Santa Messa Domenica 7 Ottobre 2012

LA PAROLA DI OGGI
7 ottobre 2012
Domenica
B.V. Maria del Rosario
XXVII tempo ordinario – (B) – III

PREGHIERA DEL MATTINO
Padre, fa’ che riceviamo il Cristo, tuo Figlio, in questo nuovo giorno, come luce della nostra vita, e che con la forza dello Spirito Santo possiamo applicare i suoi insegnamenti nella nostra vita. Ti chiediamo che coloro che tu hai unito in matrimonio rendano testimonianza dell’amore con il quale hai creato l’uomo e aumentino la loro gioia di sentirsi essi pure creatori offrendo ai loro figli il messaggio di tuo Figlio, Gesù Cristo. Concedici, Padre, l’armonia che scaturisce dal tuo essere e che tu hai voluto fin dal principio per tutta l’umanità. Fa’ che avanziamo in unione con te, in Cristo e con lo Spirito Santo.

ANTIFONA D’INGRESSO
Tutte le cose sono in tuo potere, Signore, e nessuno può resistere al tuo volere. Tu hai fatto tutte le cose, il cielo e la terra e tutte le meraviglie che vi sono racchiuse; tu sei il Signore di tutto l’universo. (Est 4,17b)

COLLETTA
Dio, che hai creato l’uomo e la donna, perché i due siano una vita sola, principio dell’armonia libera e necessaria che si realizza nell’amore; per opera del tuo Spirito riporta i figli di Adamo alla santità delle prime origini, e dona loro un cuore fedele, perché nessun potere umano osi dividere ciò che tu stesso hai unito. Per il nostro Signore Gesù Cristo….

PRIMA LETTURA (Gen 2,18-24)
I due saranno un’unica carne.
Dal libro della Genesi
Il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda».
Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse.
Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: «Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta».
Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 127)
R. Ci benedica il Signore tutti i giorni della nostra vita.
Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene. R.
La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa. R.
Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion. R.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!
Possa tu vedere i figli dei tuoi figli!
Pace su Israele! R.

SECONDA LETTURA (Eb 2,9-11)
Colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine.
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti.
Conveniva infatti che Dio – per il quale e mediante il quale esistono tutte le cose, lui che conduce molti figli alla gloria – rendesse perfetto per mezzo delle sofferenze il capo che guida alla salvezza.
Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. 1Gv 4,12)
R. Alleluia, alleluia.
Se ci amiamo gli uni gli altri,
Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi.
R. Alleluia.

VANGELO (Mc 10,2-16)
L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto.
+ Dal Vangelo secondo Marco
[In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».]
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.
Parola del Signore.

OMELIA
Nel contesto della manifestazione del Figlio dell’uomo e dopo il secondo annuncio della passione, Marco espone – come complemento catechetico – l’insegnamento sulla indissolubilità del matrimonio, e i comportamenti richiesti per fare parte del regno di Dio.
Gesù cambia scena (Mc 10,1): va in Giudea. Espone con autorità messianica – non a un gruppo ma al popolo – l’indissolubilità del matrimonio come un principio universale. San Marco non entra nelle discussioni dei rabbini sulla legislazione del divorzio. Coglie con fedeltà le parole di Gesù, senza tener conto della clausola eccezionale trasmessa da (Mt 19,9). Marco, rivolgendosi a comunità di gentili, e andando al di là del mondo giudaico, ricorre alla Genesi (Gen 1,27 e 2,24): nell’unione indissolubile del matrimonio brillano, folgoranti, l’immagine e la somiglianza poste da Dio nell’uomo e nella donna. Gesù spiega e chiarisce la volontà del Creatore.
L’atteggiamento di Gesù con i bambini fa trasparire la fiducia con la quale bisogna ricevere Dio come Padre (Abbà), la protezione e la sicurezza della paternità divina. Alcune tradizioni patristiche hanno scoperto nell’atteggiamento di Gesù con i bambini un’allusione implicita al battesimo dei bambini.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, il sacrificio che tu stesso ci hai comandato d’offrirti e, mentre esercitiamo il nostro ufficio sacerdotale, compi in noi la tua opera di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino non vi entrerà”, dice il Signore. (Mc 10,15)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La comunione a questo sacramento sazi la nostra fame e sete di te, o Padre, e ci trasformi nel Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

MEDITAZIONE
Gesù, senza essere schiavo del diritto romano o ebraico, rivela l’indissolubilità del matrimonio, già indicata, ma non seguita chiaramente nella Genesi (Gen 2,23-24): “I due saranno una sola carne”. Nella sua controversia con i farisei, Gesù si riferisce al senso autentico del testo della Genesi, e riunisce per mezzo della sua rivelazione l’Antico e il Nuovo Testamento. La sua dottrina sarà ripresa da san Paolo, nella sua Lettera agli Efesini in particolare (Ef 5,22-23) nella quale dichiara il valore religioso dell’unione del matrimonio, come immagine dell’unione di Cristo con la Chiesa, dell’unione di Dio con l’uomo (incarnazione). È il simbolo del “sacramentum magnum” (sant’Agostino). All’epoca patristica il matrimonio veniva difeso di fronte agli encratisti, agli gnostici, ai marcionisti, ai montanisti, ai manichei, ai falsi spiritualismi… per affermare il progetto della creazione del Dio Trino che si manifesta nella storia e nell’umanità, il cui destino è quello di rappresentare la realtà divina. Ed è per questo che l’indissociabile unione della fede e dell’amore (fides-caritas) deve essere compresa per mezzo dell’unione indissolubile; e questa deve essere aperta alla preghiera, fonte di “concordia, comprensione e armonia” (Origene). È la fede cristiana del matrimonio.
La tradizione patristica testimonia che tra i cristiani l’unione si effettuava in accordo con la legge stabilita da Dio e espressa in diversi modi (Teodoro di Mopsuestia); la donna si unisce all’uomo e questi a lei (san Giovanni Crisostomo). Accettare la nuova legge implica una sorta di infanzia: un cuore aperto all’aiuto di Dio Creatore che ci accompagna, con suo Figlio e lo Spirito Santo, lungo la storia.
EUGENIO ROMERO POSE

 

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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