giovedì aprile 26th, 2012 00:34 CAPRIATI A VOLTURNO (CE) 12 MAGGIO 2012-CONVEGNO EUROPEO AMICI DI SAN ROCCO

 

cartolina associazione

Nel mese dedicato alla Madre del Signore, il 12 maggio nella splendida cornice di Capriati a Volturno (CE), avrà luogo il tradizionale Convegno Europeo degli Amici di San Rocco.

Un evento di spiritualità che si pone nel solco della perfezione evangelica, per ritrovare le fonti della Grazia, la sete di Infinito.

Le parrocchie, le chiese, le confraternite, i gruppi e i membri dei comitati feste, sotto l’ègida di San Rocco, provenienti dall’intera penisola e dall’europa, si stringeranno intorno a Fratel Costantino nonché Procuratore dell’eminente sodalizio e Padre Guardiano dell’Arciconfraternita madre del santo, legato al Pellegrino della Carità per vivere una giornata di preghiera e di riflessione, per verificare il cammino formativo alla luce dell’anno della Fede, indetto dal Sommo Pontefice Benedetto XVI.

Alle 8.30, è prevista l’accoglienza dei gruppi, alle 11.30, con la celebrazione eucaristica, presieduta da S. E. Rev.ma Mons. Salvatore Visco, Vescovo di Isernia-Venafro, concelebrata  da S. E. Rev.ma Mons. Pietro Farina, Vescovo di Caserta che con il Procuratore guida spiritualmente l’Associazione Amici di San Rocco e dai sacerdoti che accompagnano  i gruppi, i devoti s’immergono nel Mistero di Dio.

Quest’anno per la prima volta viene indetto il concorso “Infiorata per San Rocco, il Pellegrino di Dio”, perché il simbolismo dei fiori e delle foglie, rimanda al datore di ogni bene.

Le immagini che riproducono la vita di San Rocco saranno premiate al termine del Santo Rosario delle 17.00, affinché attraverso la ricostruzione della vita del Pellegrino dell’Assoluto, i fedeli ritrovino l’autentica àncora di salvezza che conduce al Signore.

La processione, presieduta da Sua Eccellenza Mons. Pietro Farina, con la venerata immagine di San Rocco, implorato dalla comunità capriatrese e con la Sacra Reliquia del Braccio del Pellegrino della Carità, attraverseranno le principali vie del paese, per riaccendere i riflettori sulla speranza che non delude i credenti.

A margine del memorabile appuntamento sarà rappresentato il “Trionfo di San Rocco”, per contemplare le meraviglie dell’amore senza misura, manifestate dal Pellegrino di Dio, prescelto dal Signore, per illuminare la storia della Chiesa e per sospingere l’umanità alla ricerca continua della santità, dono da custodire gelosamente per conquistare la beatitudine eterna.

Alla manifestazione a carattere europeo saranno presenti oltre tremila pellegrini provenienti da moltissime località Italiane, dalla Spagna e dal Portogallo.

Tutta la comunità Capriatese, la parrocchia nella persona del parroco don Davide Vella, il gruppo locale degli amici di San Rocco, le varie associazioni locali, i giovani e soprattutto l’amministrazione comunale con in testa il sindaco, sotto l’attenta guida di Fratel  Costantino, si stanno attivando per accogliere al meglio le centinaia di pellegrini che invaderanno pacificamente la bella comunità medioevale posta sotto le pendici dei monti del Matese.

San Rocco è stato un testimone e un viaggiatore nella nostra Italia: il suo esempio spinga ciascuno di noi amici e pellegrini che prenderete parte all’incontro del 12 maggio a riscoprire l’identità cristiana, a sanare come San Rocco le tante ferite e infermità dell’umanità piagata nello spirito e nella fede.

Ecco perché la nostra Associazione lo testimonia  e lo propone, ecco perché ancora ci affascina la vita di questo santo e noi tutti vogliamo camminare con lui che è luce ai nostri passi e guida al Cristo Risorto.

Aspettiamo le comunità e i devoti di San Rocco che ancora non conoscono la  nostra famiglia a vivere l’esperienza della fede e della fraternità.

 

per info  338/6627422 fratel Costantino

www.amicidisanrocco.it    info@amicidisanrocco.it  

La segreteria dell’Associazione Europea

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domenica aprile 22nd, 2012 22:59 CONVEGNO AMICI DI SAN ROCCO CAPRIATI A VOLTURNO (CE) 12 MAGGIO 2012

 

FRATEL COSTANTINO E VESCOVO FARINA

PROC_ FRATEL COSTANTINO

Nel mese dedicato alla Madre del Signore, il 12 maggio nella splendida cornice di Capriati a Volturno (CE), avrà luogo il tradizionale convegno degli Amici di San Rocco.

Un evento della spiritualità che si pone nel solco della perfezione evangelica, per ritrovare alle fonti della Grazia, la sete di Infinito.

Le parrocchie, le chiese, le confraternite, i gruppi e i membri dei comitati feste, sotto l’ègida di San Rocco, provenienti dall’intera penisola e dall’Europa, si stringeranno intorno a Fratel Costantino nonché Procuratore dell’eminente sodalizio,p. Guardiano dell’Arciconfraternita madre del santo legato al Pellegrino della Carità, per vivere una giornata di preghiera e di riflessione, per verificare il cammino formativo alla luce dell’Anno della Fede, indetto dal Sommo Pontefice Benedetto XVI.

Alle 8.30, è prevista l’accoglienza dei gruppi, alle 11.30, con la celebrazione eucaristica, presieduta da S. E. Rev.ma Mons. Salvatore Visco, Vescovo di Isernia-Venafro, concelebrata  da S. E. Rev.ma Mons. Petro Farina, Vescovo di Caserta che con il Procuratore guida spiritualmente l’Associazione Amici di San Rocco ,e dai sacerdoti che accompagnano  i devoti del Pellegrino dell’Assoluto, i devo ti s’immergono nel Mistero.

