lunedì maggio 23rd, 2011 01:20 Mondragone. Il centro Laila sulla domitiana è sostenuto da Cancello Arnone.

 

 

                            di Pasquale Leggiero

Mondragone. È di questi giorni l’aiuto che il gruppo di preghiera, San Pio, di Cancello Arnone, diretto da Mattia Branco, con protezioni civile di Cancello Arnone e Castelvolturno, ma soprattutto con l’aiuto di semplici cittadini che hanno sostenuto il centro Laila di Mondragone. Che cos’è quest’ultimo? Un centro di accoglienza per immigrati, egregiamente diretto dal signor Angelo Luciano e con un’equipe di persone che danno assistenza ai nostri fratelli sfortunati che si sono rifugiati nella nostra bella Italia, ovviamente il centro Laila è solo una piccola goccia nel vaso. In questi giorni gruppo di preghiera e semplici cittadini stanno raccogliendo: cibi, bevande, indumenti e qualsiasi cosa possa servire per quest’immigrati e non da meno sono i turni per aiutare i responsabili del Laila, il tutto, ovviamente, senza scopo di lucro. Al centro Laila vi sono: uomini, donne e bambini ed è per questi che gli si deve dare un aiuto. Forse a volte si pensa che gli immigrati siano coloro che delinquono o che ci vengono a rubare il lavoro, forse sì o forse no, ma ragioniamo prima di trarre delle conclusioni affrettate. Chi sta bene nella propria patria va altrove? Noi pensiamo di no, e non dobbiamo assolutamente dimenticare che anche i nostri italiani sono, in passato, andati all’estero. Forse qualcuno dirà: ma andavano a lavorare e non a delinquere o a rubare lavoro. Ma c’è qualcuno in grado di giurare che i nostri italiani erano tutti onesti? E oggi qualcuno sa dirci che gli immigrati delinquono tutti? Risposte: I nostri italiani non saranno stati tutti “Santi”, ma gli stranieri di oggi nemmeno sono tutti farabutti. Poi ci sono coloro i quali vanno a rubare per mangiare, quindi se noi rifiutiamo loro un aiuto e costoro rubano, andranno in carcere e alla loro uscita chi li assumerà più a un lavoro? Nessuno. Poi saranno ricostretti a derubare e cosi avranno il marchio del ladro, a questo punto chi avrà creato quel predone? Noi con il nostro agire. Per quanto riguarda che ci rubano il lavoro, non è cosi è che a volte sulla propria strada trovano “padroni” disonesti che li sottopagano e magari loro faranno il discorso che è meglio quei pochi soldi che niente. Quindi se si è credenti in un Dio, in qualsiasi Dio, si aiuta chiunque ne abbia bisogno, indipendentemente dal colore della pelle, dalla razza, dalla religione perché chi ha bisogno, è solo un essere umano in difficoltà, quindi un nostro fratello. Ovviamente se poi qualcuno viene sorpreso a delinquere e allora si devono pur prendere i dovuti provvedimenti, secondo la legge e quella legge la dobbiamo accettare, anche se forse non ci piace. Perché in tutta onestà cosa succede se un immigrato viene colto in atteggiamenti non conformi alla leggi vigenti? Che sarà processato, una cosa giusta oppure no? Dipende dai punti di vista. Per chi viene sorpreso “sul fatto”,  farebbe bene l’espulsione dal nostro paese. Comunque invitiamo chiunque a dare una mano ai nostro fratelli meno fortunati di noi.       

