venerdì settembre 3rd, 2010 23:45 CASERTA -I genieri casertani della “Garibaldi” proseguono le operazioni di sminamento della Blu Line

di Nunzio De Pinto

 Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con la risoluzione 1937 dello scorso 30 agosto (passata sotto silenzio dai media nazionali), ha prorogato, all’unanimità, il mandato della missione Unifil in Libano. La Risoluzione ricorda, tra l’altro, l’importanza che tutte le parti interessate annettono alla Blue Line, e incoraggia ad accelerare gli sforzi a segnarla in modo ben visibile sul terreno. Gli sminatori del 21° Reggimento Genio del Contingente Italiano concorrono a questo dettato dell’Onu in modo determinante; infatti aprono nei campi minati, a ridosso della Linea Blu, dei corridoi liberi da mine per permettere a personale di Unifil, di Israele e del Libano di individuare con esattezza i punti in cui posizionare i cosiddetti blu pillars (bidoni blu), che rendono visibile a tutti il limite tra i due Stati, che non deve essere oltrepassato dalle parti in causa. A Shama, nel sud del Libano, presso la base intitolata ad “Andrea Millevoi”, sottotenente nell’8° Reggimento Lancieri di Montebello caduto a Mogadiscio il 2 luglio 1993, ha sede il Battaglione “Timavo” su base del 21° Reggimento Genio guastatori di Caserta, guidato dal Tenente Colonnello Alberto Guaccio. Il costante e straordinario impegno dei genieri casertani in questo periodo è stato impressionante, sforzi e sacrifici fatti sono ben noti a tutti, soprattutto al sindaco Saffieddine che, in più riprese, ha ringraziato calorosamente il battaglione genio per il costante sostegno al villaggio di Shama e alla sua popolazione. Le attività dei caschi blu del Genio militare, molto apprezzate dalla popolazione, si sviluppano in una continua e incessante serie di impegni che vanno dalla bonifica del territorio da ordigni inesplosi anche con l’ausilio di unità cinofile, fino alle lezioni presso gli istituti scolastici dell’area di responsabilità per sensibilizzare i giovanissimi al rischio derivante dalla mine, una piaga ancora molto diffusa su tutto il territorio del Sud Libano.

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giovedì agosto 26th, 2010 01:21 CASERTA -Il Colonnello D’ianni al comando del Reggimento Cavalleggeri “GUIDE”, unità della “Garibaldi”

 

 

di Nunzio De Pinto

 Nella base “ANTONUCCI”, che ospita la Task Force ITALBATT2, su base Reggimento Cavalleggeri “GUIDE”, si è svolta la cerimonia di passaggio delle consegne tra il Colonnello Antonino PALUMBO, Comandante cedente, ed il Colonnello Francesco Paolo D’IANNI, Comandante subentrante. Alla presenza del Comandante del Settore Ovest di UNIFIL e del Contingente Italiano, Generale di Brigata Giuseppenicola TOTA e di autorità locali, il Col. D’IANNI ha assunto il comando del Reggimento “GUIDE” e della Task Force ITALBATT 2, che opera su un vasto territorio nell’area a guida Italiana. Al Colonnello D’IANNI, che proviene dallo Stato Maggiore della Difesa, sono andati gli auguri di buon lavoro da parte del Generale TOTA, che ha sottolineato come l’incarico che oggi assume sia gravoso e denso di responsabilità, in quanto concorre all’assolvimento della missione indicata dalla risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il Colonnello Francesco Paolo D’IANNI è nato a Sant’Arcangelo (PZ) il 7 dicembre 1964. Ha frequentato il 165° corso dell’Accademia di Modena (1983-1985) e della Scuola di Applicazione di Torino (1985-1987), laurenadosi in Scienza Strategiche. Nel corso della sua carriera, ha frequentato il 122° Corso di S.G.E.; ed il 5° Corso ISSMI (2002 – 2003). Ha svolto incarichi di comando e di staff rispettivamente presso il 5° Battaglione Carri ed il 32° Reggimento Carri nella sede di Tauriano, comandando, inoltre, il Gruppo Squadroni Blindo pesante presso il Reggimento “Lancieri di Montebello” (8°). Ha prestato servizio presso lo Stato Maggiore dell’Esercito. È insignito della Croce d’Argento al Merito dell’Esercito; Croce d’Oro per anzianità di servizio; Medaglia Commemorativa operazioni in Somalia; Decorazione Interforze d’Onore SMD; Medaglia Commemorativa interventi per Pubbliche Calamità.

