III DOMENICA DI QUARESIMA(C) COMMENTO DI DON FRANCO GALEONE

Quaresima

Domenica 28 Febbraio 2016
28 febbraio: III Domenica di Quaresima (C)
Dio non ci salva senza il nostro consenso!
“Commento di don Franco Galeone”
(francescogaleone@libero.it)

Sui giornali leggiamo ogni giorno notizie di omicidi, incidenti, catastrofi. Nel Vangelo di oggi, Cristo accenna a due disgrazie che avevano in quel tempo provocato notevole scalpore. Interessante questo Cristo che, per così dire, legge e commenta il giornale. Il suo intervento è molto diverso da quello di certi predicatori, felici di poter sfruttare le tragedie per tuonare dal pulpito contro i peccatori. I responsabili, ci sono, e non vanno cercati troppo lontano: siamo noi, io, tu, tutti. Il Vangelo non è fatto per spaventarci. Quante volte, davanti a fatti tragici, come interi paesi cancellati da calamità naturali, o 26 bambini schiacciati sotto il crollo di una scuola, o stragi assurde consumate sulle strade e in famiglia … ci siamo chiesti: Perché proprio a loro? E siamo stati presi da sgomento. Ma anche il nostro, come quello dei galilei, è un falso interrogativo, come è falsa la nostra paura della morte. Aggrappati alla vita come naufraghi nella tempesta, la morte ci appare come un avvenimento assurdo e tragico. Finché non guarderemo alla morte e alla vita con occhi nuovi, moriremo tutti così, assurdamente, come quei 18 sotto la torre di Siloe. Infatti è qui, da adesso e subito, che dobbiamo e possiamo sconfiggere la morte; è da oggi che può iniziare la nostra vita eterna. Questa è la buona notizia: dare frutti finché siamo piantati nel terreno della vita, altrimenti che differenza c’è tra la vita e la morte, tra un fico sterile e un fico tagliato? Se non ci convertiamo, la morte ce la portiamo sempre dentro, anche durante quella che noi chiamiamo vita; la morte non ci potrà rapinare di nulla, se della nostra vita abbiamo fatto un dono a Dio e un servizio ai fratelli.

* Cristo va al di là delle considerazioni facili sul destino, sulla punizione giusta o ingiusta, sulla fatalità cieca e così via. Egli punta sul messaggio personale: dalla storia si deve imparare una lezione di conversione. Gesù non vuole cullarci nel bozzolo caldo di una religiosità sentimentale, ma ci apre gli occhi davanti alla serietà della vita e alle esigenze della fede. Non c’è spazio per il fatalismo, lo schematismo, il sentimentalismo, il legalismo. Convertirisi: ecco la parola decisiva! Il cammino della conversione, a volte, può portare a scelte strazianti. Da alcune situazioni è impossibile tornare indietro: scelte come quella del divorzio, della famiglia allargata con figli, di una maternità non voluta, di una forte ingiustizia subìta… E’ un cammino lungo, che strazia la carne, che esige rispetto, perché certe situazioni non sempre dipendono dalle persone, e possono verificarsi per ognuno di noi. Cristo non ha permesso di tagliare una pianta a prima vista improduttiva. Un germe di vita nuova è sempre possibile!

* Leggendo la cronaca nera, gli apostoli vedono nel massacro dei galilei e nello schiacciamento di 18 disgraziati un castigo di Dio. Una superstizione feroce, non ancora spenta, ha sempre suggerito agli uomini che Dio ricompensa i giusti e punisce i cattivi fin da quaggiù. E’ il caso di dire che una sventura non arriva mai sola e che spesso piove sul bagnato. Forse perché, come dice un proverbio inglese, se la pioggia del Signore cade ugualmente sui buoni e sui cattivi, bagna di più il buono, perché il cattivo gli ha rubato l’ombrello. Già prima gli apostoli, con crudeltà infantile, avevano chiesto a Cristo, vedendo quell’uomo cieco: Chi ha peccato: questo cieco o i suoi genitori? E Cristo formula questa risposta liberatrice: Né lui né i suoi genitori, ma questo avviene perché siano manifestate le opere di Dio. Come dire che il male è un mistero, cioè una verità superiore. Il pagano sacralizza il male considerandolo come un effetto della volontà divina. Per il cristiano, invece, sacra è la misericordia. Dio non manda la malattia, suscita il medico; Dio non scatena la guerra, ispira pensieri di pace; Dio non manda la morte, promette la vita eterna. Cristo ci insegna così a smettere di perseguitare i sofferenti, di innalzare tribunali, di bruciare gli eretici. Finisca per sempre ogni caccia alle streghe! Sia un ricordo inglorioso del passato il Malleus maleficarum! Non dobbiamo gloriarci della nostra salute, come se fosse un segno di elezione divina, ma anche non dobbiamo avvilirci credendoci puniti, mentre siamo solo sventurati. E’ questa mentalità orgogliosa, ipocrita, che Cristo vuole sradicare, dalla radice. Di fronte al male, all’ingiustizia, all’odio, un cristiano non può dire: Io non c’entro in tutto questo. Il fariseo si ritiene un privilegiato, un separato; considera gli altri come esclusi. In verità, è lui ad essere tagliato fuori. Può sperare di venire integrato, solo se accetterà di mettersi a servizio dei fratelli, che non vanno giudicati, ma serviti. Il mondo non ha bisogno di giudici, meno ancora di giustizieri, ma di fratelli ed amici.

סדר סעודת האדון
רומא מנהג לפי
Eucaristia del Signore – Rito romano
Lingua originale di Gesù di Nazaret.
Un tempo di forte spiritualità
per riflettere sul profeta Isaia
אִמְרוּ֙ לְנִמְהֲרֵי־לֵ֔ב חִזְק֖וּ אַל־תִּירָ֑אוּ הִנֵּ֤ה אֱלֹֽהֵיכֶם֙ ה֥וּא יָב֖וֹא וְיֹשַׁעֲכֶֽם ׃
Dite agli smarriti di cuore: Coraggio! Non temete!
Ecco il vostro Dio! Egli viene e vi salverà (Is 35,4).
Ogni ultimo sabato del mese, ore 17.00, presso la
Parrocchia “Gesù Buon Pastore” (Sala G. Moscati) – Caserta –
Prossimo incontro: sabato 30 aprile c.a..
Per contatti: francescogaleone@libero.it

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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