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DOSSIER COMPLETO SULLE ORME RETTILOIDI DEL VOLTURNO. QUELLO CHE È ACCADUTO SINO AD ORA.

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di Vincenzo Tufano

 

Con questo dossier inchiesta temporaneo non vogliamo assolutamente trarre conclusioni di nessun tipo, il nostro scopo è quello della ricerca, limitandoci solo a presentare i fatti, come si sono svolti. Ognuno può trarre poi le proprie conclusioni.

Un particolare ringraziamento a tutti i testimoni e al Gruppo ricerche C.I.S.P di Benevento, ( Centro Indagini Studi sul Paranormale), attivo in alcuni occasioni sul campo, dove si sono svolti i fatti.

Inizio Gennaio 2019: Una coppia di fidanzati, durante una passeggiata lungo il Fiume Volturno in zona Limatola, percepiscono dietro ad alcuni cespugli un agghiacciante rumore seguito da un respiro affannoso, appartenente a un qualcosa di grosso e di dimensioni non comuni. Terrorizzati e quasi in lacrime scappano velocemente.

 

5 Febbraio: In seguito a una segnalazione da parte di un pescatore vengo informato della presenza di strane orme tre ungulate di circa 78 cm alcune, e di 55 cm altre (e la traccia più piccola di una ”mano” a tre artigli di 35 cm), apparse in serie in un appezzamento di terreno ad Alvignanello, a circa 50 metri dal fiume Volturno e che procedevano verso il suddetto corso d’acqua con un’andatura simile a quella di un bipede, ma distanziate di circa 1.80 cm l’una dall’altra, denotando il grande passo. Dopo aver constatato il fenomeno fu possibile recuperarne dei calchi che studiati da un esperto Zoologo di Napoli non riuscì ad ascriverli a una specie nota, catalogandoli AL GRUPPO ”CHIMERA”.( Referto completo nel mio archivio).

 

6 Febbraio:Durante una passeggiata nei boschi di Alvignanello due donne percepiscono un qualcosa di enorme spostarsi tra gli alberi, il tutto seguito da passi pesanti e orme tre unghiate.

 

7 Febbraio:Agata Cusano, durante il tragitto che sta compiendo a piedi ad Alvignanello, si imbatte a circa 100 metri dal fiume Volturno  in un respiro affannoso e passi pesanti, prodotti da una figura verosimilmente enorme che si sposta furtiva tra la vegetazione. Alcuni giorni dopo, recandoci sul posto, constatiamo la presenza di almeno due orme tre ungulate, di dimensioni ragguardevoli, di circa 52 cm, e la restante sterpaglia vistosamente pressata.

 

8 Febbraio:Un giovane ragazzo, Gianmario, durante una passeggiata vicino al fiume direzione Castel Campagnano, si imbatte nei resti di un cane, e a circa 5 metri nota a terra la sagoma di un’orma a tre artigli.

 

16 Febbraio: Carlo, durante un’ attività di pesca nel territorio di Alvignanello intorno alle 16:00, avvista una creatura alta circa 4 metri uscire dall’acqua barcollando, cercando di dirigersi verso il greto sabbioso. La  pelle era  verde e a scaglie, gambe lunghe e arcuate, occhi grandi come i caimani, fenditure verticali e muso allungato.  La creatura, inizialmente sembrava  disorientata, poi cominciò ad osservarlo, e anche Carlo rimase immobile, ma  dopo circa 20 secondi  l’uomo ritira l’attrezzatura e si allontana.

25 Febbraio: Intorno alle ore 22:30 una signora di Alvignanello mi riferisce di aver udito dei singolari lamenti alternati a urla criptate provenire dalle colline di Alvignanello, vicino al  canale collinare. La donna percepisce poi un misterioso gemito, scorgendo in lontananza una sagoma scura simile a quella di un uomo, ma alta oltre i 2,50 cm. Nel luogo saranno ritrovate poi le gigantesche orme.

 

27 Febbraio:Un’altra testimone dichiara di aver udito gli stessi lamenti e di aver osservato i cani nervosi e agitati.

 

28 Febbraio/1 Marzo:Durante l’indagine io e un mio collaboratore Mario Cusano ci imbattiamo in una serie impressionante di 25/30 orme tre ungulate, alcune gigantesche, a circa 50 metri dal canale collinare di Alvignanello  che decorre verso il Fiume Volturno, e alcune molto vicine allo stesso. Nei giorni successivi altri due testimoni di Alvignanello rinvengono le stesse orme.

 

8 Marzo:Alcuni elicotteri vengono avvistati e fotografati a bassa quota lungo la dorsale collinare e il fiume, ad Alvignanello, intorno alle ore 20.00.

 

10 Marzo:Durante un’ indagine sulle colline di Alvignanello, registriamo con videocamera fissa un respiro affannoso provenire dal canale.

 

11 Marzo: Leo, un ragazzo di Amorosi, si imbatte nel teschio di una capra, lungo le rive del Volturno, in zona Castel Campagnano.