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domenica agosto 8th, 2010 19:16 CASERTA -Libano: inaugurato cippo in memoria di 4 caschi blu italiani dal Generale Tota della Garibaldi

 

di Nunzio De Pinto

 Il Comandante del Settore Ovest di UNIFIL e del Contingente Italiano, Generale di Brigata Giuseppenicola TOTA ha inaugurato, ad At Tiri, cittadina che si trova nell’area di responsabilità italiana, un cippo in memoria di 4 Caschi Blu italiani periti in un incidente il 6 agosto del 1997. Presente anche il vice Comandante di UNIFIL, Generale di Brigata Santi BONFANTI, autorità locali e cittadini. Il cippo, realizzato dal Contingente, ricorda il Capitano Antonino SGRO’, il Tenente Giuseppe PARISI, il Maresciallo Capo Massimo GATTI, dell’Esercito e l’Appuntato dei Carabinieri Daniel CORNER, ed il sergente irlandese Sgt. John LYNCH che il 6 agosto 1997 persero la vita  precipitando con un elicottero sulle colline nei pressi della cittadina libanese, con loro perì anche un soldato irlandese. Dopo gli onori militari ai Caduti e la deposizione di una corona di alloro, il Generale TOTA ha scoperto, sulle note del Silenzio, il cippo che ricorda i Caschi Blu. TOTA ne ha, quindi, ricordato il sacrificio, accomunandoli a tutti coloro che donano la propria vita per la pace, servendo la Patria in armi ed ha chiesto ai cittadini presenti  di onorarli e ricordarli come loro figli. La missione UNIFIL è nata nel 1979 con il compito di garantire il rispetto della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite numero 425 del 1978 che prevedeva il ritiro dell’esercito israeliano dal Libano. La zona dove è dislocata la forza di interposizione ONU è delimitata a nord dal fiume Litani, ad est dall’altipiano del Golan, a sud dalla zona profonda 10 Km dal confine israeliano, ad ovest dal Mar Mediterraneo. Questa zona nel corso degli anni è stata teatro di scontri tra le opposte fazioni: israeliani, maroniti, hezbollah, in cui hanno perso la vita 170 caschi blu. I compiti dell’Unità sono di ricognizione, ricerca e soccorso, trasporto sanitario e collegamento.) 

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giovedì agosto 5th, 2010 23:32 CAPUA – Gen. Borreca, le donne con le stellette un’opportunità per l’Esercito

 

