TERRA DI LAVORO. RIPARTIRE CON LA CULTURA , A CURA DI PASQUALE IORIO. ED. MELAGRANA, GENNAIO 2017

Libro

  • Terra di Lavoro. Ripartire con la cultura , a cura di Pasquale Iorio. Ed. Melagrana, Gennaio 2017

Il volume edito da Melagrana vuole rappresentare lo sforzo ed il lavoro quotidiano che le migliori risorse ed energie di Terra di Lavoro portano avanti per fare emergere un Sud che non solo vuole resistere, ma che intende riscattarsi “Per ripartire con la cultura” (come sottolinea il titolo). Si tratta di un’opera collettiva, che raccoglie racconti e testimonianze di buone pratiche in una terra che ancora oggi viene letta come il regno di Gomorra, o peggio come un inferno dei fuochi e dei veleni. Di fronte a questi luoghi comuni, negli ultimi anni sono scesi in campo tanti protagonisti del mondo del sapere e del terzo settore con incontri, iniziative ed eventi di varia natura – a partire dalla rete delle Piazze del Sapere – che nelle varie realtà hanno animato tanti luoghi di produzione e spazi di diffusione della conoscenza e della cultura, come fattore di coesione sociale e di apprendimento permanente.

Il volume può essere letto come un vero e proprio Manifesto, un Forum sulla cultura e sul sapere in Terra Laboris. Oltre alla presentazione del curatore ed alla introduzione della prof.sa Nadia Barrella, pubblica più di 40 saggi e contributi che narrano tante buone pratiche vissute sul nostro territorio, dalle varie comunità tra tradizione e innovazione. Gli scritti sono raccolti in 4 capitoli tematici: a) I luoghi del sapere; b) I luoghi della memoria; c) Beni comuni e beni culturali; d) Sviluppo locale, ambiente, paesaggio e territorio. L’opera si conclude con una Appendice sui siti storici (Patrimonio dell’Unesco), con una ricca bibliografia su Terra di Lavoro ed una scheda informativa sul polo museale diffuso. Gli autori dei vari saggi sono espressione di vari mondi e competenze: da quelle del mondo del sapere e dell’università a quelle delle forze sociali e produttive; dagli operatori culturali a vari livelli a quelli del terzo settore e del volontariato. Si può dire che nel volume si sono espresse le forze e le risorse migliori, più vitali e creative del nostro territorio.

Va detto anche che molto spesso le associazioni hanno coperto un vuoto lasciato dalla politica e dalle istituzioni locali, che prestano poca cura ed attenzione ai beni comuni e culturali, storici, artistici – al vero patrimonio di Terra di Lavoro (per usare un’espressione cara a Giuliano Volpe). Sono tanti i casi di tesori in stato di degrado o di abbandono, di monumenti, musei, biblioteche di grande prestigio, che vengono salvati e resi fruibili grazie all’opera di cittadinanza democratica, di gestione partecipata e condivisa (sussidiarietà), di partecipazione consapevole.

Le piazze del Sapere

Dopo 5 anni  di attività abbiamo sentito il bisogno di fare un primo bilancio sulle attività messe in campo dalla rete delle Piazze del Sapere a partire dalla nascita nel mese di ottobre 2010 fino ad oggi. Da un primo esame viene fuori una mole di iniziative veramente sorprendente per quantità e qualità. Infatti, se calcoliamo solo gli eventi realizzati nella città di Caserta fino al mese di dicembre 2015 ne contiamo oltre 600: non solo per presentazione di libri ma anche di progetti e percorsi educativi di un certo spessore, come quelli legati a “Letture di gusto” e quelli del ciclo di seminari EDA sui grandi maestri dell’apprendimento permanente.

