mercoledì gennaio 25th, 2012 00:55 POLITICIZZATI CRONICI.

 di Giuseppe Emerito

Cancello ed Arnone cappella S.Rocco

Questione di feeling recitava una vecchia canzone. Vecchia per gli anni ma tremendamente attuale sotto molti aspetti della vita odierna.

Partiamo da un punto sempre più controverso che è quello della distanza tra la politica ed il popolo. Si, perché questa distanza la possiamo riassumere con una semplice parola ma dai significati molteplici e purtroppo in molti casi turbanti.

La parola è  “ELASTICO”.

Elastico perché nella più banale delle ipotesi possiamo affermare ( ed è concetto ormai comune e risaputo) che il momento in cui le due estremità sono più vicine è quello antecedente il periodo elettorale, con i vari contorni arricchiti dalle sempre verdi promesse, i giuramenti di fedeltà e amicizia perenni e indissolubili. Viceversa, l’ elastico e quindi le due estremità raggiungono la massima lontananza incredibilmente il giorno dopo le elezioni. Ecco il politico raggiungere forme di autostima oltre le quali immagino solo il delirio.  Irrintracciabile, sfuggente, scostante.

In realtà, non è solo questo l’ aspetto negativo su cui ci si interroga, o per meglio dire, non è questo il male maggiore.

La vera distanza tra politica e popolo la possiamo riscontrare, analizzando attentamente i vari lassi di tempo. Gli stessi in cui le estremità sopra citate sono più vicine.

La spiegazione è semplice e decifrabile .

Immaginate due bambini che stanno tra i banchi di scuola e che sia l’ora della ricreazione. Uno ha il panino e l’altro non lo ha ma nel contempo  è bravissimo in matematica e la fortuna  vuole che tra pochi minuti ci sia proprio una verifica di matematica. Quanti di voi scommetterebbero che il bambino che non ha il panino rimanga a digiuno?

La distanza tra politica, o parte di essa, ed il popolo è un gioco d’interesse, fatto di false promesse, di inganni, di agevolazioni sottobanco.

Una promessa oggi, infranta da molteplici questioni, partendo dall’ insoddisfazione generale che regna sovrana e facilmente intuibile in ogni contesto del nostro amato paese.

Una delle questioni, che sempre più si allarga a macchia d’ olio e che forse rappresenta la più grave delle piaghe che ci affliggono, in quanto tocca la salute odierna e futura,  è rappresentata dall’ immondizia.

E’ vero! Noi non siamo Napoli. Non viviamo lo stesso contesto malsano ed enorme che vivono loro in questo momento. Viviamo una problematica piccolissima rispetto alla loro ma non per questo meno importante.

Difatti la rabbia deriva proprio da questo, in quanto un problema meno grande dovrebbe essere risolto con più facilità, ma come spesso (sempre) accade non è cosi…

Provate a fare un giro di sera su via Roma ( l’esempio non vuol dire che sia l’unica strada) e vi assicuro che il problema non vi sembrerà più tanto “piccolino” e sottovalutabile nei fatti e non nelle parole come sta avvenendo.

Il problema c’è, esiste, cresce con cadenza giornaliera e spaventa.

Dove sono gli organi competenti? E’ veramente riconducibile solo ed esclusivamente tutto alla maleducazione del cittadino che  vaga indisturbato per le vie del paese in cerca del posto sicuro e inosservato dove può riporre il suo “maledetto” sacchetto di rifiuti? E’ credibile l’ ipotesi di un paese che trabocca di incuranti, sprezzanti del pericolo, che incombe comunque su di loro e non solo sul resto della comunità?

Certamente non lo è…. Mi “rifiuto” di crederlo !

Credo invece che esista, ed è palesemente provato, che una minoranza di soggetti sia dedita a questa disarmante “passione”, non giustificabile in alcun modo, ma che il problema principale non siano loro, ma di chi, con la sua enorme incompetenza e consentitemi  indifferenza, provata nei fatti, da spunto a queste iniziative personali.