Per la prima volta viene indetto il concorso “Infiorata per San Rocco, il Pellegrino di Dio”, perché il simbolismo dei fiori e delle foglie, rimanda al datore di Ogni Bene.

Le immagini che riproducono la vita di San Rocco saranno premiate al termine del Santo Rosario, affinché attraverso la ricostruzione della vita del Pellegrino dell’Assoluto, i fedeli ritrovino l’autentica ancora di salvezza che conduce al Signore.

La processione sarà presieduta da Sua Eccellenza Mons. Pitro Fraina con la venerata immagine di San Rocco, implorato dalla comunità capriatrese e con la Sacra Reliquia del Braccio del Pellegrino della Carità, attraverseranno le principali vie del paese, per riaccendere i riflettori sulla speranza che non delude i credenti.

A margine del memorabile appuntamento sarà rappresentato il “Trionfo di San Rocco”, per contemplare le meraviglie dell’amore senza misura, manifestate dal Pellegrino di Dio, prescelto dal Signore, per illuminare la storia della Chiesa e per sospingere l’umanità alla ricerca continua della santità, dono da custodire gelosamente per conquistare la beatitudine eterna.

Alla manifestazione a carattere europea saranno presenti oltre tremila pellegrini provenienti da moltissime località Italiane e dalla Spagna e Portogallo.

Tutta la comunità Capriatese, la parrocchia, il gruppo locale degli amici di San Rocco , le varie associazioni locali, i giovani e soprattutto l’amministrazione comunale con in testa il sindaco sotto l’attenta guida di Fratel  Costantino il Procuratore di San Rocco, si stanno attivando per accogliere al meglio le centinaia di pellegrini che invaderanno pacificamente la bella comunita’ medioevale posta sotto le pendici dei monti del Matese.

San Rocco è stato un testimone e un viaggiatore nella nostra Italia: il suo esempio spinga ciascuno di noi amici e pellegrini che prenderete parte all’incontro del 12 maggio a riscoprire l’identità cristiana, a sanare come San Rocco le tante ferite e infermità dell’umanità piagata nello spirito e nella fede.

Ecco perché la nostra Associazione e in primis Fratel Costantino lo testimonia  e lo propone, ecco perché ancora ci affascina la vita di questo santo e noi tutti vogliamo camminare con lui che è luce ai nostri passi e ci guida al Cristo Risorto.

Aspettiamo le comunità e i devoti delle comunità che venerano San Rocco che ancora non conoscono la  nostra famiglia a vivere l’esperienza della fede e della fraternità.

 

per info  3386627422 fratel Costantino

www.amicidisanrocco.it    info@amicidisanrocco.it  

 

                                                                               LA SEGRETERIA AMICI DI S.ROCCO

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domenica aprile 22nd, 2012 02:03 Santa Messa Domenica 22 Aprile 2012

 

LA PAROLA DI OGGI
22 aprile 2012
Domenica
S. Leonida
III di Pasqua (B) – III

PREGHIERA DEL MATTINO
Sì, Signore, tu sei davvero risorto!
Questo è il fondamento della nostra fede. Tu vivi in mezzo a noi. Con la tua morte hai sconfitto la morte e il peccato, e con la tua risurrezione ci hai aperto le porte della vita eterna, facendoci accedere al trono della tua grazia. Signore, guariscici per sempre dalla nostra cecità riguardo a noi stessi e alla realtà del mondo spirituale. Strappa il velo che ci nasconde il tuo volto e facci penetrare la profondità dei tuoi santi misteri. Apri il nostro spirito alla comprensione della tua parola affinché essa operi in noi e ci aiuti a raggiungere la perfezione dell’amore. Fa’ di noi dei veri apostoli che, come Pietro, Paolo e gli altri discepoli, annuncino il lieto messaggio e manifestino la tua presenza in questo mondo.

ANTIFONA D’INGRESSO
Acclamate al Signore da tutta la terra, cantate un inno al suo nome, rendetegli gloria, elevate la lode. Alleluia. (Sal 66,1-2)

COLLETTA
O Padre, che nella gloriosa morte del tuo Figlio, vittima di espiazione per i nostri peccati, hai posto il fondamento della riconciliazione e della pace, apri il nostro cuore alla vera conversione e fa’ di noi i testimoni dell’umanità nuova, pacificata nel tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (At 3,13-15.17-19)
Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Pietro disse al popolo: “Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino. Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni.
Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi. Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo doveva soffrire. Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati”.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 4)
R. Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.
Quando t’invoco, rispondimi, Dio della mia giustizia!
Nell’angoscia mi hai dato sollievo;
pietà di me, ascolta la mia preghiera. R.
Sappiatelo: il Signore fa prodigi per il suo fedele;
il Signore mi ascolta quando lo invoco. R.
Molti dicono: “Chi ci farà vedere il bene,
se da noi, Signore, è fuggita la luce del tuo volto?”.
Molti dicono: “Chi ci farà vedere il bene?”.
Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto. R.
In pace mi corico e subito mi addormento,
perché tu solo, Signore, fiducioso mi fai riposare. R.

SECONDA LETTURA (1Gv 2,1-5a)
Gesù Cristo è vittima di espiazione per i nostri peccati e per quelli di tutto il mondo.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.
Da questo sappiamo di averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: “Lo conosco”, e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità. Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Lc 24,32)
R. Alleluia, alleluia.
Signore Gesù, facci comprendere le Scritture;
arde il nostro cuore mentre ci parli.
R. Alleluia.

