mercoledì marzo 7th, 2012 00:45 CAPUA – 1316 Volontari hanno concluso la fase di addestramento e sono partiti per i reggimenti di assegnazione

 

Nunzio De Pinto

 

Gen. Zambuco

Lunedì scorso, milletrecentosedici Volontari in Ferma Prefissata di un anno del 4° blocco 2011, appartenenti al 17° Reggimento Addestramento Volontari “Acqui”, 47° Reggimento Addestramento Volontari “Ferrara”, 85° Reggimento Addestramento Volontari “Verona”, 235° Reggimento Addestramento Volontari “Piceno” e 123° Reggimento “Chieti”,  dopo aver svolto un intenso addestramento di base di dieci settimane, hanno lasciato i rispettivi Enti di formazione, per raggiungere le diverse località di assegnazione nelle Unità dell’Esercito Italiano dislocate su tutto il territorio nazionale. Lo scorso 5 marzo, nel piazzale intitolato alla M.O. “Gerardo Antonucci” della Caserma “Oreste Salomone”, durante la cerimonia di chiusura del corso, il Comandante del Raggruppamento Unità Addestrative, Generale di Divisione Antonio ZAMBUCO, alla presenza dei Comandanti del 17° RAV ”Acqui”, del 47° RAVFerrara”, del Reparto Supporti, del Sottufficiale di Corpo e del personale del “Comando” Raggruppamento, ha elogiato i primi tre Volontari classificati di ciascun  reggimento, nelle materie tecnico-militari e nelle discipline sportive. Il Raggruppamento Unità Addestrative dell’Esercito, unica realtà della Forza Armata deputata alla formazione iniziale dei Volontari, sia uomini che donne, ha addestrato dalla sua costituzione ad oggi, oltre 158.700 giovani provenienti dalla vita civile che hanno scelto di servire il Paese nelle Forze Armate e nei Corpi di Polizia.

 

In: EsercitoNessun Commento

lunedì marzo 5th, 2012 23:36 PORTICO -Il campione di karate Maurino riceve nella caserma della Garibaldi, il Sacramento della Cresima insieme ad altri 33

MAURINO Giuseppe riceve cresima

 

Nunzio De Pinto

 Il karateka porticese Giuseppe Maurino, dopo gli allori nazionali e regionali, lo scorso venerdì ha “confermato”, nel corso di una semplice, ma sentita cerimonia religiosa presso la chiesa sita all’interno della Caserma “Ferrari Orsi”, la sua fede in Dio, ricevendo dalle mani di don Rocco Smaldone, cappellano capo interregionale dell’Esercito, il Sacramento della Cresima. Con lui a ricevere la Cresima c’erano 34 militari dell’Esercito e nella fattispecie i “bersaglieri” del cosiddetto “Grande Ottavo” e del Reparto Supporti. La cultura della Fede è stata e sarà sempre un elemento pregnante della formazione di base dei giovani soldati, qualunque sia il loro ruolo di appartenenza. Il giovanissimo “bersagliere atleta” è giunto al Sacramento della “Confermazione” dopo aver seguito una preparazione spirituale mirata ed attenta, grazie all’opera preziosa del cappellano militare della Garibaldi, don Roberto Tortora, a cui è affidato l’obiettivo della cura spirituale dei militari. Insieme con don Rocco Smaldone ed a don Roberto Tortora, c’era anche don Franco Facchini, cappellano della Legione Carabinieri Campania, amico di lunga data dei due sacerdoti. Alla cerimonia, oltre ai familiari, era presente anche il Comandante della Brigata “Garibaldi”, Generale Luigi Chiapperini, che fra pochi giorni sarà impegnato in una missione in Afghanistan unitamente a tutti i reggimenti che fanno parte della “Garibaldi”. Giuseppe Maurino è il cugino di Lucio, pluricampione mondiale e faro della nazionale italiana di karate, come dire i Maurino sono una stirpe di autentici campioni, visto che ad allenare Giuseppe è lo zio, il maestro Domenico Maurino.

