Commissario  nella fiction di Mediaset “Distretto di Polizia”. Il romanzo di de Giovanni inaugura il nuovo ciclo incentrato sulla figura del commissario Ricciardi, commissario di polizia nella Napoli fascista degli anni ’30. Personaggio davvero singolare con la capacità di vedere i morti nel momento che precede l’ultimo battito di ciglia, Ricciardi li ascolta mentre pronunciano le ultime parole. Questo potere, il Fatto, come lui lo chiama, non lo abbandona mai, è una condanna che lo costringe ad aggirarsi per le strade circondato da voci straziate che nessuno può sentire. “Per mano mia” è un romanzo indubbiamente affascinante, per molti motivi. Maurizio de Giovanni ha la rara capacità di narrare con discrezione, senza urlare o cercare a tutti i costi il colpo ad effetto.   Racconta di una città meravigliosa e disperata, che dietro la maschera d’ordine e disciplina imposta dal fascismo, nasconde povertà e miseria, e lo fa con una passione che lascia trasparire tutto l’amore per la sua città. Questo romanzo è anche un piccolo compendio di cultura napoletana, una sequela d’indimenticabili cartoline. C’è il racconto minuzioso delle tradizioni, la simbologia del presepe, i preparativi per il Natale, quello dei ricchi e quello degli straccioni, dei pescatori e delle loro famiglie che lavorano giorno e notte senza sosta per tirare a campare. Il Natale vissuto come momento di speranza in un cambiamento che appare impossibile. Infine c’è il teatro dei fratelli De Filippo, che presentano “Natale in casa Cupiello” per la prima volta. Insomma, è un libro in cui Napoli appare per quello che è, eterna e meravigliosa contraddizione che mescola pura bellezza e nera disperazione, un enorme presepe di luci e ombre in cui il commissario Ricciardi dovrà muoversi, ancora una volta, lungo il confine tra la vita e la morte.
  • La passione lirica” sarà espressa attraverso arie famose cantate dal soprano casertano Maria Ranieri.
  • Matteo De Simone presenterà Caffè Trieste di Olga Campofreda, edizioni Perrone. Il libro è insieme reportage narrativo, docu-fiction e guida poetica alla città di San Francisco: l’esplorazione geografica s’intreccia a quella letteraria ed umana attraverso lo sguardo di una giovane scrittrice che intraprende un pellegrinaggio alla ricerca delle radici dei suoi miti. Dieci giorni a Frisco rincorrendo un incontro – quello con Ferlinghetti – che comporterà una serie di altri incroci inattesi: da Jack Hirschman e la sua Brigata di Poeti Rivoluzionari a Neeli Cherkovski, poeta, amico intimo e biografo di Charles Bukowski. Una serie d’interviste che si stagliano nella storia come racconti che si lasciano leggere come parabole. Olga Campofreda è nata a Caserta nel 1987 e vive a Roma. Dal 2006 al 2009 ha scritto per il quotidiano Il Mattino, occupandosi di musica e spettacolo e attualmente collabora come pubblicista con varie testate. Tra l’altro, ha pubblicato il romanzo “La Confraternita di Elvis” (2009, ARPANet) e la raccolta di racconti “Sporche Storie di Rock&Roll” (2009, Il Caso e il Vento).
  • In seguito, la perfomance “Il tragico ed il comico visto di schiena. La passione per il tragicomico” di Paola Minaccioni, attrice di grande talento con una qualità comica palpabile. Non si può resistere, trattenere una risata, nell’osservare i suoi occhi supermarroni che guizzano come lampi improvvisi su quella faccia rotonda e non si può non rispondere a quel sorriso che ha un ritmo tutto speciale nello schiudersi. Nata a Roma, si forma artisticamente seguendo il percorso di drammaturgia classica. Dopo alcuni anni, entra a far parte del laboratorio di Serena Dandini e frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia. Volto televisivo, ancora prima che cinematografico, è stata una delle comiche di punta del programma “Mai dire martedì” (2007-2008), trasmesso su Italia 1 all’interno del quale ha deriso le centraliniste erotiche delle tv regionali. Ha lavorato anche in “Due sul divano”, “Assolo” e “B.R.A. Braccia Rubate all’Agricoltura”, trovando un posto fisso anche in “Parla con me”. È l’imitatrice della giornalista Giovanna Botteri, della cantante Amy Winehouse e della politica Giorgia Meloni.  Al cinema ha lavorato in Al cuore si comanda (2003); Fascisti su Marte (2006); L’uomo giusto (2007); No Problem (2008); Un’estate al mare (2008); Faccio un salto all’Avana (2011), Notte prima degli esami poi lavora con Ferzan Ozpetek in due pellicole: lo spirituale Cuore sacro (2005) e Mine vaganti (2010) dove invece le viene affidato il ruolo (più corposo e sicuramente più divertente) della cameriera Teresa. Nel 2011 è presente sul grande schermo con tre commedie esilaranti: Faccio un salto all’Avana, con Enrico Brignano e Francesco Pannofino, Baciato dalla fortuna di Paolo Costella, con Vincenzo Salemme e Matrimonio a Parigi, il cine panettone di Claudio Risi. La Minaccioni ha lavorato anche in radio, conducendo a Radio 2 “610”, “Ottovolante Live Show”, “Donna Domenica” e “Chiuso per ferie” e, con l’amica Cifola, RTL 102.5.  
  • Seguirà la presentazione del libro Eleven in september” di Silvia Tessitore che dialoga con lo scrittore Cesare Cuscianna. Questo libro ci chiede se abbiamo imparato a elaborare i nostri lutti collettivi. Ovviamente no, però con Internet abbiamo avuto la possibilità di seppellirli – letteralmente – sotto metri di parole pesanti come pietre e terra e polemiche stupide e inutili. Sono passati dieci anni da quell’’11 settembre, il giorno in cui l’America è stata attaccata al cuore, e sono state versate valanghe d’inchiostro (anche virtuale), girati dei film perlopiù brutti, Osama Bin Laden è stato fatto fuori, ma il lutto collettivo non è stato ancora elaborato del tutto. La protagonista di questo romanzo lo vive sulla sua pelle. Vola a New York dall’Italia, gira per musei, luncheonettes e tipici posti da turista, poi, ogni tanto, la voracità di Ground Zero la risucchia e la tragedia collettiva, il lutto nazionale e mondiale diventa qualcosa di vero, di palpabile. Le figure, i nomi, diventano persone, esseri umani, con le loro piccole, meravigliose miserie, e ci mancano, anche se non li abbiamo mai conosciuti.
  • Raffaele Cutillo dialogherà con Gino Signore, appassionato e affermato stilista campano del wedding, che presenta al pubblico un abito, esposto in sala, della collezione 2012 di Atelier Signore.
  • Seguirà il video “Non so dove tu sia ma vorrei incontrarti a metà strada” di Chiara Scarfò, artista che concentra la  sue poetica, come molte ricerche dell’oggi, sul corpo teso verso la verifica di una relazione con lo spazio, con l’architettura, con gli ambienti domestici, in una perenne e mai quieta perlustrazione dei luoghi alla ricerca di equilibrio e di quiete.
  • Il gruppo vocale “Anima e Gospel”, diretto da Maria Ranieri, si esibirà in canti corali della tradizione nera statunitense.
  • Sarà presentato il video di Sara De SimoneLuci sulla città” che documenta la rassegna svoltasi lo scorso 2010 all’OfCA.
  • In esposizione l’opera “Tempio di passioni” di Carla Viparelli, artista che vive e lavora a Napoli e a Maratea. La sua attività, cominciata a Napoli, si svolge sia in Italia sia all’estero (Svizzera, Danimarca, Svezia). Il suo lavoro nasce dall’incontro tra il concetto e la materia, il cui punto di equilibrio è l’opera pittorica.

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venerdì dicembre 2nd, 2011 23:49 Caserta-Vibrazioni nel macrocosmo

 

Vibrazioni nel macrocosmo

Evoluzione dell'inconscio

Sabato 3 dicembre, alle ore 17.30, nella Reggia di Caserta, Salone di Rappresentanza della Pro Loco, si inaugura la mostra d’Arte dell’artista Pasquale Monaco intitolata “Vibrazioni nel macrocosmo”, curata e presentata da Carlo Roberto Sciascia; l’esposizione gode del patrocinio della stessa Pro Loco e dell’associazione culturale “Ars Supra Partes”. Durante la cerimonia di inaugurazione, alla quale parteciperà anche l’artista, sarà proiettato un cd, realizzato per l’occasione.

Presenzieranno la manifestazione i Sindaci di Caserta dott. Pio Del Gaudio e di San Prisco prof. Siero, il Direttore del periodico “Albatros” Lucia de Cristofaro, la Presidente della FIDAPA “Calatia” di Maddaloni prof. Wilma Ambrosio, il Presidente della Pro Loco dott. Francesco Giaquinto.

