lunedì maggio 14th, 2012 00:40 SAN NICOLA LA STRADA –Fiore Marro (CDS) a Mongiana, luogo della sacralità borbonica

 

Fiore-Marro-presidente-nazionale-dei-comitati-delle-due-sicilie

 Domenica scorsa, nel corso di una bellissima giornata di sole accompagnata da un piacevole tepore quasi estivo, si è tenuto a Mongiana, luogo della sacralità borbonica, nel cuore delle Serre Vibonesi, il primo raduno di Briganti e Brigantesse. Un tripudio di bandiere bianco gigliate del Regno delle Due Sicilie, portate con onore dai tanti accorsi. Agli oltre 200 amanti della storia duosiciliana, 200 anime identitarie che hanno invaso le stradine della cittadina di Mongiana, c’era anche Fiore Marro, Presidente Nazionale dei Comitati delle Due Sicilie (CDS), nonché noto imprenditore sannicolese. Marro, accompagnato da Bruno Iorfida della locale Pro Loco, si è recato a visionare i luoghi del miracolo industriale borbonico dislocato tra le antiche ferriere e la Real Fabbrica d’armi. La giornata, voluta fortemente da vari gruppi meridionalisti, è stata diretta dal coordinatore CDS Calabria Saro Messina che ha avuto l’aiuto della fronda Lametina capeggiata da Pino Perri e Mario Vigliarolo, nonchè dall’intero gruppo Comitati Due Sicilie Calabrie guidate dalla Presidentessa Cinzia Lamberti. Una giornata perfettamente riuscita; molti compatrioti giunti da molte città calabresi e moltissimi quelli provenienti dalle regioni vicine che hanno apprezzato il lavoro svolto dal gruppo cdessino al fine di divulgare il nostro glorioso passato. Folto e nutrito il gruppo dal quale si è tratta una bellissima lezione di vita per la convivialità ed il sentimento di appartenenza celebrato al termine con un pranzo, tenutosi tra gli alberi secolari in prossimità della Ferdinandea ove era ubicato il casino di caccia del Re. La giornata ha definito la consapevolezza di aver onorato per l’ennesima volta una pagina di storia bistrattata e dimenticata che sarà preludio di prossime giornate all’insegna della convivialità, è proprio vero: “Siamo tornati”.

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martedì marzo 20th, 2012 00:11 ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE REGINA ELENA ONLUS

 

 

Napoli, S.Messa per Re Umberto II. il Re Signore.

 L’Associazione Internazionale Regina Elena Onlus ha organizzato  a Napoli, una S. Messa di suffragio per Re Umberto II nel 29essimo anniversario del suo richiamo a Dio, presso la Chiesa Monumentale di S. Giuseppe in via Medina. Il Sacro Rito è stato presieduto dal Rev. Parroco Canonico Marco Beltratti
Re Umberto II, nasce a Racconigi il 15 settembre 1904, l’8 gennaio 1930 sposa la Principessa Reale del Belgio Maria Josè. Dal 1932 al 1941 i Principi  Ereditari si trasferiscono a Napoli, dove nasce la Principessa Reale Maria Pia nel 1934, Vittorio Emanule, Principe di Napoli, attuale Capo della Casa Reale d’Italia, nel 1937, e Maria Gabriella nel 1940. A Roma nascerà la Principessa Reale Maria Beatrice nel 1943. Dopo l’abdicazione di Re VittorioEmanuele III, sale al Trono il 9 maggio 1946; il 13 giugno successivo parte in esilio, in Portogallo che gli diede generosa ospitalità come al Re di Sardegna Carlo Alberto nel 1849. Richiamato a Dio a Ginevra il 18 marzo 1983, è sepolto in Savoia nella Reale Abbazia di Hautecombe, nell’attesa della sepoltura nel Tempio destinato dalla storia ai Reali d’Italia, il Pantheon di Roma. Nei suoi 37 anni di esilio, malgrado un muro di silenzio istituzionale, l’amore che legò Re Umberto II alla sua gente e questo popolo fedele al suo Re non venne mai meno. Oggi l’associazione internazionale regina elena  ricorda con affetto, ma sopratutto con devozione e gratitudine Re Umberto II che donò al Papa la Sacra Sindone, custodita per quasi cinque secoli dalla millenaria Casa Savoia. Prima della benedizione è stato letto il messaggio di S.A.R. VITTORIO EMANUELE DUCA DI SAVOIA,PRINCIPE DI NAPOLI

 

IN OCCASIONE DELLA SANTA MESSA IN SUFFRAGIO DI S.M. IL RE UMBERTO II, ORGANIZZATA DALL’ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE REGINA ELENA ONLUS 19 MARZO 2012

In occasione della Santa Messa in suffragio di mio padre, S.M. il Re Umberto II, desidero inviare a Voi tutti il mio grato e memore saluto, associandomi spiritualmente a questa celebrazione.