In: EsercitoNessun Commento

lunedì marzo 5th, 2012 23:27 CAPUA -Le volontarie del RUA festeggiano l’8 marzo prestando servizio di Guardia d’Onore al Quirinale, la casa degli italiani

 

Nunzio De Pinto

Esercito, picchetto di volontarie donne al Quirinale1

Esercito, Donne in uniforme a Guardia del Quirinale1

 8 marzo 2012, Festa della Donna: per l’occasione, il servizio di Guardia d’Onore al Palazzo del Quirinale sarà, ancora una volta, tutto al femminile con le Volontarie (VFP1) del 4° blocco 2011 del 235° RAV “PICENO”, Unità dipendente dal Raggruppamento Unità Addestrative di stanza a Capua, con al vertice il Generale di Divisione Antonio Zambuco. Infatti, nell’ambito delle celebrazioni per tale festività, quest’anno lo Stato Maggiore dell’Esercito ha voluto conferire maggior risalto all’evento, vista la coincidenza della cerimonia con la particolare ricorrenza, prevedendo che lo svolgimento del prestigioso servizio fosse prestato dal 235° Reggimento Addestramento Volontari “PICENO”. Il 235° Reggimento è preposto, alla formazione iniziale di tutte le giovani italiane che per la prima volta si affacciano alla vita militare, attraverso la partecipazione ai concorsi per Volontari in Ferma Prefissata di un anno, ed all’aggiornamento tecnico-professionale delle Volontarie in Ferma Prefissata di quattro anni che tornano a distanza di qualche anno nella città che le tenne a battesimo quali soldati donne. Si ripeterà, pertanto, quanto avvenne il 23 novembre del 2007, allorquando, per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, un reparto militare composto esclusivamente da donne ha assolto a tale solenne e prestigioso compito. La cerimonia del cambio della guardia avrà luogo il giorno 7 marzo 2010, alle ore 15.15 nella Piazza del Quirinale e sarà ripetuta il giorno successivo, 8 marzo, al termine del servizio. I soldati del 4° Blocco 2011, agli ordini del Capitano Nicoletta Barchiesi, faranno il loro ingresso nella “Casa degli Italiani”, scortando la Bandiera di Guerra del 235° Reggimento, decorata di Ordine Militare d’Italia e Medaglia d’Argento al Valor Militare per i fatti d’arme di Selo Korite dell’agosto del 1917, durante il primo conflitto mondiale. Il 235° “PICENO” è l’unico ente di formazione militare in Italia preposto da quasi dodici anni alla formazione iniziale di tutte le giovani italiane che per la prima volta si affacciano alla vita con le stellette, attraverso la partecipazione ai concorsi per Volontari in Ferma Prefissata di un anno. L’importante e significativo impegno giunge a suggellare in modo solenne la conclusione dell’iter formativo di base delle giovani del 4° blocco 2011.

In: EsercitoNessun Commento

venerdì marzo 2nd, 2012 00:15 CASERTA – Il Generale Bernardini, comandante delle forze terrestri, in visita alla brigata Garibaldi

Nunzio De Pinto

 

Generale di Corpo d'Armata Roberto Bernardini1

Il Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), Generale di Corpo d’Armata Roberto Bernardini, ha visitato ieri mattina il Comando della Brigata bersaglieri “GARIBALDI” e l’8° reggimento bersaglieri, presso la Caserma “Ferrari Orsi” di via Laviano. Ricevuto dal Generale di Brigata Luigi Chiapperini, il Comandante delle FOTER ha potuto constatare l’ottimo livello di approntamento raggiunto dalla Grande Unità, a premessa del suo schieramento in Afghanistan, dove a breve sostituirà la Brigata “Sassari”. Nell’esprimere il suo apprezzamento per l’elevato livello di approntamento raggiunto dalla Garibaldi, il Generale Bernardini ha esortato tutto il personale ad affrontare le nuove sfide con la consueta serietà e determinazione, che hanno sempre consentito alla Brigata di conseguire eccellenti risultati operativi. Il Generale Roberto BERNARDINI proviene dal 153° corso dell’Accademia Militare di Modena, alla quale è stato ammesso nel 1971. Ha poi proseguito gli studi presso la Scuola di Applicazione di Torino e la Scuola di Guerra di Civitavecchia. Nel corso degli oltre 40 anni di carriera ha alternato periodi di intensa attività, formativa presso le Scuole Militari e l’Università, operativa e di comando presso numerose Unità dell’Esercito Italiano ad ogni livello ordinativo, dirigenziale presso gli Stati Maggiori dell’Esercito e della Difesa, diplomatica in sedi estere al servizio del Ministero degli Esteri, operativa in teatro operativo estero e in ambito NATO. Il Generale Roberto Bernardini parla correntemente Francese e Inglese ed ha conseguito la Laurea in Scienze Strategiche ed il Master di II livello in Scienze Strategiche presso l’università di Torino e la Laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’università di Trieste. Nell’anno accademico 2003/2004 è stato insegnante di Comunicazione Militare presso la LINK CAMPUS UNIVERSITY OF MALTA sede di ROMA. Nel corso della sua carriera è stato insignito di numerose onorificenze nazionali, internazionali e delle istituzioni internazionali.

