giovedì marzo 8th, 2012 22:35 NAPOLI –Festa della Donna, Amente e Nugnes: “Riapproviamo la legge 188”

Festa della Donna, Amente e Nugnes: “Riapproviamo la legge 188”

L’appello delle consigliere del Pdl alla presentazione del report regionale per l’otto marzo

Nugnes

 E’ stato nuovamente affrontato il tema delle dimissioni in bianco, giovedì 8 marzo 2012, in Regione Campania in occasione della festa della Donna. A farlo, così come era già accaduto lo scorso dicembre, sono state le consigliere regionali del Popolo della Libertà Mafalda Amente e Daniela Nugnes. “Vogliamo che il governo centrale riapprovi la legge 188 del 17 ottobre 2007 – hanno ribadito le esponenti del Pdl – La legge mira a salvaguardare la dignità della donna sul posto del lavoro, soltanto così si potrà scegliere liberamente se diventare mamma o meno”. La legge a cui fanno riferimento Amente e Nugnes era stata concepita per impedire la pratica delle cosiddette dimissioni in bianco, un vero e proprio abuso di potere compiuto nei confronti delle lavoratrici. La legge poneva un freno alla sempre più frequente pratica delle dimissioni in bianco, una lettera di dimissioni volontarie, senza data, che il datore di lavoro può far firmare alla lavoratrice al momento dell’assunzione. Lo spazio lasciato libero per la data sarebbe potuto essere occupato, a discrezione del datore di lavoro, in caso, per esempio, di gravidanza, con l’obiettivo di aggirare il divieto di licenziamento che vige nel nostro ordinamento in assenza di giusta causa e giustificato motivo.
Grazie alla legge 188, invece le dimissioni volontarie, per qualunque tipologia di rapporto di lavoro, dovevano essere date esclusivamente su moduli numerati progressivamente. Avendo una scadenza di quindici giorni, i moduli non potevano essere compilati prima del loro utilizzo.
“Crediamo che un tema del genere debba essere ripreso e riaffrontato nelle sedi opportune in modo che proprio in tali sedi arrivi anche il segnale delle donne del consiglio regionale della Campania – hanno concluso le consigliere regionali – Affrontare la tematica l’otto marzo ha avuto un sapore ancor più particolare per noi che rappresentiamo il mondo femminile all’interno delle istituzioni”.

 

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giovedì marzo 8th, 2012 01:33 FESTA DELLA DONNA

 

LA REDAZIONE IN OCCASIONE DELLA FESTA DELLA DONNA AUGURA UN MONDO NUOVO ED UN RUOLO DI MORALITA’ ED INSEGNAMENTO PER UNA FAMIGLIA PIU’ SOLIDA

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giovedì marzo 8th, 2012 00:08 CASAGIOVE –Le donne del PD tutte in piazza per festeggiare la Festa delle donne

 

Nunzio De Pinto

 