 

 

Salito al trono nel Maggio 1946, Re Umberto fu costretto dagli avvenimenti alla partenza per il Portogallo, ma nonostante il dolore per l’ingiusto esilio protrattosi fino alla morte ed oltre, Egli mantenne intatto il Suo immenso amore per l’Italia e soprattutto per gli italiani, che numerosi raggiungevano Cascais per rendergli omaggio.

 

La sua incrollabile Fede, anche nelle ore più dolorose della sua malattia, di cui sono stato testimone, rappresenta un grandissimo ed attuale esempio di onestà, religiosità e dedizione alla Patria.

In particolare, desidero ringraziare il Rev. Can. Marco Beltratti, celebrante la Sacra Funzione, l’Uff. Rodolfo Armenio e tutti coloro che hanno contributo all’organizzazione di questa significativa cerimonia.

A Voi tutti invio il mio più sincero e caloroso saluto.

VITTORIO EMANUELE 

  

 

 

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sabato marzo 17th, 2012 23:53 Napoli-Santa Messa in suffragio di Re Umberto II

L’Associazione Internazionale Regina Elena Onlus organizza per Domenica 18 marzo alle ore 19,00, nella Chiesa monumentale di S. Giuseppe Maggiore a Napoli,(via Medina n.19)  la S. Messa annuale in suffragio di Re Umberto II presieduta dal Rev. Parroco Canonico Marco Beltratti nel 29′ anniversario del richiamo a Dio in esilio del IV Re d’Italia e Capo dello Stato unitario.

 Re Umberto II, nasce a Racconigi il 15 settembre 1904, l’8 gennaio 1930 sposa la Principessa Reale del Belgio Maria Josè. Dal 1932 al 1941 i Principi  Ereditari si trasferiscono a Napoli, dove nasce la Principessa Reale Maria Pia nel 1934, Vittorio Emanule, Principe di Napoli, attuale Capo della Casa Reale d’Italia, nel 1937, e Maria Gabriella nel 1940. A Roma nascerà la Principessa Reale Maria Beatrice nel 1943. Dopo l’abdicazione di Re Vittorio Emanuele III,  sale al Trono il 9 maggio 1946; il 13 giugno successivo parte in esilio, in Portogallo che gli diede generosa ospità. Richiamato a Dio a Ginevra il 18 marzo 1983, è sepolto in Savoia nella Reale Abbazia di Hautecombe, nell’attesa della sepoltura nel Tempio destinato dalla storia ai Reali d’Italia, il Pantheon di Roma. Nei suoi 37 anni di esilio, malgrado un muro di silenzio istituzionale, l’amore che legò Re Umberto II alla sua gente e questo popolo fedele al suo Re non venne mai meno. Oggi l’associazione internazionale regina elena  ricorda con affetto, ma sopratutto con devozione e gratitudine RE Umberto II che donò al Papa la Sacra Sindone, custodita per quasi cinque secoli dalla millenaria Casa Savoia.

 

per contatti

Armenio Rodolfo

348 5183624

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lunedì marzo 12th, 2012 23:36 Santa Maria Capua Vetere-“Garibaldi è stato ucciso a Caserta e altri racconti”

 

Martedì  13 marzo ore 18.00, presso la Libreria Guida  – Via Caduti sul Lavoro, 41-43 e giovedì  15 marzo ore 18.00, presso la Libreria Spartaco Santa Maria Capua Vetere – Via Martucci, 18, sarà presentato il libro “Garibaldi è stato ucciso a Caserta e altri racconti”, di Rosario De Simone; Giuseppe Vozza Editore in Casolla s.r.l. – www.vozzaeditore.it .