In: EsercitoNessun Commento

mercoledì febbraio 29th, 2012 23:56 CASERTA – Don Rocco Smaldone impartisce la Cresima a 32 militari presso la brigata Garibaldi

 

Nunzio De Pinto

Generale di brigata Luigi Chiapperini

Venerdì, 2 marzo prossimo, con inizio alle ore 11.00, presso la Caserma “Ferrari Orsi”, sede della Brigata Bersaglieri “Garibaldi”, nonché dell’8° Reggimento bersaglieri e del Reparto Comando e Supporti, don Rocco Smaldone, Cappellano capo del Servizio Interforze, impartirà il Sacramento della Cresima a 30 militari e a due giovani figli di un Ufficiale della Garibaldi. La cultura della Fede è stata e sarà sempre un elemento pregnante della formazione di base dei giovani soldati, qualunque sia il loro ruolo di appartenenza. I giovani cresimandi sono giunti al Sacramento della “Confermazione” dopo aver seguito una preparazione spirituale mirata ed attenta, grazie all’opera preziosa del cappellano militare della Garibaldi, don Roberto Tortora, a cui è affidato l’obiettivo della cura spirituale dei militari. Tutto questo secondo il principio ormai riconosciuto che vuole “l’operatività nella spiritualità”, in base al quale ogni sforzo attuato per lo svolgimento di una missione operativa, è sempre sostenuto da una convinta forza spirituale, ispirata al giuramento prestato di fedeltà alla Repubblica Italiana ma anche ai principi di sacralità della vita umana. Ma quale è il significato dell’amministrazione della Santa Cresima in una Caserma Militare? Il 19 novembre 2000, in occasione del Giubileo dei militari, Giovanni Paolo II nella sua omelia diceva rivolgendosi ai militari presenti a San Pietro: “Chi meglio di voi, carissimi militari, ragazzi e ragazze, può rendere testimonianza circa la violenza e le forze disgregatrici del male presenti nel mondo? Voi lottate ogni giorno contro di esse: siete infatti chiamati a difendere i deboli, a tutelare gli onesti, a favorire la pacifica convivenza dei popoli. A ciascuno di voi si addice il ruolo di sentinella, che guarda lontano per scongiurare il pericolo e promuovere dappertutto la Giustizia e la Pace”. Questi valori trovano nel Soldato dell’Esercito un significato ancora più alto ed una convinzione fortemente radicata, che gli deriva proprio dalla particolare condizione ambientale in cui è chiamato ad operare. Alla cerimonia parteciperà anche il Generale di Brigata, Luigi Chiapperini, comandante della Brigata “Garibaldi”.

In: EsercitoNessun Commento

lunedì febbraio 20th, 2012 22:36 CASERTA -Tre militari italiani muoiono in Afghanistan intrappolati nel Lince caduto in acqua

 