 

 

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martedì maggio 10th, 2011 00:23 SANTA MARIA CAPUA VETERE – CIE, Terra Nostra porta la solidarietà alle forze di polizia e per la sicurezza

 

Anfiteatro

di Nunzio De Pinto

“A Santa Maria Capua Vetere si aggiunge un nuovo anfiteatro o circo, locus bellandi, secondo l’accezione romana. Un luogo dove si chiudono degli uomini e li si fa combattere”. Ad affermarlo è Pasquale Costagliola, Presidente dell’associazione “Terra Nostra”, che si batte contro la nascita del CIE nella Caserma Andolfato. “Così la terra che ha visto i ludi guerreschi e gladiatori identificati nel nome di Spartaco” – ha aggiunto Costagliola – “li sta rinverdendo nella Caserma Andolfato. Questo luogo più che un CIE, centro identificazione ed espulsione, funge da palestra di scontro continuo tra polizia ed immigrati. Un dramma silenzioso, senza spettatori sulle gradinate ma solo con pochi invasati panciafichisti e centri sociali che fuori delle mura della vecchia caserma premono” – ha sottolineato – “pronti a soffiare sul fuoco dell’irresponsabilità. Doppia colpevolezza di chi istituzionalmente ha scelto un non luogo come teatro di un accoglienza impossibile e di fanatici pronti a sollevare rivolte di poveri diseredati per assecondare le loro utopie spartachiste. In mezzo al dramma silenzioso, le forze dell’ordine che cercano di mantenere la calma e l’ordine malgrado tutto e tutti. Turni massacranti per gli uomini della polizia” – prosegue Costagliola che porta la solidarietà ai nostri tutori dell’ordine – “esposti a lanci di sassi in un ambiente predisposto per la rivolta. Un danno per gli agenti ma anche per un territorio che vede le scarse forze di polizia distolte dai compiti istituzionali e necessari. Non a caso nella città del Foro si registra un aumento dei reati, un dilagare della violenza nostrana, camorristica e generata da bande di microcriminali. L’unica voce che si registra sul tema è quella dei disobbedienti che non hanno soluzione ai problemi se non incitare gli animi degli extracomunitari, mentre nessuno registra le difficoltà della nostra zona, del nostro territorio e dei nostri cittadini in divisa. Caserta” – ha, infine concluso Costagliola – “non può sostenere l’onere dei CIE ma allo stesso tempo non possono immettersi altri immigrati sul nostro territorio senza alcuna garanzia per la integrazione e la sicurezza”.

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sabato aprile 23rd, 2011 23:51 SAN NICOLA LA STRADA –Russo (Prot. Civ.), il fenomeno migratorio affidato alla protezione civile, un traguardo importante

 

di Nunzio e Pinto

 

 “Apprendiamo con grande piacere che il Governo, accogliendo una precisa richiesta rivoltagli dalle regioni italiane e con la benedizione del Capo dello Stato, ha deciso di affidare alla Protezione Civile il coordinamento del fenomeno migratorio proveniente dal nord Africa, nominando Commissario il Capo del Dipartimento”. È quanto ha affermato Domenico Russo, consigliere comunale delegato alla Protezione civile. “C’erano ragioni evidenti che portavano a questa inevitabile conclusione” – ha aggiunto – “l’imbarazzante difficoltà e riottosità con la quale si prendevano e si ribaltavano localizzazioni e insediamenti fra prefetti, sindaci, difesa, regioni, interni, province; la dilatazione dei tempi, la sovrapposizione di competenze, l’innaturale utilizzazione degli operatori (sintomatica l’immagine dei pompieri che montano le tende… ); tre ministri sguinzagliati ognuno per conto suo, l’incertezza del procedere in mezzo alle polemiche strumentali di chi in queste cose ci inzuppa subito il biscotto…. insomma: era tempo”, ha aggiunto con malcelato orgoglio Russo, da sempre in prima linea con la Protezione civile comunale. Costruire una sorta di “Alto Commissariato permanente” per lo studio e per l’affrontamento di ogni tipo di emergenza – quale è oggi la Presidenza del Consiglio” – ha proseguito – “al posto di un qualunque ministero gestionale e operativo, è stata la presa d’atto di una realtà a tutti evidente: non esiste in Italia la possibilità che un coordinamento così complesso venga realizzato da un singolo ministro, né che le grandi operazioni possano essere affrontate semplicemente con un affiancamento multiministeriale (come si è tentato di fare in quest’ultimo caso), se non è garantita la presenza di un ruolo da “primus inter pares” capace di leggere l’emergenza con lente interdisciplinare e di dettare la scansione più efficace per gli interventi coordinati che si rendono necessari. Come già avvenuto una decina di anni fa, anche oggi, di fronte al nuovo tentativo di cancellare il Dipartimento che si sta portando avanti ad opera degli stessi soggetti, ci opporremo con tutte le forze anche partendo dalla periferia, dal basso, dalle città che più di tutti sono sempre impegnate a risolvere qualsiasi emergenza possa nascere”.