 

Garibaldi è stato ucciso a Caserta: è la notizia che scompagina tutte le nostre conoscenze. Un attacco forte e semplice che ci catapulta anima e corpo nelle ancora tormentate vicende storiche della conquista del Sud, all’insegna, forse, di un riscatto irreale. L’assassinio avviene nella splendida cornice del Palazzo Reale di Caserta, palcoscenico prediletto dall’Autore per imbastire altri racconti gialli ed uno fantastico. I racconti sono ambientati tra il Settecento ed i nostri giorni. Così vediamo sfilare altri personaggi storici reali, come Ferdinando IV di Borbone e Lady Hamilton, Maria Carolina e Gioacchino Murat, ma anche personaggi inventati per parlare di problemi attuali, come l’esasperata cementificazione, l’immigrazione e l’onnipresente camorra; tutti i personaggi e le varie ambientazioni sono costruiti con la massima attenzione.

 

I sei racconti si svolgono con scene che si incastrano le une con le altre in una sequenza serrata, che predilige anche qualche piacevole diversivo, di cui si trova traccia sia nella realtà storica che nell’odierna cronaca. Su queste basi l’attenzione del lettore è facilmente catturata per giungere a scoprire la classica sorpresa finale.

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domenica febbraio 12th, 2012 00:37 11 febbraio 2012, è la festa di San Castrese, patrono di Castel Volturno.

Nota stampa Massimiliano Ive / Pro Loco Volturnum

Al di là dei riti religiosi, stamane i vertici della Pro Loco Volturnum, rappresentati da Massimiliano Ive, Danilo Figliano, Paolo Turco, Domenico Cangiano, Teresa e Raffaella Baiano, Virgilio Ive, Claudio Varriale, Antonio De Maria, Gloria Palazzo, hanno deciso di farsi una passeggiata presso il largo San Castrese. Qui c’è un’antica cappella dedicata al santo, che ancora oggi è chiusa da un lucchetto. Perché direte? Il perché, come sostiene il vangelo, è “gridato dalle pietre” – Lapides Clamabunt. In effetti, dalla visione di un luogo silenzioso, solo le pietre sono rimaste a gridare lo scandalo di un’area che sta crollando a pezzi e che rappresenta quella memoria di cui tutti parlano, ma che nessuno tutela o protegge. Non ci limitiamo solo a gridare vergogna, ma noi della Pro Loco Volturnum abbiamo deciso di tornare sull’argomento e nei prossimi giorni protocolleremo una nuova nota al commissario prefettizio e alle altre istituzioni interessate.
Il domicilio casertano del presidente della Pro Loco e gli impegni lavorativi dei ragazzi, certamente non ci hanno condizionato o  hanno svilito il nostro impegno preso qualche mese fa.
Non crediate che la Pro Loco Volturnum Castri Maris sia scomparsa, o dopo il volo della befana dal campanile, ha deciso di riposarsi.  Agli eventi organizzati devono corrispondere anche conseguenti iniziative utili alla comunità locale. Anzi, occorreva questo periodo di silenzio per attendere le dovute risposte in merito a questioni sollevate dal nostro gruppo, assieme ad alcune associazioni locali. Dopo l’incontro con il commissario prefettizio e la triade commissariale di Castel Volturno, attendevamo qualche notizia in più in merito al lungofiume, al castello e al largo San Castrese. Cosa sappiamo oggi noi: 1) sappiamo per certo che il commissario Crudo si è impegnato nello stilare e inviare una lettera ai privati del consorzio Rinascita e al gruppo Coppola, al fine di comprendere quali reali intenzioni ci sono sulla messa in cantiere di un progetto di recupero del Castello, il quale avrebbe ottenuto tutti i pareri favorevoli. 2) Sul Largo San Castrese, purtroppo non c’è nulla di concreto. 3) Sul lungofiume, ci sono problemi tecnici ed economici, in poche parole occorre uno sponsor . Bene dopo due mesi, abbiamo deciso di tornare sull’argomento.
Stamane intanto abbiamo fatto un sopralluogo e abbiamo scattato qualche fotografia, in quanto mentre in città proliferano le feste, ci si è dimenticati che se non si risolvono i problemi strutturali, quale offerta turistica possiamo concedere a chi viene da fuori?
Vogliamo fargli vedere il solito e scandaloso lungofiume o quel bel lungomare di Baia Verde? Il castello cadente?  La cappella San Castrese pericolante? Il largo San Castrese fantasma con case e quartierini distrutti?
Bene se è questo che vogliamo diciamolo apertamente… senza se e senza ma.  Non possiamo prendere in giro le persone e soprattutto noi stessi. Le pietre accantonate lungo il perimetro del castello, i rifiuti, le case crollate, il lungofiume distrutto dagli atti vandalici, pali dell’illuminazione divelti o distrutti dal lancio di bottiglie o pietre, le epigrafe dei ragazzi e gli sfregi gratuiti subiti dai pannelli e dalle strutture di questo luogo antico di Castel Volturno, denotano una “demenza” individuale dei soggetti che commettono indisturbati tali azioni, ma esaltano la nostra indifferenza collettiva, che non da e non darà delle risposte. Il tutto a danno dell’economia e dell’immagine della collettività volturnense.
E’ inutile ripetersi e lanciare slogan sull’imbrigliatura del castello e sulla decadenza dell’area storica, se poi, ci ritroviamo a dovere effettuare anche una guerra contro i nostri stessi cari concittadini, che percependo il degrado, continuano a degradare. Questo intervento è semplicemente  un richiamo della società civile all’azione e all’impegno civico al fine di migliorare le condizioni di vivibilità del nostro paese e nel contempo non ha nessuno scopo elettorale. Il  vero obiettivo da raggiungere è l’offerta turistica, in termini di immagine e di servizi, che dobbiamo assolutamente proporre e promuovere.

