GRAZZANISE: IL COMMISSARIO ALDI ONORA LA FESTA DELLA REPUBBLICA

GRAZZANISE 2 GIUGNO 2020 Manifesto rievocativo Festa della Repubblica

Il manifesto rievocativo del 74° Anniversario su tutte le bacheche del paese

GRAZZANISE: IL COMMISSARIO ALDI ONORA LA FESTA DELLA REPUBBLICA

                              Ora si attende l’exploit della gestione municipale dei due funzionari prefettizi

 

GRAZZANISE (Raffaele Raimondo) – L’atteso segnale istituzionale è arrivato: si tratta del manifesto inneggiante al 74° Anniversario della Repubblica Italiana che – recante lo stemma municipale delle Tre Grazie nonché la firma autorevole del commissario prefettizio, dott. Aldo Aldi – campeggia, arricchito dalle spettacolari Frecce Tricolori, su tutte le bacheche del paese. Per questo 2 giugno 2020 oggettivamente non si poteva fare di più. La Festa del Repubblica, quest’anno, è condizionata dal Covid 19: nessuna manifestazione pubblica, nessun raduno di gente, nessuna iniziativa che non osservi il vincolo del cautelativo “distanziamento”.GRAZZANISE La vuota aula consiliare

A differenza del 25 Aprile, allorché il segnale mancò, quest’oggi riferiamo con rinnovato orgoglio che anche a Grazzanise l’Evento nazionale ha la sua legittima risonanza. Ed è un bene enorme per ricordare a tutti (anche ai più tenaci scettici) che lo Stato c’è, alla fin fine lo Stato vince e lo fa mediante i suoi vertici in sede locale: già, perché accanto al dott. Aldi lavora, con impegno e garbo, la sub commissaria dott.ssa Carmela Lucchese. Frattanto, la comunità cittadina osserva, apprezza o si lagna a seconda dei fatti e dei fenomeni in atto; comunque attende l’exploit della gestione amministrativa affidata ai due funzionari nominati da S.E. il prefetto Raffaele Ruberto (che parlò significativamente a Grazzanise il 13 dicembre 2019). Difatti, dovrebbero essere ormai maturi i tempi che hanno avuto inizio nel luglio 2019 quando – a seguito dello spappolamento della maggioranza unionista guidata dal sindaco dott. Vito Gravante – il Palazzo casertano del Governo si vide costretto a commissariare il Comune che già troppe volte, nella sua storia, ha conosciuto questa ferita della democrazia rappresentativa. Maturi i tempi, in quanto ci son voluti mesi e mesi per sbloccare indirizzi e progetti che le recenti e passate Amministrazioni comunali pure avevano elaborato. Il commissario Aldi, pur non avendo voluto finora por mano a questioni strutturali come la pianta organica (sconquassata agli apici e alla base) e il Puc, a tali ed altri nuovi progetti s’è dedicato con doveroso fervore e adesso sarebbe il primo, insieme con la cittadinanza intera, a vederne gl’incoraggianti frutti. GRAZZANISE Il Volturno al 20 agosto 2017 (1)Alcuni interventi, minori ma non trascurabili (riattivazione funzionale delle pompe di sollevamento del vetusto e sbagliato sistema fognario, installazione di videocamere per la sorveglianza…), sono stati già realizzati, ma il grosso della cantierizzazione è alle porte, per vedere finalmente sorgere un’area-mercato, la villa comunale, altre nuove strutture e servizi aspettati da decenni (basti pensare alla pessima viabilità provinciale condizionata da un contenzioso Comune-Provincia durato assai, a necessarie navette di collegamento fra la frazione Brezza e il capoluogo urbano e fra Grazzanise e Villa Literno – onde agevolare il pendolarismo su ferrovia per una realtà, qual è questa grazzanisana, tagliata fuori da tutte le arterie d’asfalto moltiplicatesi ovunque negli ultimi decenni –, alla riutilizzazione di terreni e fabbricati confiscati alla malavita organizzata, oltre che ad investimenti che potrebbero concorrere a recuperare i ritardi economici, sociali e culturali che purtroppo si sono sedimentati per incuria o incapacità degli amministratori succedutisi negli ultimi 30 anni (bussano fortemente, ad esempio più che palpabile, l’eliminazione delle cause che determinano il diffuso inquinamento ambientale, la non potabilità dell’acqua di rete (tant’è vero in ogni abitazione, pur dotata di cisterna, si beve il prezioso liquido prelevato altrove o comprato in bottiglie), l’inagibilità di palestre scolastiche ed impianti sportivi, il rifacimento delle pubblica illuminazione al centro del paese, il potenziamento indispensabile e la cura del verde pubblico…).

Viaggia su queste gambe la Festa della Repubblica 2020, come emblematico momento per un’inversione di tendenza non più rinviabile, e (perché no?) al fine di una revisione strategica sui grandi vettori che potrebbero costituire il triplice volano dello sviluppo sostenibile qui mai pianificato, che comprenda fra l’altro l’individuazione praticabile di un’area industriale e la razionalizzazione-potenziamento delle politiche sociali, ma che non può non partire da macroiniziative fertili sulle tre principali risorse del tenimento: recupero e valorizzazione del fiume Volturno (come andiamo ripetendo ad decenni), dell’agricoltura e degli allevamenti bufalini (alla radice della produzione della rinomata mozzarella grazzanisana) e dell’aeroporto militare (dove operano il 9° Stormo “Baracca” attualmente al comando del col. pil. Nicola Lucivèro e il 2° Signal Battalion della Nato: efficientissimi Reparti militari coi quali sottoscrivere importanti e stabili intese a loro stesso vantaggio e del territorio). Ecco le piste disertando le quali alcuna crescita economica è da porre in prospettiva e pare ovvio che una mole così variegata di job istituzionale andrebbe affrontata, da subito e su tempi lunghi, dalle autorità ora in carica col concorso di partiti, forze politiche a profilo civico, movimenti, associazioni, scuole, parrocchie e, in buona sostanza, con la vigile e responsabile attenzione di tutta la popolazione. Sono chiamati a pensare, confrontarsi ed agire specialmente gli aspiranti prossimi amministratori comunali sinora discontinui ed altalenanti, inclini a rastrellar consensi con metodi vetusti e forse alleanze spurie, piuttosto orientati oltretutto a tirar fuori le teste dai cilindri quando saranno noti gli appuntamenti con le urne. Chi è deputato alla gestione del “bene comune” o chi medita il proprio tuffo nell’agone elettorale non può che lavorare, fin da ora, instancabilmente, 365 giorni all’anno, alla luce del sole, magari sacrificando il meglio del suo tempo e delle sue energie e competenze. Ogni rallentamento nel tempo ed ogni astuzia di interesse-sopravvivenza politica personale dovrebbero essere sonoramente stigmatizzati, senza pietà, dal popolo e bocciati dai votanti alle comunali che, prima o poi, verranno.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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