Generale Attilio Claudio BORRECA

di Nunzio De Pinto

Venerdì scorso, nonostante il dolore per la morte di Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis, i due militari italiani deceduti in Afghanistan mentre avevano da poco disinnescato un ordigno esplosivo (i.e.d.) e sotto una pioggia torrenziale caduta sin dalla prima mattinata, le 334 volontarie in ferma prefissata di un anno (2° blocco 2010) del 235° Reggimento “Piceno” hanno prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica alla presenza del Comandante del Raggruppamento Unità Addestrative (R.U.A.) di Capua, Generale di Brigata Attilio Claudio BORRECA. La cerimonia ci ha permesso di fare il punto con il Gen. Borreca sulla situazione delle donne nell’Esercito. D.) Comandante, qual’è attualmente la situazione delle donne con le stellette ? R.) Nel 2009 l’Esercito ha ultimato il processo di inserimento del personale femminile con l’ingresso dei primi 11 Allievi presso la prestigiosa Scuola Militare della “Nunziatella” e di 13 presso la scuola militare “Teulie”. Il processo, avviato nel 2000, ha riguardato inizialmente il reclutamento di Ufficiali e, dal 2001, di Sottufficiali e di Volontari di truppa. D.) Quante sono le donne arruolate nell’Esercito ? R.) L’attuale rateo dell’Esercito è pari al 6,3 per cento, così suddiviese: circa 300 ufficiali, 70 sottufficiali e 6.300 volontarie di truppa fra servizio permanente e a ferma prefissata di uno e quattro anni. Di queste, gli ufficiali da 18 a 24 anni sono circa 30, da 25 a 35 190 e da 36 a 50 anni circa 80. Per i sottufficiali, 10 sono fra i 18 ed i 24 anni, 50 fra i 25 ed i 35 anni, mentre 10 sono dai 36 ai 50 anni. Nei militari di truppa, invece, abbiamo circa 3.500 che hanno fra i 18 ed i 24 anni e 2.800 fra i 25 ed i 35 anni, nessuna over 36 anni. D.) Qual’è l’impiego nella Forza Armata delle ragazze ? R.) L’impiego, compreso quello in operazioni, è ispirato a criteri di parità ed equità, senza alcuna differenziazione tra il personale maschile e quello femminile, non precludendo l’accesso ad alcun incarico, sia di azione sia logistico, effettuando l’assegnazione esclusivamente su base attitudinale, una volta accertato il possesso dei requisiti psico-fisici richiesti. D.) Quante sono le ragazze che ogni anno giurano fedeltà alla Repubblica ? R.) Ad Ascoli sono oltre 1.600, considerato che vengono divise in 4 blocchi di circa 450 ragazze ognuno. Dal 2000 ad oggi hanno giurato oltre 14.000 soldatesse, anche perché quello ascolano è l’unico reggimento per volontarie presente in Italia. D.) E in definitiva ? R. In definitiva, a dieci anni dall’avvio del progetto, l’Esercito è fiero di aver conseguito l’ambizioso progetto dell’inserimento delle donne nella Forza Armata che rafforza il processo di professionalizzazione della componente terrestre dello strumento militare, anche attraverso il concreto e significativo apporto fornito dal personale femminile.

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mercoledì agosto 4th, 2010 00:35 CASERTA – Esercito, scade il 6 agosto l’arruolamento volontario per il quarto blocco 2010. 3.000 i posti in palio.

 

 

di Nunzio De Pinto

Scade il prossimo 6 agosto il termine per la presentazione della domanda di arruolamento nell’Esercito in qualità di Volontario in Ferma Prefissata di un anno (V.F.P.1). Il 4° blocco per l’anno in corso ha una dotazione di 3.000 posti. La partenza è prevista per il prossimo mese di dicembre. All’arruolamento possono concorrere tutti i nati dal 06.08.85 al 06.08.92. Diventare VFP è semplice. Non ci sono concorsi da affrontare e lunghe attese per sapere come è andata. La domanda di arruolamento può essere presentata ad un qualunque Centro Documentale (ex Distretto Militare) ovvero il più vicino alla propria città. Il blocco precedente aveva fatto registrare a Caserta l’arrivo di 700 domande, fra le più alte d’Italia, ponendo Caserta al vertice delle città con il più alto tasso di arruolamento. Nella domanda si potrà indicare la regione in cui si vorrebbe essere impiegati, la disponibilità all’assegnazione ai Paracadutisti, l’accettazione della specializzazione assegnata e dell’impiego in Italia ed all’Estero. Tutta la procedura si concluderà in quattro mesi circa. I Volontari in Ferma Prefissata ad un anno, durante il periodo di ferma, potranno conseguire il grado di Caporale a partire dal terzo mese di servizio. Inoltre, al termine della ferma, possono concorrere, quali unici destinatari, per l’immissione nella ferma quadriennale VFP 4 delle Forze Armate o nelle carriere iniziali delle Forze di Polizia. I VFP1 possono essere impiegati in operazioni entro e fuori dal territorio nazionale sulla base del livello di preparazione raggiunto. Inoltre, gli aspiranti volontari residenti nelle zone dell’arco alpino e nelle altre regioni tipiche di reclutamento alpino sono destinati, a domanda, ai reparti alpini, fino al completamento dell’organico. I Volontari in Ferma Prefissata, che sceglieranno di prestare servizio presso i reparti alpini, oltre allo stipendio di circa 1.000 euro, riceveranno una maggiorazione di 50 euro mensili. Inoltre i VFP1 sono anche destinatari del progetto “Euroformazione”, che si conclude con l’acquisizione di una abilitazione riconosciuta in ambito Unione Europea per l’utilizzo del computer e per la lingua inglese nonché, per taluni di essi, nell’effettuazione di corsi volti a fornire una formazione professionale imprenditoriale.