Come ha sottolineato in un incontro ne La Feltrinelli la dirigente scolastica e poetessa Stella Eisenberg, intorno all’attività delle piazze del sapere si è manifestata negli ultimi anni una “vera e propria epifania della cultura”, di cui sono stati partecipi e protagonisti diverse personalità del mondo dei saperi, dell’università e del lavoro, della letteratura e della poesia, del teatro e del cinema, del giornalismo e del terzo settore, alcuni di livello mondiale. Analizzando questi dati si può ben dire che l’obiettivo principale è stato praticato con coerenza e tenacia: diffondere e promuovere la cultura come fattore di coesione sociale, di cittadinanza attiva e consapevole. Si può considerare un risultato davvero sorprendente e stimolante. Non credo che nella nostra regione – ma anche in altre realtà del Mezzogiorno – vi sia qualcosa di paragonabile, sia per la mole di attività, ma anche per la loro continuità nel tempo, la rilevanza dei contenuti e l’autorevolezza dei partecipanti. Tutto questo è stato realizzato grazie alla proficua collaborazione tra la rete di associazioni del terzo settore con lo staff della libreria Feltrinelli, sempre disponibile con un grado elevato di accoglienza e professionalità. I principali filoni di attività sviluppati nel corso degli anni sono stati: a) Incontri brevi con la presenza degli autori, per presentare libri e progetti culturali, svolti con continuità lungo tutto l’arco dell’anno (alcuni con autori e scrittori prestigiosi, altri con giovani autori locali, a volte esordienti nei  generi: tra letteratura e poesia, tra saggistica e varie). b) Eventi di tipo seminariale su storia e memoria – su legalità e stato sociale – su beni culturali ed ambientali – su tematiche di genere e di integrazione – su ricerca e innovazione, che spesso hanno fatto registrare una grande ed attenta partecipazione.

Di particolare rilievo sono stati alcuni progetti fondati su percorsi tematici, che è utile ricordare a parte: il primo dedicato ai grandi maestri dell’apprendimento permanente, progettato dal compianto Bruno Schettini, in collaborazione con il CAP SUN, con gli interventi e contributi dei maggiori esperti e studiosi di EDA e di pedagogia sociale. Questo materiale è in buona parte confluito nel volume Ediesse “Educare alla cittadinanza democratica” (12 incontri). Il secondo “Letture di gusto. Libri, cibo e territorio” , che è diventato il format per realizzare il 1 Festival organizzato in collaborazione con il comune dal 17 al 19 novembre 2016, per far vivere anche a Caserta un luogo di “civitas mediterranea”, di vitalità e creatività basate sulla cultura e sulla conoscenza. Il terzo percorso si è realizzato nel corso del 2013 con dei seminari dedicati ai temi dell’economia civile e della finanza etica, con la partecipazione di alcuni dei massimi esperti in materia. Particolarmente significativa è risultata l’attività svolta durante i mesi estivi a Castel Volturno  con una intensa programmazione di iniziative promosse dalla “Piazza dei saperi e dei colori” (un ponte tra le culture e le religioni), che si è realizzata grazie alla collaborazione di una rete di associazioni già attive sul territorio ed alcuni imprenditori del settore turistico.

Molto significativo è stato il contributo offerto  dalle scuole e da alcune associazioni giovanili.  Inoltre, va segnalato l’apporto sul piano della comunicazione del sito – www.lepiazzedelsapere.it – molto attrattivo e ben documentato, realizzato da giovani esperti di Internet (Good Help – Antville) e di grafica, che si sono appassionati al nostro progetto.  Infine, è stato decisivo lo spirito di collaborazione e di accoglienza del direttore e di tutto lo staff de La Feltrinelli, sempre di alto profilo e disponibilità. Negli ultimi mesi abbiamo deciso di rafforzare le competenze impegnate nelle varie attività e dare un carattere di maggiore collegialità agli eventi della rete, con l’insediamento di un  Comitato Scientifico, che esprime un alto livello di integrazione di competenze, che vengono messe a disposizione in modo volontario come un vero e proprio “valore aggiunto” per far diventare la conoscenza un “bene comune” dei cittadini.

Verso il distretto culturale

Grazie all’iniziativa di una rete di associazione e consorzi di imprese sociali è stato organizzato per la prima volta nel mese di aprile 2016 un Forum sul tema “Ripartire con la cultura in Terra d Lavoro”. Ci siamo posti un obiettivo ambizioso: avviare un percorso per la realizzazione di un “distretto culturale evoluto”, sul modello di altre realtà e buone pratiche europee e mondiali. Di fronte ai processi di crisi ed incalzati dalle sfide della globalizzazione, il sapere e la conoscenza diventano sempre più fattori di sviluppo locale (ecosostenibile) e di innovazione produttiva, sociale e civile. A tal fine l’obiettivo primario del Forum è stato quello di far emergere le potenzialità e le opportunità che possono essere estratte dal ricco patrimonio storico, artistico e di beni culturali diffuso sul nostro territorio. Già abbiamo raccolto importanti contributi scritti che vengono offerti per far emergere e far conoscere – ma ancora di più per poter valorizzare  e rendere fruibili i tesori e  le eccellenze del nostro territorio, spesso abbandonati o sottoutilizzati per incapacità di chi gestisce e governa gli enti locali.