 Si celebra quest’oggi anche a Casagiove la “Festa delle donne” che le donne del PD hanno voluto dedicare a tre donne coraggiose che hanno pagato un prezzo altissimo sull’altare di una parità di genere che è tale solo a parole. La festa è dedicata particolarmente a “Lea Garofalo, sciolta in 50 litri d’acido, a Maria Concetta Cacciola, che non ha sopportato le minacce e le tensioni mafiose suicidandosi, a Giuseppina Pesce che sta testimoniando contro la sua stessa famiglia”. “Tre donne” – hanno scritto in un volantino che stamattina sarà distribuito su tutto il territorio casagiovese dalle 11.00 alle 13.00 – “che hanno fatto rinascere, dove la ndrangheta uccide, la speranza del futuro. Il loro  esempio chiede a tutti forza, intelligenza e coraggio per non rinunciare mai all’idea di costruire sempre e comunque una società migliore. In tutto il Paese si avverte la gravità della condizione femminile, ma nel Mezzogiorno e anche a Casagiove essa assume connotati drammatici. Da noi” – hanno sottolineato le democratiche – “lavora meno di una donna su quattro ed a parità di lavoro svolto le donne guadagnano meno. Sono inadeguati i servizi alle famiglie, ai bambini e quelli destinati alla cura degli anziani e dei disabili. Ciò spiega le ragioni per cui una donna su tre abbandona il lavoro dopo la maternità. In terra di camorra” – scrivono ancora nel volantino – “le donne sono ulteriormente penalizzate dal prevalere di un’economia illegale, ma lo sono ancor più per l’assenza dei fondamentali di civiltà. I diritti son un’optional non di serie, il sottosalario e il lavoro nero sono una costante  generalizzata come la precarietà. La violenza sulle donne che fa clamore e riempie lo cronache, si coniuga con una diffusa pratica meno appariscente ma più ampia di sottili discriminazioni, di molestie, di ricatti. Il PD è l’unico partito che ha sancito statutariamente la parità di genere, ma la realtà presenta gravi resistenze al cambiamento. La partecipazione delle donne alla vita politica è assai limitata. Poche candidate alle elezioni e nei gruppi dirigenti dei partiti, nessuna donna in Consiglio Comunale a Casagiove, nessuna in Giunta. Le Donne Democratiche Casagiovesi si battono: perché ci siano, anche a Casagiove, più servizi alle famiglie per conciliare il lavoro con la maternità; più asili nido, più assistenza ai disabili, agli infermi, a persone non autosufficienti, più attenzione e cura degli anziani; perché si agisca affinché cessi ogni forma di violenza, ricatto, discriminazione, pressione e siano coniugati col rispetto per la persona i diritti sui luoghi di lavoro e nella società; perché si contrasti con estrema determinazione l’illegalità in tutte le sue forme; perché la scuola e la cultura ritrovino la loro primaria funzione e l’economia trovi la strada giusta per creare lavoro per le donne, i giovani e tutti coloro che chiedono dignità e libertà dal bisogno; perché le donne possano partecipare alla vita politica e alle funzioni istituzionali e non siano più discriminate da regole non rispettate, dai tartufismi dei politicanti”. Infine, dalle ore 16,00 alle ore 19,30 in Piazza S. Michele sarà presente un Gazebo per incontrare i cittadini e esposizione mostra per la campagna contro la violenza sulle donne.

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mercoledì marzo 7th, 2012 23:15 Festa della donna, parlano le rappresentanti dell’ENDAS

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La responsabile del coordinamento femminile Lombardo:

La donna deve fare di più per autoaffermarsi senza compromessi”

La presidente Adelaide Tronco: “Manca un welfare

che aiuti a conciliare lavoro e famiglia”

FOTO-maria-rosa-lombardo

TRONCO ADELAIDE

 

In occasione della Festa delle donne due dirigenti dell’ENDAS espongono le proprie riflessioni, la presidente provinciale Adelaide Tronco e la responsabile del coordinamento femminile Maria Rosa Lombardo. Quest’ultima, donna impegnata da anni in politica, sindaco di Roccaromana per due consiliature, comincia il proprio ragionamento dalla politica. “Sono donna e mi sento esattamente alla pari con gli uomini – ha dichiarato – Trovo le quote rosa in politica una offesa per chi ritiene  debba sempre prevalere la meritocrazia  e mi chiedo perché le donne aspettano sempre che qualcuno decida per loro? Perché invece di attendere di essere“nominate” non ci si impegna a “fare” per affermare il proprio talento? Molto c’è da lavorare perché vengano riconosciuti i reali principi di pari opportunità, di sicurezza personale, di rappresentanza nei ruoli decisionali nella politica quanto nel mondo del lavoro, ma spesso ad ostacolare l’avanzamento della donna verso le posizioni chiave della società è la donna stessa, che preferisce piangere su se stessa che impegnarsi a fondo per affermare le proprie potenzialità… in modo autonomo.

 E’ indispensabile informare e formare le donne delle nuove generazioni sulla necessità di lavorare con serietà, preparazione, impegno e dedizione per crearsi nuove opportunità. Occorrono esempi positivi che mostrino la via per l’affermazione delle donne senza compromessi e senza scorciatoie.”

 

“Il ruolo delle donne nella società moderna, e dei valori di cui sono portatrici, è sempre stato e rimane forte e determinante – ha aggiunto la presidente ENDAS Adelaide Tronco E’ necessario riformare il sistema e ridistribuire il lavoro tra uomo e donna a pari merito e diritti, sviluppando una rete di servizi funzionante per rendere la mediazione tra lavoro e famiglia più serena.