Se la causa di tutto ciò dipende solo dal cittadino, che vive in una sorta di completa anarchia, qualcuno mi spieghi allora perché esistono le istituzioni, perché diamo il nostro voto al politico di turno per rappresentarci all’ interno e all’esterno dei confini nostrani!

Se tutto è riconducibile al comportamento arbitrario del cittadino, il politico a cosa serve?

E’ una domanda ricorrente nei miei pensieri quando scenari del genere mi inquietano, ed inizio a darmi delle risposte del tutto personali, forse maliziose, confortate dalla sempre più grande lontananza delle nuove generazioni e la politica.

Una classe politica che non suscita il minimo interesse nei miei coetanei, alla quale viene preferito persino l’oziare davanti ad un bar, una classe politica che a mio avviso ha fallito, almeno con noi giovani e non credo che questo sia di poco conto!

Chiudo questo pensiero, con un ultimo interrogativo, nato progressivamente nel confronto e nello scambio di vedute con amici, conoscenti e persone che frequentano i miei stessi luoghi, vivono la mia stessa realtà, che come me rincorrono i loro sogni, sofisticati, semplici e differenti dai miei.

Chi è il politico?

Questa domanda può davvero esporsi alle più svariate interpretazioni lasciando sempre allo stesso tempo qualche interrogativo.

Politico viene dalla parola greca polis che significa “città” e sta ad indicare tutti coloro che si occupano del governo della cosa pubblica. Troppo facile a questo punto scartare tale definizione e sostituirla maliziosamente con “politicante” ovvero chi in politica si occupa solo degli affari propri in barba a tutti gli altri ( in questo caso il cittadino).

In verità credo e amo definire i soggetti della politica nostrana “politicizzati”. Non sono politici poiché non rammento alcuna storia politica rilevante in alcuno di loro , ne sono politicanti, vuoi perché non ne hanno le capacità, vuoi perché qualcuno non ne ha nemmeno il tempo e di tanto in tanto poi fa la comparsa per far vedere che respira ancora. Pensandoci bene, qualcuno la strada del politicante la imboccherebbe volentieri ma i tentativi malsani fin qui azzardati sono stati facilmente riconoscibili e purtroppo (per lui) le carte le ha giocate troppo presto.

Sono politicizzati da qualcuno, che ama cucirgli vestiti politici sulla pelle,  mentre questo qualcuno con i suoi scheletri nell’ armadio ( non vestiti) lavora dietro le quinte. Sognano la ribalta, tra favoritismo e ipocrisia ma “i sognatori ci svuotano” citava Tolomeo, devono morire prima di ucciderci con i loro maledetti sogni….

In tutto questo scenario non da meno sono le “colpe” , se così vogliamo definirle , del cittadino.

Troppo distratto dai problemi personali (giustamente) , costantemente alla ricerca del “favore” non ricevuto, del lavoro(posto) non assegnatogli, troppo presto sprezzante degli individui che lui stesso aveva tanto osannato e che adesso, per l’ ennesima volta, non sono all’ altezza.

Tutto questo, per un politico di razza pura è facilmente sopportabile e risolvibile con un po’ di fumo negli occhi, infondo cosa vuoi che sia qualche lamentela qui e là per il paese?

Per il politicizzato invece?

Per lui il discorso è diverso. Il politicizzato non è il politico e quindi non vuole nemici. Vuole solo far bella figura accattivandosi le lusinghe di chiunque, anche di chi pochi mesi prima l’aveva posto sulla graticola e persegue la sua idea in maniera sconcertante, pericolosa. Il suo posto, dove vive meno faticosamente, è nel mezzo, tra la pace e la guerra, tra il buono ed il cattivo, senza esporsi, senza troppi patemi, tanto alla fine sale sempre sul carro dei vincitori ( almeno spera), e  se così non fosse, è stata sempre una bella esperienza……

Sempre cara è la poltrona, anche ai livelli medio bassi di realtà circoscritte, minute, come la nostra, vista pur sempre come occasione di lucro per gli arrivisti di turno.