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martedì agosto 3rd, 2010 00:34 SAN MARCO EVANGELISTA – Le spoglie di Pierdavide vicino a quelle di Tommaso Carozza. Una città intera li piange

 

De Cillis Pierdavide

di Nunzio De Pinto

Le  spoglie del caporal maggiore capo scelto (promosso per meriti speciali) Pierdavide De Cillis, ucciso in Afghanistan, insieme col maresciallo Mauro Gigli, mentre tentava di disinnescare un ordigno esplosivo, riposano da domenica sera nel cimitero di San Marco Evangelista. Qui il militare, originario di Bisceglie, viveva con la moglie Katia De Lucia, in attesa di un bimbo che si chiamerà come il padre caduto, per volere della giovane moglie,, e con la figlioletta Asia di tre anni. La Chiesa della Parrocchia di Santo Spirito, la stessa nella quale quattro anni fa il caporal maggiore capo scelto si era sposato, non è stata in grado di accogliere le migliaia di persone che hanno voluto portare il loro saluto e la loro vicinanza alla vedova ed agli altri familiari “Pierdavide è tornato  nella comunità di fede di San marco Evangelista, dove trascorreva i suoi giorni di vita cristiana, sentendo la solidarietà dei fratelli”, ha detto nell’omelia il vescovo della Diocesi di Caserta, Monsignor Pietro Farina. Ai lati del feretro, commilitoni del 21° Reggimento Genio Guastatori di Via Ruggiero dove il caporal maggiore capo scelto ucciso lavorava da anni. Le note del silenzio, eseguite da un militare della Fanfara della Brigata bersaglieri ” Garibaldi” di Caserta, il breve ricordo di un compagno d’armi ed il saluto da parte del sindaco di San Marco Evangelista, Gabriele Zitiello, hanno concluso la cerimonia in chiesa. Un corteo si è poi snodato fino al cimitero per la sepoltura nella tomba della famiglia della moglie. Qui le spoglie di Pierdavide sono vicine a quelle dei tanti sammarchesi morti durante la prima e seconda guerra mondiale ed a quelle di Tommaso Carozza il giovane ventenne militare di Cavalleria di San Marco Evangelista, caduto il 30 dicembre del 1993, in Somalia, durante la missione di pace Ibis Onu. A distanza di diciassette anni dalla sua tragica scomparsa, San Marco, lo scorso 2 giugno, Festa della Repubblica, ha voluto ricordare il giovane concittadino caduto con una solenne cerimonia durante la quale è stata “scoperta” una targa commemorativa che è stata posizionata accanto al già esistente monumento ai caduti in Piazza Gramsci. Alla cerimonia presero parte i genitori del giovane militare che ha donato la vita per la Patria per inseguire un sogno di pace e centinaia di cittadini. Ora i due riposano vicini sapendo che un’intera Comunità li ama e non dimenticherà mai il loro sacrificio speso per un’ideale di Pace, uguaglianza e fratellanza. 