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giovedì aprile 21st, 2011 23:37 L’ITALIA E LA PROTEZIONE INTERNAZIONALE: I RICHIEDENTI ASILO E I RIFUGIATI NEL MEDITERRANEO.

LINK 2007 – Cooperazione in rete

 I N V I T O

L’ITALIA E LA PROTEZIONE INTERNAZIONALE:
I RICHIEDENTI ASILO E I RIFUGIATI NEL MEDITERRANEO.

NE DISCUTIAMO CON LAURENS JOLLES, RAPPRESENTANTE PER L’ITALIA
DELL’ACNUR-UNHCR, ALTO COMMISSARIATO ONU PER I RIFUGIATI

 

ROMA, giovedì 5 maggio 2011 dalle ore 17.30 alle 19.30
Sala Starlin Arush – Via Aniene 26/a

Rivoluzioni, guerre e migrazioni nel Mediterraneo. 
Si guarda la realtà senza volerla leggere, senza saperla governare.
Si sta forse perdendo un’occasione storica di fare del Mediterraneo un’area di incontro e di sviluppo.
No ai ‘clandestini’, forze navali per bloccare i barconi, uso delle armi, valutazioni delle richieste di asilo in mare aperto.
L’importante è tenerli lontani. Intanto, alcuni ministri esprimono il proprio pensiero:   loro ‘föra di ball’  e  noi ‘fuori dall’Europa’.
Dove stiamo andando? Esistono ancora almeno gli impegni e i doveri internazionali assunti dall’Italia a protezione delle persone in pericolo?

 Ne discutiamo il 5 maggio con Laurens Jolles.
Modera il dibattito Nino Sergi, Link 2007

Per partecipare, scrivere a: comunicazione@intersos.org  tel. 328.0003609

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sabato aprile 16th, 2011 00:42 L’ITALIA E LA PROTEZIONE INTERNAZIONALE:I RICHIEDENTI ASILO E I RIFUGIATI NEL MEDITERRANEO.

LINK 2007 – Cooperazione in rete

I N V I T O

 L’ITALIA E LA PROTEZIONE INTERNAZIONALE:

I RICHIEDENTI ASILO E I RIFUGIATI NEL MEDITERRANEO.

 

NE DISCUTIAMO CON LAURENS JOLLES, RAPPRESENTANTE PER L’ITALIA

DELL’ACNUR-UNHCR, ALTO COMMISSARIATO ONU PER I RIFUGIATI

ROMA, giovedì 5 maggio 2011 dalle ore 17.30 alle 19.30
Sala Starlin Arush – Via Aniene 26/a

 

Rivoluzioni, guerre e migrazioni nel Mediterraneo.

Si guarda la realtà senza volerla leggere, senza saperla governare.

Si sta forse perdendo un’occasione storica di fare del Mediterraneo un’area di incontro e di sviluppo.

 

No ai ‘clandestini’, forze navali per bloccare i barconi, uso delle armi, valutazioni delle richieste di asilo in mare aperto. 

L’importante è tenerli lontani. 

Intanto, alcuni ministri esprimono il proprio pensiero:   loro ‘föra di ball’  e  noi ‘fuori dall’Europa’.

 

Dove stiamo andando?

Esistono ancora almeno gli impegni e i doveri internazionali assunti dall’Italia a protezione delle persone in pericolo?

 

Ne discutiamo il 5 maggio con Laurens Jolles.

