Cronistoria dei pini di Carditello e non solo

COMUNICATO AGENDA 21

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Cronistoria dei pini di Carditello e non solo

L’attenzione di Agenda 21 sui pini di Carditello è sempre stata alta ed è vecchia di alcuni anni. Nel 2012 chiedemmo al custode giudiziario Meinardi di potare i pini perché erano decenni che non si faceva ed anche perché costituivano un pericolo per le strade limitrofe ma anche per le riaperture di Carditello e per l’edificio situato all’ingresso est (lato San Tammaro) su cui si appoggiava pesantemente un pino. L’amministratore ci rispose che non aveva soldi e alla fine il consigliere del Consorzio di Bonifica Franco D’Amore riusci ad ottenere un lavoro di potatura straordinaria dei pini (aprile 2012).
All’indomani della pubblicazione del bando dei lavori di restauro Agenda 21 ha pubblicato sul proprio sito (vedi pagina FB del gruppo in data 18 maggio 2014) l’intero progetto di restauro promuovendo sullo stesso:
1. dibattito in assemblea del 23 maggio e del 6 giugno 2014;
2. incontro con la Soprintendenza di Caserta a metà giugno 2014;
3. partecipazione alla conferenza stampa a Carditello della Soprintendenza per la presentazione dei lavori;
4. dibattito in Carditello ad ottobre e novembre 2014 nell’ambito dei forum di ascolto.
Conclusioni:
a) il Forum Agenda 21 è stato il primo ed unico ad occuparsi del progetto di restauro e a far emergere subito alcune criticità progettuali;
b) abbiamo analizzato anche l’ipotesi di una richiesta di fermare i lavori per approfondimenti fino all’ipotesi di un ricorso per via giudiziaria non perseguito perché non condiviso da tutti (a causa di osservazioni tecniche e specifiche di agronomi relativamente alla pericolosità, alle patologie dei pini e alla natura dei terreni) e perché senza le necessarie risorse economiche per affrontare tale ipotesi;
c) Carditello è un bene comune e le decisioni generali e specifiche non possono essere lasciate nelle mani di pochi o di uno perché gli errori di valutazione sono possibili se non vi sono meccanismi di controllo e verifica diversi da quelli esecutivi; il controllore è anche il controllato;
d) questa situazione ci deve insegnare alcune cose fondamentali per evitare che altre cose anche più gravi possano accadere a Carditello nei prossimi mesi e anni e che traduciamo nelle seguenti proposte operative e che continuiamo a ripetere da anni.
Proposte:
1. riaprire immediatamente Carditello come prevede l’appalto dei lavori:
a) l’attuale progetto in esecuzione di restauro, consolidamento, valorizzazione e accoglienza della Reggia di Carditello recita nella relazione tecnica:
▪ “garantire nell’immediato una prima accessibilità dei luoghi, assicurando livelli di sicurezza minimi”;……“i visitatori che potranno al più presto cominciare a fruire delle diverse parti della struttura potranno percepire da subito che con l’intervento del Ministero si sta progressivamente recuperando la fruizione del complesso e delle sue diverse anime, anche nel rapporto dell’opera con il contesto territoriale.”……“Appare quindi necessario consentire le visite al Sito creando percorsi protetti, che permettano sia agli operatori che ad eventuali visitatori di accedere al complesso in condizioni di sicurezza”;
2. riprendere immediatamente il protocollo di intesa fra MIBACT e Agenda 21, tutt’ora in vigore, che prevede un forum permanente di confronto fra tutti i portatori di interesse singolo o associati;
3. tenere da subito Carditello “aperto per restauro”;
4. convocazione di un tavolo di confronto, concertazione e condivisione per l’intero progetto di restauro e per i futuri progetti di restauro e fruizione;

La migliore risposta è stata, è e rimarrà sempre la riapertura al pubblico, anche parziale e temporanea. 14 riaperture fra il 2012 e il 2013 con 15.000 presenza qualcosa lo hanno insegnato e fatto. Occorre continuare in quella direzione. Organizzazioni disposte a farlo gratuitamente ce ne sono e il risveglio appassionato del territorio degli ultimi giorni lo dimostra.
Agenda 21 sui pini di Carditello e sull’intera questione è stata sempre presente con proposte scritte e pubblicate a valle di più di 50 assemblee pubbliche negli ultimi 4 anni (senza contare i forum di ascolto tenuti a Carditello).
“La battaglia per la sopravvivenza di Carditello DEVE UNIRE E NON DIVIDERE”; il dialogo e l’unità di tutti i portatori di interesse non hanno alternative; il rischio è consegnare Carditello in mano a diversi poteri forti che non attendo altro che la divisione del territorio.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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