Nunzio De Pinto

Esercito, VTLM LINCE Rinforzato 3

 Tre militari italiani in Afghanistan sono morti ieri mattina in seguito ad un incidente stradale avvenuto nei pressi della località Shindand. È quanto si è appreso dal Colonnello Vincenzo Lauro, casertano, portavoce del contingente italiano in Afghanistan. Si tratta – informa lo Stato maggiore della Difesa – del caporal maggiore capo Francesco Currò, nato il 27 febbraio 1979 a Messina, del primo caporal maggiore Francesco Paolo Messineo, nato il 23 maggio 1983 a Palermo, e del primo caporal maggiore Luca Valente, nato l’8 gennaio 1984 a Gagliano del Capo (Lecce). Gli uomini appartengono al 66esimo Reggimento fanteria Trieste che ha sede a Forlì, inquadrato nella brigata aeromobile Friuli di Bologna e quasi interamente schierato nell’ovest dell’Afghanistan, nella zona di Shindand. I fatti, riferiscono al comando del contingente italiano, si sono verificati a circa 20 Km a sud-ovest di Shindand, dove un VTLM Lince è rimasto coinvolto in un incidente. Il mezzo appartenente alla Task Force Center con base a Shindand era impegnato in un’attività “tesa a recuperare una unità bloccata dalle condizioni meteo particolarmente avverse”, quando nell’attraversare un corso d’acqua, si è ribaltato intrappolando, al suo interno, tre dei militari dell’equipaggio che sono successivamente deceduti. Immediatamente sono scattate le operazioni di evacuazione: il militare ferito, affetto da ipotermia, è già stato trasferito in un ospedale da campo. Le sue condizioni non dovrebbero essere gravi. Il 66° Reggimento, inquadrato nella brigata aeromobile Friuli di Bologna, è quasi interamente schierato nell’ovest del Paese, nella zona di Shindand. Con il decesso dei tre militari, sono salite a 49 i militari italiani deceduti da quando è iniziato la missione Isaf in Afghanistan nel 2004. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si legge in un comunicato del Quirinale, ha appreso “con profonda commozione la notizia del grave incidente in cui hanno oggi perso la vita tre militari italiani, impegnati nella missione internazionale per la pace e la stabilità in Afghanistan”. Il Capo dello Stato “esprime i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari dei caduti, rendendosi interprete del profondo cordoglio del Paese”. Cordoglio è stato espresso anche dal presidente del Consiglio Mario Monti. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Biagio Abrate, a nome delle Forze Armate e suo personale, esprime ai familiari il profondo cordoglio per la morte dei propri cari. Il Generale Abrate ha inoltre manifestato al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano, il proprio dolore e il sentimento di vicinanza alla Forza Armata per il lutto che l’ha colpita. Un minuto di silenzio sarà osservato domenica prossima su tutti i campi di gara per ricordare i tre militari italiani morti in Afghanistan durante un incidente. Il Presidente del Coni, Giovanni Petrucci, ha infatti invitato le federazioni, le discipline associate e gli enti di promozione a far osservare il raccoglimento in occasione di tutte le manifestazioni sportive, che si disputeranno in Italia da oggi fino a domenica, in memoria dei tre militari caduti in Afghanistan.

In: EsercitoNessun Commento

sabato febbraio 11th, 2012 01:14 CAPUA: OLTRE 1300 VOLONTARI HAN GIURATO FEDELTA’ ALLA REPUBBLICA

Prof. Raffaele Raimondo

cronista free lance

Via A.Diaz, 33

81046 GRAZZANISE (Caserta)

tel 0823-96.42.12340-500.67.64

e-mail: raffaeleraimondo1@virgilio.it               COMUNICATO-STAMPA del 10 febbraio 2012

 

             Al Rua solenne cerimonia dedicata al Maggiore dei Bersaglieri Giacomo Pagliari, eroe a Porta Pia

CAPUA: OLTRE 1300 VOLONTARI HAN GIURATO FEDELTA’ ALLA REPUBBLICA

          Vibranti discorsi del Gen. di Divisione Antonio Zambuco, comandante del Raggruppamento,

                                      e del colonnello Domenico Roma, comandante del 17° Reggimento “Acqui”