Modera il dibattito Nino Sergi, Link 2007

Per partecipare, scrivere a: 

comunicazione@intersos.org

tel. 328.0003609

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sabato febbraio 12th, 2011 00:41 CASERTA -Lavoratori immigrati, nasce lo sportello dell’immigrato

 

immigrati

 Venendo incontro alle pressanti richieste di numerosi lavoratori stranieri, da lunedì, 14 Febbraio, entrerà in funzione – presso la sede della Confederazione Cisas di Caserta – Lo Sportello dell’Immigrato, che fa seguito alla realizzazione de Lo Sportello del Cittadino, già in funzione dallo scorso anno, con molto successo. Lo Sportello dell’Immigrato si interesserà prevalentemente di Previdenza, Assistenza, varie Autorizzazioni Amministrative (Rilascio Nulla Osta, Permesso di Soggiorno, Congiungimenti Familiari ecc..), nonché della tutela legale di varie esigenze del settore. Particolarmente, Lo Sportello dell’Immigrato avrà rapporti con lo Sportello Unico Immigrati ( U.T.G. ) della Prefettura e dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Caserta. A dirigere il delicato ed importante settore è stato nominato il dr. Biagio SAVINELLI, già direttore provinciale dell’Ufficio del Lavoro di Caserta ed esperto di grande professionalità in materia Lavoro ed Immigrazione.

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giovedì gennaio 20th, 2011 00:42 SAN NICOLA LA STRADA –Decine le abitazioni nel centro storico concesse in comodato d’uso gratuito agli immigrati che pagano fior di euro

di Nunzio De Pinto

 La comunità degli immigrati in città ha superato le 600 unità, ma l’integrazione degli stessi è ancora lungi dall’essere risolta. Il primo ostacolo serio alla loro integrazione non è costituito dalla lingua (il comune ogni anno organizza corsi serali di lingua italiana grazie al dottor Francesco Basile) né tantomeno da motivi religiosi. No, il vero grande problema è l’abitazione. Gli immigrati, specialmente nel centro storico cittadino, quello cioé di Via Bronzetti, Via XX Settembre, via Appia e vicoli adiacenti, non dispongono di un appartamento in affitto o di proprietà, e sono costretti a condividere una stanza,

 accontentandosi molto spesso di un semplice posto letto. Eppure, risulta che molti di essi abitano in locali che sono stati loro concessi in “comodato d’uso gratuito”, invece pagano somme esose ai proprietari che così evadono il Fisco. Senza contare che dal pupnto di vista dell’abitabilità moltissime abitazioni andrebbero chiuse. Il disagio scaturisce innanzitutto da un’offerta abitativa del tutto insufficiente,

 che fa passare in secondo piano la qualità dell’immobile e dei locali. Il contratto di comodato consite in un contratto di locazione essenzialmente gratuito. Infatti, il comodato differisce dal contratto di locazione per quanto attiene allla clausola che discilplina l’elemento economico del contratto stesso. Nel comodato a fronte del godimento del bene immobile non sussiste alcun obbligo di pagamento dell’affitto caratteristica che non viene meno nell’eventualità che il comodatario corrisponda un piccolo compenso a favore del comodante, come il pagamento delle spese condominiali o delle spese per i servizi d’acqua, di energia elettrica, di telefono. Il bisogno abitativo genera un interessante volume di affari per faccendieri

 immigrati e italiani, che sfruttano l’inesperienza ed il disagio abitativo per lucrare somme

 consistenti attraverso l’affitto di catapecchie e senza dichiarale al Fisco. Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza di Padova ha scoperto un lucroso giro di affitti in nero organizzato da una donna di 78 anni. L’anziana, proprietaria di otto appartamenti oltre a quello in cui vive, dava in locazione gli alloggi a extracomunitari nordafricani, asiatici e sudamericani, omettendo di registrare i relativi contratti. All’interno delle abitazioni, alcune delle quali in condizioni di totale degrado e senza alcun allacciamento di acqua, luce o gas, le Fiamme Gialle hanno trovato sette immigrati clandestini, tre dei quali già colpiti da provvedimento di espulsione e perciò tratti in arresto. Tre appartamenti sono stati sottoposti a sequestro preventivo e altre sei persone, tra cui la proprietaria delle case, sono state denunciate alla Procura della Repubblica del capoluogo euganeo. Il giro d’affari mensile della pensionata era di almeno 4.000 euro al mese. Quando la Guardia di Finanza di Caserta renderà giustizia a questi immigrati presi per la gola ?