Nel Forum è stata data voce e visibilità alle narrazioni dei luoghi e delle piazze del sapere (librerie – biblioteche civiche – caffè letterari – che si vanno diffondendo, con un nuovo protagonismo dei cittadini e delle associazioni per diffondere e promuovere la cultura come fattore di coesione sociale e di apprendimento permanente, di cittadinanza democratica e partecipazione consapevole. Per poter lasciare un segno ed un contributo anche alle future generazioni, abbiamo ritenuto opportuno raccogliere tutti questi ricchi contributi ed il materiale di documentazione pubblicando gli atti del convegno con una sorta di Manifesto, da cui risalta la creatività di tante buone pratiche e di tante competenze (in alcuni casi dei veri talenti) di un Sud che resiste e che vuole riscattarsi con la valorizzazione dei propri saperi e del patrimonio culturale – così diffuso sul territorio ed eccellente per storia e tradizioni antiche.

Presso la Feltrinelli di Caserta vi è stata la prima riunione del  Gruppo di lavoro e di partenariato sociale per avviare  il percorso “Verso il Distretto culturale”, proposto da Aislo-Le Piazze del Sapere e Siti Reali. Dal confronto è emersa l’esigenza di avviare le procedure formali e di contenuto per definire un percorso condiviso e partecipato per poter  attivare in modo concreto il gruppo di “promotori del Distretto Culturale evoluto di Caserta”,  a partire da una proposta che sarà elaborata ed avanzata  dalle Associazioni del terzo settore insieme ad AISLo ed altri enti del territorio. C’è necessità di arricchire e rendere attuale  il concetto di “Distretto evoluto”: così come sostiene S. Mollica (Presidente di Aislo) va precisato che ci piace un’idea di Distretto non solo mette a sistema il patrimonio di beni culturali e artistici del territorio ma anche la cultura materiale delle genti, i saperi antichi, le competenze artigiane, il saper fare e il saper produrre, la produzione di sapere nuovi che trasformano quelli antichi. Tutto questo vuol dire non solo “fruizione” della cultura e del bello, ma anche  “produzione” di nuova cultura del territorio, delle arti, degli oggetti unici, delle conoscenze con cui si produce e si innova. Insomma un “Distretto” che produce economia insieme alla cultura, fa contaminazione, integrazione e innovazione e le mette a disposizione , della gente, delle persone, delle scuole, delle imprese, dei cittadini. Per questi motivi è stato deciso di raccogliere materiali e  documenti di buone pratiche già avviate con progetti e sperimentazioni che già fanno rete e cooperazione (anche tra soggetti pubblici e privati).

Sul piano regionale già registriamo il forte interesse del prof. Sebastiano Maffettone nell’ambito del nuovo piano strategico – su cui potremmo intercettare dei finanziamenti (da verificare). Nello stesso tempo si è aperto un primo confronto con la presidente del tavolo di Partenariato socio-economico Lucia Esposito, che si pone l’obiettivo di favorire ed individuare percorsi tematici – assi di intervento settoriali – e per favorire innovative forme di “progettazione partecipata” a partire dai territorio. Nel frattempo la Camera di Commercio ha inaugurato la nuova Enoteca, come luogo di promozione delle eccellenze e dei prodotti tipici, su cui ha già formalmente chiesto alla rete di associazioni una collaborazione con le attività Letture di gusto. Libri, cibo e territorio (gestite dall’Azienda speciale ASIPS). Inoltre, possiamo mettere a disposizione la documentazione preziosa del progetto “Ri-conoscere Caserta”, dal quale possiamo prendere le mosse, per cercare di passare dalla fase concettuale, di elaborazione teorica, a quella più complessa di realizzazione e gestione sostenibile di un distretto culturale e voluto.