Le opere fotografiche dell’artista Pasquale Monaco sono lavori grafici astratti, dei quali è difficile individuare il soggetto, ma grazie ai quali la mente può vagare ed esplorare mondi sparsi nello spazio, riflettendo sul rapporto tra l’essenza umana e l’infinito.

Il video permette di analizzare una sequenza mirabile di immagini arcane, nelle quali si possono avvertire le vibrazioni che si spandono nell’universo e si incrociano e sovrappongono nel silenzio degli spazi interplanetari.

La mostra proseguirà fino al 16 dicembre 2011 con il seguente orario di apertura: ogni giorno dalle ore 9.00 alle ore 12.30 e su appuntamento (Pro Loco 0823/32 20 81 – C.R. Sciascia 338/79 22 753)

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Le opere di Pasquale Monaco sono scatti fotografici particolari, fotografie non manipolate né a livello di negativo, né a livello di stampa, ma sono semplicemente stampate secondo un opportuno taglio, frutto dell’originale sensibilità dell’artista. Il risultato sono lavori tendenzialmente grafici, dal sapore astratto ed imprecisato, dei quali è difficile individuare il soggetto, ma grazie ai quali la mente può vagare ed esplorare mondi sparsi nello spazio, riflettendo sul rapporto tra l’essenza umana e l’infinito.

Quindi, vi è una differenza enorme tra lo stile ineffabile ed enigmatico dell’artista Pasquale Monaco e quello di quei fotografi tradizionali che operano fondamentalmente un reportage, anche se con elementi e spunti notevoli di riflessione a causa del particolare taglio dato. In effetti, ogni suo scatto offre al fruitore, infatti, l’intensa <effusione romantica e genuina> di un atto creativo istintivo e spontaneo.

Di fronte alle opere di Pasquale Monaco il pubblico rimane sconcertato. Da un lato avverte la sfida dell’artista che penetra in arcani ambiti dal sapore intenso e misterioso, dall’altro si sente coinvolto in visioni dalla forte spazialità e dall’intenso rimando psicologico. Quando, poi, Monaco inizia a giocare con i riflessi, le trame del visibile accolgono in sé valenze sconosciute e stimolanti … e l’intricato sistema psichico della mente umana si avventura negli spazi infiniti del cosmo alla ricerca del trascendente.

Nella sua presentazione, intitolata “Il sistema dinamico del subconscio umano”, il critico d’Arte Carlo Roberto Sciascia ha affermato: “Avete mai giocato ad osservare le nuvole in cielo per individuare in quel continuo evolversi di ammassi di grigi, bianchi e profondi blu forme, rese reali dall’immaginazione, le quali si trasformano progressivamente in altre e poi in altre ancora? Ebbene, in quella progressiva <purificazione delle forme> si è di fronte a composizioni <significanti> a molti livelli, le quali offrono la suggestione di una molteplicità di <significati>, significati che, al di là di suggerire l’idea di irregolarità ed eterogeneità generalizzata, generano sensazioni nel fruitore che vanno oltre la negazione di ogni tipo di connessione e/o coesione, esibita attraverso l’isolamento di un evento non comunque commensurabile, per realizzare elementi di vero espressionismo astratto. In questo ambito, a mio avviso, si pongono le opere fotografiche di Pasquale Monaco che varcano gli epitomi formali oggettuali ‘indubbia importanza estetica per assurgere a vere percezioni mentali di valore filosofico e poetico”.

L’artista propone visioni che rappresentano l’occasione per addentrarsi in un mondo animato da figure misteriose e scenografie conturbanti, segni che si ripetono e cromatismi dal sapore ancestrale in un processo armonico altamente controllato dagli effetti estetici intensi e dalle sonorità profonde. Le sue opere si aprono, quindi, verso drammi esistenziali e descrivono eventi apparentemente caotici, ma fortemente coinvolgenti. Siamo di fronte ad opere dalla notevole armonia compositiva di ogni elemento puro, la quale crea ordine dal caos.

A volte, infatti, le sue opere appaiono quali fotografie di nebulose e galassie scattate con un teleobiettivo astronomico altre di strutture molecolari al microscopio, altre di una esplosione nucleare, altre di microbiologia; in effetti quello di Pasquale Monaco è un tentativo di presentare le <pulsioni> di un sistema dinamico quale è il subconscio dell’uomo, proposto nei suoi slanci più spontanei ed apparentemente caotici simili in qualche modo a frattali in correlazione misteriosa ma stretta con la struttura della mente umana e, per questo, familiare a tutti.

“La costruzione finale è <algoritmica> – sottolinea Carlo Roberto Sciascia – e pare ottenuta iterando un elemento con notevole <auto-similarità> omotetica che rende il messaggio più sostanziale, cioè in grado di spaziare – adottando l’apparente caos – anche in discipline completamente differenti quali la musica la poesia, l’architettura, .., vive in una dovizia di particolari rilevanti e <deposito> di immagini di efficienza infinita, scaturenti da un intreccio di linee e cromatismi che si rifa alla geometria frattale e alle <esplosioni disorganizzate di energia casuale>. Il <taglio>, che egli offre nelle sue fotografie, è puramente mentale e ricco di intuizioni: le immagini di Pasquale Monaco si presentano come un caotico intreccio di segni colorati, in cui è possibile nella libera interpretazione di linee, forme e colori intuire anche qualche forma, ma che rappresenta una realtà psichica dalla struttura ritmica e dai contenuti emozionali intimi. L’insieme dei segmenti ripetitivi appare come un processo, che trasforma continuamente l’idea stessa in un carattere dinamico-spaziale che emerge con forza in un’espansione della materia conducente verso la sovrapposizione e contrapposizione di frammenti continuamente variabili su uno sfondo intenso che amplifica la poetica dell’insieme in un tormentoso scavo psicologico nella ricerca di un linguaggio che, nella sua essenzialità, risponda soltanto a un criterio di necessità interiore e si realizza nell’immediatezza visionaria di un’intuizione che affonda una parte preponderante delle sue radici nella soggettività incondizionata di Pasquale Monaco, nei suoi stati d’animo, nella sua essenza di uomo libero”.

Ma i cromatismi, esaltati dalla loro intensità, ed i segni gestuali, che si inerpicano nell’etere alla ricerca di un quid indecifrabile e cosmico, di quel senso di spazialità che fagocita ogni suono e vibra in onde mirabili perse nell’infinito.

Il video permette, infine, di poter analizzare una sequenza mirabile di immagini arcane, nelle quali si possono avvertire le vibrazioni che si spandono nell’universo e si incrociano e sovrappongono nel silenzio degli spazi interplanetari.

La mostra proseguirà fino al 16 dicembre 2011 con il seguente orario di apertura: ogni giorno dalle ore 9.00 alle ore 12.30 e su appuntamento (Pro Loco 0823/32 20 81 – C.R. Sciascia 338/79 22 753)

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Il sistema dinamico del subconscio umano

di Carlo Roberto Sciascia

Avete mai giocato ad osservare le nuvole in cielo per individuare in quel continuo evolversi di ammassi di grigi, bianchi e profondi blu forme, rese reali dall’immaginazione, le quali si trasformano progressivamente in altre e poi in altre ancora?

Ebbene, in quella progressiva <purificazione delle forme> s i è di fronte a composizioni <significanti> a molti livelli, le quali offrono la suggestione di una molteplicità di <significati>, significati che, al di là di suggerire l’idea di irregolarità ed eterogeneità generalizzata, generano sensazioni nel fruitore che vanno oltre la negazione di ogni tipo di connessione e/o coesione, esibita attraverso l’isolamento di un evento non comunque commensurabile, per realizzare elementi di vero espressionismo astratto.

In questo ambito, a mio avviso, si pongono le opere fotografiche di Pasquale Monaco che varcano gli epitomi formali oggettuali ‘indubbia importanza estetica per assurgere a vere percezioni mentali di valore filosofico e poetico.

 Evidente è la differenza tra lo stile enigmatico di Monaco (le fotografie non sono manipolate né nel loro negativo, né a livello di stampa, né con l’aggiunta di effetti speciali, né al computer, né con altri interventi; sono semplicemente stampate secondo un opportuno taglio, frutto dell’originale sensibilità dell’artista) e quello dei fotografi tradizionali dallo stile artistico figurativo. Ogni suo scatto si presenta, infatti, <effusione romantica e genuina> di un atto creativo istintivo e spontaneo.

Pasquale Monaco non rivela l’oggetto fotografato in quanto lo stesso non rappresenta altro che l’occasione per addentrarsi verso un mondo animato da figure misteriose e scenografie conturbanti, segni che si ripetono e cromatismi dal sapore ancestrale in un processo altamente controllato dagli effetti estetici intensi e dalle accezioni profonde.