Questione di feeling, tra politica e cittadino, questione irrisolta tra chi promette troppo e chi si aspetta troppo ma riceve poco ( niente).

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domenica gennaio 22nd, 2012 00:00 QUALCUNO HA ANCORA DUBBI SUL FATTO CHE IL SUD E’ UNA “COLONIA INTERNA”??

 
Felice
 
Sono le 6 di sera, un operaio, di una qualsiasi città del Sud termina il suo turno di lavoro (se ce l’ha..) in uno stabilimento Alenia-Aermacchi (sede legale: Varese), entra nella sua Fiat (sede legale: Torino) quando gli arriva una telefonata sul suo cellulare con contratto TIM (sede legale: Milano), è la moglie: “caro, fermati a a prendere 1 chilo di pasta e 1 pacco di caffè, fai presto, la cena… è quasi pronta”. Dopo 5 minuti il nostro eroe è in un ipermercato Coop (sede legale: Bologna) e acquista la pasta Barilla (sede legale: Parma) e il caffè Lavazza (sede legale: Torino). E’ di nuovo in macchina, un minuto per fare benzina, il distributore Eni (sede legale: Roma) è di strada. Finalmente a casa, un bacio alla moglie, la cena, una doccia e finalmente sul divano per guardare la Tv, su uno dei canali Mediaset (sede legale: Milano) danno un talk-show, come ospite c’è un politico leghista che gli spiega perché è un parassita mafioso e lui pensa che forse, quello lì, non ha tutti i torti. Si è fatto tardi, è ora di dormire, spegne la tv e va a letto sul suo comodo materasso Permaflex (sede legale: Milano)……….QUALCUNO HA ANCORA DUBBI SUL FATTO CHE IL SUD E’ UNA “COLONIA INTERNA”??

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domenica gennaio 15th, 2012 21:44 Blitz – L’oroscopo

15 gennaio
2012
» NOTIZIE | OPINIONI | OROSCOPO
 

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giovedì gennaio 5th, 2012 00:30 SAN NICOLA LA STRADA -Caiazza (Cisas), L’usura è mostro orrendo che succhia le energie vitali dell’economia

 

CAIAZZA Luciano

Nunzio De Pinto

 “In un momento storico, come quello attuale, in cui le disparità si acuiscono, in cui la difficoltà di pensare a corrette politiche di sviluppo ed investimento portano le imprese sull’orlo del collasso, in cui il lavoro in termini di costi ha, per gli imprenditori, un prezzo altissimo e lo stesso costo del denaro appare ai più insostenibile, è troppo facile indulgere alla lusinga dei prestiti facili”. Ad affermarlo è Luciano Caiazza, dirigente nazionale della Cisas ed esponente politico di “San Nicola Futura”, commentando la grave crisi economica che attanaglia il Paese e che denunzia chi presta soldi troppo facilmente – “Chi gestisce l’usura è come un ladro nella notte, approfitta delle ombre, s’intrufola nelle falle del sistema economico e produttivo, lo mina alla base creando una “falsa economia” che nasconde debiti altissimi ed inespressi perché illegittimi. E ciò che è ancora più orrendo è che questo mostro, prima in agguato solo di imprenditori più o meno grandi, oggi morde alla gola anche chi imprenditore non è.  Ecco perché, in questo territorio così difficile anche per la presenza della malavita organizzata che dell’usura ha fatto un vero e proprio sistema, i cittadini, i piccoli imprenditori, le famiglie non devono cadere vittima di questi “vampiri”, ma di rivolgersi agli “sportelli” antiusura” che offrono consulenza, aiuto ascolto a tutti coloro che a diverso titolo si trovano a fare i conti con l’usura. L’intenzione” – ha concluso Caiazza – “è quella di favorire una nuova cultura, perché è dall’associazionismo positivo, dalla solidarietà semplice, dall’aiuto competente, dalla promozione integerrima della legalità che nasce il cambiamento. Ed è in questo in cui non finiremo mai di sperare: sconfiggere l’usura si può ma ognuno deve fare la propria parte, senza paura”.