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mercoledì febbraio 8th, 2012 23:54 PREGIUDIZIALE ANTIFASCISTA :NORMA COSTITUZIONALE TRANSITORIA (dal 1948 !!! , nel millennio scorso !)

                                                                    ——–

A  MANI  (SCRUPOLOSAMENTE)  GIUNTE

IN  NOMINE  ANTIFASCIS,  OBSTACULI  ET  LIBERATIONIS.   AAAMEN

(Nel nome dell’Antifascismo, della Resistenza e della Liberazione. AAAmen)

di Filippo Giannini

filip.giannini@tiscali.it

      Scrivo questo articolo il 25 aprile 2010- LXV E.S. (65° dell’Era Sfascista). Immancabilmente – per nostra fortuna – il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rinnovato il ricordo dei valori dell’antifascismo, della resistenza e della liberazione.

   Qualcuno mi sussurra all’orecchio (che malevolo!!) e mi ricorda che il giovane Giorgio Napolitano indossava la Camicia nera ed era iscritto ai GUF (Gruppi Universitari Fascisti), scriveva sul giornale dei Guf. Era, insomma, un esaltatore del male assoluto; ed allora, mi sussurra sempre il malevolo: allora, come si possono esaltare altri valori? Rispondo: il Presidente Napoletano, o chi per lui, ha spiegato che in quegli oscuri anni, i Guf erano un covo di antifascisti. E posso aggiungere che Giorgio Napoletano (o chi per lui) ha ragione. Infatti, ma che questa confidenza rimanga fra noi, lo stesso Benito Mussolini faceva sì parte del PNF (Partito Nazionale Fascista), ma questa appartenenza era il miglior sistema per combattere la truce tirannia dal suo interno. Se avete dei dubbi, chiedetelo a Gianfranco Fini che di queste cose è maestro.

   Il solito malevolo mi sussurra di nuovo che l’intellettuale Cesare Musatti, nel 1983 ha scritto: <Diciamo finalmente la Verità VERA (maiuscolo nel testo) in un certo momento il 98% degli italiani era per Mussolini>. È la solita, infondata voce della cupa reazione in agguato. In quegli anni i nostri padri e i nostri nonni erano tutti rimbambiti. Oggi noi, invece…

   I partigiani hanno liberato l’Italia; gli aerei, i carri armati americani, le loro bombe, solo un palliativo. La sollevazione popolare (ma quale, ma quando?) ha costretto il tedesco invasore e il perfido fascista ad una fuga precipitosa. Gli anglo americani potevano starsene pure alla finestra: sono intervenuti solo per farsi belli. Chiedetelo a Giorgio Bocca, portatore del Vangelo resistenziale.