Le sue fotografie si aprono verso drammi esistenziali e descrivono eventi apparentemente caotici, ma fortemente coinvolgenti. Siamo di fronte ad opere dalla notevole armonia compositiva di ogni elemento puro, la quale crea ordine dal caos. A volte, infatti, appaiono quali fotografie di nebulose e galassie scattate con un teleobiettivo astronomico altre di strutture molecolari al microscopio, altre di una esplosione nucleare, altre di microbiologia; in effetti quello di Pasquale Monaco è un tentativo di presentare le <pulsioni> di un sistema dinamico quale è il subconscio dell’uomo, proposto nei suoi slanci più spontanei ed apparentemente caotici similiin qualche modo a frattali in correlazione misteriosa ma stretta con la struttura della mente umana e, per questo, familiare a tutti.

La costruzione finale è <algoritmica> e pare ottenuta iterando un elemento con notevole <auto-similarità> omotetica che rende il messaggio più sostanziale, cioè in grado di spaziare – adottando l’apparente caos – anche in discipline completamente differenti quali la musica la poesia, l’architettura, .., vive in una dovizia di particolari rilevanti e <deposito> di immagini di efficienza infinita, scaturenti da un intreccio di linee e cromatismi che si rifa alla geometria frattale e alle “esplosioni disorganizzate di energia casuale”. Pasquale Monaco in questo si avvicina al movimento dei <Frattalisti>, perché realizza opere nelle quali “tutto brulica, vibra, s’attorciglia, brilla, sprizza, esulta, sobbalza, danza, volteggia, palpita, sfarfalla, turbina; veniamo precipitati dentro vortici, ritmi e turbinii come se la testa fosse dentro il cestello della lavatrice: tutto si muove, tutto gira e in tutte le direzioni” (Henri-Francois Debailleux, critico d’arte teorico dei frattalisti) e “senza copiare la natura riproduce quanto di più selvaggio, irrazionale e irregolare esiste nella natura stessa, vista nel suo divenire, nella sua essenza, piuttosto che nella sua apparenza” (Dalva de Abrantes, presentatore del gruppo Gruppo Internazionale di Arte Frattale). Ma il <taglio> che egli offre nelle sue fotografie è puramente mentale e ricco di intuizioni: le immagini di Pasquale Monaco si presentano come un caotico intreccio di segni colorati, in cui è possibile nella libera interpretazione di linee, forme e colori intuire anche qualche forma, ma che rappresenta una realtà psichica dalla struttura ritmica e dai contenuti emozionali intimi.

L’insieme dei segmenti ripetitivi appare come un processo, che trasforma continuamente l’idea stessa in un carattere dinamico-spaziale che emerge con forza in un’espansione della materia conducente verso la sovrapposizione e contrapposizione di frammenti continuamente variabili su uno sfondo intenso che amplifica la poetica dell’insieme in un tormentoso scavo psicologico nella ricerca di un linguaggio che, nella sua essenzialità, risponda soltanto a un criterio di necessità interiore e si realizza nell’immediatezza visionaria di un’intuizione che affonda una parte preponderante delle sue radici nella soggettività incondizionata di Pasquale Monaco, nei suoi stati d’animo, nella sua essenza di uomo libero.

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giovedì dicembre 1st, 2011 23:15 Caserta-L’artista-fotografo Rodolfo Canzano

Rodolfo Canzano e il Sindaco Del Gaudio

L’artista-fotografo Rodolfo Canzano è intervenuto all’inaugurazione della nuova biblioteca comunuale della città di Caserta e con l’occasione ha simbolicamente donato alcune copie del proprio lavoro “senzaposa” (edizioni Intra Moenia) al Sindaco e alla biblioteca, con l’auspicio che “questo gesto possa essere imitato da altri artisti, scrittori e case editrici“.
 
 
 

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Per ulteriori informazioni contattare:

 

Paolo Russo (Ufficio Stampa e Comunicazione)

mobile 347.8437262

e-fax 02.700542954

e-mail ufficiostampa@paolorusso.biz

 

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mercoledì novembre 30th, 2011 00:19 Salvatore Ravo al Centro Culturale Il Pilastro di Santa Maria Capua Vetere (Caserta)

 

Salvatore Ravo, Night and day

Mercoledì 30 novembre 2011 alle ore 19.30 sarà inaugurata, presso il Centro culturale Il Pilastro di Santa Maria Capua Vetere alla Via Roberto d’Angiò 56, la mostra personale di Salvatore Ravo, curata da Enzo Battarra.

“Musica e divenire” è il titolo della rassegna che vede in esposizione venticinque opere di diverso formato che, come scrive Battarra, “costituiscono una danza, sotto un diluvio di musica e pittura, con il colore che prende i corpi e li scuote in un ritmo che sa di vita e di sangue”.

Salvatore Ravo, nato a Casalnuovo di Napoli, può essere definito un cittadino del mondo, anche perché grazie alla vincita di alcune borse di studio ha soggiornato a lungo in India, in Spagna, a Cuba e a Londra.

La sua arte è il frutto di una continua sperimentazione capace di infondere suggestioni in grado di inventare nuove soluzioni formali e cromatiche.

Enzo Battarra scrive ancora delle sue opere: “Salvatore Ravo dà musica alle superfici e ogni segno è il divenire di un’idea che si concretizza in una forma errante. Le figure attraversano il palcoscenico sovrapponendo le loro immagini su un fondo che  non c’è, Body and soul, verrebbe da dire. La musica è l’anima che si impossessa del corpo, lo porta a suonare, a danzare, a partecipare all’evento….”

La mostra resterà aperta fino al prossimo 16 dicembre e sarà visitabile dal lunedì al sabato dalle ore 17.00 alle ore 20.00. Sarà possibile anche in orari diversi, previo contatto telefonico ai numeri 0823.844519/1701784/3203624327.

 

                      Centro Culturale Il Pilastro

L’Ufficio Stampa  (Maria Beatrice Crisci)

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venerdì novembre 25th, 2011 22:18 GRAZZANISE -“Tra il bue e l’asinello” 2011

COMUNICATO STAMPA

n°10 del 24/11/2011

La Teens’Park regala una nuova idea per il prossimo Natale

“Tra il bue e l’asinello” 2011

Un concorso per allestitori di presepi o aspiranti tali

 C’è un concorso rivolto proprio a chiunque, tra le idee che l’Associazione giovanile culturale “Teens’Park” intende lanciare per le ormai imminenti festività natalizie: si tratta di una gara aperta a tutti coloro che vorranno cimentarsi nella creazione di un presepe natalizio, affidandosi o meno alla tradizione. Come si può leggere dal bando di concorso, che già da qualche giorno è disponibile e scaricabile -insieme ai moduli di iscrizione- sul sito internet http://agcteensparkgrazzanise.edicypages.com/it e presso la casa parrocchiale San Giovanni Battista in vico San Michele, si può scegliere di partecipare al concorso sotto varie forme: in maniera individuale, in gruppo, come gruppo scolastico, come associazione. Ad essere prese in considerazione saranno tutte le idee – sia per quanto riguarda le chiavi di lettura che i materiali utilizzati – che verranno proposte, purché – bollano il presidente Antonio Nardelli e i suoi ragazzi – non ci siano contenuti scabrosi, pornografici o ideologici e si rispettino le dimensioni (50 per 100 centimetri e altezza libera) imposti dal regolamento: per il resto, la libertà di espressione sarà assoluta. Le iscrizioni sono aperte fino al 7 dicembre prossimo, consegnando o compilando l’apposito modulo presso la casa parrocchiale; i concorrenti, poi, potranno portare le proprie creazione alla sede dell’associazione dal 10 al 21 novembre, quando verrà aperta la mostra di presepi, che durerà fino al 6 gennaio, e per la quale si sta ancora decidendo con sicurezza la location. Proprio il giorno dell’Epifania, infatti, una giuria di esperti premierà i presepi migliori, affidando i 4 diversi riconoscimenti in base ad altrettante differenti caratteristiche: fedeltà alla tradizione, bellezza della composizione, originalità dei materiali e originalità della chiave di lettura.

Ufficio stampa AGC “Teens’Park” Grazzanise

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giovedì novembre 24th, 2011 21:09 Caserta-Lo spazio OfCA

 

 (Officina Cutillo Architetti_via Cesare Battisti 76, Caserta) ospita venerdì 25 novembre, alle 19:00, “L’architettura della Passione”,  secondo dei tre eventi della manifestazione “La passione dell’Architettura_l’architettura della Passione” curata da Raffaele Cutillo e Matteo De Simone, organizzato da OfCA e dall’ International Association for Art and Psychology.