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domenica agosto 1st, 2010 09:53 SAN MARCO EVANGELISTA –Il Vescovo Farina per l’ultimo saluto a Pierdavide, presente anche il sindaco di Bisceglie

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di Nunzio De Pinto

 Si terranno oggi pomeriggio, con inizio alle ore 17.30, presso la Chiesa dello Spirito Santo di don Pasquale Scalera, le esequie private, dopo quelle di Stato di giovedì a Roma, del Caporal maggiore capo Pierdavide DE CILLIS, deceduto ad Herat mentre era intento in un’operazione di bonifica da ordigni cosiddetti ied. Quella ad Herat era la settima missione all’estero di De Cillis, il quale si occupava di bonifiche e disinneschi e proprio facendo questo è morto. Si è sacrificato per la pace, questo non mitiga il dolore ma ci riempie di grande dignità qui a San Marco Evangelista dove la città sta vivendo la seconda perdita di un giovane militare. Il sindaco Gabriele Zitiello, intanto, ha proclamato due giorni di lutto cittadino: la prima, ieri, quando la salma è stata portata in paese di ritorno dai funerali che si sono svolti a Bisceglie; la seconda, oggi, poi, in occasione dei funerali. Il Comune ha anche disposto la sospensione delle manifestazioni estive e la chiusura degli esercizi commerciali fin da domani pomeriggio “al fine di manifestare – si legge nel provvedimento sindacale – in modo tangibile e solenne il dolore dell’intero paese”. Ad officiare il rito funebre nella Chiesa dello Spirito Santo sarà il Vescovo di Caserta, Monsignor Pietro FARINA. Insieme a lui concelebrerà la cerimonia religiosa don Pasquale Scalera che conosce molto bene la famiglia di Pierdavide e quella della moglie Catia De Lucia. Molto folta la rappresentanza militare con in testa il Comandante del 2° Comando Forze di Difesa, Generale di Corpo d’Armata Francesco TARRICONE, il Generale di Brigata Antonio VITTIGLIO, vice Comandante della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” di Caserta, in quanto il comandante Giuseppenicola TOTA è attualmente impegnato in Libano nella missione “Leonte 8”; il Generale di Brigata Attilio Claudio BORRECA, comandante del Raggruppamento Unità Addestrative di Capua, il Colonnello Gianpaolo Mirra, comandante del 21° Reggimento Genio di Caserta, diretto superiore di Pierdavide. Saranno presenti anche moltissimi colleghi di Pierdavide che svolgevano il proprio lavoro presso la Caserma Amica di Via Ruggiero. Certa anche la presenza di numerose autorità civili della provincia di Caserta. Nel frattempo, ieri mattina alle ore 10.30 nella cattedrale di Bisceglie, si è tenuta la cerimonia religiosa per commemorare il caporalmaggiore capo Pierdavide De Cillis. La cerimonia è celebrata dal vescovo, monsignor Giovanni Battista Pichierri alla presenza di oltre un migliaio di persone.  Vi hanno partecipato anche il ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, il sottosegretario all’interno Alfredo Mantovano, e il Generale di Brigata Emanuele Sblendorio, comandante regionale dell’esercito in Puglia. Tra gli altri, c’era anche il sindaco del comune di San Marco Evangelista, Gabriele Zitiello, dove De Cillis viveva con sua moglie. Ha voluto partecipare anche alla cerimonia nella città natale del militare, così come il sindaco di Bisceglie, Francesco Spina, questo pomeriggio parteciperà alla cerimonia che si svolgerà a San Marco nella chiesa nuova dello Spirito Santo. In cattedrale ieri era presente anche Giovanni De Trizio, fratello di Carlo, il carabiniere biscegliese morto nel 2004 anche lui in una missione all’estero. Nel pomeriggio, dopo la cerimonia religiosa, il feretro ha raggiunto San Marco Evangelista. “Pierdavide aveva lo spirito di Francesco già da ragazzo, con la sua presenza umile ma forte, sempre al servizio della giustizia e della pace”. Così il vescovo di Bisceglie ha ricordato ieri nel funerale Pierdavide De Cillis. La vedova del caporal maggiore che era nato a Bisceglie ma che viveva nel casertano con la moglie, Catia De Lucia, non ha partecipato ieri ai funerali nella città natale del militare, ma ha inviato un messaggio in ricordo del marito.