Concludiamo con una citazione tratta dall’introduzione di Alberto Magnaghi al bel libro “Terra e buoi dei paesi tuoi” (UTET). “Il rapporto impresa-territorio rimane quindi centrale anche nell’economia globale. Ma entrambi i soggetti devono fare importanti aggiustamenti: il territorio deve “aprirsi” ed aiutare le imprese nella loro crescita, l’impresa deve ampliare il concetto di territorio, investendo nelle sue diverse dimensioni. Lo tsunami è all’orizzonte, e per molti versi è già arrivato. per affrontarlo servono territorio forti, con aziende guida ed imprenditori coraggiosi e lungimiranti. Con questi ingredienti, e nonostante i cambiamenti epocali dovuti a globalizzazione e tecnologia, il rapporto tra impresa e territorio rimane uno dei cardini della competitività”

*Pasquale Iorio – Aislo, Le Piazze del Sapere                                                   Febbraio 2017

Allegato 1 – Scheda su collaborazioni

Associazioni culturali e di promozione sociale

Aislo/Le Piazze del Sapere –  Libreria Feltrinelli – Libreria Pacifico – Giunti al Punto – Libreria Guida – Centro campaania Mondadori – Agenda 21 e Regi Lagni – Attivamente News Capua – Carta 48 – Coasca  (Coordinamento Associazioni Casertane) – Libera Provinciale vari Presidi- Ass. culturale Capuanova – ISSR S. Pietro Biblioteca Diocesana – Pianeta Cultura S. Maria CV – Centro Daniele Studi Storici – Libreria Spartaco S. Maria CV – Amici del Libro Marcianise – Libera Libri – Che Storia! – Melagrana Onlus – AIF Campania – Frammenti Editore – Guida Capua Ex Libris – Edicolè Castel Volturno – Patatrac – Collettivo Latrones – Siti Reali – Missionari Comboniani Centro Fernandes Castel Volturno – Casa RUT –             Casa Zaccheo / Tenda di Abramo – Slow Food Terre di Capua e Volturno –  Legambiente Caserta – WWF Caserta – Villaggi  Globali      Castel Volturno – Amici Biblioteca don Milani –La  RES Rete Economia Solidale               -OfficinaVolturno/Informare –  Arci Caserta  Teatro Civico 14 spazio X  – Italia Per il Mondo – Amici Città della Scienza – Fondazione SUDD Napoli – Academy School – Unipegaso Centro LLL – Associazione Giovanile Bianconiglio Boockrossing – Villaggi Globali – Contesti Festival Carinola – NCO / Terra Felix Succivo – Poliedro e Il Caffè, riviste settimanali- Il Caffè Letterario Green Garden di Pinetamare

Enti  e istituzioni locali Festival letture di Gusto Città di Caserta – Provincia di Caserta – Pro Loco Caiazzo – Camera di Commercio/Asips Enoteca Provinciale – Comune di Caserta – CAP SUN /DILBEC – CPIA MIUR- Biblioteca Civica “Ruggiero” – Centro Culturale S. Agostino – Comune di Castel Volturno e Casal di Principe (Protocolli) – Diocesi di Caserta / ISSR S. Pietro – Comune Parete Biblioteca Comunale – Comune di Piedimonte Matese Biblioteca Marrocco – Comune di Roccamonfina- Comune di Teano/Biblioteca Tansillo – Pro Loco S. Potito – Museo Campano di Capua – EPT Provinciale – Reggia di Caserta – Consorzio Agrorinasce – Consorzio CasertaTurismo – ASCCO Centro di formazione – Consorzio SVIMER – Reggia Travel – Antville consulenza – Textile S. Leucio – ADN Swim Project

Scuole. Liceo Classico P. Giannone  – Alberghiero G. Ferraris – Liceo A. Manzoni – Istituto Mattei – Istituto d’Arte S. Leucio – Istituto Comprensivo Pinetamare e A. Moro con alberghiero di Castel Volturno — Istituto Pizzi di Capua – Liceo Scientifico “Fermi” di Aversa – Scuola Europa

Mondo del lavoro e Terzo Settore. FTS Casertano         – CGIL /CISL/UIL Caserta – Libera Provinciale – Comitato don Diana – Anolf CISL – Auser Caserta Coop EVA – Acli ed Arci Provinciali – Confindustria Caserta- Confederdia Campania  – CSV Assovoce Centro servizi volontariato – Banca Etica GIT Provincia di Caserta – Consorzio SVIMER – Ass. Leo Amici Onlus – Muni Onlus – Finetica Onlus – Il Cortile ristorante

 

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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