Manca un welfare che aiuti a conciliare lavoro e famiglia. I datori di lavoro preferiscono le donne single a quelle sposate perché una donna con figli può costituire una aggravio insostenibile per una piccola azienda. Ma nessuno pensa che, tanto per fare un esempio, se fossero obbligatori gli asili nido nelle aziende le donne lavorerebbero di più e meglio?”

comunicato ENDAS Donne

mercoledì 7 marzo 2012

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lunedì marzo 5th, 2012 22:56 Caserta-Il ‘Duel Village’ celebra la Festa della Donna

Il ‘Duel Village’ celebra la Festa della Donna

 

In sala un film da Oscar e dibattito a sei voci

 

Giovedì 8 marzo alle ore 20.30 in via Borsellino a Caserta

 

 

 

Il Duel Village di Caserta celebra l’8 marzo con un film da Oscar – Albert Nobbs – e un dibattito a tema con 6 testimonial d’eccezione. ‘Le donne e il lavoro: oggi come ieri’ questo il tema dell’incontro promosso dalla General Manager, Patrizia Cerasuolo, e dallo staff del Duel Village per invitare il pubblico a riflettere sulla precarietà e sulle difficili condizioni di lavoro che ancora oggi attanagliano il gentil sesso. Le difficoltà di inserimento, le disparità di trattamento, i sacrifici e le rinunce ma anche le battaglie vinte, i successi e le conquiste: sono alcuni dei punti di partenza dai quali si svilupperà il dibattito, moderato dalla giornalista Beatrice Crisci, e che vedrà la partecipazione di tante donne, provenienti  da settori diversi e di diverse fasce di età, pronte a raccontare la loro esperienza e a fare da testimonial ad una festa che in tanti stanno cercando di svilire attraverso operazioni commerciali che poco o nulla hanno a che fare con il valore simbolico di questa data. ‘L’obiettivo di questa iniziativa – spiega Patrizia Cerasuolo – è quello di restituire un senso ad una Festa che è stata completamente snaturata rispetto al suo significato originario. E la scelta della pellicola – il film ‘Albert Nobbs’ candidato a ben 3 premi Oscar con una sorprendente Glenn Close – non è casuale. Questa storia, che trae spunto da fatti realmente accaduti, testimonia infatti una condizione sociale particolarmente disagiata ma anche la capacità delle donne di affrontarla con tenacia e determinazione. Le stesse che ancora oggi, a distanza di secoli, noi donne continuiamo a mettere nel nostro lavoro’. Partecipano al dibattito: Feliciana Della Ratta – psicologa, Maria Grazia Guarino – pedagogista, Marilena Lucente – scrittrice e giornalista, Dolores Peduto – sindacalista, Barbara Rossi Prudente – regista, Nadia Verdile – scrittrice e giornalista.  Il film ‘Albert Nobbs’ verrà proiettato sia prima che dopo il dibattito. Rispettivamente alle 18.30 e alle 21.30. Il biglietto di ingresso è di 3,50 euro. Trama e trailer del film su www.duelvillage.net  

 

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martedì febbraio 28th, 2012 00:22 Festa della Donna 8 Marzo 2012

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giovedì febbraio 23rd, 2012 23:44 Santa Maria Capua Vetere- organizzato dal Presidente del Consiglio incontro sulle Foibe

 