VANGELO (Lc 24,35-48)
Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, [i due discepoli che erano tornati da Emmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: “Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho”. Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: “Avete qui qualche cosa da mangiare?”. Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: “Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi”. Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: “Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni”.
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù, venendo nel mondo, aveva come scopo ultimo della sua vita la salvezza dell’umanità. Per questo, oltre che preoccuparsi di operare la salvezza degli uomini per mezzo della sua passione, morte e risurrezione, provvide a far giungere la salvezza a tutti i popoli della terra per mezzo dell’opera della Chiesa. A tale scopo, fin dall’inizio della sua vita pubblica, si scelse dei discepoli perché stessero con lui, perché, vivendo con lui, seguendo i suoi esempi e le sue istruzioni, fossero formati per diventare suoi testimoni qualificati tra le genti. Gesù li formò anzitutto alla sottomissione alla volontà del Padre, cioè all’amore della croce e allo svuotamento di se stessi (Mt 16,24-25) e li consacrò alla salvezza delle anime (Gv 17,18-20). Apparendo ai suoi apostoli, dopo la sua risurrezione, Gesù completò la formazione e l’insegnamento dato ai suoi discepoli; rivelando loro la verità del Vangelo, dette una pratica dimostrazione della realtà della vita eterna. Aprì in tal modo le loro menti alla comprensione delle Scritture e dei suoi insegnamenti, per renderli suoi testimoni autentici (cf. At 2,21-22), perché per mezzo loro la sua salvezza arrivasse a tutti gli uomini. Ogni cristiano oggi è chiamato a diventare un testimone autentico di Gesù, rivivendo in se stesso il mistero pasquale. La sua formazione cristiana è completa quando la sua vita si apre generosamente all’opera di evangelizzazione e di salvezza dei fratelli.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, i doni della tua Chiesa in festa, e poiché le hai dato il motivo di tanta gioia, donale anche il frutto di una perenne letizia. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Il Cristo doveva patire e risuscitare dai morti il terzo giorno; sarà predicata nel suo nome la conversione e il perdono dei peccati a tutte le genti”. Alleluia. (Lc 24,46-47)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Guarda con bontà, Signore, il tuo popolo, che hai rinnovato con i sacramenti pasquali, e guidalo alla gloria incorruttibile della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Il Cristo crocifisso è “scandalo per i Giudei”, “stoltezza” per i Greci, constata san Paolo nella prima lettera ai Corinzi (1Cor 1,23). Oggi lo è ugualmente il Cristo risuscitato. Il Messia che soffre è il figlio eterno di Dio, fatto uomo, strappato alla morte dalla potenza del Padre. Tra questi due aspetti del medesimo e unico mistero della nostra salvezza, nasce una provocazione alla nostra fede, uno scandalo. Questo scandalo ci fa valutare la follia, la rovina nella quale la nostra poca fede può farci cadere.
Cosa dice l’apostolo Paolo? Scandalo per gli Ebrei che il Messia, il Figlio di Dio, possa essere sottoposto alle sofferenze della passione e della morte. Scandalo, ostacolo che li fa vacillare nella fede. Follia per i Greci che il pensiero del pensiero, il Bene, l’Idea divina, possa condividere la condizione umana, sofferente e vulnerabile. Follia, assurdità che offende l’intelligenza. Scandalo e follia, la croce è un ostacolo per ogni uomo, un ostacolo che rivela ciò che è nascosto nel cuore di ogni uomo e il suo male. Colui che è risuscitato, che solo può guarire, mette in luce le oscure ragioni dei rifiuti a credere che, oggi, sorgono nei popoli cristiani.
Gli Ebrei hanno ricevuto la rivelazione di Dio che dona la vita e non la morte. Molti tra loro credono nella risurrezione dei morti. Condividendo questa fede del popolo d’Israele, Paolo testimonia che Gesù, il crocifisso, è risuscitato dal regno dei morti. Quanto ai Greci, in cerca di saggezza, essi pensano che l’intelligenza imperitura, la più alta realtà alla quale l’uomo possa accedere, coincida con l’immortalità. Dunque l’ebreo crede che Dio, nonostante la morte, doni la vita e il pagano pensa che l’uomo non sia completamente sottomesso alla fede del primo, follia per la ragione del secondo è il Signore crocifisso.
Che cosa è dei nostri contemporanei, pagani dopo l’avvento del Cristo, popolo senza memoria né fedeltà dei paesi detti cristiani? Noi abbiamo ridotto la croce di Cristo alla portata dei nostri ragionamenti al punto che essa non ci appare più né scandalo né follia. Ed ancora di più, il mistero della croce, ridotto alla portata dell’uomo, diventa come un segno abominevole posato sulla nostra civilizzazione, sulle nostre civilizzazioni. In quale senso?
Invece di essere, per il credente, scandalo della fede, la croce è divenuta l’immagine dolorosa di un’umanità che sogna di riscattarsi da sola a prezzo del proprio dolore e della propria passione. Povera umanità, schiacciata dalla vocazione messianica, che essa stessa si arroga. Messianesimo senza Messia. Redenzione senza Redentore. Immaginiamo che la pietà sia redentrice anche se alla fine sfocia nella morte; saremmo volentieri commossi e toccati da un Messia sofferente che non facesse che accompagnarci alla più estrema delle nostre perdite. Il mistero è diventato un’ideologia che si insinua nel tessuto cristiano come un cancro spirituale.