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martedì agosto 31st, 2010 23:48 ALIFE.Una collaboratrice della Caritas diocesana partecipa al Concorso fotografico europeo sull’ Identità e culture di una Europa multietnica.

 La collaboratrice per la Pastorale del Lavoro della Caritas Diocesana di Alife-Caiazzo Maria Domenica Mezzullo, partecipa al concorso fotografico europeo per l’identità e culture di una Europa multietnica, organizzato dalla Onlus “Immigrazione Oggi”, con due fotografie. Le foto (nell’immagine) potranno essere votate on line fino al 5 ottobre sul sito http://wm10.email.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.immigrazioneoggi.it , in caso di vittoria il premio sarà devoluto in beneficenza all’Associazione di Don Pietro Bijong, sacerdote del Camerun e Viceparroco della Parrocchia Ave Gratia Plena di Piedimonte Matese. ll 2010 è stato proclamato l’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale e in questo contesto nasce l’iniziativa inc entrata sul Concorso fotografico europeo “Ferrovie e Integrazione. Identità e culture di una Europa multietnica” da sviluppare in ambito Unione europea, attraverso una collaborazione tra Progetto ImmigrazioneOggi Onlus, Ferrovie dello Stato e le cinque reti ferroviarie europee si riconoscono nei principi della “Carta Europea della Solidarietà” (Francia, Spagna, Belgio, Lussemburgo e Polonia). L’obiettivo del Concorso è coinvolgere e sensibilizzare i cittadini europei sui temi dell’inclusione sociale delle persone più deboli (immigrati, richiedenti asilo, senza fissa dimora, ecc) indipendentemente dall’origine comunitaria o extracomunitaria, caratterizzate da culture e identità diverse rispetto a quelle della società di arrivo, e a volte per questa diversità ingiustamente discriminate ed emarginate. La finalità del concorso è pertanto di dare visibilità ai processi di integrazione messi in campo a livello europeo in particolare in Italia, Spagna, Francia, Belgio, Lussemburgo e Polonia, in luoghi simbolo, come le aree ferroviarie, punti di arrivo, di partenza e, ancora più spesso, di sosta e aggregazione e – talvolta – di pura sopravvivenza delle fasce più deboli della popolazione. Le immagini dovranno testimoniare i temi dell’accoglienza, dell’inserimento e dell’integrazione, anche evidenziando le azioni specifiche avviate nelle aree ferroviarie e in specifici centri di accoglienza limitrofi da soggetti pubblici, privati, dall’associazionismo e dalle imprese ferroviarie a sostegno di queste persone.

Pietro Rossi

 

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mercoledì giugno 2nd, 2010 01:07 SANTA MARIA LA FOSSA (CE)IL SINDACO ANTONIO PAPA (PD) SI SCAGLIA CONTRO LA REALIZZAZIONE DEL CENTRO ESPULSIONE IMMIGRATI (C.E.I.) A GRAZZANISE

Sindaco Antonio Papa

Santa Maria La Fossa (di Antonio Gaudiano) – Si è espresso con toni durissimi il dott. Antonio Papa, sindaco di Santa Maria La Fossa, circa l’ipotesi,  ventilata nei giorni scorsi dal ministro degli interni Maroni, di allocare il centro di espulsione degli immigrati (C.E.I.) a Grazzanise. “La provincia di Caserta – ha dichiarato Papa – e la nostra terra dei Mazzoni e’ diventato il luogo ove nascondere i problemi altrui: come la soluzione dell’emergenza rifiuti ‘nascondendo’ l’immondizia di Napoli a Ferrandelle. E adesso si vuole realizzare un lager ove ‘nascondere’ il problema degli immigrati a Grazzanise. Questo governo nazionale e regionale – ha continuato il sindaco Antonio Papa – invece di puntare sull’aeroporto, sull’agricoltura, sulle grosse potenzialità produttive e culturali della nostra terra ha in mente di continuare nell’aumentarne il degrado ambientale e sociale”.

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