 

15 Marzo:Il sottoscritto insieme a un mio collaboratore, durante un’indagine lungo il Fiume, tra Amorosi e Alvignanello, riscontriamo a terra la presenza di una strana sostanza simil/squamata ”scagliforme”, ma completamente bruciata. Dopo averla recuperata ci fu solo il tempo di scattare alcune foto alla stessa che la strana poltiglia cominciò a disgregarsi.

 

 

20 Marzo: Durante un camping alcuni ragazzi avvertono dei tonfi misteriosi provenire dal centro del Fiume, che a loro dire non risultavano essere né quelli di un pesce, né quelli di un roditore. Alcuni giorni dopo un signore di Sant’Agata De’ Goti riportò di aver visto, nello stesso luogo, una sagoma scura immergersi in acqua, creando un semi riverbero tra le onde.

 

1-2 Aprile:Apparizioni di altre orme tre ungulate e unghiate possenti sul greto sabbioso, tra Amorosi e Castel Campagnano. Io e un mio collaboratore ci ritroviamo di fronte a un tonfo sordo provenire dal centro del fiume.

 

 

10 Aprile: Intorno alle ore 6:30 Mario Cusano, durante una passeggiata mattutina lungo il greto del fiume tra Amorosi e Alvignanello, si imbatte in un’ orma tre ungulata di 55 cm, seguita da tracce di artigli penetranti in profondità nella sabbia, a circa 200 metri dal luogo dove Carlo vide la creatura squamata.

 

11 Aprile: Intorno alle ore 1:30 un uomo di San Domenico dichiara di aver udito dei lamenti sofferenti provenire da un boschetto, non molto distante dal fiume. Avvisato dai figli il giorno dopo mi reco con dei miei collaboratori vicino al greto del Volturno e ci imbattiamo nelle solite orme di 50/60 cm. Sempre a San Domenico una donna, durante le attività di lavoro nei campi, scorge a terra la silhouette di un’ orma gigante a tre artigli.

 

13 Aprile: Durante un’altra indagine in zona San Domenico, rinveniamo a pochi metri dal greto sabbioso le solite orme tre ungulate e a circa 20 metri, i resti di tre teschi di suino.

 

 

 

28 Aprile: Il gruppo C.I.S.P, Centro Indagini Studi sul Paranormale, durante un’indagine lungo il fiume Volturno, zona San Domenico, lato Ruviano, percepiscono dei lamenti provenire dal fiume, poi notano a terra una serie di orme. Puntando il K2 in direzione di una delle orme, lo strumento cominciò a intensificare la sua attività, rilevando la presenza di campi elettromagnetici all’interno della traccia artigliata. Allontanando poi lo strumento dalla medesima, questo cessava il suo picco massimo, ritornando in ”modalità riposo”.

 

 7 Maggio: Durante un’indagine lungo il greto sabbioso del fiume Volturno tra Amorosi e Alvignanello, io e un mio collaboratore ci siamo imbattuti in altri  residui di una sostanza squamosa chiaro/scura, sembravano i pezzi di un  qualche rettile. Esclusa l’ipotesi della classica muta essendo molto compatta e che non presentava il minino accenno di decomposizione in atto, presentiamo  il campione a due veterinari specialisti i quali identificarono, (vista la colorazione singolare) la prima componente come squame appartenenti a un qualcosa di esotico, mentre il secondo composto, analizzato con attenzione certosina, presentava delle striature a rete bianche simili a dei polimeri e fibre sintetiche con sovrastrutture che simulavano  scaglie e protuberanze verdastre. Questa fu classificata come ”artificiale e non meglio identificabile”.

 

8 Maggio: Altre orme vengono ritrovate a pochi metri dal fiume, sul greto sabbioso, tra Alvignanello e Amorosi.

 

 

9 Maggio; tra Alvignanello e Ruviano, in un punto del greto del fiume ricco di pietre, ritroviamo la testa di una pecora priva del corpo, però ancora intatta con tessuti molli e pelle, emanante una strana puzza di zolfo e acido. Al di sotto della testa, in un punto del collo appena visibile, vi erano delle ferite, come se l’animale fosse stato sottoposto a una violenza rapita e istantanea.

 

 

 

19 maggio: Un ragazzo di Alvignanello, intorno alle ore 23:30, registra con il suo cellulare dei lamenti ”metallici” provenire dal fiume Volturno.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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1 Response

  1. FELICIA TIPERCIUC scrive:

    INTERESSANTISSIMO! GRAZIE , SIG. VINCENZO TUFANO PER QUESTI PREZIOSI INFORMAZIONI. SECONDO ME, QUELI SONO DEI RETTILIANI SPUNTATI DAL SOTTOSUOLO. QUALCUNO O QUALCOSA LI DA LA CACCIA. QUALCUNO CHE ADDOPERA DEI ARMI CHE STANNO DISINTEGRANDO QUELLE CREATURE PER FORTUNA CHE SI ACCONTENTANO A CACCIARE SOLTANTO DELLE PECORE, CAPRE, CANI E MAIALI. COMUNQUE, SIATE MOLTO PRUDENTI. CHE LA FORZA SIA CON VOI !

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