 CAPUA (Raffaele Raimondo) – Mattinata eccezionalmente rigida, ma infuocato d’amor patrio il cuore palpitante dei 1317 volontari in ferma prefissata di un anno che stamane han giurato fedeltà alla Repubblica italiana. La solenne cerimonia ha avuto inizio con lo schieramento – davanti alla tribuna delle autorità militari, civili e religiose – dei soldati protagonisti dell’evento ed appartenenti al 17° Rgt. “Acqui” e al 47° “Ferrara”. Una folla di oltre 4.000 familiari giunti da ogni parte d’Italia, malgrado il freddo pungente,  faceva corona, intorno al più vasto piazzale della caserma “O.Salomone” dove era in atto il grande raduno.                                                                                    Resi gli onori alla leggendaria Bandiera di Guerra del 17° Rgt. “Acqui” e al comandante del Raggruppamento Unità Addestrative (RUA) – il generale di Divisione Antonio Zambuco -, ai labari delle Associazioni combattentischiche e d’Arma nonché ai gonfaloni delle municipalità decorate, le compagnìe perfettamente addestrate si son poste agli ordini del colonnello Domenico Roma, comandante del 17° Rgt, che ha coordinato tutte le fasi del Giuramento, pronunciando un saluto carico d’orgoglio militare e di commozione durante il quale ha illustrato, con appassionati accenti, la dedica dell’intera manifestazione all’eroico maggiore dei Bersaglieri Giacomo Pagliari, caduto nel settembre 1870 mentre conduceva “con intelligenza ed ammirabile slancio il proprio battaglione all’attacco della breccia di Porta Pia”. Ascoltata la lettura della formula di rito, un sol grido – “Lo giuro!” – si è levato potente, subito siglato dall’entusiastico applauso degli astanti e dalle note del sempre toccante Inno nazionale eseguito dalla banda militare. A tutti si è poi rivolto, comunicando calorosi ringraziamenti e significativi moniti, il generale Zambuco. “A voi volontari del 4° Blocco 2011 le mie più sincere congratulazioni – ha detto, fra l’altro, l’alto ufficiale – Avete giurato fedeltà alla Patria, gridando con forza la vostra promessa di fede. Avete pertanto assunto obblighi e doveri verso la nostra Repubblica, impegnandovi a servirla con lealtà e dedizione”. Proseguendo, in toni di autorevole fermezza pari ad un afflato umano particolarmente avvertito, il comandante del Rua ha aggiunto “I vostri familiari, che adesso vi stanno cercando con sguardo ansioso e commosso, tra poco incontrandovi noteranno certamente che in queste settimane siete cambiati nell’aspetto, perché avete assunto lo stile sobrio, corretto e formale, tipico di ogni militare, ma soprattutto cambiati nell’atteggiamento di fronte alle difficoltà, in quanto più consapevoli delle responsabilità che derivano dal vostro nuovo status di soldati. Continuate pure, nell’impegno quotidiano, a migliorare le vostre performances e siate sempre degni del rispetto che l’Istituzione ha acquisito nel corso del tempo. Rispetto rafforzatosi, in questi ultimi anni, grazie ai successi conseguiti con gli impegni massicci della Forza Armata sia in Italia che all’estero”. Ascoltavano, attoniti e fieri, i giovani volontari. Dinanzi a loro, immersi nel pubblico, ascoltavano ugualmente la severa e salutare lezione gli allievi di una classe dell’Istituto tecnico aeronautico di Grazzanise, guidati dalla vice dirigente Mariella Vigliano. Spettacolari le geometrie disegnate dai reparti che, epicamente marciando, hanno lasciato, al termine della festa, il piazzale intitolato alla perenne memoria del caporal maggiore Gerardo Antonucci la cui vita si spense tragicamente in Bosnia nel 1996.

I volontari schierati Il Gen di Div_ Antonio Zambuco comandante del Rua

In: EsercitoNessun Commento

mercoledì febbraio 8th, 2012 23:41 Caserta – Paracadutisti Casertani

Paracadutisti casertani

(Di Salvatore Candalino) -

Sabato 11 febbraio,  con inizio alle  ore 17, il Consiglio direttivo della sezione casertana  “G. Gambaudo” dell’A.N.P.d’I.  – Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia – e i soci si ritroveranno in sede per un incontro conviviale di inizio d’anno. Il saluto sarà porto dal vice Presidente di Sezione, prof. Antimo Rivetti, su delega di Michele Franzese presidente di Sezione assente da Caserta per motivi di lavoro. All’Ordine del Giorno  è prevista l’illustrazione ai soci della cerimonia di consegna degli attestati ai paracadutisti Ianuale Luisa Gabriella, Raia Ilenia, Paone Vittorio, Letizia Vincenzo, Perrone Alessandro e Cioffi Salvatore. Gli ultimi due, militari alle armi, hanno conseguito l’abilitazione nell’anno 2011, sotto l’attenta guida del dott. Tommaso Ferraiolo Direttore Tecnico di Sezione, che nella sua attività di istruttore vanta un numero di oltre 300 brevettati. Tra questi Ufficiali dei Ranger Alpini paracadutisti, aspiranti incursori del 9° Col Moschin,  paracadutisti-pilota di elicotteri del Corpo Forestale dello Stato. Sarà presente, tra gli altri, Vincenzo Santonastaso, uno dei fondatori della Sezione di Caserta.  Ha avuto come allievi illustri personaggi, medici, professionisti, ufficiali. Tra questi D.L.P. Comandante dei G.I.S. e Sottufficiali incursori .

Nel corso dell’incontro sarà presentato il programma per la consegna del “Premio Renzo Polverino” Ragazzo della Folgore, che sarà attuato  dopo la pausa estiva; inoltre, saranno presentati gli aspiranti paracadutisti del corso intitolato alla memoria dei folgorini Gaetano Mozzillo e Raffaele Argenziano scomparsi nell’estate 2011.L’economo di Sezione procederà al tesseramento per l’anno in corso che vanta già un congruo numero di iscritti.