E per la ragione pagana, invece di essere follia, la morte è promossa, in una complicità che non si conosce, a saggezza e trionfo della ragione, poiché è in nome della ragione che l’uomo dichiara chi è l’uomo e chi non è l’uomo. Poiché è in nome della ragione che si nega al bambino che la donna porta in grembo il diritto di esistere, quando Dio lo crea a sua immagine e somiglianza. Poiché è nel nome della ragione che si sceglie tra questo o quell’uomo per donare il diritto di vivere o toglierlo, escludendolo dalla vita. Poiché il prezzo della civilizzazione può senza esitazione essere calcolato in milioni, in miliardi non solo di denaro, di materie prime, ma di vite umane. La ragione trionfa veramente quando è così strettamente legata alla morte e si fa sua complice? La saggezza umana si è trasformata in un delirio logico che si impadronisce della coscienza delle nazioni come una malattia della ragione.
No, la morte sulla croce non è più per noi né scandalo né follia! Paradossalmente, riportata alla nostra misura, è divenuta mistica mortale e ragione demente.
Ma ciò che è scandalo e follia è d’annunciare Cristo risuscitato, di proporre oggi alla nostra speranza la risurrezione. È il motivo per cui nessuno vuole o addirittura nessuno può ascoltarci. E forse per primi gli stessi credenti. Quante volte l’ho sentito sussurrare a voce bassa, e ciò è vero da più di un secolo per l’intelligenza occidentale! Ci si troverebbe meglio con un Vangelo nel quale fossero esclusi i racconti delle apparizioni di Gesù risorto, dei miracoli o della nascita di Gesù Cristo da una vergine. Ci si accontenterebbe di una figura esclusivamente umana, nella quale si potrebbe scorgere il divino in colui che non sarebbe che nostro fratello. E questo Gesù, ci dicono, sarebbe più credibile se non ci fosse richiesta la fede nella sua risurrezione. Poiché ciò che ci sconvolge veramente non è più la sua morte, ma la speranza della vita. Essa si scontra in noi con l’istinto della morte e la complicità con la morte.
Sì, la risurrezione di Cristo è oggi “scandalo” per il credente perché lo fa vacillare nella sua fede troppo debole. Noi non osiamo più credere che la morte sia nostra nemica e che Dio l’abbia vinta perché il Signore risuscitato dal regno dei morti ci trasporti nella sua vita. Noi non osiamo più credere che la vita umana abbia una dimensione divina, anche la vita delle creature come noi, modellate a immagine e somiglianza di Dio, che fa tutt’uno con il Verbo eterno fatto carne. Noi non osiamo credere che l’uomo sia un essere divino, a motivo della sua creazione da parte del Padre e della grazia a lui data nel Figlio, per lo Spirito che lo abita. Noi non osiamo credere che l’uomo, segnato dal marchio della morte, possa ancora vivere della potenza di Dio che risuscita i morti e che, per primo, ha risuscitato il Figlio. La fede è osare non vacillare di fronte a questa affermazione, scandalo per la nostra poca fede, e suppone che noi stessi ci convertiamo e lasciamo che la potenza del Risorto ci liberi dal nostro peccato. Poiché il nostro rifiuto a credere, la nostra complicità con la morte, è anche il nostro peccato.
I nostri cuori sono freddi, insensibili per sfuggire al senso di colpa. Poiché noi siamo disposti a riconoscerci colpevoli di tutto. Una colpa schiacciante pesa sull’uomo moderno pronto ad accusarsi di tutti i mali, di tutte le sofferenze, di tutti i dolori. Tutti gli uomini ricchi sono pronti a piangere le disgrazie dei poveri; tutti gli uomini in buona salute sono pronti a piangere le disgrazie di coloro che sono feriti e malati; tutti gli uomini vivi sono pronti a piangere i morti. Ma nessuno è pronto a lasciare che il suo cuore sia toccato per convertirsi da questo peccato e credere che Dio è più forte della morte, per assumersi la vera misura di questa complicità con la morte, confessarla e riceverne perdono. Ed è anche una “follia”, per i cristiani divenuti pagani, affermare che il Signore è risuscitato dal regno dei morti.
In effetti, ciò significa osar dire alla ragione che non è lei la padrona della vita, poiché la vita viene da Dio, la vita nella sua condizione biologica, ma anche la vita dell’anima dell’uomo, creata a immagine e somiglianza di Dio, che riceve la grazia della vita stessa: Dio si è fatto uomo nel suo Verbo fatto carne. Ciò significa, di conseguenza, osar dire il primo e l’ultimo segreto del mondo: Dio dà la vita; essa deve quindi essere rispettata da tutte le potenze divine dell’intelligenza e dell’amore, infusi da Dio nei nostri cuori. Ciò significa, di conseguenza, osar dire che la libertà umana è sacra, santa, poiché è un dono dello Spirito Santo: tutta la vita dell’uomo trova il suo splendore in questo dono ricevuto.
Sì, follia agli occhi dei cristiani divenuti pagani è che la nostra speranza non si possa cogliere nei limiti della vita umana. Eppure lo Spirito ci concede l’audacia di dire pubblicamente davanti ai pagani di questo mondo, nostri contemporanei, nostri fratelli, davanti ai religiosi del nostro tempo che Dio ha risuscitato suo Figlio dal regno dei morti, Gesù, il Signore della gloria, nostra speranza.
“Perché siete sconvolti? E perché questi pensieri che sorgono in voi?”. Il Cristo stesso ci doni l’intelligenza delle Scritture e della saggezza di Dio e apra lui stesso i nostri cuori a questa speranza!
Ecco, fratelli, la posta proposta alla nostra generazione. Noi siamo chiamati a credere al Cristo risorto. Non solamente ripetendo le parole: “Cristo è risorto”, questo grido di gioia che, un tempo, attraversò le Chiese; noi non dobbiamo fingere questa gioia, e cantare “Alleluia” non è sufficiente. Dobbiamo domandare al Cristo risorto di convertire i nostri cuori, di strapparci da questa complicità peccaminosa con la morte, con la disperazione, con l’annientamento dell’uomo che perde contatto con se stesso.
Supplichiamo Dio di darci questa luce e questa forza per osare compiere la missione che il Cristo affida ai suoi apostoli: “Voi ne siete testimoni”.
Card. JEAN-MARIE LUSTIGER