Luigi Marano

Il Salone degli Specchi del Teatro Garibaldi farà da cornice all’evento organizzato dal Presidente del Consiglio di Santa Maria Capua Vetere, dott. Dario Mattucci, sabato 26 febbraio, in occasione del giorno del Ricordo delle vittime delle foibe. In questa occasione sarà presentata l’ultima fatica letteraria dell’avv. Vittorio Giorgi dal titolo “Istria. Fiume e Dalmazia le terre del grande esodo. Una storia italiana”. Fra gli interventi in scaletta anche quello del dott. Luigi Marano, dirigente provinciale del Movimento Civico LiberaMente: <<Onorato di portare i saluti dell’intero movimento civico e di esprimere la nostra sensibilità nei confronti di un tema storicamente così discusso. Le Foibe rappresentano, ancora oggi, per tantissimi italiani, un’ombra sullo scenario storico del nostro popolo. Per rendere giustizia morale ai compatrioti infoibati attirando l’attenzione dell’opinione pubblica sulla drammatica storia della Venezia Giulia sono stati adottati termini quali “olocausto”, “genocidio”, “pulizia etnica”, che evocano altre tragedie europee, altre persecuzioni e altri stermini. Spesso però tali confronti hanno finito col generare confusione e si sono rivelati come un distorto e debole tentativo di mantenere viva la memoria dell’evento. L’istituzione del giorno del Ricordo nel 2004 con Legge dello Stato Italiano, ha contribuito sicuramente a non dimenticare le barbarie subite dai nostri connazionali del confine orientale per mano della dittatura rossa di Tito: è nostra la responsabilità di passare il testimone del ricordo alle nuove generazioni affinchè possano riattaccare le pagine di una storia spesso dimenticata. Viva l’Italia.>>

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martedì febbraio 14th, 2012 01:40 San Valentino

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati per San Valentino, vedi San Valentino (disambigua).
San Valentino
San Valentino
 
Vescovo e martire
 
Nascita Interamna Nahars, 176
Morte Roma, 14 febbraio 273
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Santuario principale basilica di San Valentino (Terni)
Ricorrenza 14 febbraio
Attributi bastone pastorale, palma, bambino epilettico
Patrono di Terni e altri luoghi, amanti, innamorati, epilettici
Valentino
Vescovo della Chiesa cattolica
[[Immagine: Immagine di Valentino]]
 
titolo
Stemma di Valentino
””’
Nato Interamna Nahars 176
Ordinato
sacerdote
 
Consacrato
vescovo
 
Ruoli
ricoperti
Vescovo di Terni dal 197 al 273
Deceduto 273
 

San Valentino, detto anche san Valentino da Terni o san Valentino da Interamna (Interamna Nahars, ca. 176Roma, 14 febbraio 273), fu un vescovo e un martire cristiano. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e successivamente dalla Chiesa anglicana, è considerato patrono degli innamorati.

La più antica notizia di S. Valentino è in un documento ufficiale della Chiesa dei secc.V-VI dove compare il suo anniversario di morte. Ancora nel secolo VIII un altro documento ci narra alcuni particolari del martirio: la tortura, la decapitazione notturna, la sepoltura ad opera dei discepoli Proculo, Efebo e Apollonio, successivo martirio di questi e loro sepoltura.[1]

È tuttavia incerto se si tratti di un martire diverso dal presbitero che subì il martirio sotto Claudio il Gotico (quindi prima del 270, anno del decesso di questo imperatore), dato che anche questi fu sepolto nelle catacombe al II miglio della via Flaminia: con molta probabilità si tratta della stessa persona.[2]

Indice

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Agiografia [modifica]

Nato in una famiglia patrizia, fu convertito al Cristianesimo e consacrato vescovo di Terni nel 197, a soli 21 anni.

Nell’anno 270 Valentino si trovava a Roma, giunto su invito dell’oratore greco e latino Cratone, per predicare il Vangelo e convertire i pagani.

Invitato dall’imperatore Claudio II il Gotico a sospendere la celebrazione religiosa e ad abiurare la propria fede, rifiutò di farlo, tentando anzi di convertire l’imperatore al Cristianesimo. Claudio II lo graziò dall’esecuzione capitale affidandolo a una nobile famiglia.

Valentino venne arrestato una seconda volta sotto Aureliano, succeduto a Claudio II. L’impero proseguiva nelle sue persecuzioni contro i cristiani e, poiché la popolarità di Valentino stava crescendo, i soldati romani lo catturarono e lo portarono fuori città lungo la via Flaminia per flagellarlo, temendo che la popolazione potesse insorgere in sua difesa. Fu decapitato il 14 febbraio 273, a 97 anni, per mano del soldato romano Furius Placidus, agli ordini dell’imperatore Aureliano.