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domenica gennaio 1st, 2012 22:23 Lettera al mio tempo.

 

Questo sarà un anno di transizione,

di profondo cambiamento che porterà l’umanità ad uno stadio superiore , un livello diverso! Il cambiamento della coscienza collettiva.

Altri tipi di cambiamenti ci hanno preceduto, come quello climatico ad esempio.

Il cambiamento radicale richiede perdite e sacrifici ma l’evoluzione ,sono sicuro, compenserà e ci darà quella scossa necessaria per rivalutare noi stessi nella totalità della vita.

Fino ad oggi ha prevaricato l’isteria collettiva, l’ignoranza, l’egoismo, la chiusura. Noi siamo gli alieni!

Ci siamo barricati dentro le nostre idee conservatrici e sterili. Quando capiremo che il pianeta pulsa, le stelle pulsano, gli atomi pulsano, tutto nel creato pulsa e che i pensieri pulsano ,allora forse riusciremo a sintonizzarci con il Tutto.

Le nostre energie dovranno confluire vorticose e potenti tra una persona all’altra, un popolo all’altro, un continente all’altro! Quando smetteremo di considerare casa nostra solo i mattoni che ci appartengono e cominceremo ad avere un senso di appartenenza e un’empatia sviluppata con l’intero pianeta verde che ci nutre, quando ricominceremo ,come gli antichi indiani, a chiamare il pianeta “Madre Terra” e ritorneremo a guardare con piacere gli astri notturni e a parlare con la Luna e le piante, forse ci accorgeremo con stupore e piacere che staremo meglio. Ci sentiremo in sintonia con noi stessi e avremo meno timore di scoprirci in affinità con gli altri, con il tempo ,sì , perché tutto sarà scandito dal nostro battere del cuore, la primordiale pulsazione.

E’ possibile, si può fare! E’ inutile e dispendioso andare a cercare lontano, oltre noi stessi, oltre la Luna. Tutto è già quì, nel nucleo delle cose. Tutto è già dentro di noi, dobbiamo solo scegliere chi essere.

Il vero progresso non è inventare altre cose inutili. Il vero progresso non è porsi a tutti i costi nuovi obbiettivi da raggiungere come se tutto fosse un gioco da vincere prima degli altri. Il vero progresso talvolta è sapere riconoscersi di natura vulnerabile rispetto agli stimoli esterni. Riconoscere che siamo parte di una natura che ha bisogno di cicli e stagioni, fasi lunari e agricoltura. Qual’è il senso della vita se non la vita stessa! Il viaggio che stiamo percorrendo adesso è convulso, lo stiamo percorrendo saziando solo i nostri sensi per colmare inconsciamente quel “vuoto” interiore che ci portiamo dentro. Riempire quel vuoto di esperienza spirituale è il senso della vita. Non credo che siamo nell’Universo per caso. Siamo Energia incarnata in cellule organizzate per fare esperienza e interagire con gli stimoli e i limiti. Per ritrovare, nell’arco del nostro personalissimo percorso, quella coscienza del “Sé”.

Smettiamola di gettarci fumo negli occhi per non vedere ciò che il nostro istinto già comprende. Smettiamola di azzannarci a vicenda e svilirci per la paura di riconoscerci nell’altro! Abbiamo il bisogno di credere a tutti i costi in qualcosa che è sempre al di fuori di noi perché non siamo capaci di fermarci e respirare profondamente e fare i conti con noi stessi, con la nostra complessità, il nostro sentire. Abbiamo bisogno a tutti i costi di credere in un Dio, di credere negli alieni, di credere in una profezia, di credere in una invenzione perché non siamo capaci di credere in Noi stessi! Noi siamo gli Alieni, noi siamo Divini perché è già tutto dentro di noi, dobbiamo solo scegliere chi “essere”.

