mercoledì aprile 4th, 2012 00:27 Cancello ed Arnone-Vicenda TIA-IVA

Cancello A.Monumento

 

Le leggi le fa il parlamento attraverso i suoi due rami, Camera e Senato, leggi che debbono sempre rispecchiare crismi di ottemperanza alla carta costituzionale del ‘48.  Tuttavia il nostro ordinamento giuridico, e in particolare i padri fondatori,  prevede altresì un’ organo che deve vigilare sul non sempre ottimo lavoro che il parlamento opera nel partorire testi normativi, e non è un caso che talune leggi licenziate  siano state oggetto di incostituzionalità tali da essere poi abrogate in seguito alla loro promulgazione.  Faccio questa premessa perché voglio intervenire, spero per l’ultima volta sulla vicenda Tia – Iva.

 Stabilito chi fa le leggi è opportuno ricordare che i giudici sono coloro che sono chiamati a dare una corretta applicazione della norma e in taluni casi a darne una interpretazione che possa riempire quegli spazi  di vacatio legis e  disciplinare   materie  scarne.  Ora la giurisprudenza non è legge , ripeto non è legge, essa è un insieme di sentenze che rappresentano una casistica di una moltitudini di fattispecie. Ben può accadere che un giudice dica una cosa e un ’altro completamente opposta sulla medesima vicenda. Ora come dissi in passato  dalle pagine di questo blog, ci sono una serie di utenti che hanno abbracciato l’interpretazione della Tia come tributo esente da Iva non solo perché asserito dalla Corte di Cassazione con una ciclicità oramai  assordante ma anche in virtù di una famosa sentenza della Corte Costituzionale. Oggi apprendo che il nostro ente comunale, ufficialmente  mediante l’avv. Viola Gaetano in data  27 marzo c.a.  vista l’ultima sentenza della Corte di Cassazione 3756,  (ma c’è n’era stata anche un’altra di febbraio di quest’anno  che in verità  stabiliva il medesimo contenuto) che statuisce come  la Tia sia un tributo e non un’entrata patrimoniale,  di recarsi presso gli uffici comunali per procedere ad una elaborazione dello scorporo dell’iva dalla Tia.
Chiedo  e domando:  c’era necessariamente bisogno  di nuove sentenze , di 23 ricorsi circa e conseguente conferimento di incarico legale per un importo di circa 5000, 00 euro all’avv. Coviello Luigi quale professionista chiamato a contrastare le richieste di questi utenti come da determina n. 49 del 07.03.2012 , per raggiungere un risultato che tramite concertazione,  oculatezza  e  forse qualche suggerimento proveniente dai cittadini  si poteva  raggiungere ugualmente?

E in tutto questa vicenda, la minoranza consiliare dov’era?  Perchè non ho sentito ne visto anche tramite i cartelli domenicali, proteste e critiche in merito? Un silenzio assordante che il ruolo minoritario non può permettersi.   
In definitiva,  una buona cosa che l’amministrazione abbia  cambiato idea e rivisto i parametri della  Tia, una buona che abbia cinto e sferzato verso una  direzione che va nel senso della giustizia,  una   cosa  buona soprattutto per i cittadini che possono sentire la vicinanza di un’attenzione istituzionale che seppur non  sorda ai movimenti sociali ha difficoltà ad udirle nell’immediato, tuttavia   un’ onere non indifferente per una serie di spese che potevano non solo esser risparmiate  dalle  esasperate casse dell’ente ma anche dai contribuenti- ricorrenti, un braccio di ferro (vinto dai cittadini) che si poteva evitare.

 

Amico del popolo

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martedì dicembre 14th, 2010 22:58 SAN NICOLA LA STRADA – Fisco, scade giovedì termine pagamento saldo ici fine anno

 

 

di Nunzio De Pinto

Si avvicina il momento in cui si devono chiudere i conti con l’imposta comunale sugli immobili riguardante il 2010. Entro giovedì 16 dicembre va, infatti, effettuato il versamento del saldo da parte dei contribuenti che non siano stati esentati, a partire dal 2008, dal pagamento del tributo. Non tutti i proprietari di immobili sono coinvolti in questa scadenza; la legge 126/2008 ha limitato la platea dei contribuenti interessati, stabilendo l’esenzione dal pagamento per la prima casa. Devono invece versare il tributo i proprietari di immobili rientranti nelle categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (abitazioni in ville) e A9 (castelli, palazzi di pregio artistico e storico). È comunque sempre possibile fruire della detrazione di 103,29 euro (elevabile fino a 258,23 euro su decisione del comune di residenza), se la casa è l’abitazione principale, cioé quella in cui è stabilita la residenza anagrafica. L’Ici non è dovuta per le “pertinenze” dell’immobile esentato (cantine, box, posti auto collegati all’abitazione principale), anche se iscritte autonomamente in catasto, nei limiti stabiliti dai diversi regolamenti comunali. L’obbligo del pagamento resta per: i proprietari di fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli situati nel territorio dello Stato (se non rientrano nelle categorie esentate dalla legge 126/2008); gli utilizzatori di immobili in locazione finanziaria (leasing); i titolari di diritti reali di godimento degli immobili (usufrutto, diritto di superficie, enfiteusi, diritto di uso o di abitazione); i concessionari di aree demaniali. Per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili, e di fatto non utilizzati, l’Ici è ridotta del 50% per il periodo in cui sussistono queste condizioni. Per chi dovesse mancare l’appuntamento del 16 dicembre, restano ancora due possibilità per ‘rimediare’ tramite il ravvedimento operoso, che consente sanzioni ridotte: il 2,5% dell’imposta se il versamento viene fatto entro 30 giorni dalla scadenza; il 3% se si va oltre, ma entro il termine di presentazione della dichiarazione Ici relativa all’anno in cui é stata commessa la violazione.

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martedì luglio 13th, 2010 01:37 Roma-Case, arriva l’imposta municipale

Fonte Virgilio

In dirittura d’arrivo la nuova tassa sugli immobili. Il costo? Circa 400 euro a testa

Pubblicato il 12/07/10in Tasse,|TAG: immobili, imposta municipale, federalismo

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Ici 2010 

Perimetro dell’esenzione 

Secondo la Cassazione se due fabbricati diversi sono usati come abitazione principale godono del beneficio fiscale

La nuova tassa locale sarà il pilastro del federalismo fiscale e potrebbe essere già varata il 31 luglio.
Che cosa comprenderà la nuova imposta municipale? Per prima cosa i tributi legati agli immobili – possesso, trasferimento del bene – destinati all’accorpamento, dunque: l’Ici, l’imposta ipotecaria e catastale, l’imposta di registro e Irpef riconducibile agli immobili.

E secondo quanto ha detto il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, si aggiungono: la Tarsu (rifiuti), un’imposta forfettaria sulle case fantasma e la cedolare secca sugli affitti al 23%.

Secondo i calcoli della Cgia di Mestre, la nuova imposta costerà 432 euro a ogni italiano. Liguri ed emiliani tra i più tartassati, dovranno rispettivamente 670 e 611 euro. Record per i valdostani, 704 euro. Chiudono la classifica i molisani con 274 euro. Sopra la media nazionale, i marchigiani (586), i toscani (555), i lombardi (498), i piemontesi (472).

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