Cava Sari

La Cava Sari andrà in esaurimento tra circa due mesi. A lanciare l’allarme è la Rete dei comitati antidiscariche che ha potuto visitare informalmente l’invaso e verificare lo stato della collina di rifiuti realizzata nell’area protetta ai piedi del Vesuvio. «Secondo il registro dei conferimenti, la capienza di Cava Sari è di 680 mila tonnellate – spiega Franco Matrone, portavoce della Rete dei comitati – attualmente per raggiungere tale valore mancano circa 30mila tonnellate e siccome ogni giorno vengono sversate 400tonnellate di rifiuti, tra poco più di 70 giorni i 18 Comuni della “zona rossa” non sapranno più dove smaltire la spazzatura». Un’eventualità molto preoccupante che rischia di far ripiombare nuovamente il territorio nell’emergenza. Infatti, il ciclo integrato dei rifiuti che dovrebbe andare a sostituire il sistema basato su discariche e inceneritori, è tutto ancora da realizzare: piano, finanziamenti e impiantistica. «Il ciclo alternativo è stato proposto da mesi, proprio per far fronte alla saturazione del sito di Terzigno, migliorare le condizioni di salute dei cittadini e tutelare il patrimonio del Parco, tuttavia, nonostante i sindaci dei 18 Comuni abbiano svolto una serie di proficui incontri, non sappiamo ancora quale sia la posizione delle istituzioni rispetto al nostro progetto – dice Matrone – lanciamo, dunque, un appello proprio a tutti i primi cittadini coinvolti, ai quali chiediamo di chiedere presto il placet alla Provincia e i finanziamenti alla Regione per poter realizzare gli impianti necessari all’avvio del piano messo a punto seguendo i dettami della strategia “rifiuti zero” ideata da Paul Connett». In effetti, secondo le stime del direttore tecnico della Sapna Giovanni Perillo, intervenuto nel corso di una riunione con i sindaci al Comune di Terzigno tenutasi a marzo, il sito militarizzato avrebbe dovuto accogliere rifiuti almeno fino alla fine del 2011. Invece, per la delegazione della Rete dei comitati che ha visitato l’invaso appena due giorni fa si è trattato di «un evidente errore di calcolo» che ha improvvisamente ridotto di 6 mesi i tempi che sarebbero stati necessari per avviare il ciclo integrato. Prima che termini l’estate bisognerà, quindi, tracciare un iter vincente per indurre tutti i cittadini ad effettuare una raccolta differenziata con percentuali elevatissime, realizzare impianti intermedi di trattamento della spazzatura (due siti di compostaggio, piattaforme per olii esausti e filiere Conai per plastica, carta, alluminio), scegliere il metodo più innovativo per ridurre il secco indifferenziato all’8%, renderlo inerte e riutilizzarlo. Per quanto concerne i rifiuti speciali, alla Regione è in corso la redazione di una bozza contenente i parametri per selezionare, quantificare e smaltire correttamente i materiali che rappresentano i due terzi della spazzatura, da cui qui nascerà finalmente il piano regionale per i rifiuti speciali. I passi in avanti verso una gestione virtuosa dei rifiuti, dunque, ci sono e i cittadini scartano l’ipotesi che altre cave all’interno del Parco Vesuvio possano ospitare i rifiuti che potrebbero accumularsi lungo le strade alla fine dell’estate. Parte così l’sos rivolto ai sindaci, oltre che a Regione e Provincia, proprio a poche ore dalla riunione tenutasi a Napoli: «Fate presto. Il territorio vesuviano è alla vigilia di una catastrofe ambientale».

Mirella D’Ambrosio Boscoreale-Terzigno

il Mattino del 11/06/11

http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20110611&ediz=CIRC_SU2&npag=47&file=obj_4750.xml&type=STANDARD

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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