   C’è una norma nella Costituzione repubblicana, la XII, voluta giustamente, giustissimamente dai liberatori, norma che sancisce tutti i valori della libertà di espressione e di pensiero, è scritto, appunto nella Costituzione che tale norma è transitoria (transitoria dal 1948 !!) e stabilisce il divieto di dar vita sotto qualsiasi forma al disciolto Partito Nazionale Fascista. Ebbene, c’è un personaggio “bizzarro”, Presidente Emerito della Corte d’Appello di Brescia, l’avvocato Salvatore Macca che da qualche anno si ostina a voler mettere sotto accusa il Presidente della Repubblica italiana accusandolo di non prendere in alcuna considerazione le sue ripetute denunce che sostengono che nel lessico italiano “transitorio” ha un senso diverso da “permanente”. Ma che babbiamu (termine siciliano che indica qualcosa di più di prendere per il c…): transitorio nel vocabolario antifascista ha un solo significato, cioè permanente. Se avete dei dubbi c’è  la legge Scelba che chiarisce le idee. 

   Caro lettore, vuoi mettere in discussione il puro, sublime coraggio del partigiano che sprezzante del pericolo lottava in borghese contro l’arroganza del fascista che indossava una divisa ben riconoscibile? Leggi, con reverenza, il sistema di lotta  del partigiano: <Il terrorismo ribelle non è fatto per prevenire quello dell’occupante, ma per provocarlo, per inasprirlo. Cerca le ferite, le punizioni, le rappresaglie per coinvolgere gli incerti, per scavare il fosso dell’odio>. Sono parole del capo partigiano Giorgio Bocca (Storia dell’Italia partigiana). Non è pinfete e panfete, tutti sono bravi, dopo un attentato, di presentarsi per salvare innocenti ostaggi dalla fucilazione e dire, <Sono stato io>; questo non si fa, sarebbe una forma di facile vanagloria, cosa sconosciuta al puro partigiano. Ricordate Salvo D’Aquisto? Si prese un merito non suo; si è impossessato di una eroica azione che non gli apparteneva. E oggi passa per eroe, cose da non credere, un vanaglorioso, infatti era un fascista confesso.

   Oppure, ricordate l’azione di Rosario Bentivegna, l’eroe di Via Rasella? Dopo aver acceso la miccia,  eroicamente incurante che un bambino, il piccolo Zuccheretti, troppo vicino al luogo dell’esplosione (tanto che il suo corpo fu disintegrato), ma l’eroe continuò la sua azione di ritirata strategica, giustamente ritenendo che la vita di un partigiano valesse molto più di quella di un bambino.

   Ma quale fortuna ha goduto l’Italia annoverando simili eroi: Sandro Pertini, Moranino, Bulow (Arrigo Boldrin), oppure come non ricordare la giusta punizione inflitta alla tredicenne Giuseppina Ghersi, ma che scherzamo? Era figlia di un fascista e il 30 aprile 1945 venne prelevata da tre valorosi partigiani, fu stuprata e giustiziata.

   La favolosa data del 25 aprile è festa solenne anche per la mafia. Perché, l’onorata società non fu perseguitata dal fascismo? Gli uomini d’onore non facilitarono lo sbarco degli alleati in Sicilia, agevolando, così, l’abbattimento dell’odiato regime? Tutto ciò è tanto vero che Salvatore Lucania (Lucky Luciano), Genco Russo, Calogero Vizzini e decine di altri valorosi appartenenti all’onorata società, per sfuggire alle angherie del male assoluto dovettero rifugiarsi negli Stati Uniti e poterono rientrare nella loro amata terra solo grazie ai liberatori e questi, per ripagare il loro aiuto li nominarono sindaci o prefetti nelle zone appena liberate. Alcuni di loro, come Genco Russo, vennero insigniti di vari riconoscimenti perché perseguitati dal fascismo.

   Cosa mi sussurra il solito malintenzionato? Mazzini avrebbe affermato che diffidava della libertà portata dallo straniero? Ma che minchia diceva quel babbu?

   E con la libertà è arrivata, finalmente, anche l’onestà e la moralità. Perché, non si vede?

    Amici Italyoti, fate affidamento su quello che sostiene il vostro Presidente. Lui se ne intende!

