NOMMO, IL MISTERO DELLA STIRPE PADRONA CHE AVREBBE DONATO LA CONOSCENZA ALLA SPECIE UMANA.

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Di Vincenzo Tufano

In un antico passato sarebbe esistita una stirpe di creature anfibie che avrebbe pesantemente interferito con alcune civiltà umane, donando loro meravigliose conoscenze astro-cosmogoniche. Ma in cambio di questa ”nobile concessione” vi era un debito da pagare:  i   continui sacrifici umani.

Secondo gli  antichi racconti dei Dogon, il loro popolo avrebbe ottenuto, in un lontanissimo passato, delle conoscenze astronomiche e scientifiche di portata esponenzialmente rivoluzionaria e planetaria proveniente da lontani lidi cosmici. Tale sapere comprendeva  la posizione precisa  e la genesi di nuovi  astri e pianeti, la loro localizzazione nel cosmo, la struttura dell’  Universo e il moto dei pianeti.

Stiamo parlando in particolare del mistero di Sirio. Si, perché i Dogon, seguendo  gli insegnamenti minuziosi dei loro antenati, erano a conoscenza dell’ esistenza di Sirio A e Sirio B, già molto tempo prima della loro ufficiale scoperta avvenuta solo nel 1844 grazie all’astronomo Alvan Graham Clark con l’ausilio di Telescopi.  Avevano piena  consapevolezza della forma a spirale della  Via Lattea. Inoltre sarebbero stati resi edotti anche su alcune nozioni di Medicina.

Stando ai racconti un contingente di  creature misteriose, chiamate Nommo,  sarebbero giunte sulla Terra dal quadrante galattico della Stella Sirio, migliaia o milioni di anni fa,  qualificandosi come Extraterrestri ai popoli primitivi. (Sarebbe da notare però che questi esseri erano quasi sempre rappresentati nell’atto di uscire dall’acqua e mai nelle vesti di viaggiatori spaziali).

Furono i due antropologi Marcel Griaule e Germane Dieterlen a constatare tale mito,  recandosi nel 1946  nei territori dei Dogon e apprendendone tutto il loro maestoso Corpus Sapienziale da uno Sciamano del posto, un certo Ugo Temmeli. Secondo le informazioni che il  Santone riferì ai due esploratori, Sirio, la stella luminosissima  situata nella costellazione del Cane Maggiore, non era sola ma era parte di un complesso misto e doppio, confinante con un secondo Astro, denominato poi Sirio B.

Lo Sciamano poi rivelò agli ospiti quello che era il segreto più nascosto di Sirio B, ossia  la presenza nell’astro di un metallo particolare chiamato Sagala, sconosciuto sulla Terra. Le due stelle, sia Sirio A che Sirio B avrebbero poi inficiato sulla formazione di una terza gemella, Sirio C, anche se in questo caso la comunità scientifica, per ora, è ancora dubbiosa su questo  dettaglio.

Resta il fatto che tutte le conoscenze, o comunque buona parte di queste circoscritte alla sfera astronomica che i due Antropologi appresero, si rivelarono veritiere grazie agli studi e le ricerche scientifiche. Come può un popolo primitivo essere una vera ”banca dati” di  informazioni così rivoluzionarie? Da chi le appresero i Dogon?

                                Il lato oscuro dei Nommo

 

Ma in tutte queste storie penetranti nel mito, si nasconde un lato oscuro e occulto, infarcito di rituali  e pratiche nefaste con tinte blasfeme, che spesso la tradizione ha volutamente ignorato e declassato. I Nommo, oltre a essere dei presunti benefattori extramondo che catechizzavano gli astanti  con interessi filantropici, esigevano dei doni…dei regali. Stiamo parlando di sacrifici umani. E si, perché, sempre secondo ciò che ci è stato tramandato, questi presunti Dei avrebbero avuto degli istinti subdoli alquanto  predatori e assassini, che comportavano un’esigenza quasi maniacale di predazione umana a caratteristiche ematofaghe. La loro lingua biforcuta, simile a quella dei rettili,  era in grado di penetrare le carni umane e animali, risucchiando il sangue e gli organi interni della vittima. Questo dettaglio di cui sopra rassomiglia molto ai moderni casi di attacchi anomali agli animali, in seguito ad avvistamenti di strane creature.

Ci troviamo quindi davvero al cospetto di una civiltà extraterrestre, oppure ciò era solo quello che volevano far credere ai popoli primitivi, fregiandosi abusivamente di tale appellativo? Chi erano veramente i Nommo?

Ogni 60 anni, i Dogon celebrano un rituale chiamato Sigui, durante il quale si onorano questi Dei e le loro ”prestazioni”, compiacendosi e prostrandosi ai loro diktat.  Se vogliamo essere ancora più precisi, la descrizione di questi esseri, portatori e colonizzatori galattici, ha delle similitudini con altri racconti, che narrano le stesse situazioni e le stesse pratiche.  I Chitauri, le Divinità africane, avevano sembianze rettili ed erano considerati dei Dittatori.  Costoro avevano il compito di indottrinare la razza umana, esercitando un controllo totale, seppur discreto, sui ”loro figli”. Queste creature erano divise in Caste reali, dominate da una sete di potere che trascendeva ogni immaginazione.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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