Il culto [modifica]

È commemorato nel martirologio romano il 14 febbraio, giorno in cui veniva celebrata l’antica festa di Santa Febronia.

Le reliquie [modifica]

Reliquia di San Valentino nella Chiesa di Santa Maria in Cosmedin a Roma

Le sue spoglie furono sepolte sulla collina di Terni, al LXIII miglio della Via Flaminia, nei pressi di una necropoli.

Sul luogo sorse nel IV secolo una basilica nella quale attualmente sono custodite, racchiuse in una teca, le reliquie del santo: pare che esse siano state portate nella città dai tre discepoli del filosofo Cratone, Apollonio, Efebo e Procuro, convertiti dal futuro santo, e che per questo motivo siano stati martirizzati.[3]

Altre reliquie sono presenti anche nella cattedrale di Maria Assunta di Savona, nella chiesa medievale di San Valentino di Sadali in Sardegna, a Belvedere Marittimo in Calabria e nella chiesa Matrice di Vico del Gargano dove viene venerato come protettore della città e degli agrumeti.

  « Pinto no cuo, gosava san valentino »
   

[non chiaro]

In base ad altre fonti[4], altre reliquie di San Valentino si trovano a Ozieri, centro principale del Logudoro, a una cinquantina di chilometri da Sassari: le avrebbe portate, nel 1838, un frate benedettino nativo del luogo, che le avrebbe poi sepolte nella cinquecentesca chiesa dedicata ai santi Cosma e Damiano sul Colle dei Cappuccini. Un vasetto con il sangue di S.Valentino si trova anche nella teca di vetro contenente il teschio di Santa Giustina nella Chiesa di S.Martino a Torre d’Arese (PV).

Miracoli del santo [modifica]

San Valentino battezza Santa Lucilla, opera eseguita nel 1575 da Jacopo Bassano, oggi al Museo civico di Bassano del Grappa.

Sono molte le leggende entrate a far parte della cultura popolare, su episodi riguardanti la vita di san Valentino:

  • Una di esse narra che Valentino, graziato ed “affidato” ad una nobile famiglia, compì il miracolo di ridare la vista alla figlia cieca del suo “carceriere”: Valentino, quando stava per essere decapitato, teneramente legato alla giovane, la salutò con un messaggio d’addio che si chiudeva con le parole: «…dal tuo Valentino…».
  • Un’altra, di origine statunitense, narra come un giorno il vescovo, passeggiando, vide due giovani che stavano litigando ed andò loro incontro porgendo una rosa e invitandoli a tenerla unita nelle loro mani: i giovani si allontanarono riconciliati.[5] Un’altra versione di questa storia narra che il santo sia riuscito ad ispirare amore ai due giovani facendo volare intorno a loro numerose coppie di piccioni che si scambiavano dolci gesti d’affetto; da questo episodio si crede possa derivare anche la diffusione dell’espressione piccioncini.
  • Secondo un altro racconto, Valentino, già vescovo di Terni, unì in matrimonio la giovane cristiana Serapia e il centurione romano Sabino: l’unione era ostacolata dai genitori di lei ma, vinta la resistenza di questi, si scoprì che la giovane era gravemente malata. Il centurione chiamò Valentino al capezzale della giovane morente e gli chiese di non essere mai più separato dall’amata: il santo vescovo lo battezzò e quindi lo unì in matrimonio a Serapia, dopo di che morirono entrambi.[5]

La festa di San Valentino [modifica]

La festa di San Valentino ricorre annualmente il 14 febbraio ed oggi è conosciuta e festeggiata in tutto il mondo.

Tale tradizione fu diffusa dai benedettini, primi custodi della basilica dedicata al Santo in Terni, attraverso i loro monasteri prima in Italia e quindi in Francia ed in Inghilterra.[5] Molte tradizioni legate al santo sono riscontrabili nei paesi in cui egli è venerato come patrono.

La figura di Valentino come santo patrono degli innamorati viene tuttavia messa in discussione da taluni che la riconducono a quella di un altro sacerdote romano, anch’egli decapitato pressappoco negli stessi anni.[2]

Feste in Italia [modifica]

La città di Terni invoca san Valentino come principale patrono. In provincia di Verona il paese di Bussolengo lo invoca come Santo Patrono. Patrono del paese di Sadali, considerato protettore dei matrimoni, san Valentino, la cui chiesa fu forse edificata da monaci bizantini, viene qui ricordato non a febbraio, ma ad ottobre e la festa sarda dura tre giorni. Ed è anche Patrono del paese lucano d’Abriola.