******

   Un mio amico, Franco d’Auria mi ha inviata una mail nella quale esprime le sue idee sulla Resistenza. Avverto che il poverino ha avuto la sventura di avere un Padre che continuò la guerra, come pilota nell’Aeronautica Nazionale Repubblicana, quindi si venne a trovare nella parte sbagliata. Sbagliata?  (Boh!!!). Riporto la sua mail. 

 Festa di tutti gli Italiani?? Può darsi.. ma speriamo non per tutti e non tutti i giorni….

Infatti per me la “resistenza” si associa a quelle difficoltà che incontro quando, assiso sul trono a pontificare come ogni mattina, forse per cattiva digestione, ho difficoltà a scaricare il peso soverchio del corpo. A volte la “resistenza” é davvero ostinata e necessita di sforzi considerevoli per essere domata. Ma quando alla fine riesco nel mio arduo compito.. ecco la “liberazione”;  il mal contenuto viene gloriosamente evacuato con sollievo dello spirito e del corpo e, a completare la cerimonia, interviene il salutare sciacquone a far pulizia. La celebrazione é salutarmente compiuta!

Mi auguro che “resistenza” e “liberazione” siano mali altrettanto sormontabili per tutti gli italiani.. lasciamo il fastidio e l’ingombrante retaggio agli italioti.. anche se sono tanti. se le tengano e se le coccolino quanto a lungo vogliono.. non hanno nient’altro a cui aggrapparsi, nel completo fallimento della loro cosiddetta “democrazia” che io chiamo irreversibile corruzione di spirito e di mente oltre che arrembaggio a meschini traguardi di falso potere e di luridi interessi!

Allora in questo contesto.. auguro agli amici e camerati buona “liberazione” tutte le mattine…                                                                                         Francesco Paolo d’Auria

   Un consiglio, caro Francesco, in casi del genere per vincere quella resistenza è sufficiente un cucchiaio di Magnesia San Pellegrino.

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lunedì febbraio 6th, 2012 23:01 SAN NICOLA LA STRADA –Marro (CDS), il 10, 11 e 12 febbraio 2012, al XXI^ convegno nazionale tradizionalista della città di Gaeta

 Duomo di GaetaDuomo di Gaeta

 Per i neo borbonici, la Città di Gaeta è un luogo caro ed importante per la loro dignità di Popolo, il campo di battaglia dove, un Esercito mortificato ed infangato, riscattò, con coraggio ed ardimento, il proprio onore scrivendo le più belle e gloriose pagine della loro storia. In occasione della rievocazione della funesta capitolazione della Piazza di Gaeta del 14 febbraio 1860, si riunirà in sessione plenaria il Parlamento delle Due Sicilie nella fedelissima citta presso l’Hotel Serapo alle 10.30.  Il 10, 11 e 12 febbraio prossimo si terrà a Gaeta un convegno nazionale tradizionalista al quale si prevede parteciperanno in centinaia. Tema dell’incontro di quest’anno sarà: “Dai primati alla recessione – Viaggio nei destini del Sud”. “Gaeta” – ha affermato Fiore Marro, Presidente nazionale dei Comitati delle Due Sicilie, movimento di ispirazione duo siciliana – “è la città dove un Re Napoletano, dal cuore napoletano, assediato da terra e dal mare dalla congiuntura atea-massonica internazionale, sacrificando il suo trono e mortificando la sua persona, volle lasciarci un forte messaggio di fede, speranza, pace e giustizia che” – ha aggiunto l’imprenditore sannicolese – “adesso abbiamo l’onore di raccogliere e diffondere a tutti coloro che si riconoscono quale figli di una Patria antica ed immortale. Per ognuno di noi è un dovere raggiungere Gaeta in questa particolare circostanza, un atto necessario per ricordare e rinvigorire quegli stessi alti Ideali che hanno unito i nostri Martiri sugli spalti della gloriosa Fortezza fino all’estremo sacrificio della vita. Raduniamoci a Gaeta, sotto la protezione dell’Immacolata Concezione e le preghiere di un Re cattolico, per ritrovarci da fratelli quali figli dell’antica Patria Napoletana che” – ha concluso Marro – “continua a vivere nelle nostre menti ed a pulsare nei nostri cuori”.