 

“Viviamo in un’epoca dominata da quelle che Spinoza chiamava le “passioni tristi”, con quest’espressione il filosofo non si riferiva alla tristezza del pianto, ma all’impotenza e alla disgregazione. Il mondo è diventato senza confini, estremamente veloce, gli uomini sono profondamente soli in contrasto con la tanto teorizzata semplificazione e facilitazione dei rapporti, a partire dall’area della sessualità che è apparentemente viva, dinamica, intensa perfino nei suoi aspetti non consueti e anomali ma che, in realtà, è profondamente rarefatta, talvolta priva di qualsiasi connotato vitalistico, avvolta in un’area mortifera tendenzialmente opposta a qualsiasi pulsione di vita o funzione desiderante. L’illusione che il controllo dell’esistenza sia sinonimo di libertà determina anche il pensiero del singolo promuovendo passioni senza sentimento, le passioni fredde tese unicamente all’agire per uno scopo concreto, così che ogni movimento emozionale profondo è negato, prevalgono così gli agiti e il non-pensiero. La vita degli uomini, la storia degli uomini si è organizzata attraverso le passioni che l’hanno creativamente motivata. Tutta la vita culturale, le scoperte scientifiche ma anche la vita di ogni giorno lo stesso respiro necessita di una spinta creativa. Anche le espressioni semantiche delle passioni sono orribilmente cambiate; non si dice più, ad esempio, “sono triste” ma “sono depresso”, non “sono innamorato” ma “sono in paranoia”, mutuando superficialmente il linguaggio scientifico svuotandolo così di senso, impoverendo qualsiasi capacità di sentire e descrivere i propri affetti sia quelli immediati, sia quelli più profondi. Bisogna necessariamente recuperare la capacità di sentire, di desiderare, di appassionarsi”.

 

 

L’appuntamento del 25 novembre si presenta molto interessante sia per la qualità dei partecipanti che per una serie d’interviste esclusive ed eventi in anteprima nazionale.

 

  • La serata inizia con la proiezione di “Lussuria”, video finalista al Premio Celeste 2011, di Antonello Novellino, un artista italiano che vive e lavora in Spagna, regista di cortometraggi indipendenti che hanno vinto premi internazionali.
  • Poi ci sarà l’intervento di Geni Valle, psicoanalista didatta dell’Associazione Italiana di Psicoanalisi (A.I.Psi.) che parlerà sulla Passione amorosa. 
  • Seguirà la proiezione del video “Madre”, vincitore del Premio celeste 2010, di Paula Sunday e Alfredo Maddaluno.
  • Sarà presentato il video di Lunetta Savino (nota attrice che, impegnata a teatro quella sera, si collegherà con l’OfCA in videoconferenza), una parodia di “Quando, quando, quando” di Tony Renis, con l’Orchestra del 41° Parallelo e le donne di Senonoraquando, con la direzione della fotografia di Luca Bigazzi. Il video sta spopolando sul web e testimonia la passione politica e la grammatica della comunicazione del gruppo di donne di Senonoraquando che, a partire dalla manifestazione di febbraio cui parteciparono 1.000.000 di persone in Piazza del Popolo a Roma e in varie parti d’Italia e del mondo, ha portato un’aria di rinnovamento e di rinnovata passione nello stantio scenario politico italiano.
  • Di passione per la Politica si tratterà inoltre nel dialogo tra l’architetto Raffaele Cutillo e Paolo Broccoli, un intellettuale casertano ed ex parlamentare del Partito Comunista Italiano che ancora oggi continua con entusiasmo quella che considera una vera missione civica.
  • Poi sarà presentato uno dei libri di maggior successo della stagione e finalista in vari premi letterari: “Elisabeth” (edizioni Einaudi) di Paolo Sortino, un esordio narrativo fulminante che tratta con grande intensità il dramma della pedofilia. Paolo Sortino si è accostato all’agghiacciante e abissale storia di Elisabeth con il raccoglimento rispettoso di chi entra in un santuario. Le parole che ha scelto per raccontarlo, più che a mostrare e più che a soddisfare la nostra voglia di sbirciare nel male, tendono a tracciare una linea invalicabile simile a quella che nelle mappe dei tempi andati segnava il limite estremo del mondo, oltre il quale si stendeva, sconosciuto, il regno dei draghi. La magia di Sortino consiste nella straordinaria capacità di tenersi a distanza, di non macchiare la tenebra di questa storia, che finisce così per accecarci con la candida durezza del marmo bianco.
  • Seguirà un reading dell’attrice Tania Coleti che leggerà poesie di Geni Valle sui colori che le passioni assumono in diversi periodi della vita; l’autrice oltre ad essere psicoanalista è una raffinata poetessa, vincitrice del Premio Gradiva.
  • L’evento più atteso della serata è il documentario di Sara De Simone, in anteprima nazionale, dal titolo “Il regalo più grande: mio padre incontra una escort” dove lo psicoanalista Matteo De Simone dialoga con Geishanora, una escort o cortigiana come lei ama definirsi, sul tema delle passioni visto dal punto di vista di una sexworker.  E’ la prima volta che Geishanora ha accettato di essere intervistata e partecipare alla realizzazione di un documentario in cui liberamente parla del suo lavoro, dei clienti che riceve e della filosofia che guida la sua attività.
  • Nel corso della serata Cinzia Carla’ con Maria Teresa Carla’, Laura Diglio, Paolo Gugliotta, Giovanni Gabriele, Annarita Gabriele e il Mantovanelli Group, ci accompagneranno con la musica in un lungo viaggio nel mondo delle passioni attraverso melodie e brani celebri. Inoltre Alessandro de Carolis con Francesca Masciandaro, Carmine Scialla, Antonio Pascarella, Felice Imperato, Augusto Ferraiuolo e, inoltre, Luca  Rossi con Enzo Faraldo suoneranno brani della tradizione irlandese e mediterranea.
  • Durante la serata sarà presentata la collezione “Little Black Dress” della fashion designer Alessia Caliendo e di “Moda da bere”, una iniziativa milanese che coinvolgerà altrettanti talenti emergenti del panorama della moda italiana. Sullo sfondo le foto scattate a Boston da Andrea Freschi e la poesia “Prisma” di Maria Valentino.
  • In sala la mostra “L’architettura della Passione” dei fotografi: Salvatore Di Vilio Ortografia”), Francesco Rinaldi Sacro e Profano”), Gilda Rotello Homo faber fortunae suae“) e Simona Pietropaolo Siamo soli, anche insieme, ma insieme si sta meglio da soli”).
  • L’opera unica (“Giudizio Universale”, 2008) sarà del maestro Giovanni Tariello. La sua poetica è sacrale, appassionata, ospita e contiene la memoria primigenia dell’uomo, quando tutto è sconosciuto e nello stesso tempo già noto. La sua è una pittura che respira, rimanda continuamente al nostro essere uomini, la sua opera fonde vari linguaggi primari espressivi la musica, la poesia, ogni cosa che parta da un silenzio per poi diventare comunicazione, incontro, reciprocità.

 

Per interviste ed accrediti si prega di contattare l’ufficio stampa e comunicazione:

Paolo Russo

Tel. 347.8437262

Fax. 02.700542954

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OfCA dove si trova su BING

 

Link per il download di alcune foto relative al primo/precedente evento

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In: ArteNessun Commento

martedì novembre 8th, 2011 23:16 Napoli – Fabbrica delle Arti di Napoli la mostra Trame di Luce

 

 

Comunicato stampa, Napoli 8.11.2011

Venerdì 18 novembre 2011 alle ore 18.30 si inaugura alla Fabbrica delle Arti di Napoli la mostra Trame di Luce. L’allestimento presenta opere dell’artista Luce Delhove tra cui sculture, gioielli, tessuti, opere luminose e inoltre sculture e tavoli ottenuti dal riuso di rifiuti meccanici.

«Il lavoro condotto dalla Fabbrica delle Arti con Luce Delhove – afferma il direttore artistico, Giusi Laurino – è un esempio principe della rivitalizzazione delle manifatture artigianali d’eccellenza, obiettivo primario del progetto della “Fabbrica”. L’incontro con il fabbro Stefano Ionni, che, nel centro storico di Roma, prosegue l’antica tradizione manifatturiera e l’utilizzo creativo dei fiscoli per oleifici e dei materiali di scarto provenienti da rifiuti meccanici recuperati da Luce testimoniano la ricerca costante condotta dalla Fabbrica delle Arti nel far dialogare molteplici tecniche e materiali e nel mettere in relazione linguaggi diversi. Per la prima volta, con questa mostra la “Fabbrica” ha scelto di incontrare artigiani non soltanto campani, per offrire un ulteriore segno di come l’eccellenza del tessuto manifatturiero sia ancora presente tanto nei piccoli centri quanto nelle grandi metropoli, in attesa di essere riscoperto e rinvigorito dall’incontro con il contemporaneo».