Fermiamo le lancette del tempo per il nostro bene. Seguiamo il pulsare del battito universale. Mettiamoci in armOnia con noi stessi e il Tutto. Facciamolo per noi, facciamolo per non alienarci più, per non star male.

Siamo arrivati su Marte per sfuggire da noi stessi. Arriviamo a noi stessi per comprendere l’Universo!

Si può fare se lo vuoi fare.

Piantate un fiore e liberate un passero.

Spegnete il televisore e uscite fuori a guardare le stelle.

Parlate agli anziani, sono i bambini che voi diverrete.

Rifiutate l’affare, sarà solo il prossimo spreco.

Evitate le confusioni del progresso e toccate la pioggia.

Non marciate con gli eserciti ma percorrete i sentieri.

Fermatevi e respirate:  Ma dov’è che stiamo veramente andando?

Noi siamo spirito e natura, siamo figli della Terra.

Abitiamola non deforestiamola.

Io brucio quando brucia un prato.

Io annego quando nel petrolio un pesce annega.

Io nasco quando nasce un fiore.

Io sono un frutto della terra e la Terra è la mia casa

la mia casa non si tocca!

 

Antonio Palmese.

1/01/2012

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giovedì dicembre 29th, 2011 23:29 Il rispetto per chi muore non puo’ esimere di tracciarne un profilo professionale obiettivo.

Infatti è inconfutabile che l’ipocrisia del pennivendolo G.Bocca sia inferiore solo a quella della “grande Informazione progressista”.

Basta una semplice sbirciatina al suo curriculum (vedi anche Wikipendia) per demolire l’immagine decantata da tutti i ben allineati media .

Sarebbe sorprendente, se non fosse già assodata la loro peggior faziosità, la loro distratta ricostruzione di una figura che fino al 1942 è stato un acceso fascista ed antiebraico , poi ,al mutar del vento, partigiano, poi leghista, poi ,dopo aver munto Fininvest (leggi Berlusconi), talmente antimeridionalista da sconfinare nel razzismo.

L’autoreferenzialità (omertosa) delle sinistre ha persino garantito i suoi funerali in diretta RAI., in nome della vera ed imparziale informazione.

        26.12.’11                                                                   Leonida.Laconico@Inbox.Com

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martedì novembre 22nd, 2011 00:24 Cancello ed Arnone-Riflessioni di un giovane”Generazione Fantasma..”

 

Alba Cancello ed Arnone

Generazione Fantasma…..