A Quero si festeggia il santo benedicendo le arance e lanciandole da un pendio annesso all’Oratorio di San Valentino nell’omonima località.

A Padova, presso la Chiesa di Santa Maria dei Servi, si festeggia il Santo, con una celebrazione speciale dedicata ai bambini:la benedizione e la consegna delle chiavette, simbolo di protezione contro le malattie infantili e simbolo del’amore familiare.

In provincia di Vicenza è il santo patrono di Pozzoleone. In questo paese si svolge tuttora l’antica fiera di San Valentino, una delle fiere più grandi del Veneto; notizie certe di questa festa si trovano già dal 1517.

È patrono di Vico del Gargano, dove viene festeggiato il 14 febbraio con manifestazioni religiose e attività culturali. Caratteristico l’addobbo della statua e delle vie del paese con arance e alloro. Molto partecipata è la processione con la reliquia del santo che si tiene la mattina del 14 febbraio. Di particolare interesse è inoltre la fiera campionaria, con oltre 100 espositori e luna park, alla quale partecipano migliaia di persone che visitano anche nel caratteristico centro storico le bancarelle di prodotti artigianali e gastronomici.

Galleria d’immagini [modifica]

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sabato gennaio 28th, 2012 00:54 VILLA LITERNO-Giornata della Memoria -emozione e commozione al convegno in Sala

COMUNE DI VILLA LITERNO
PROVINCIA DI CASERTA

Ufficio del Sindaco

COMUNICATO STAMPA

27 gennaio 2012

Villa Literno - Giornata della Memoria


Giornata della Memoria a Villa Literno,
emozione e commozione al convegno in Sala

 

Con una commovente cerimonia, il Comune di Vill Literno ha celebrato venerdì pomeriggio la Giornata della Memoria, in ricordo della giorno in cui le forze alleate chiusero per sempre il campo di concentramento di Auschwitz. L’iniziativa è stata organizzata dalla professoressa Angela Bocchino. Dopo la sessione mattutina, dedicata ai bambini delle scuole (con la proiezione del film “Il bambino col pigiama a righe”), nel pomeriggio c’è stato il convegno “L’olocausto: sapere per non dimenticare”, con la presenza del Senatore Gaetano Pascarella, presidente dell’associazione nazionale partigiani italiani, accompagnato da uno dei sopravvissuti, il signor Cecere, che ha raccontato la sua storia di figlio della Resistenza, essendo stato concepito proprio da un rifugiato e da una donna che lo aveva accolto. Molto sentito ed emozionante l’intervento di Lorenzo, un medico veterinario africano che opera sul litorale casertano, il quale ha ricordato come l’uomo non abbia imparato dal suo passato, visti i tanti genocidi che, dopo la Shoah, si sono succeduti nel Novecento nel mondo, soprattutto nel Terzo Mondo, sotto gli occhi dei governanti, che non intervengono se non vengono toccati i propri interessi. Un appello alla politica raccolto dal Presidente del Consiglio Comunale di Villa Literno, Antonio Ciliento, che, nel ricordare gli spunti più interessanti del film proiettato in mattinata, ha sottolineato come spesso, anche nei giorni nostri, i dittatori usino la propaganda e la menzogna per coprire i propri errori e i propri crimini, anche nei confronti dei propri seguaci. Prima del convegno, Mario Cuccaro, rappresentante della locale Acr, ha letto un estratto dal libro di Primo Levi “Se questo è un uomo”.