 

Luce Delhove nasce a Uccle (Belgio) il 29 settembre 1952. Designer, incisore, pittrice e scultrice, vive e lavora a Roma e a Milano ed è titolare della cattedra di Grafica d’arte  presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano). Fin dal 1979 si occupa d’incisione, approfondendone le conoscenze dei linguaggi e delle tecniche e dal 1998 incomincia a sperimentare nuovi materiali per le grafiche e realizzare delle sculture con carte stampate, cellulosa e materiale tessile. Partecipa a collettive e realizza personali in Italia e all’estero e, dopo uno stage di lavorazione e sperimentazione dell’ardesia in Valle Argentina (Imperia), si dedica alla realizzazione di gioielli.

 

È proprio l’originaria formazione legata all’arte dell’incisione che si ritrova in tutto il lavoro di Luce Delhove: percezione, esperienza e consapevolezza della memoria, volontà cognitiva e tensione costruttiva. La ricerca sulla luce che inizialmente era limitata allo spazio bidimensionale dell’incisione, del disegno, della pittura, si espande ora nello spazio tridimensionale della scultura, nell’installazione e nei gioielli, testimoni di una grande abilità tecnica dove l’influenza del design si fonde con la ricerca artistica.

 

L’esposizione sarà visitabile fino al 14 gennaio 2012, dal martedì al sabato dalle ore 11.00 alle ore 18.00. Per informazioni e appuntamenti, contattare 081 0122327 – info@fabbricadellearti.com

 

 

Scheda di mostra

 

Luce Delhove

Trame di Luce

a cura di Giusi Laurino

 

Manifattura

Ske-Lab Comunicazione & Scenografie Napoli

Q&C Studio Quadri e Cromie Roma

Stefano Ionni – fabbro Roma, Piazza dei Campani

Fratelli Buraglini e Nepoti – fabbrica fiscoli Panicale, Perugia

 

Organizzazione e coordinamento: Antonio Puzzi

Fotografie: Paola Caso, Angela Grimaldi, Mario Laporta

 

Sede: Fabbrica delle Arti

Piazzetta San Carlo all’Arena

Via Annibale De Gasperis, 24

80137 Napoli

 

Inaugurazione:              venerdì 18 novembre 2011 alle ore 18.30

Periodo di svolgimento: dal 18 novembre 2011 al 14 gennaio 2012

Orari di apertura:                    dal martedì al sabato dalle ore 11.00 alle ore 18.00

Per eventuali altri orari, è possibile visitare l’esposizione previo appuntamento

Chiusura settimanale:   domenica e lunedì

                

Info:            [+39] 0810122327

www.fabbricadellearti.com

info@fabbricadellearti.com

In: ArteNessun Commento

venerdì novembre 4th, 2011 00:27 Recanati – mostra personale di Valentina Angeli dal titolo “Visibile e invisibile territorio dell’arte

 

Domenica 6 novembre, alle ore 11.00, presso il Museo Civico Villa Colloredo Mels via Gregorio XII (071/7570410 – 3487022166), si inaugura la mostra personale di Valentina Angeli dal titolo “Visibile e invisibile territorio dell’arte”; l’evento, che gode del patrocinio del Comune di Recanati, dell’Associazione Culturale Sinergia e della Sipros s.r.l., è stata curata dal critico d’Arte Paolo Cicchini.

All’inaugurazione, che sarà presentata dal critico d’Arte Paolo Cicchini, interverranno il Sindaco del Comune di Recanati Francesco Fiordomo, il Direttore del Museo Antonio Perticarini, l’Assessore alle culture di Recanati Andrea Marinelli ed i critici d’Arte Carlo Roberto Sciascia e Sonia Terzino.

In occasione dell’inaugurazione è stato edito un catalogo a colori con le prefazioni del Sindaco di Recanati Francesco Fiordomo e dell’Assessore Alle Culture Andrea Marinelli e testi critici di Paolo Cicchini dal titolo

“Visibile e invisibile territorio dell’arte”, di Carlo Roberto Sciascia dal titolo “L’iridescenza dell’anima di Valentina Angeli” e di Sonia Terzino “Riflessi di luce nelle opere di Valentina Angeli”.

L’esposizione proseguirà fino all’11 dicembre 2011 con il seguente orario di apertura: ogni giorno dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 18.00, lunedì chiuso.

Dell’artista il Sindaco di Recanati Francesco Fiordomo ha sottolineato che è “un’artista che ha saputo raccogliere le suggestioni della sua terra d’origine trasformandole in arte; prendono cosi vita nei suoi dipinti i meravigliosi paesaggi umbri, animati da una profonda carica emotiva dove la luce si manifesta come elemento dominante richiamando una dimensione più profonda, dai contorni metafisici”.

Ha fatto eco l’assessore Marinelli che ha affermato che “sono bellissimi i figurativi Valentina Angeli che prendono forma da pennellate decise e si accendono di colori sapientemente dosati, cosi come quasi magica appare la sua capacità di catturare la luce. Una magia che ci restituisce delle opere preziose e di rara bellezza”.

Nel testo critico in catalogo Paolo Cicchini precisa: “Valentina Angeli squarcia il velo di Maya che separa l’uomo dalla  conoscenza di verità eterne individuando la sostanza dell’Essere nell’impalpabile condizione della Luce. Nella dottrina Luriana, la luce divina è intesa come qualcosa che dallo spazio  primordiale penetra dentro la materia, come anima di essa, in un tutto omogeneo che uniforma lo  Spirito delle cose. Valentina intuisce che la creazione ha il proprio fondamento nella luce. Ecco allora che nella pittura della Angeli, la sostanza-luce diventa forma, una  sorta di  immagine ideale che si traduce in visioni costruite da brividi di Assoluto: alberi, montagne, cieli, paesaggi estesi all’infinito, varchi  improvvisi scavati da accentuati colori dentro intrichi di foglie simili a finestre aperte verso quell’orizzonte sublime”.

Il critico di Caserta Carlo Roberto Sciascia delinea le motivazioni alla base delle opere di Angeli affermando: “Nelle sue opere Valentina Angeli si serve di misteriosi riflessi dalle intense tonalità per stimolare l’immaginazione del fruitore e riportarlo in un mondo incontaminato dalla mano dell’uomo, forse nell’era mesozoica viva per una natura senza fiori ma con un fogliame ricco e florido; le immagini sembrano quasi avvolte in un silenzio sospeso nel tempo, forse in attesa che un suono incomprensibile squarci la tranquillità incombente. Valentina Angeli in quei paesaggi evanescenti avverte l’esigenza di iniziare un viaggio introspettivo, laddove sentimenti, desideri, pensieri, così come pure il senso dell’identità, si congiungono e originano profonde riflessioni su di sé e sull’anima umana intesa anche come psyche individuale. Michel Foucault, nella sua “Storia della Follia” nell’età classica, afferma che <l’oscurità che regna nel cuore stesso di ciò, che è eccessivo nello splendore della luce, nell’abbagliamento l’indietreggiare generale degli oggetti verso la profondità della notte ha come sua correlazione immediata la soppressione della visione stessa; nell’istante in cui avverte gli oggetti dileguarsi nella notte segreta della luce, la vista cede nell’attimo della sua sparizione>. La sensazione, riferibile al visibile, ha come contraltare la personale percezione che permette al fruitore di interpretare tali stimoli attribuendo ad essi un senso, un significato, mentre la sua mente diventa mezzo d’adattamento a fattori rapportabili all’ambiente, ma non a quello <boschivo>, quanto a quello intimo dell’artista. La suggestione di queste opere evoca una indagine intimistica, tutta giocata sulla sintesi armonica di linguaggio visivo e di poesia che si traduce in forme e colori; in Valentina Angeli l’immagine affascinante, che evoca e culla i cromatismi in un riaffiorare di emozioni, offre una sovrapposizione tra i messaggi, provenienti dalla realtà che traspare quasi fosse un sogno ed è proposta a livello conscio, e la ricchezza di informazioni che derivano dall’inconscio dall’artista arricchito delle personali esperienze ed emozioni e contenute nella sua memoria a breve e lungo termine. Nelle opere di Valentina Angeli si scorgono elementi malinconici, che le impediscono di aprirsi pienamente alla vita, ma anche una profondità intellettiva ed un desiderio di dissolvere ogni nebbiolina per cogliere appieno l’istante dell’esistenza. Sono sensazioni che si inseguono nella bruma delle valli delle sue visioni naturalistiche e oniriche che, scaturite dal profondo della sua anima, sono in grado di superare lo spazio-tempo fino a raggiungere una congiunzione cosmica. Immersi in una suggestione atemporale, si assiste in silenzio al dissolversi dell’anima dell’artista nell’iridescenza sovrapposta alla luce dispersa nel mondo, frantumata nel tempo e nell’universo luminoso in una scia dall’incisivo senso cromatico e dalle diffuse  tonalità. La pittura di Angeli con queste evanescenti iridescenze ed i soffi di colore esprime al meglio la luce con i suoi vibranti elementi ed il pensiero che è insito. Il conscio e l’inconscio in sintonia totale si fondono nella sua opera e vibrano all’unisono dando origine a intimi messaggi, sensazioni e interpretazioni del reale dall’elevato impatto emotivo e dalla grande carica espressiva con tecniche e percorsi di ricerca personale. Valentina Angeli analizza a fondo la luce, nel tentativo di scoprirne i segreti più nascosti ed ogni suo aspetto sia materiale che spirituale, con una potenza espressiva unica grazie ad un linguaggio visivo dalle sottili gradazioni di luminosità e di cromatismi, fusi impercettibilmente in uno sfumato che rende <privato> il paesaggio e l’atmosfera rilucente di vapori soffusi, di nuvole, di umidità, di foschia grazie a sottilissime luminose velature ed all’effetto dello <sfocamento> e dello schiarimento”.