 

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venerdì aprile 20th, 2012 10:12 Meditazione di Padre Pio – Padre nostro

di Giuseppe Paolo

Sia santificato il tuo nome

A Mosé che domandò a Dio il suo nome, Dio rispose: «Io sono Colui che sono… Questo è il mio nome per sempre… ». Gesù ci ha insegnato a chiamare Dio col nome di Padre. Egli rivela la stupenda sto­ria d’amore che unisce il Creatore alle sue creatu­re, il disegno sull’uomo, nascosto nella creazione fin dall’origine del mondo. Annuncia che «Dio è a­more». Per amore ha dato vita alla creazione e ha voluto l’uomo a sua immagine e somiglianza. Per amore ha inviato il Figlio suo unigenito nel mondo, perché ci liberasse dal potere del peccato e della morte, «noi avessimo la vita per lui», diven­tassimo suoi figli nel Figlio suo.

Nell’acqua del Battesimo siamo stati «lavati… santificati… giustificalt nel Nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio».

Lungo tutta la nostra vita il Padre nostro ci chiama «alla santificazione». «Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo» è il suo invito. La santità di Dio risplende luminosa nella creazio­ne, segno della sua bontà.

Per esprimere questa luminosità la Bibbia parla di gloria di Dio. Il profeta Isaia è abbagliato dallo splendore della gloria che sente proclamare dai Serafini. «Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti. Tutta la terra è piena della sua gloria».

Gli apostoli hanno visto sul Tabor rifulgere la gloria di Dio sul volto di Cristo. Essa è esplosa in maniera sconcertante nella risurrezione. La santità di Dio non è raggiante solo per il profeta o per co­loro che sono chiamati a scoprirla in circostanze eccezionali. Dio si rivela al cuore di ogni uomo.

«Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affin­ché vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre che è nei cieli» ha detto Gesù.

La luce che si è irradiata da Padre Pio ha attira­to e continua ad attirare schiere innumerevoli di anime sulla montagna del Gargano.

La vita di Padre Pio glorifica Dio, ne testimonia l’amore, ne esalta il Nome.

«Sento vivissimo il desiderio… di trascorrere tutti gli istanti della mia vita nell’amore del Signore» scrive in una lettera a padre Benedetto. Padre Pio ha accettato tutto, sempre e con gioia, benedicendo Dio anche nelle tribolazioni e ha esortato i suoi figli spirituali a fare ugualmente. «Sia… (Dio) sempre benedetto in tutte le nostre miserie e in tutti i nostri dolori», «nelle umi­liazioni e nei disprezzi dei quali siamo fatti se­gno», soleva dire.

Ha fatto conoscere il Signore e la sua misericor­dia, ha inciso il suo Nome in modo indelebile nel cuore di migliaia di uomini. Ha dischiuso per mol­ti peccatori il cammino di grazia, li ha introdotti in un rapporto di comunione profonda con Dio at­traverso la preghiera, la Confessione, l’Eucaristia.

Chiuso nel confessionale da mattina a sera an­che per quindici ore al giorno, per cinquant’anni, ha illuminato coscienze smarrite, confuse, ha sra­dicato peccati.

Quanti uomini hanno cessato di offendere il Padre celeste con oltraggi, bestemmie, indifferen­za, malvagità, grazie alla sua sofferenza e alla sua incessante preghiera!

«Il tempo speso per la gloria di Dio… – diceva – non è mai malamente speso… il tempo più bene speso è quello che si spende nel procurare la sa­lute e la santificazione altrui».

Nella stessa fede piena di stupore, con cui san Francesco, abbracciando il creato, cantava « Iaudato sì, mi’ Signore cum tutte le tue creature», Padre Pio in­nalza la sua lode «Lodino Dio ad una voce tutte le creature, e le lodi siano eterne, come eterno è lui medesimo… per nostro mezzo sia grandemente 1o­dato e benedetto il suo santo nome».

Dobbiamo essere santi in virtù del Battesimo che ci rende veramente figli di Dio e dell’Euca­ristia che ci assimila a Dio che è santo.

Facciamo nostro l’augurio che Padre Pio rivol­geva ad una sua figlia spirituale, meditando su “Sia santificato il tuo nome: «… il palazzo del tuo cuore sia Gesù. Voglia egli eternamente abitarvi».

Gesù ci insegni a rendere gloria al Padre nella nostra vita, a manifestare al mondo la luce del suo misericordioso e paterno amore.

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venerdì aprile 20th, 2012 01:06 CAPUA. PRESSO LA MASSERIA Giò Sole, SPECIALE CELEBRAZIONE EUCARISTICA DI DON LUIGI MARIA MARONE.

 