Con una commovente cerimonia, il Comune di Vill Literno ha celebrato venerdì pomeriggio la Giornata della Memoria, in ricordo della giorno in cui le forze alleate chiusero per sempre il campo di concentramento di Auschwitz. L’iniziativa è stata organizzata dalla professoressa Angela Bocchino. Dopo la sessione mattutina, dedicata ai bambini delle scuole (con la proiezione del film “Il bambino col pigiama a righe”), nel pomeriggio c’è stato il convegno “L’olocausto: sapere per non dimenticare”, con la presenza del Senatore Gaetano Pascarella, presidente dell’associazione nazionale partigiani italiani, accompagnato da uno dei sopravvissuti, il signor Cecere, che ha raccontato la sua storia di figlio della Resistenza, essendo stato concepito proprio da un rifugiato e da una donna che lo aveva accolto. Molto sentito ed emozionante l’intervento di Lorenzo, un medico veterinario africano che opera sul litorale casertano, il quale ha ricordato come l’uomo non abbia imparato dal suo passato, visti i tanti genocidi che, dopo la Shoah, si sono succeduti nel Novecento nel mondo, soprattutto nel Terzo Mondo, sotto gli occhi dei governanti, che non intervengono se non vengono toccati i propri interessi. Un appello alla politica raccolto dal Presidente del Consiglio Comunale di Villa Literno, Antonio Ciliento, che, nel ricordare gli spunti più interessanti del film proiettato in mattinata, ha sottolineato come spesso, anche nei giorni nostri, i dittatori usino la propaganda e la menzogna per coprire i propri errori e i propri crimini, anche nei confronti dei propri seguaci. Prima del convegno, Mario Cuccaro, rappresentante della locale Acr, ha letto un estratto dal libro di Primo Levi “Se questo è un uomo”.

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sabato gennaio 28th, 2012 00:12 SAN NICOLA LA STRADA – Nel Giorno della Memoria ricordato Domenico Amato, l’eroe che salvò gli ebrei dalla furia omicida dei nazisti

 

AMATO Domenico di San Nicola La Strada, appuntato GdF, Medaglia d'Oro al Valor Civile per aver salvato la vita a molti ebrei

Nunzio De Pinto

La seconda Guerra Mondiale fu la causa della morte di circa 60 milioni di persone e, fra questi, circa 6 milioni di ebrei che furono prima internati nei campi di concentramento tedeschi e poi “gassificati” per quella che il demonio Hitler aveva classificato come “la soluzione finale”. Nessun aggettivo, neppure quello più offensivo, può descrivere appieno cosa ha veramente significato per l’Umanità quella carneficina. Nell’offuscamento totale ci sono, comunque, stati episodi di “eroismo” da parte di migliaia di persone che hanno seguito i dettami della loro coscienza piuttosto che gli ordini di capi di stato “pazzi”. Fra questi va annoverato, senza ombra di dubbio, l’appuntato della Guardia di Finanza Domenico Amato al quale giovedì pomeriggio, con inizio alle ore 18,30 l’intera popolazione sannicolese ha inteso, tramite il suo primo cittadino, intitolargli il Campo Sportivo, sito in Via Enrico Fermi. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con decreto del 18 giugno 2008, firmato dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni, ha concesso la Medaglia d’Oro al Merito Civile alla memoria dell’Appuntato Domenico Amato, nato a San Nicola la Strada il 15 settembre 1905, in servizio presso la Brigata di Casamoro Porto Ceresio (VA), tradotto nel campo di sterminio Mauthausen – Gusen (Austria) dove finì la sua esistenza il 27 febbraio 1945. Il graduato è stato insignito dell’onorificenza poiché, come recita la motivazione “si prodigava, con eccezionale coraggio ed encomiabile abnegazione, in favore dei profughi ebrei e dei perseguitati politici, aiutandoli ad espatriare clandestinamente e ad inoltrare la corrispondenza e i valori che le organizzazioni ebraiche indirizzavano ai rifugiati nella vicina Svizzera”, pagando con la vita il suo gesto eroico. Fra i deportati in Germania, in un campo di lavoro, uno Stammlager a Bremer orde, schiavo di Hitler, figura anche un altro sannicolese: Domenico Delli Paoli, padre dell’attuale sindaco di San Nicola La Strada Quest’ultimo ritirò, il 25 novembre 2010, presso la Prefettura di Caserta, la Medaglia d’Onore al Valor Militare alla memoria, rilasciata dal Presidente della Repubblica ai cittadini italiani civili e militari deportati e internati nei lager nazisti.

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