La giornalista Sonia Terzino, invece, nel suo testo critico precisa che: “Frammenti rarefatti di luce che brillano tra le fronde degli alberi, che accendono albe e tramonti e si riflettono nello scorrere lento di ruscelli e laghi incantati. Questo il leitmotiv dei lavori di Valentina Angeli che ha fatto della luce, sapientemente catturata e poi immortalata sulla tela, il tratto distintivo della sua produzione pittorica. Nella creazione il mistero della vita, ed è questo flatus che ogni volta la pittrice  ricerca e riproduce. I suoi non sono solo paesaggi, ma in modo particolare sono stati d’animo, emozioni, sensazioni, è l’interiorità dell’artista che emerge e si perde nelle meraviglie del creato ed è un crescendo di luci e colori che innalzano l’uomo a Dio”.

 

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“Prosegue all’insegna dell’altissima qualità l’attività espositiva a Villa Colloredo Mels e accoglie per questa occasione Valentina Angeli, pittrice umbra dal grandissimo talento. Un’artista che ha saputo raccogliere le suggestioni della sua terra d’origine trasformandole in arte. Prendono cosi vita nei suoi dipinti i meravigliosi paesaggi umbri, animati da una profonda carica emotiva dove la luce si manifesta come elemento dominante richiamando una dimensione più profonda, dai contorni metafisici. Auguro dunque alla mostra tutto il successo che merita, sicuro che rappresenterà un punto di riferimento importante sia per tutti i recanatesi sia per i tanti turisti che ogni giorno visitano la nostra città”. (Francesco Fiordomo, Sindaco di Recanati)

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“Siamo lieti di ospitare la personale di Valentina Angeli nelle preziose sale del Museo Civico di Villa Colloredo Mels. Sale e spazi estremamente prestigiosi che vengono concessi solo a chi crea e respira la vera arte. Valentina Angeli ha il taglio della grande artista perché alcune caratteristiche della sua pittura sfiorano la perfezione. Bellissimi i suo figurativi che prendono forma da pennellate decise e si accendono di colori sapientemente dosati, cosi come quasi magica appare la sua capacità di catturare la luce. Una magia che ci restituisce delle opere preziose e di rara bellezza. Come Assessore alle Culture auguro alla a Mostra tutta il successo che indubbiamente merita data la qualità dell’artista, sicuro che culturalmente rappresenterà un punto di riferimento fondamentale nella programmazione di questo fine anno”. (Andrea Marinelli, Assessore alle Culture)

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Riflessi di luce nelle opere di Valentina Angeli

di Sonia Terzino (giornalista e critica d’arte)

Frammenti rarefatti di luce che brillano tra le fronde degli alberi, che accendono albe e tramonti e si riflettono nello scorrere lento di ruscelli e laghi incantati.

Questo il leitmotiv dei lavori di Valentina Angeli che ha fatto della luce, sapientemente catturata e poi immortalata sulla tela, il tratto distintivo della sua produzione pittorica.

Tra cielo e terra, tra umano e divino, spaziano le creazioni di Valentina, opere in cui l’artista supera i confini del tempo e dello spazio e si ricongiunge con l’Assoluto.

Nella creazione il mistero della vita, ed è questo flatus che ogni volta la pittrice  ricerca e riproduce.

I suoi non sono solo paesaggi, ma in modo particolare sono stati d’animo, emozioni, sensazioni, è l’interiorità dell’artista che emerge e si perde nelle meraviglie del creato ed è un crescendo di luci e colori che innalzano l’uomo a Dio.

Così nelle tele della creativa si susseguono il tempo e lo scorrere delle stagioni, un ritmo scandito da quegli alberi che si innalzano imponenti verso il cielo e si confondono con le nuvole. Valentina nei suoi lavori annulla le distanze e tutto torna a nuova vita.

Un canto antico aleggia sulle tele della pittrice, una musica ancestrale che unisce tutti i popoli della terra, dall’oriente all’occidente, con quell’amore universale che rende ogni microcosmo una parte del Tutto.

In questo modo Valentina immortala il suo amore per la vita, per la natura, per la famiglia, e trovano spazio i sentimenti ed i valori più intimi e sinceri dell’artista, dando anche al più piccolo essere inanimato una dimensione inedita e diversa. Quello di Valentina è un panteismo di greca memoria riletto e rivisitato dagli occhi di una donna del terzo millennio che trova anima e vigore tra le bellezze di verdi campi ed alte fronde.

In ogni cosa Valentina scruta l’ anima, l’ essenza e la sua natura non è quella matrigna di leopardiana memoria, ma è la Grande Madre  da cui tutto prende vita ed origine. E’ la natura magnanima in cui molte volte si è persa la penna di Saffo, quella tumultuosa del D’Annunzio, la natura cantata ed osannata da San Francesco, è la stessa musicata da Beethoven, in questo filone si collocano le creazioni della pittrice, che fonde nei suoi lavori pittura, musica e poesia.

Valentina prende l’uomo dell’era contemporanea e lo invita a riflettere, a fermarsi, a trovare il tempo per scrutare nel profondo del proprio cuore e lo porta nei lidi infiniti e sconfinati della bellezza, della purezza incontaminata che solo un’autentica opera d’arte racchiude.

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L’iridescenza dell’anima di Valentina Angeli

di Carlo Roberto Sciascia

“Ancor dal monte, che di foschi ondeggia / frassini al vento mormoranti e lunge / per l’aure odora fresco di silvestri / salvie e di timi, / scendon nel vespero umido …”.

Così si esprimeva il poeta Giosuè Carducci nella sua poesia “Alle fonti del Clitumno”, descrivendo un momento di particolare fascino della terra umbra, crogiolo di cultura e <mediterraneità>.

A quei paesaggi ameni, ricchi di humus e di profonda spiritualità, volge il suo sguardo Valentina Angeli, una delle più qualificate artiste umbre; il suo senso cromatico e la attenta osservazione del territorio le hanno permesso, però, di cogliere atmosfere insolite e particolarmente emozionanti riverberi della sua anima.

Lo scenario, che rimanda a quello amazzonico rigoglioso e vergine, coglie i sapori tipici delle foreste umbre in insolite visioni d’insieme, ove le goccioline d’acqua in sospensione giocano a formare una foschia a volte densa, altre leggera ed impalpabile; sono scenografie che si avvalgono di pigmenti soffusi quali sospiri di coralità estreme, dalle tonalità verdi e blu, lussureggianti, esuberanti, con architetture minime pregne, però, di simbolismi occulti dai risvolti esoterici, tesi a guadagnare ogni spazio della tela.

Nelle sue opere Valentina Angeli si serve di misteriosi riflessi dalle intense tonalità per stimolare l’immaginazione del fruitore e riportarlo in un mondo incontaminato dalla mano dell’uomo, forse nell’era mesozoica viva per una natura senza fiori ma con un fogliame ricco e florido; le immagini sembrano quasi avvolte in un silenzio sospeso nel tempo, forse in attesa che un suono incomprensibile squarci la tranquillità incombente.

Ma questa luminosità, intervallata da luminescenze accese e dal chiarore cangiante dal verde al bluastro, al rossiccio, al giallino dell’intricato mosaico di felci e di cicadee, formanti la lussureggiante foresta, sembra alla ricerca di spazi inviolati, liberi dalla violenta passionalità incombente sul mondo visibile. Il reale si trasforma, così, in atmosfera metafisica echeggiante di rumori naturali e di sottese emozioni al di là del tempo; ma, quando si isola un frammento di reale e lo si proietta in uno spazio onirico atemporale, quando questo elemento si fonde con le intimi sensazioni sedimentate dall’anima e dalla mente, la visione appartiene ad un altro mondo.