Nel giorno in cui la Chiesa ha ricordato ed onorato Santa Bernadetta attenti a rivolgere il pensiero ed a rivivere le visioni, le apparizioni ed i miracoli presso la grotta di Lourdes, là dove fu eretta la Chiesa chiesta dalla Madonna, e poi edificata anche la Basilica sotterranea, il barone Sandro Pasca di Magliana e la baronessa Francesca Saveria Carelli Nitti Valentini hanno accolto presso la sala di rappresentanza della Masseria Giò Sole, trasformata in cenacolo, pochi parenti ed amici dell’alta borghesia e nobiltà napoletana e capuana e condiviso la gioia di partecipare assieme alla speciale celebrazione eucaristica officiata da don Luigi Maria Marone, il profeta tutto umiltà e preghiera, che percorre centinaia e centinaia di chilometri alla settimana per portare la Parola di Dio, spiegarla e commentarla. Intensa, forte e particolarmente seguita e sentita da tutti indistintamente i presenti, Bimba Alfano, Francesca Apostolico, Laura Berni Canani, Antonietta, Argentina e Cristina Carelli, Francesca e Giovanna Carignani, Ester Caruso, Annamaria Cianciulli, Annamaria Conte, Nicoletta Coppola, Dilia Cozzolino, Maria Di Sarno, Laura Ferro, Annamaria Fragiacomo, Maria Rosaria Laezza, Anna e Silvana Letizia, Elena Morese, Pina Naddeo, Silvana Nota, Maria Teresa Piromallo, Gilda Portolano, Antonella Ricci, Lellina Ricciardi, Peppino e Maria Rosaria Rocca, Lina Staro ved. Salomone,  Giusy Terlizzo, Annamaria Troise la sacra funzione che ha affidato alle corde della chitarra di Antonello ed a quelle del violino di Sonia l’accompagnamento musicale ai canti liturgici e delegato Giovanni a curare la lettura della pagina del giorno del testo sacro, una delle più delicate, profonde ed impenetrabili per chi non ha fede, è legato ai beni della terra e segue soltanto e solamente il proprio istinto. Su questo, sulle domande cioè di Nicodemo, un po’ inquieto come noi, un po’ impertinente pur avendo creduto in Gesù che non ha mai abbandonato – anzi, gli è stato vicino fino all’ultimo istante quando gli ha regalato il sepolcro dopo averlo calato dalla Croce – e la citazione di personaggi, lontani dalla fede – chi massone, chi assassino, chi votato ad una vita spericolata – diventati all’improvviso luminosi esempi di conversione e di rinascita dall’alto, l’omelia di don Luigi che, con estrema semplicità e candida convinzione, ha sottolineato che “a volte, perché una persona rinasca, possono essere sufficienti un semplice sguardo, una tenera carezza, un sorriso, una stretta di mano; i cristiani sono uomini e donne guidati dallo Spirito santo che devono decidersi a fare bene il bene, ad impegnarsi a non fare quello che vogliono, ad esaudire ogni desiderio mondano perché ogni giorno dobbiamo dare al Signore – che aspetta –la risposta del nostro comportamento nella vita di ogni giorno; è Dio che apre tutti i canali della grazia e noi che non siamo maestri della vita, ma discepoli, come tali dobbiamo essere aiutati a comprendere chi siamo nel cammino, doloroso, di conversione quotidiana: proprio come Bernadetta, ma accanto a Gesù, nostra gioia, che ci può trasformare”.

Epilogo gioioso, emozionante e commovente nel rivedere dopo tanti anni, circa trenta, la signora Maria Rosaria Laezza. Davvero strano il destino: abbiamo partecipato alla sacra funzione seduti l’uno accanto all’altra ma soltanto al momento del congedo, focalizzando e riflettendo sul cognome, siamo andati un poco indietro nel tempo per rammentare e ricordare l’indimenticabile marito, il dottor Emanuele, gentiluomo e galantuomo per come l’abbiamo conosciuto.

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venerdì aprile 20th, 2012 01:00 CASERTA ACCOGLIE E VENERA MARIA DI NAZARET PRESSO IL SANTUARIO ‘S. ANNA’.

CASERTA ACCOGLIE E VENERA MARIA DI NAZARET PRESSO IL SANTUARIO ‘S. ANNA’.

Maria di Nazaret

a dx Don Giovanni Battista Gionti con il Vescovo Farina

di Paolo Pozzuoli

Continua la ‘Peregrinatio Mariae’ nel mondo: Maria di Nazaret, partita dalla Basilica dell’Annunziata in Terra Santa, affidata ai Frati Minori, ha fino ad oggi visitato decine e decine di comunità di 35 nazioni. E, per una felice intuizione di don Giovanni Battista Gionti che ha avuto modo di saggiare in Martina Franca l’incredibile partecipazione dei fedeli, Maria di Nazaret, accompagnata dal custode, Padre Michele Perugini, mercoledì 11 aprile, alle ore 18, giungerà a Caserta. Accolta    in Piazza Margherita, sarà poi onorata e venerata con speciali celebrazioni presso il Santuario di S. Anna. Maria di Nazaret, una statua speciale in legno, tiglio, con una storia straordinaria: ‘nata’ nel laboratorio dello scultore altoatesino di Ortisei, Gregor Mussner, specialista nella realizzazione di opere di arte sacra, su ‘commissione’ del sacerdote cappuccino Giovanni Maria Leonardi, OFM – attualmente vive nella Santa Casa della Madonna di Loreto – il quale, dopo aver illustrato all’artista che accettò l’incarico le caratteristiche della statua, lesse il brano di Maria SS. che si reca dalla cugina Elisabetta, invocò lo Spirito Santo e benedisse la mente, il cuore e le mani del giovane Mussner. La statua, unica, di rara bellezza, per i particolari che ne evidenziano l’intera figura, il fisico, l’espressione, i colori, il 15 aprile 1998 (… domenica 15 ricorre il 14° anniversario) fu incoronata e benedetta in Piazza S. Pietro dal Papa Giovanni Paolo II. E padre Giovanni Maria Leonardi intuisce che è il momento di avviare ‘il progetto di una Peregrinatio Mariae a carattere mondiale perché sia viva e vicina la presenza di Maria accanto all’umanità necessitante dell’illuminazione della fede’. Il programma, stilato secondo il previsto rituale, recita:

-         mercoledì 11 aprile: dalle ore 18.00 alle ore 19.00, raduno in Piazza Margherita per l’arrivo di Maria di Nazaret, accompagnata dal custode, Padre Michele Perugini il quale, subito dopo la liturgia di accoglienza, officerà la S. Messa con Catechesi;

-         giovedì 12 aprile: ore 8.00, S. Messa; ore 9.30, lodi e S. Messa; ore 10.30, visita dei ragazzi alla Vergine; ore 12.00, ‘Angelus’; ore 16.00, preghiera personale; ore 18.00, S. Messa; ore 18.30, recita del “Rosario Antico” con proiezione di xilografie del XV secolo;

-         venerdì 13 aprile: ore 8.00, S. Messa; ore 9.30, lodi e S. Messa; ore 10.30, visita dei ragazzi alla Vergine; ore 12.00, ‘Angelus’; ore 16.00, preghiera personale; ore 18.00, Rosario; ore 18.30, S. Messa; ore 19.30, veglia mariana con consacrazione a Maria di Nazaret delle famiglie e delle donne in attesa;

-         sabato 14 aprile: ore 8.00, S. Messa; ore 9.30, lodi e S. Messa; ore 10.30, visita dei ragazzi alla Vergine; ore 12.00, ‘Angelus’; ore 16.00, preghiera personale; ore 18.00, Rosario; ore 18.30, S. Messa; ore 19.30, proiezione “La terra di Dio”;

-         domenica 15 aprile: SS. Messe festive, ore 8.00; 10.00; 11.00; 12.00; 18.00;

-         lunedì 16 aprile: ore 8.00, S. Messa; ore 9.30, lodi e S. Messa; ore 10.30, visita dei ragazzi alla Vergine; ore 12.00, ‘Angelus’; ore 17.00, liturgia di congedo.