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giovedì febbraio 2nd, 2012 00:43 SAN NICOLA LA STRADA –Marro (CDS) e la rivolta dei terroni

 

Nunzio De Pinto

Fiore-Marro

 Lo scorso 23 gennaio, l’imprenditore sannicolese Fiore Marro, nella sua qualità di Presidente nazionale dei Comitati delle Due Sicilie (CDS), movimento d’opinione di ispirazione filoborbonica, ha partecipato, unitamente ad altri diversi gruppi meridionalisti e tanti giovani, “…per iniziare anche a Napoli ad accendere un fuoco che bisogna alimentare e far evolvere. Continuiamo e invitiamo tutti a prendere, come gli antichi briganti, il forcone, che è il simbolo del riscatto” – ha affermato Marro a sostegno della lotta dei siciliani – “Il nostro forcone di oggi, però, non sarà la violenza, ma il dibattito e l’insorgenza civile, fatta di opposizione netta e concreta” – ha proseguito – “per riprenderci la dignità e la libertà. Ricordiamo come l’India di Gandhi riprese la sua indipendenza? Attraverso una continua, pacifica e paziente lotta… all’inizio in pochi, e poi sempre più numerosi, fino a quando l’obiettivo non venne raggiunto. Ritroviamoci ancora, nei piccoli centri, nei paesi limitrofi a Napoli, ovunque organizziamo dei gazebo per proporre la nostra lotta” – ha proseguito Marro – “invogliamo i giovani, e innanzitutto invogliamo tutti i gruppi e gruppetti meridionalisti a lavorare e stare insieme, pur nella diversità, per raggiungere l’identico obiettivo. Lavoriamo per “disintossicare” da quella “italianità” di cui si sono ammalati tanti nostri meridionali, e che continuano, come gli schiavi ebrei d’Egitto che avevano perso ogni speranza, a vivere la loro grigia giornata, sapendo di non avere neppure gli occhi per piangere, favorendo ancora il nord, pagando le tasse, lavorando e arricchendo lo Stato Italiano. È tempo di cambiare colori e vita. Qualcosa si muove, non perdiamo questa possibilità. Se lasciamo cadere ogni possibilità di trasformazione” – ha concluso Marro – “allora non lamentiamoci più. Il male peggiore è continuare a credere che nulla può cambiare, mentre intorno a noi tutto diviene”.

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lunedì gennaio 23rd, 2012 00:26 SAN NICOLA LA STRADA –I Comitati delle Due Sicilie di Fiore Marro stamattina a Napoli a fianco del Movimento dei Forconi

 