Valentina Angeli in quei paesaggi evanescenti avverte l’esigenza di iniziare un viaggio introspettivo, laddove sentimenti, desideri, pensieri, così come pure il senso dell’identità, si congiungono e originano profonde riflessioni su di sé e sull’anima umana intesa anche come psyche individuale.

La <> (introspezione), emersa dopo una attenta <> (percezione interna), le consente di sviluppare una proiezione del proprio essere in conformità con il < universale> e, rapportandosi alla <voce> interiore, la sua introspezione può intraprendere un <dialogo della stessa anima con se stessa> e, quale artista saggia, allontanarsi dagli aspetti futili della quotidianità e dalle passioni svianti per riflettere sulle realtà esistenziali. La sua profonda introspezione la rende cosciente della <voce divina> perché <noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas, et si tuam naturam mutabilem inveneris, trascende et te ipsum> (<non uscire fuori di te, ritorna in te stesso: nell’interiorità dell’uomo abita la Verità, e se troverai la tua natura mutabile, trascendi anche te stesso>, Agostino, De vera religione, XXXIX).

A Valentina Angeli l’introspezione consente, infatti, di analizzare il fluire dei suoi stati d’animo in una successione talmente ineffabile da non renderle possibile il distinguerli nettamente; tensione, intensità, capacità di carpire ogni sensazione di fronte a paesaggi indescrivibili offrono alle sue opere accenti tale da far vibrare il cuore dei fruitori tra istanze memoriali e strutture dall’intensa <surrealtà>.

La tecnica raffinata dell’artista sa dosare le aree di abbacinante luminosità con quelle appena percepite in una palpitante sensazione di intimo calore e le anima di luci soffuse e di evanescenti emozioni. Spazi inusuali che, come per magia, si sovrappongono a pensieri e meditazioni, mentre l’emissione di chiarori da sorgenti diffuse, la riflessione e la rifrazione della luce, da parte di piccole particelle di acqua dissolte nell’aria, si stagliano con incredibile leggerezza e propongono percezioni impalpabili che le velature tipiche della pittura ad olio rendono in trasparenze lievi e delicate, ravvivate in successivi strati di luce in modo che la stessa realtà naturale è resa sacra in attimi magici dal gusto sublime. 

Nei lavori di Valentina Angeli si assiste all’infrangersi prepotente di colori riflessi, che inducono al miraggio, e di particolari cromatismi, i più affascinanti in assoluto, quelli che possono manifestarsi al tramonto o all’alba per il <sundog mock crepuscolar rays> (letteralmente <cane del cielo crepuscolare>, riferito al fenomeno che evidenzia una divergenza dei raggi solari attraverso i bordi di nubi e dei profili montuosi) per i quali la natura si avvale di quel tocco di magia in più, anche in virtù del fatto che possono essere ammirati e goduti intensamente per pochi minuti e solo in determinate condizioni atmosferiche e psicologiche; la loro rarità infonde in queste manifestazioni una ricchezza emozionale unica ed irripetibile. È così che l’artista propone anche colori non esattamente dello spettro della luce bianca: il rossastro spesso tende al magenta, il giallo all’arancione e così via in reazioni dovute alle interferenze della luce illuminante la foresta umbra con le intime pulsioni dell’artista. Dolcemente ella si tuffa nell’iridescenza crepuscolare o nell’effetto della rifrazione dei raggi solari bassi sull’orizzonte attraverso l’umidità ed il pulviscolo atmosferico, caricandosi di colorazioni che variano tra l’arancio e il rosso, mentre blu e verde vengono percepiti come azzurro ciano, rosso e blu come rosso magenta, rosso e verde come giallo in base all’angolo d’incidenza … il tutto filtrandolo con il cuore e con la personale psiche.

I suoi boschi rigogliosi rimandano alla stessa <mater magna> latina (la grande madre terra), che sa accogliere e confortare l’uomo nel suo peregrinare sulla terra. Di fronte all’abbagliamento di queste visioni, oltre all’intimo turbamento sembra quasi che l’insieme provochi una soppressione momentanea della vista per l’azione dell’azione luminosa non localizzata sugli occhi.

Michel Foucault, nella sua “Storia della Follia” nell’età classica, afferma che <l’oscurità che regna nel cuore stesso di ciò, che è eccessivo nello splendore della luce, … nell’abbagliamento l’indietreggiare generale degli oggetti verso la profondità della notte ha come sua correlazione immediata la soppressione della visione stessa; nell’istante in cui avverte gli oggetti dileguarsi nella notte segreta della luce, la vista cede nell’attimo della sua sparizione>.

La sensazione, riferibile al visibile, ha come contraltare la personale percezione che permette al fruitore di interpretare tali stimoli attribuendo ad essi un senso, un significato, mentre la sua mente diventa mezzo d’adattamento a fattori rapportabili all’ambiente, ma non a quello <boschivo>, quanto a quello intimo dell’artista. La suggestione di queste opere evoca una indagine intimistica, tutta giocata sulla sintesi armonica di linguaggio visivo e di poesia che si traduce in forme e colori; in Valentina Angeli l’immagine affascinante, che evoca e culla i cromatismi in un riaffiorare di emozioni, offre una sovrapposizione tra i messaggi, provenienti dalla realtà che traspare quasi fosse un sogno ed è proposta a livello conscio, e la ricchezza di informazioni che derivano dall’inconscio dall’artista arricchito delle personali esperienze ed emozioni e contenute nella sua memoria a breve e lungo termine.

Nelle opere di Valentina Angeli si scorgono elementi malinconici, che le impediscono di aprirsi pienamente alla vita, ma anche una profondità intellettiva ed un desiderio di dissolvere ogni nebbiolina per cogliere appieno l’istante dell’esistenza. Sono sensazioni che si inseguono nella bruma delle valli delle sue visioni naturalistiche e oniriche che, scaturite dal profondo della sua anima, sono in grado di superare lo spazio-tempo fino a raggiungere una congiunzione cosmica.

L’artista evita qualsiasi tipo di gestualità o inverosimili astrazioni, ma la sua espressività evoca quella realtà viva di sentimento e di poesia che sente in sé; ella mostra l’iridescenza della propria anima in un processo percettivo globale, che coinvolge diversi aspetti cognitivi, emotivi e motivazionali e, se è guidato dalle accezioni attuali, è sempre condizionato però da quelle passate in immagini, pensieri ed emozioni.

Immersi in una suggestione atemporale, si assiste in silenzio al dissolversi dell’anima dell’artista nell’iridescenza sovrapposta alla luce dispersa nel mondo, frantumata nel tempo e nell’universo luminoso in una scia dall’incisivo senso cromatico e dalle diffuse  tonalità.

La pittura di Angeli con queste evanescenti iridescenze ed i soffi di colore esprime al meglio la luce con i suoi vibranti elementi ed il pensiero che è insito. Il conscio e l’inconscio in sintonia totale si fondono nella sua opera e vibrano all’unisono dando origine a intimi messaggi, sensazioni e interpretazioni del reale dall’elevato impatto emotivo e dalla grande carica espressiva con tecniche e percorsi di ricerca personale. Sembra quasi di sentire: “Ed ecco la luce del primo mattino / che viene a liberare la mia iridescenza: / la mia anima si espande / e tutte le sue forme respirano, / per suonare una crescente sinfonia / da sempre conosciuta. / Arcobaleno, ora conducimi / dove so di dover andare.” (Alex N)

Valentina Angeli analizza a fondo la luce, nel tentativo di scoprirne i segreti più nascosti ed ogni suo aspetto sia materiale che spirituale, con una potenza espressiva unica grazie ad un linguaggio visivo dalle sottili gradazioni di luminosità e di cromatismi, fusi impercettibilmente in uno sfumato che rende <privato> il paesaggio e l’atmosfera rilucente di vapori soffusi, di nuvole, di umidità, di foschia grazie a sottilissime luminose velature ed all’effetto dello <sfocamento> e dello schiarimento.

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Angeli Valentina è nata a Collazzone (PG), ma si è trasferita a Terni dove ha conseguito la maturità classica; ha completato i suoi studi laureandosi in Scienze politiche presso l’Università degli Studi di Perugia. Attualmente vive a Terni. Parla Inglese e spagnolo. Per molti anni ha svolto attività imprenditoriale nel settore della elaborazione dati, lasciando poco spazio ai suoi interessi artistici che si rivelavano sotto forme diverse: decorazione di ceramica, decorazione murale, restauro di mobili antichi e pittura.

Il primo approccio importante alla pittura è avvenuto nella Scuola del Maestro Mario Chiocchia, con il quale ha perfeziona la sua tecnica e da allora ha lasciato l’attività di imprenditore per la pittura, diventata il suo principale interesse.