In: EsercitoNessun Commento

mercoledì febbraio 8th, 2012 23:37 LE TRUPPE STRANIERE AGLI OCCHI DEGLI AFGHANI

COMUNICATO STAMPA
LE TRUPPE STRANIERE AGLI OCCHI DEGLI AFGHANI
Presentata la ricerca effettuata nelle province afghane occidentali sotto il
comando italiano Isaf-Nato


7 Febbraio 2012. Disillusione, diffidenza e sospetto. Sono i sentimenti prevalenti verso le truppe straniere che emergono dalla ricerca “Le truppe straniere agli occhi degli afghani: percezioni, opinioni e rumors a Herat, Farah e Badghis”, (Scarica la ricerca) promossa dalla Ong Intersos e realizzata dal ricercatore e giornalista freelance Giuliano Battiston. Le interviste raccolte nell’estate 2011 con interlocutori diversi – dai religiosi ai funzionari governativi, dai commercianti agli attivisti – segnalano un forte scollamento tra le dichiarazioni delle cancellerie occidentali, che sostengono che le forze Isaf-Nato siano riuscite in buona parte a stabilizzare il paese, e quelle degli afghani, che ritengono che la comunità internazionale abbia fallito nel garantire la sicurezza alla popolazione, pur manifestando apprensione sulle conseguenze del ritiro delle truppe.
La maggior parte degli intervistati lamenta condizioni di sicurezza precarie e ritiene che il dispiegamento delle truppe internazionali non abbia prodotto i risultati sperati: “Nel 2004 – afferma tra gli altri M. Akram Azimi, docente all’Università Ghargistan, Farah – i Talebani erano circa 400. Nel 2009, 25.000. Oggi possono contare su 30.000 combattenti. La comunità internazionale dovrebbe cominciare a chiedersi perché i ribelli aumentano invece di diminuire”. Tra le cause, due emergono in particolare: la pluralità di orientamenti, tattiche e obiettivi perseguiti dai singoli contingenti e lo scarso coinvolgimento delle controparti afghane nell’elaborazione della strategia di pacificazione e stabilizzazione: “Il fallimento della comunità internazionale dipende dal fatto che è mancata una strategia coerente tra gli attori coinvolti nel conflitto; inoltre, essa è stata elaborata altrove, da gente che non conosceva il paese”, dichiara Soraya Pekzad dell’organizzazione Voice of Women, Herat. 

Viene criticato inoltre lo squilibrio eccessivo tra i fondi destinati alle operazioni militari e quelli per lo sviluppo e la ricostruzione, oltre che l’enfasi posta su una concezione della sicurezza ridotta alla sola incolumità fisica, a scapito degli aspetti sociali, economici e istituzionali di una più ampia ‘sicurezza umana’:“Non si è prestata sufficiente attenzione allo sviluppo economico e alla ricostruzione. Oltre ad un’efficace strategia di contro-terrorismo, servono opportunità di lavoro, senza le quali i Talebani sono destinati a crescere”, Rahman Salahi, capo Shura dei professionisti, Herat.
Alle forze internazionali viene poi imputata la scarsa considerazione delle conseguenze delle loro operazioni sui civili, l’uso indiscriminato dei bombardamenti aerei e dei raid notturni, la violazione degli spazi domestici. Tra le lamentele più diffuse, l’idea che agiscano al di fuori di ogni quadro giuridico certo, rispondendo soltanto ai propri codici di condotta, esenti dallo scrutinio pubblico: “In caso siano vittime di un incidente, gli afghani non hanno alcuno strumento legale per chiedere giustizia, mentre la protezione dei civili dovrebbe essere una priorità”, Abdul Qader Rahimi, Afghanistan Independent Human Rigths Commission, Herat.