Fiore-Marro-presidente-nazionale-dei-comitati-delle-due-sicilie

Nunzio De Pinto

 “I Comitati delle Due Sicilie, da sempre in prima linea per le rivendicazioni di equità sociale e di identità nazionale del popolo duosiciliano, si uniscono incondizionatamente alla manifestazione che questa mattina si terrà nella Piazza antistante la Stazione Centrale dell’antica capitale duosiciliana a partire dalle 9.30 per fornire sostegno ai compatrioti siciliani del “Movimento dei Forconi” e contro la corrotta e venduta classe politica di questo Stato”. A darne notizia è il Presidente nazionale dei Comitati delle Due Sicilie (CDS), l’imprenditore sannicolese Fiore Marro. “A tutti i dirigenti, gli amici, soci e simpatizzanti dei Comitati Due Sicilie” – è lìinvito che rivolge Marro – “ci appelliamo alla vostra coscienza, andiamo tutti per dire “Basta !!!”. Il momento storico che stiamo vivendo ci impone di essere ove il nostro popolo ha più bisogno di noi, se vogliamo continuare ad essere sottomessi o riscattare la nostra identità sta a noi la scelta”. I manifestanti del Movimento dei Forconi della Sicilia, costituito da agricoltori, pescatori e – soprattutto – autotrasportatori, chiedono il rimborso delle accise sul carburante, l’abbattimento dei pedaggi e dei costi di traghettamento, garanzie sulle produzioni locali il cui prezzo è aggredito dalla merce proveniente da Paesi extracomunitari. E, nonostante la scarsa visibilità sui media nazionali, oggi la protesta raccoglie sempre più consensi e sostegno e ottiene una stentata attenzione sulla stampa e sulle tv nazionali. Sembra la ripetizione di un copione già visto in occasione del blocco messo in atto dai trasportatori nell’ottobre 2005. Ma questa volta c’è un elemento di novità. Le rivendicazioni portate avanti non riguardano solo le categorie promotrici della protesta: aumento del costo del carburante, sostegno delle banche alle imprese attraverso un più facile accesso al credito le principali. E non si tratta di rivendicazioni generiche o infondate. In Sicilia si estrae la maggior parte del greggio italiano e si raffina l’80% della benzina italiana; hanno 8 raffinerie importanti che hanno massacrato tutte le coste siciliane e pagano un prezzo altissimo in termini di inquinamento ambientale e costi sanitari. Il tasso di incidenza tumorale in Sicilia (soprattutto nelle aree interessate dai fumi delle raffinerie, come Gela, Milazzo o Priolo) è impressionante; e il sistema sanitario regionale è gravato da un numero altissimo di malati affetti da patologie tumorali. Senza parlare delle malformazioni dei feti e dei neonati che si presentano nei comuni circostanti i poli petrolchimici. Aggiungiamo nel pesante fardello che la Sicilia si porta sulle spalle anche la scadente rete di collegamenti stradali, la mancanza di tariffe aeree speciali per i residenti nell’isola e, non ultimi, i tagli di Trenitalia alle corse da e per la Sicilia. E nonostante questo, i proventi delle attività di estrazione vanno fuori dalla Sicilia, a cui rimangono ( a fronte di un affare da 300 mln di euro) solo 470.000 euro di concessione Regionale. Insomma, i motivi per una rivolta popolare ci stanno tutti. E se dal movimento dei forconi venisse fuori solo una rivendicazione di categoria, o si mirasse ad ottenere solo benefici rivolti ad autotrasportatori e pescatori, assisteremmo ad una brutale e sporca speculazione sulla pelle dei siciliani. Occorre allargare la base della protesta; occorre fare di questa battaglia un’occasione per rivendicare sacrosanti diritti; occorre portare avanti una ferrea battaglia contro chi da Roma, con una sempre maggiore pressione fiscale, sta martoriando una terra fin troppo martoriata.

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sabato novembre 19th, 2011 23:23 CASERTA-“Risorgimento velato. Donne sulle barricate”

      

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 Si terrà martedì pomeriggio alle 17, presso il Jolly Hotel di Caserta, la conferenza sul tema “Risorgimento velato. Donne sulle barricate”. L’incontro è stato organizzato dall’Ande (Associazione Nazionale Donne Elettrici), sezione provinciale di Caserta. Relatrice la storica Nadia Verdile. «La nostra associazione – ha detto la presidente Tilde Fusco – ha voluto offrire, a quanti vorranno partecipare, la possibilità di conoscere una parte della nostra storia tenuta fuori dai libri, fuori dai circuiti mediatici». L’Ande, fu fondata nel 1946 a Roma da Carla Orlando Garabelli che aveva conosciuto da vicino, negli Stati Uniti, la “League of Women Voters”. Il fine fu quello di acquisire e far acquisire maggiore coscienza politica agli elettori e soprattutto alle elettrici che ottennero, proprio nel 1946, per la prima volta in Italia il diritto di voto. «Abbiamo voluto che ci fosse il contributo di Nadia Verdile – ha continuato la presidente Fusco – perché è una studiosa di storia delle donne, da anni si occupa del loro ruolo nella società e per questo, proprio qualche mese fa, è stata anche premiata a Napoli. Ha già pubblicato saggi sull’argomento e siamo certe ci aiuterà ad avere una visione rinnovata del nostro Risorgimento». Le donne nella vita del Paese sono state molto attive eppure il loro ruolo è parso inesistente o poco raccontato. L’occasione dei 150 anni dall’unità ha permesso di far luce su alcune figure emblematiche. La Verdile ne tratteggerà alcune mettendo in evidenza non solo quelle che lottarono per l’Italia unita, ma anche quelle che cercarono di difendere il proprio Stato, il Regno delle Due Sicilie. «L’Ande Caserta – ha concluso la presidente – vuole tenere alta l’attenzione sul ruolo femminile nella storia e nella quotidianità e per questo l’impegno della nostra associazione continuerà al fianco di quanti vorranno lavorare per accogliere il contributo delle donne nella società».

 

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