La sua ricerca incessante è quella relativa alla <luce>, non soltanto come elemento cromatico ma soprattutto quale messaggio, elemento metafisico che trasforma la tela in una allegoria della vita di ogni giorno e conferisce al dipinto profondità emotiva. È la luce che fa di un bosco, di un campo coperto di bruma, di uno specchio d’acqua o di un ramo proteso un palpito di vita.

È questa l’emozione che l’artista insegue e vorrebbe raccontare. In questi ultimi anni Valentina Angeli ha partecipato a mostre e concorsi in varie Regioni d’Italia riscuotendo consensi di pubblico e di critica.

Premio Ota, Steven DaLuz Studio, Lillo Turco, 2a classificata sez. figurativa Premio Eureka 2011, Vincitrice assoluta del Premio Internazionale Spoleto Festival Art 2011 – www.angelivalentina.it

Mostre principali

ago ‘04, Amelia (TR), Mostra collettiva, Galleria Umbria Arte

set ‘04, Terni, Cavour Art

mar ‘05, Arrone (TR), Mostra nazionale “dedicato a loro”

mag ‘05, Narni (TR), Mostra Collettiva – Galleria Umbria Arte

giu ‘05, Amelia (TR), Mostra collettiva – Galleria Umbria Arte

set ‘05, Terni, Cavour art

14 set – 9 ott ‘06, Sangemini (TR), Mostra personale

15 – 24 set ‘06,   Narni (TR),          Settimana dell’artista

25 nov ‘06, Amelia (TR), Premio letterario nazionale di poesia

09 – 11 marzo ‘07, Viterbo, Vitarte – Galleria Umbria Arte

16 – 30 giu ‘07, Gubbio (PG), Collettiva “Parentesi Quadro”

07 – 15 lug ‘07, Lipari (ME) “Segni dei cieli, segni dell’uomo” Università per Stranieri di Perugia e Centro Studi e Ricerche di storia e problemi Eoliani, organizzatrice Teresa Rizzo

11 ago ‘07, Accadia (FG) “segni dei cieli, segni dell’uomo”

06 – 20 ott ‘07, Spello (PG) “segni dei cieli, segni dell’uomo”

08 – 23 mar ‘08, TerniMostra collettiva presso la Cappella Gentilizia di Palazzo Gazzoli a cura di Teresa Rizzo

ago – set ‘08, Terni, Cavour Art

01/11 – 31/12 ‘08, Todi (PG), Galleria Sargeni

02/05 – 25/05 ‘09, Torino, L’Umbria incontra il Piemonte Mostra Collettiva a Villa Gualino TO – Galleria Umbria Arte

10 mag ‘09, Todi, Una raccolta d’arte contemporanea a cura Dell’Azienda pubblica di servizi alla persona Letizia Veralli, Giulio e Angelo Cortesi.

22/05 – 01/06 ‘09, Roma, Contaminazioni d’arte a confronto a cura della Galleria Cassiopea

dic ‘09, Perugia, Banca di Mantignana

28 lug – 15 ago ‘10, Spoleto (PG),             “Polvere di stelle …. 2″ Collettiva organizzata da Galleria Umbria Arte

28 ago – 11 set ‘10, Terni, “Sinergie”: Mostra d’arte Contemporanea a cura di “Arte agli Spiazzi”

19 set ‘10, Terni, 1° Premio di Estemporanea di Pittura “Lungonera”

24 – 27 set ‘10, Spoleto, Spoleto Festival Art 2010

19 dic ‘10, Bastia (PG), 1° Premio Concorso Nazionale “Roberto Quacquarini”

25 mar – 10 apr ‘11, Terni, Museo Diocesano di Terni ” Rassegna d’Arte Contemporanea” sul tema dell’Annunciazione”

1 mag – 15 mag ‘11, Terni, Palazzo Montani Leoni Sede Fondazione Carit

10 mag – 22 mag ‘11, Terni, Chiesa del Carmine

25 mag – 27 mag ‘11, Roma, Festival Internazionale dell’Arte presso l’Ambasciata della Repubblica dell’Iraq

9 giu ‘11, Archivio di Stato di Terni, 2a classificata sez. figurativa Premio Eureka 2011

19 giu – 20 giu ‘11, Caserta “Io e il trascendente” Rassegna d’arte Contemporanea nel Chiostro della Basilica Minore di Maria SS:Assunta a S. Maria a Vico (CE)

9 lug ‘11, Spoleto (PG) – Mostra degli 11 vincitori assoluti del Premio Internazionale Spoleto Festival Art 2011

17 – 31 lug 11, Torgiano (PG), Mostra personale “Riflessi di luce” presso l’Agriturismo Pian del Tevere a Torgiano (PG)

21 – 24 lug ‘11, Rieti Mostra internazionale di pittura “Color Piccanti”

30 lug – 08 ago ‘11, Fano (PS), “Rosso Luce Nero Tenebra” Mostra d’arte contemporanea Chiesa di San Michele all’Arco d’Augusto – Fondazione Carifano

06 – 19 ago ‘11, Leonessa(RI), Festival Internazionale dell’Arte Leonessa 2011

08 – 20 ago ‘11, Macerino di Acquasparta (TR), Mostra personale presso il Villaggio turistico “Fiore”

23 – 9 ott ‘11, Museo diocesiano di Terni, Rassegna d’arte Contemporanea organizzata da Eureka Eventi d’Arte

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giovedì novembre 3rd, 2011 22:51 Un appuntamento con l’arte

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giovedì ottobre 27th, 2011 22:16 “LA MIA ARTE PER I RAGAZZI DI BAGNOLI”

 
L’ARTISTA NAPOLETANA MARIA SABETTI E LA SFIDA
PER LA SUA TERRA

 

Napoli, 26 Ottobre 2011 – Essere amata in tutta Europa e viaggiare per incontrare l’arte e far conoscere la sua, non le ha fatto montare la testa, ma soprattutto non le ha fatto dimenticare la gente della terra da cui proviene.
Maria Sabetti, classe 64, napoletana di Bagnoli, artista a tutto tondo (lavora la ceramica, incide, dipinge, scolpisce), famosa per la creazione dei suoi Cavalli di Troia realizzati completamente a mano con l’antica tecnica a sfoglia e contenenti messaggi di pace, quando è a Napoli, nel suo piccolo laboratorio di Bagnoli a due passi dal mare, si dedica al suo secondo amore: i ragazzi con storie difficili e poche prospettive e il sogno di convertirli alla creatività e alla manualità.
“In questi mesi dell’anno in cui sono qui a casa, quando non creo mi dedico a loro: ai ragazzi di Bagnoli. Sono nata e cresciuta in questo bellissimo quartiere operaio di Napoli, spesso dimenticato come tanti, e conosco i problemi e la gente difficile di questa terra. La mia a volte diventa una vera missione. Soprattutto in questo momento storico in cui si è attratti solo dalle nuove tecnologie o si è risucchiati dal disagio sociale. Piano piano ho reso il mio laboratorio un punto di riferimento dove per qualche ora dimentichiamo tutto e riesco a farli concentrare su un solo oggetto attraverso il quale esprimere creatività e personalità”.

Maria è un’artista che crede nel contributo del singolo. E vede nella sua arte uno strumento per sprigionare energie positive. Il suo laboratorio è un’insieme di pezzi d’arte immaginifici. Tutti ispirati al mondo dell’infanzia, ai colori delle terre del Sud e lavorate e create con la giusta lentezza e passione. Pezzi d’arredo unici, nati grazie all’ispirazione di un momento, dipinti, opere incise, maschere e volti in ceramica senza tempo e per ogni storia: tutte opere che Maria Sabetti porta con sé per far conoscere la sua arte nel mondo ma che conserva gelosamente in quello che resta sempre il suo unico luogo d’ispirazione: il suo rifugio a Bagnoli. “Ogni venerdì pomeriggio siamo qui a dare spazio alla manualità per spostare l’attenzione dall’artificialità e passività della tecnologia. Spingo i ragazzi ad inventare e creare senza basarsi su quello che vedono ma su quello che sentono dentro e nella loro immaginazione. Negli anni la risposta è stata sorprendente, per questo non smetto di dedicarmi ai corsi di ceramica e pittura anche per i più piccoli con alle spalle problemi e disagi legati al territorio in cui vivono. Gli adulti non sono da meno e diventano sempre più numerosi. Tra loro vedo anche qualche talento”.
Corsi di ceramica dell’artista Maria Sabetti
Per bambini e adulti
Venerdì dalle 10 alle 12 adulti
Dalle 17 alle 18 bambini e ragazzi
Dalle 18 alle 19 adulti
Maria Sabetti artista e ceramista napoletana. Le sue opere sono esposte nel museo di Cava dei Tirreni e di Lodi.
Contatti:
info@mariasabetti.com
salvaria@libero.it
mobile:3477046927
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