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sabato luglio 31st, 2010 01:05 CAPUA – I volontari giurano nel ricordo dei due artificieri caduti in Afghanistan

 

 

di Nunzio De Pinto

Ieri mattina, con inizio alle ore 10.00, presso la Caserma “Emidio CLEMENTI”, circa 330 Volontarie donne in Ferma Prefissata di un anno facenti parte del 2° Blocco 2010 hanno prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana al cospetto alla Bandiera di Guerra del 235° Reggimento Addestramento Volontari “PICENO”. Alla cerimonia ha presenziato, in qualità di Massima Autorità, il Comandante del Raggruppamento Unità Addestrative (R.U.A.) di Capua, Generale di Brigata Attilio Claudio BORRECA. Erano inoltre presenti il Sindaco di Ascoli Avv. Guido CASTELLI, il Presidente della Provincia Dott. Ing. Piero CELANI, il Prefetto Dott. Pasquale MINUNNI, il Vescovo della Diocesi di Ascoli Piceno Monsignor Silvano MONTEVECCHI unitamente alle altre Autorità Civili e Militari a testimonianza del consolidato legame tra il Reggimento e le Istituzioni locali. La cerimonia si è svolta in un’atmosfera di grave dolore per la morte avvenuta due giorni fa ad Herat di due artificieri italiani caduti nell’adempimento del proprio dovere. Il Comandante del 235° Reggimento Colonnello Ciro ANNICCHIARICO ha invitato le 330 le Volontarie a pronunciare il solenne “Lo Giuro” sulle note dell’Inno di Mameli eseguito dalla Fanfara della 132^ Brigata corazzata “ARIETE”. Il Giuramento del 2° Blocco 2010, così come quello degli altri blocchi dell’anno in corso, è dedicato a una figura militare eroica del Risorgimento Italiano e si inserisce nel quadro dei festeggiamenti per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. In particolare, la cerimonia di ieri è stata dedicata alla Medaglia D’oro al Valor Militare Colonnello Giuseppe MISSORI che a partire dalle “Cinque Giornate” del 1848, quando combatté come Volontario nel Battaglione Studenti Lombardi, fino alla campagna del 1866 nel Trentino, dette prova del suo animo valoroso e battagliero. Tale solenne e significativo impegno, giunge a suggellare quasi la fine del previsto iter addestrativo prima di raggiungere, all’inizio del mese di agosto, le varie Unità dell’Esercito Italiano.

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sabato luglio 31st, 2010 01:02 SAN PRISCO – Parlano gli amici di Pierdavide

De Cellis

 di Nunzio De Pinto

“Era un ragazzo molto motivato e credeva in quello che faceva. Ironico, anche nei momenti di difficoltà”. È il ricordo fatto da uno dei tantissimi amici di Pierdavide che con lui prestavano servizio presso la Caserma “Amico” di Via Ruggiero, sede del 21° reggimento Genio Guastatori di Caserta. “E’ difficile” – ha aggiunto – “trovare parole per ricordare Davide. Abbiamo condiviso tanti momenti insieme. Siamo stati insieme anche in un’altra missione, cosa che avveniva spesso. L’ultima volta ci siamo visti ad aprile e qualche giorno prima dell’incidente c’eravamo sentiti anche per telefono”. “Mai avremmo pensato – ha detto – che potesse accadere una cosa del genere. Ho tanti ricordi insieme con lui, una persona che ricorderò sempre come un amico sincero, ironico, pronto a parole di conforto nei casi in cui ne avevo bisogno”.