Credo che la forma di umiliazione più grande per una persona sia il
divenire l’imitazione di altri individui, tanto più individui che non
assurgono ad esempi da ricordare.
Posso concepire l’ idea di un bambino che imita il suo idolo
calciatore, ne copia le movenze, le gesta, ma davvero stento a
digerire lo storpiamento del proprio accento, del proprio dialetto, in
favore di un altro usato con l’intento di intimorire, prevaricare.
Quanta tristezza può nascere da un pensiero così e quanto maggiormente
può crescere questa tristezza se quel pensiero è veritiero !
Non è solo una questione di ignoranza, anche se ultimamente dalle
nostre parti abbonda, è soprattutto un problema di crescita mentale.
Una crescita che fatico a trovare in questa nuova generazione.
La ricerca continua di modelli completamente sbagliati da adulare è
divenuta purtroppo una forma di riconoscimento di molti, forse troppi,
giovanotti “paesani”.
Tutto questo però, non deve indurre a comparazioni con la nostra
“vecchia dirigenza”, ossia i nostri genitori.
Il confronto a mio avviso è ingiusto, in quanto emerge una superiorità
netta, schiacciante, in favore dei nostri vecchi. Davvero non trovo
termini di paragone, eppure trent’anni dopo, con l’avvento del
benessere, della tecnologia, dello sviluppo (rapportati ai loro tempi
sia chiaro) è inverosimile.
Forgiati dalla fame, (quando l’hai vissuta te la porti dentro per tutta
la vita ) hanno reagito con tenacia, con forza, un giorno alla volta,
giorno dopo giorno e cosa fondamentale non hanno mollato mai.
Oggi il discorso cambia radicalmente. Oggi il credo che va per la
maggiore è l’avere tutto e subito, possibilmente diventando ricchi,
indossando abiti firmati, guidando bellissime macchine e cosa da non
sottovalutare e di primaria importanza il tutto in assenza di
sacrificio.
Senza nemmeno rendermene conto ho risposto in parte al perché è moda il
dialetto altrui !
Dove trova vita questa emulazione ostentata con tanta caparbietà? Nell’
educazione? Nel quotidiano?
Effettivamente una critica ad alcuni genitori sull’educazione
complessiva di alcuni soggetti che fortunatamente non rappresentano il
ragazzo/a medio del nostro paese la possiamo buttar giù liberamente e
senza troppi patemi d’animo, come questa stessa critica la si può
rivolgere verso un quotidiano che sempre più veste i panni della
monotonia, della banalità e via discorrendo ma saremmo ipocriti nel
soffermarci solo su questi punti in quanto a mio avviso non
rispecchiano la totalità del problema che stiamo analizzando.
Credo sinceramente che il punto fondamentale del discorso invece, sia
la completa assenza di personalità che fa da padrona nella stragrande
maggioranza dei ragazzi (per fortuna non tutti) e che purtroppo quasi
sempre ad essa vi si aggiunge l’immancabile senso di abbandono,
sconcertamento, trascuratezza verso l’ adempimento dei proprio doveri.
Quel che mi preme chiedere però, tralasciando l’imposizione delle
regole a cui ognuno è libero di sottostare o meno in quanto poi
sfociamo nella responsabilità personale del singolo, è questo:
Siamo o no stanchi di un paese dove si litiga quasi tutte le sere e
per motivi futili peraltro?
Non siamo stufi di restare fermi innanzi alla nostra stessa disfatta?
Il nostro stesso fallimento?
Perché è di disfatta interiore che dobbiamo parlare se a soli vent’anni
hai posto limiti alle tue capacità, accontentandoti di ciò che altri
ti hanno offerto e non di quello che in realtà vorresti fare.
E’ triste questa generazione e non se ne rende nemmeno conto, presi da
un bicchiere di alcool (non uno solo e non solo quello) che nasconde
la realtà la sera o da un paio di scarpe dal valore equivalente a
cinque giornate di lavoro e che per certi versi ti fa sentire migliore.
Allora mi chiedo, guardando più in là nel tempo, tra dieci anni di
tutto questo cosa ricorderemo?
Questa domanda mi riporta alla memoria il pensiero Di Hector Hugh Munro
(Saki): “I giovani hanno aspirazioni che non si realizzano mai, i
vecchi hanno ricordi di quello che non è mai successo.” Una sorta
di incitamento ad inseguire ciò che si vuole fin quando si è in tempo
per evitare di avere rimpianti in futuro.
Ma sono interrogativi senza risposta i giovani di Cancello ed Arnone
(non tutti è quel che si spera), comparse di film in cui il finale è
scontato e mai sorprendente. l’ abdicazione di persone che da motore
portante quali dovrebbero essere della nostra società, a peso (e che
peso! ) sempre più pressante. Un pensiero avaro, che nessuno vorrebbe
fare, ma che l’onesta intellettuale e l’obiettività dei fatti ci
impone, altrimenti possiamo continuare a vivere nel nostro guscio,
giustificare con la spensieratezza indotta dall’età e ripeterci ancora
una volta “andrà tutto bene sò ragazzi!”.
Certe sere Via Settembrini sembra il Carnevale di Rio De Janeiro, solo
più monotono poiché tutti adottano lo stesso travestimento, la stessa
maschera ossia pecore travestite da lupi, che camminano in branco e
nemmeno fianco a fianco ma per gerarchie.
Dov’è la nostra forza? Dove sono finiti i nostri sogni? Forse ci si
stanca ad inseguirli con lo sguardo anche da lontano!
In tutta onestà spero che il mio possa essere solo un impeto
pessimistico che attraversa la mente e che la realtà mi dia quel
“torto marcio” di cui sono alla ricerca. Spero …. !firmato G.E.