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giovedì aprile 19th, 2012 00:58 Cancello Arnone -Conferenza stampa

 

(di Gabriella Petrella).

Sindaco Emerito

Prevista per le ore 12.00 di oggi, giovedì 19 Aprile, la conferenza stampa nei locali del palazzo municipale, in occasione della quale il Sindaco interverrà in merito alla stipula, lo scorso lunedì, dell’accordo di programma che sancisce, in Arnone, la realizzazione di 72 alloggi a canone sostenibile.
Un’opportunità nuova di crescita e sviluppo per il paese del Basso Volturno che vedrà nell’arco dei prossimi sei mesi, edificare complessi residenziali dotati di infrastruttura primarie e secondarie. Sarà rivalutato il contesto urbano arricchito di una nuova chiesa e ripristinata la funzionalità di uno stabile, oggi in disuso, un tempo adibito ad asilo nido. Un’opera ingente che vedrà coinvolte finanze di operatori pubblici e privati senza gravare sull’economia dell’Ente.
Ospite della giornata l’Onorevole Consoli ed il progettista l’Ing. Pierluigi Falco, da Parete.
La cittadinanza è chiamata a partecipare all’evento!

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domenica aprile 15th, 2012 01:23 Santa Messa Domenica 15 Aprile 2012

LA PAROLA DI OGGI
15 aprile 2012
Domenica
S. Annibale
II di Pasqua (B) – P

PREGHIERA DEL MATTINO
L’anima immortale dell’uomo aspira a Dio. Tu hai detto, Signore: “Beati i ciechi”. Ti credo, poiché tu sei la verità. Mi affido a te, poiché il tuo amore è infinito. Tu mi vedi, conosci i miei pensieri e i miei sentimenti. Conosci tutte le mie debolezze. Nulla sfugge ai tuoi occhi, e non esiste nulla che tu non conosca.
O Cristo, esempio di perfezione divina, voglio seguirti e assomigliarti, essere calmo e umile, costante nel lavoro e caritatevole.
Concedimi la forza di evitare il male, di vivere con spirito puro. In questo giorno, mi appoggio a te con tutto il mio essere, mi inchino e ti ringrazio per la consolazione e tutte le grazie che mi concedi, a me e ai miei cari.
(Tradotto dal lituano da UGNÉ KARVÉLIS)

ANTIFONA D’INGRESSO
Come bambini appena nati, bramate il puro latte spirituale, che vi faccia crescere verso la salvezza. Alleluia. (1Pt 2,2)

COLLETTA
Dio di eterna misericordia, che nella ricorrenza pasquale ravvivi la fede del tuo popolo, accresci in noi la grazia che ci hai dato, perché tutti comprendiamo l’inestimabile ricchezza del Battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che ci ha rigenerati, del Sangue che ci ha redenti. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (At 4,32-35)
Un cuore solo e un’anima sola.
Dagli Atti degli Apostoli
La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune.
Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore.
Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 117)
R. Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
“Il suo amore è per sempre”.
Dica la casa di Aronne:
“Il suo amore è per sempre”.
Dicano quelli che temono il Signore:
“Il suo amore è per sempre”. R.
La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.
Il Signore mi ha castigato duramente,
ma non mi ha consegnato alla morte. R.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo! R.

SECONDA LETTURA (1Gv 5,1-6)
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.
In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Gv 20,29)
R. Alleluia, alleluia.
Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto:
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!
R. Alleluia.

VANGELO (Gv 20,19-31)
Otto giorni dopo, venne Gesù.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!”. Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. Detto questo, soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati”.
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: “Abbiamo visto il Signore!”. Ma egli disse loro: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo”.
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: “Pace a voi!”. Poi disse a Tommaso: “Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!”. Gli rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”. Gesù gli disse: “Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”.
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Parola del Signore.