Il percepito deterioramento delle condizioni di sicurezza, il rafforzamento dei movimenti antigovernativi e la sensazione che i soldati stranieri siamo immuni dalla legge hanno fatto crescere la sfiducia e la diffidenza nei loro confronti, insieme all’idea che siano in Afghanistan per promuovere gli obiettivi strategici dei rispettivi paesi piuttosto che per garantire il benessere della popolazione: “Nel 2001, in un mese le truppe straniere sono riuscite a sconfiggere l’intero movimento dei Talebani… Come mai, oggi, questi sono più forti di prima? La gente se lo chiede”, Abdul Ghani Saberi, vicegovernatore provincia di Badghis. Molti intervistati sostengono che i contingenti Isaf-Nato sarebbero disposti persino a sostenere i Talebani e ad alimentare il conflitto, per evitare veri combattimenti o per continuare a motivare la propria presenza in Afghanistan. “Perché oggi i Talebani sono forti? Si dice che qualche paese straniero fornisca loro assistenza, armi, equipaggiamenti vari, aiuti militari e logistici… La ragione è che ci sono obiettivi di natura strategica e per raggiungerli occorre una presenza di lungo termine in Afghanistan”, Faisal Kharimi, giornalista e docente universitario, Herat.
A dispetto delle tante obiezioni mosse all’operato degli eserciti stranieri, la maggior parte degli intervistati ritiene che debbano restare oltre la data annunciata del ritiro, il 2014, con una nuova e più efficace strategia. Tra le ragioni: l’instabilità del quadro politico interno, la scarsa fiducia nei confronti della leadership locale e l’idea che le truppe straniere rappresentino un deterrente all’affermazione dei Talebani più efficace dell’esercito locale, ritenuto ancora impreparato:“Gli stranieri ora sono qui e la situazione è grave. Nel caso se ne andassero, forse peggiorerebbe. Devono restare più a lungo del 2014, ma devono fare meglio e diversamente da quanto fatto finora”, M.Sardar Saraji, vice capo Shura-e-Ulema, Qala-e-now.
I timori legati al ritiro sono principalmente due: la preoccupazione che il vuoto che ne deriverebbe sarebbe occupato dalle potenze regionali confinanti, in particolare da Iran e Pakistan, e l’idea che, una volta avvenuto il ritiro, gli attori internazionali possano rinunciare a ogni futuro impegno politico-finanziario: “La grande preoccupazione è che, con il ritiro delle truppe internazionali, l’Afghanistan venga di nuovo dimenticato. Molta gente lo pensa, ricordando la tragica situazione che si è creta negli anni Novanta … C’è il rischio che l’esercito nazionale non combatta contro i Talebani, ma si divida in fazioni, che si combattono a vicenda”, Abdul Khaliq Stanikzai, Sanayee Development Organization, Herat.
Quanto al dialogo con i movimenti antigovernativi, molti degli intervistati sostengono la via della soluzione politico-diplomatica, invocando un negoziato trasparente e attento alle esigenze della popolazione: “Si deve negoziare con i Talebani: sono afghani, e vanno coinvolti nella gestione del potere, anche nel governo. Abbiamo accettato gli stranieri, perché non dovremmo accettare i nostri fratelli Talebani?”, Faruq Huseyni, capo Shura-e-Ulema, Herat.
In relazione alle attività integrate civili-militari, uno dei dati più evidenti è la confusione sugli obiettivi dei PRT (Provincial Reconstruction Teams) e sul loro modo di operare. Molti intervistati lamentano, oltre all’opacità nella gestione dei progetti, la confusione tra gli obiettivi della sicurezza e quelli della ricostruzione e contestano il fatto che ai militari siano assegnati compiti civili: “Quando chiediamo più sicurezza, i militari ci dicono di essere qui per la ricostruzione. Quando chiediamo la ricostruzione, ci dicono di essere qui per la sicurezza. Alla fine, non garantiscono nessuna delle due…”, Farid Ehsas, esponente società civile, Farah.

Oltre che controproducente, la confusione generata dai PRT è ritenuta pericolosa per la popolazione civile, soprattutto nella città di Herat, dove ha sede il PRT italiano. Dato che rappresenta un obiettivo dei Talebani, gli intervistati condannano in modo unanime la scelta di averlo stabilito in una zona residenziale, e chiedono che venga al più presto trasferito altrove: “Alla gente non piace affatto che il PRT sia lì, si sente minacciata; per questo è stato chiesto agli italiani, tramite il Governatore di Herat, di cambiare sede. Finora, nessuna risposta. É curioso: sostengono di voler promuovere la democrazia in Afghanistan e poi non prestano attenzione a una richiesta democratica della popolazione di Herat”, Adela Kabiri, giornalista e docente universitaria, Herat.

In termini generali, dalla ricerca emerge l’esplicita richiesta che venga restituita agli afghani la sovranità su tempi e strumenti per gestire il paese e deciderne le sorti future, insieme all’appello rivolto alla comunità internazionale di rafforzare la preparazione delle forze di sicurezza afghane e di non abdicare alle proprie responsabilità politiche e finanziarie, continuando a sostenere la ricostruzione e la cooperazione civile una volta avvenuto il ritiro dei militari.