 

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martedì ottobre 18th, 2011 00:52 Commento

 

Municipio Cancello Arnone

Sono un cittadino di questo paese che chiaramente legge e si informa. Vorrei sapere perché un rappresentante dell’amministrazione ci informa, tramite questo blog, di un servizio di vigilanza notturna a cui possiamo rifarci per le nostre esigenze di sicurezza. Poiché come ho detto prima sono ben informato vorrei a sua volta informare chi ci legge di due cose documentate e ben visibili a tutti sul sito del comune. Delibera di giunta n. 100 del 11 agosto 2011. Vi è la proposta , in via sperimentale per tre mesi , di una convenzione con una società di vigilanza privata notturna agli immobili ed alle strumentazioni di proprietà comunale nonché di pattugliamenti notturni finalizzati alla sicurezza urbana, da farsi dalle ore 24.00 alle ore 06.00. Successivamente viene dato seguito alla delibera con una determinazione, la n. 44 del 18/08/2011 del responsabile del procedimento sig. Tessitore con cui si affida l’incarico alla società GSS.
Quindi essendo noi una comunità che paga le tasse di vario genere a vari enti, tra cui il comune, tale servizio di vigilanza già lo paghiamo con le medesime tasse. Quindi, caro vice – sindaco, forse perché nella determina n. 100 lei era assente, ma vi volevo avvisare che di tal servizio già ne usufruiamo come ente…

Un cittadino informato.

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mercoledì settembre 14th, 2011 00:25 Veritas – “Vengo con questa mia a dirvi, una parola…” ( totò , peppino e la malafemmina)

Utilizzo questa celebre frase del grande Totò per cominciare un ragionamento che al di là dei vari temi toccati in pass ato  con una certa serietà, ad oggi  sto a commentare un articolo  che rasenta  e desta un sorriso  e nulla più per la sua “inutilità”. Veniamo a noi.

“Altri anni sul programma leggevamo: benedizione del parroco e partenza dei battenti, poi ancora si leggeva: partenza dalla chiesa Madre del miglio di penitenza con a capo il parroco. Quest’anno dal programma manca che il parroco benedice i battenti e che è al capo del miglio. Una dimenticanza al momento di scrivere il programma o forse il nuovo parroco, don Sabatino Sciorio, non ritiene utili queste cose? Non diamo giudizi affrettati, ma semplicemente apriamo la finestra e guardiamo.”

Ecco un periodo estratto (per intero) da un articolo del sig. Leggiero  tratto dal suo blog.  Non bastavano tutte le insinuazioni, i “consigli” , le critiche e i giudizi sui metodi e i comportamenti del comitato fatto da codesta persona, come ciliegina sulla famosa torta mancava un ‘ ulterio

cappellina del"Miglio"

Don Sabatino e Padre Emanuele

re indagine introspettiva della volontà del  nuovo parroco e della considerazione che quest’ultimo avrebbe  dei battenti e del miglio, nonché della benedizione ad essi legata. Stiamo sul ridicolo e mi spiace dirlo, con questo ultimo articolo il sig. Leggiero ha dato ulteriore esempio di una sua inadeguata  e latente conoscenza dei fatti. Se il sig. Leggiero si fosse informato, SE SI FOSSE INFORMATO, avrebbe saputo da oltre due mesi che ciò che era riportato sul programma non aveva ne parvenza di dimenticanza o altro fantasmagorico complotto. Il parroco non ci sarà e per i motivi inerenti inviterei  il sig. Leggiero a chiedere direttamente lumi  all’interessato cosicché ne avrà una cognitio diretta e senza filtri. Cosi come ha già  avuto istruzioni da parte di un membro del comitato sulla vicenda bilancio. Vero sig. Leggiero? Forse  ora sarà più sereno.