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venerdì luglio 30th, 2010 00:24 SAN MARCO EVANGELISTA –Rientra oggi in Italia la salma del Caporal maggiore capo Pierdavide De Cillis

De Cillis Pierdavide

 

di Nunzio De Pinto

 Fuori l’abitazione di via Luxembourg, dove risiedeva il caporal maggiore Pierdavide De Cillis, c’è una folta rappresentanza di militari dell’Esercito. Primo fra tutti il Colonnello Giampaolo MIRRA, dallo scorso mese di settembre 2009, comandante del 21° Reggimento Genio Guastatori di via Ruggiero a Caserta, diretto superiore del caporal maggiore capo che era partito insieme ad altri tre genieri casertani in appoggio al 32° Reggimento Genio della Brigata “Taurinense”. “De Cillis è un ottimo professionista ed un militare come tutti i comandanti vorrebbero avere”. Non riesce a trovare la parole giuste il Colonnello Mirra – “Aveva al suo attivo sette missioni all’estero durante le quali aveva effettuato un elevato numero di interventi di disinnesco di ordigni esplosivi. Un ottimo professionista”. Presente anche il Colonnello Luigi MASIELLO, responsabile della P.I. del II° FOD che ha competenza su tutti i reparti dell’Esercito presenti nel Sud e nelle isole, un team di supporto psicologico e molti amici e colleghi del giovane. I resti dei due militari italiani, Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis, uccisi ieri in Afghanistan dallo scoppio improvviso di un rudimentale ordigno (ied) saranno trasferiti nelle prossime ore direttamente in Italia da Herat, sede del Comando regionale occidentale (RC-W) sotto responsabilità italiana. “Rientreranno direttamente da qui senza passare per Kabul” – ha affermato il maggiore Mario Renna, portavoce del contingente italiano in Afghanistan – “e stiamo aspettando la comunicazione ufficiale sugli orari dell’aereo che li preleverà”. A poche ore dall’ennesima tragedia che ha colpito il contingente italiano, gli uomini della Brigata alpina Taurinense sono ancora sotto shock, mentre il generale Claudio Berto e gli ufficiali a lui vicini studiano quanto è successo per capire se vi siano stati errori di procedura. “Ma i codici applicati in queste circostanze – ha assicurato il maggiore Renna – sono molto collaudati e non credo che vi saranno variazioni”. Dunque, questa mattina rientra in Italia la salma di Pierdavide De Cillis. Nel frattempo, una nutrita schiera di genieri casertani saranno stamattina all’aeroporto di Ciampino dove prenderanno in consegna la salma del giovane che arriverà alle ore 9.00. Le salme dei due militari sono accompagnate dal Generale di Corpo d’Armata Giorgio Cornacchione, Comandante del Comando Operativo di vertice Interforze. Da qui, i due militari verranno trasportati all’ospedale militare del Celio, dove verranno sottoposti ad esame autoptico. Subito dopo verrà aperta la camera ardente e probabilmente nel pomeriggio saranno celebrati i funerali di Stato nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma. La salma di Pierdavide De Cillis rientrerà, quindi, a San Marco Evangelista dove verrà rumulato nel cimitero cittadino. Ieri mattina, intanto, sono partiti da Bisceglie i genitori del militare morto, Angelo, carrozziere, e Nunzia, casalinga, per stare vicino alla moglie del loro figlio, Katia che ha una bambina di tre anni ed é in attesa del secondo figlio. È giunto direttamente da Udine, anche Michele, fratello ventottenne di Pierdavide, Maresciallo dell’Esercito in servizio presso il 3° Reggimento Genio Guastatori, unità incardinata presso la Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”. Appresa la notizia da Herat, i vertici della Forza Armata si sono subito stretti intorno alla famiglia De Cillis. Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Giuseppe Valotto, si stringe con affetto ai familiari dei genieri caduti oggi in Afghanistan ed esprime il profondo cordoglio della Forza Armata per il tragico lutto. “È un lutto che colpisce ancora una volta al cuore la città”. È il primo commento del sindaco di San Marco Evangelista, Gabriele ZITIELLO, rintracciato al telefono, dopo aver appreso la notizia della morte in un attentato in Afghanistan del caporal maggiore capo dell’Esercito Pierdavide De Cillis. “Interpretando i sentimenti di tutto il consiglio comunale” – ha poi dichiarato Zitiello – “voglio manifestare sentimenti di sentita vicinanza alla famiglia, colpita così crudelmente negli affetti, ed alle Forze Armate, impegnate in una missione di pace che tale deve restare, anche se continua a pretendere un costo altissimo e profondamente ingiusto in vite umane”.

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