Ufficio Stampa Intersos:
Paola Amicucci, tel. 328.0003609 –  06.85374332,
comunicazione@intersos.org
www.intersos.org

In: EsercitoNessun Commento

sabato febbraio 4th, 2012 22:39 CAPUA -Emergenza maltempo, il generale Zambuco fermo nella neve di ritorno dal giuramento delle soldatesse di Ascoli

 

Nunzio De Pinto


 A causa delle intense precipitazioni nevose che hanno causato nelle ultime ore enormi disagi alla popolazione in tutta Italia, le Prefetture, in emergenza, hanno chiesto l’intervento dell’Esercito che ha fornito il proprio supporto. Di questo supporto ha potuto usufruire anche il Generale di Divisione Antonio Zambuco, Comandante del R.U.A. (Raggruppamento Unità Addestrative) di stanza presso la caserma “Oreste Salomone, che è rimasto intrappolato sulla A25 di ritorno da Ascoli, dove in mattinata aveva preso parte alla cerimonia di Giuramento delle Volontarie a Ferma Prefissata di un anno del 4° blocco 2011, alla Caserma “Emidio CLEMENTI”, sede del 235° Reggimento Addestramento Volontari “PICENO”. L’Alto Ufficiale, accompagnato dal Tenente Colonnello Antonio Giannelli di Caserta, era partito da Ascoli intorno alle 13.30 di venerdì. Dopo un’intera notte trascorsa nell’auto di servizio, insieme a centinaia di automobilisti, ai quali i due ufficiali hanno fornito un piccolo aiuto consistente nella distribuzione di bottigliette d’acqua, grazie all’intervento degli Alpini del 9° Reggimento di stanza a L’Aquila, hanno potuto raggiungere la cittadina di Magliano intorno alle 12.00 di sabato. Qui, all’interno del piazzale di un enorme Centro Commerciale, i soccorritori avevano allestito un centro di prima accoglienza. Comunque, il ritorno a Capua è previsto non prima di oggi, domenica, condizioni meteo permettendo. L’Esercito in questa emergenza ha fornito alla Prefettura di Bologna una pala meccanica JCB 3CX con operatore per il ripristino della viabilità nel comune di Castel Maggiore; alla Prefettura di Venezia, 100 coperte per la casa di riposo “Antica Scuola di Battuti” in Mestre; alla Prefettura di Siena, 4 veicoli tattici VM/90 e 30 militari del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore” per ripristinare la viabilità nel comune di Monticiano; alla Prefettura di Frosinone combustibile per il gruppo elettrogeno dell’Ospedale Civile di Sora; alla Prefettura di L’Aquila, 4 mezzi da neve modello BV206 e 13 militari del 9° Reggimento Alpini per evacuare circa 200 persone dai comuni di Balzorano e Capistrello. Dalle ore 19.00 di venerdì stanno facendo la spola con i cingolati da neve per portare soccorso alla gente intrappolata. I mezzi speciali dell’Esercito si sono mossi anche lungo la strada statale 82 e l’autostrada A24 per distribuire viveri e acqua ai passeggeri di un centinaio di veicoli rimasti bloccati, alcuni dei quali fermi in galleria. Due persone afflitte da gravi problemi di salute sono state trasportate con urgenza presso l’ospedale di Avezzano. Un disperso è stato recuperato. Alla Prefettura di Roma sono stati forniti in supporto 3 pale caricatrici di grande capacità per ripristino della viabilità sulle consolari Cassia, Flaminia e Trionfale; 2 pale caricatrici di grande capacità per ripristino viabilità nei comuni di Guadagnolo e Vicovaro; personale del Comando di Artiglieria di Bracciano (15 militari) sta operando sulla SS493 “Braccianese” per ripristino viabilità. La Prefettura di Roma, nella notte, ha anche chiesto di recuperare ed accogliere circa 700 persone bloccate su un treno nei pressi della stazione ferroviaria di Cesano. Tale personale è stato recuperato da mezzi tattici militari, impiegati anche i LINCE (quelli che vediamo in azione in Afghanistan, accompagnato presso la Scuola di Fanteria di Cesano. A tutti è stato garantito ristoro e circa 100 posti letto per donne, bambini ed anziani. Sono intanto partiti 4 autobus dell’11° battaglione “Flaminia” per riportare a Roma il personale civile rimasto bloccato nella neve.

In: EsercitoNessun Commento