Che dire, auspico in una maggiore  parsimonia nella gestione delle notizie e una conoscenza più approfondita  degli argomenti toccati, ripeto:  AUSPICO…

 

Cordialità, Veritas.

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martedì settembre 6th, 2011 01:53 Veritas-Continua a chiarire con il Sig.Leggiero

 

Il sig. Leggiero nella sua ultima e mirabolante risposta rivolta allo scrivente dalle pagine del suo blog, ha  accostato  la MIA PERSONA  ad un cartone animato di molti anni fa, ossia Lupin ( NOTORIAMENTE UN PERSONAGGIO CHE FACEVA IL LADRO)  dimostrando  ancora una volta  tutta la sua , come dire, “ pacatezza”  nell’interagire con il sottoscritto. Ma d’altronde queste punture di spillo non sono del tutto nuove al mio interlocutore.  Ad esempio ricordo di come disse esplicitamente in un suo scritto del 18 settembre 2010,  teste  “…   c’è il signor Veritas che mi perseguita e tira le botte dalle mani…” . O come quando lo scorso anno mi accostò simpaticamente ad una tastiera, che ridere!!!  Tutto i miei dissacratori  anche con tutta la loro verve ironica e pungente mai hanno implicitamente accostato il sottoscritto ad un LADRO. Ha un primato, ne goda, non me la prendo si figuri…

 Si vede che il mio espressivo antagonista  è all’ultima spiaggia se va in questa direzione, negli ultimi anni infatti l’  ho imparato un poco a conoscere  e ho capito  che quando si inerpica su questi sentieri irti , non ha argomenti da avvalorare. Ma non soffermiamoci sulle intemperanze verbali che lasciano solo un senso di amarezza per chi le professa e andiamo oltre.

 Contrastato, termine da me esplicitato per identificare lo scritto del sig. Leggiero, e ne avevo ben donde.  Mi scuso con chi legge se nel prossimo periodo sarò un poco  contorto nell’incedere,  ma l’esigenza  di sottolineare  le caratteristiche contraddittorie del sig. Leggiero impongono un argomentare in tal senso.

 Ho detto nel mio precedente post di come  tra il 2005 e il 2006  furono smarriti i taccuini e delle difficoltà riscontrate, della necessarietà  di questo mezzo di memoria , ponendo un quesito  al sig. Leggiero  con risposta ipotetica in senso affermativo alla abolizione dei taccuini ( cosi come  lui in articoli precedenti aveva  asserito), e ora che  fa?  Dice il contrario,  ossia, che a questa mia ipotetica domanda non avrebbe risposto “SI”  ( che la sua  coerenza avrebbe imposto)  ma” NO”.  Sig. Leggiero lei è un pochino confuso , dice il contrario del contrario. Inserisce  e mesce  elementi di fede  e coscienza  che non portano ad alcunché. Si decida.

 Per dirla alla Bersani, non siam  mica qua a contare le macchie alle giraffe!!!

Vorrei cercare di capirla ma Lei si arrampica su uno specchio a testa in giù. Il comitato ha organizzato una serata per raccogliere ulteriori fondi, già abbastanza scarsi, con vendita di prodotti locali. E dove sta il problema? Non è lei che ha suggerito di inventarsi nuovi metodi di reperimento fondi?  Perché critica anche questo spirito d’iniziativa che Lei ha tanto lamentato? Quesito che meriterebbe una risposta ma rimarrà lettera morta….

Non ha avuto scontri coi membri del comitato? Sicuro?   Ma non è stato Lei che l’anno scorso si lamentava in un suo articolo che con riferimento all’orario di uscita della processione qualcuno del comitato le aveva risposto in malo modo tipo  “Pasquale stai zitto!!!” (l’ha scritto Lei ricorda?).

No ora più che mai sono convinto che tutto questo di cui abbiamo parlato non c’entra un beneamato nulla, è solo una visione volutamente distorta del tutto. Un risultato l’ho raggiunto tuttavia, le ho scippato una promessa, spero la mantenga, almeno questa.

Cordialità, Veritas.

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