OMELIA
I profeti chiamarono il Messia “principe della pace” (Is 9,5); affermarono che una pace senza fine avrebbe caratterizzato il suo regno (Is 9,6; 11,6). In occasione della nascita di Cristo, gli angeli del cielo proclamarono la pace sulla terra agli uomini di buona volontà (Lc 2,14). Gesù stesso dice: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo” (Gv 14,27).
Sul monte degli Ulivi, contemplando la maestà di Gerusalemme, Gesù, con le lacrime agli occhi e con il cuore gonfio, rimproverò il suo popolo: “Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace!” (Lc 19,42). La pace è il dono apportato dal Redentore. Egli ci ha procurato questo dono per mezzo della sua sofferenza e del suo sacrificio, della sua morte e della sua risurrezione. San Paolo afferma: “Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani siete diventati vicini grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia” (Ef 2,13-14). Quando, risuscitato dai morti, si mostrò agli apostoli, Gesù offrì loro innanzi tutto la pace, prezioso dono del riscatto. Quando si mostrò a loro, disse ai suoi discepoli: “Pace a voi!”. Vedendoli spaventati e sperduti, li rassicurò dicendo loro che era proprio lui, risuscitato dai morti, e ripeté loro: “Pace a voi!”. Gesù ha voluto fare questo dono prezioso del riscatto – la pace – e l’ha fatto, non solo agli apostoli, ma anche a tutti quelli che credevano e avrebbero creduto in lui. È per questo che mandò gli apostoli a proclamare il Vangelo della redenzione in tutti i paesi del mondo, dando loro il potere di portare la pace dell’anima per mezzo dei sacramenti del battesimo e del pentimento, per mezzo dell’assoluzione dai peccati. Inoltre, in quell’occasione, Cristo soffiò sugli apostoli e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete, i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete resteranno non rimessi” (Gv 20,21-23).
Beati coloro che credono in Dio senza averlo mai visto con i loro occhi, percepito con i loro sensi, compreso completamente con la loro intelligenza. La fede è una grazia; essa supera la conoscenza. La fede è un abbandonarsi con fiducia, non è un dato scientificamente dimostrato. Noi crediamo perché Dio si è rivelato e questa rivelazione è confermata dalla testimonianza di coloro che poterono essere presenti per decisione di Cristo e per ispirazione dello Spirito Santo, e cioè gli scrittori sacri, autori dei libri ispirati, e la Chiesa, alla cui testa si trova, in maniera invisibile, il Redentore stesso. Da ciò possiamo capire che la fede è meritoria e dunque benedetta. Infatti, accettare un sapere scientifico certo non costituisce in nessun modo un merito, mentre credere in qualcosa che non possiamo capire rappresenta un sacrificio e, perciò, un merito.
La benedizione della fede consiste nel fatto che essa ci unisce a Dio, ci indica la vera via di salvezza e ci libera così dall’angoscia del dubbio. La fede rende salda la speranza e, grazie ad essa, ci preserva dalla sfiducia, dalla tristezza, dallo smarrimento. La fede ci avvicina al soprannaturale e ci assicura così l’aiuto divino nei momenti più difficili. La fede ci innalza dalla vita materiale all’esistenza spirituale e ci riempie così di una gioia celeste.
Sulla terra, l’uomo è angosciato dal dubbio, dall’incertezza, dalla disperazione. Ma la fede lo libera da tutto questo. La fede lo rende pacifico e felice. Che cosa dobbiamo temere se Dio è con noi? La fede ci unisce a Dio e stabilisce uno stretto legame con lui. L’armonia con Dio sbocca, a sua volta, in un accordo con il proprio io, accordo che assicura una vera e propria pace interiore. Per giungere ad essa abbiamo bisogno, oltre che della fede, del pentimento che ci libera dai peccati riscattandoci. Perché è la colpa, il senso di colpa che suscita in noi l’inquietudine, e provoca tormenti spirituali, e ci procura rimorsi: tutto ciò è dovuto ad una coscienza appesantita dai peccati. La colpa non ci lascia in pace. Dice bene il profeta: “Non c’è pace per i malvagi” (Is 48,22). Mentre il salmo ci rassicura: “Grande pace per chi ama la tua legge” (Sal 119,165).

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, Signore. l’offerta del tuo popolo [e dei nuovi battezzati]: tu che ci hai chiamati alla fede e rigenerati nel Battesimo, guidaci alla felicità eterna. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Accosta la tua mano, tocca le cicatrici dei chiodi e non essere incredulo, ma credente”. Alleluia. (cf. Gv 20,27)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente, la forza del sacramento pasquale che abbiamo ricevuto continui a operare nella nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Tommaso non era forse un uomo? Uno dei discepoli, un uomo della folla, per così dire? I suoi fratelli gli dicevano: “Abbiamo visto il Signore!”. E lui: “Se non vedo, se non metto la mia mano nel suo costato, non crederò”. Gli evangelisti ti portano la notizia e tu non credi? Il mondo ha creduto e il discepolo non ha creduto? Si dice a loro proposito: “Per tutta la terra si diffonde la loro voce, e ai confini del mondo la loro parola” (Sal 19,5).
La loro parola si diffonde, arriva fino ai confini del mondo, il mondo intero ha creduto; tutti insieme i discepoli portano la notizia ad uno solo e lui non crede. Non era ancora il giorno che ha fatto il Signore. Le tenebre si stendevano ancora sull’abisso. Nel profondo del cuore umano, tenebre. Che egli venga, che venga questo momento del giorno e dica, pazientemente, con dolcezza, senza collera, come medico quale egli è: “Vieni. Vieni, tocca e credi”. Tu hai dichiarato: “Se non tocco, se non metto la mia mano, non crederò”. “Vieni, tocca, metti il tuo dito e non essere più incredulo, ma fedele. Vieni, metti il tuo dito. Conoscevo le tue ferite, ho conservato per te la mia cicatrice”. Ma, avvicinando la sua mano, egli può completare appieno la sua fede.
Qual è infatti la pienezza della fede? Non credere che Cristo sia solamente Dio, ma uomo e Dio. Tale è la pienezza della fede, poiché “il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”.
Così il discepolo al quale il suo Salvatore dava da toccare le membra del suo corpo e le sue cicatrici… appena ha toccato esclama: “Mio Signore e mio Dio!”. Egli ha toccato l’uomo, ha riconosciuto Dio. Ha toccato la carne, si è rivolto al Verbo, poiché “il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”.
SANT’AGOSTINO

 

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mercoledì aprile 11th, 2012 01:03 Villa Literno-RINNOVAMENTO, MERCOLEDI’ SERA TORNA IL SEMINARIO RELIGIOSO

Continua anche dopo Pasqua il “Seminario di vita nuova nello Spirito Santo” organizzato dalla Parrocchia di Villa Literno con il gruppo di Rinnovamento dello Spirito. L’appuntamento è ogni mercoledì, in chiesa, alle 20.
Il seminario di vita nuova è un viaggio guidato dallo Spirito Santo, “che – recita il volantino informativo – ci conduce ad un incontro personale con Gesù, che trasforma la nostra vita profondamente e ci fa vivere nel suo amore e nella sua pace. Esso rappresenta un’occasione per affrontare l’emergenza educativa, delineata in primo luogo dalla mancanza di credibilità delle generazioni adulte, e riscoprire il senso e l’importanza del proprio battesimo”. 

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