+ VANGELO (Gv 15,12-17)

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Venerdì 24 maggio 2019

V Settimana di Pasqua

+ VANGELO (Gv 15,12-17)

Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Questo è il mio Comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come Io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che Io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto Me, ma Io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio Nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Amare non è facile, non si deve scambiare con il voler bene qualcuno o qualcosa. Questa mancata distinzione fa commettere molti errori, il più delle volte in campo sentimentale. Molte coppie si separano soprattutto per la fine di un amore fondato sulla fisicità e la complicità, vuoto della componente più importante.

Per mantenere vivo l’amore nella coppia necessita l’amore soprannaturale, esso sopporta, rispetta e comprende nonostante la variabile tensione.

Amare significa desiderare il meglio dell’altro. Amare è permettere all’altro di essere felice, anche quando le sue scelte non sono simili alle nostre. Amare è un sentimento disinteressato che nasce dalla volontà di donarsi, di offrirsi completamente dal profondo del cuore.

Amare comporta il sacrificio di «dimenticarsi», di pretendere e causare sofferenze, di voler modellare chi si ama secondo le proprie vedute.

Si riesce ad amare intensamente il coniuge e i familiari ma risulta più difficile amare gli amici, gli altri parrocchiani, i colleghi e tutti quelli che si conoscono. Ed è comprensibile la difficoltà di amare tutti questi se non c’è un Amore superiore, soprannaturale e che dona Dio.

Pensiamo come amava Gesù tutti quelli che Lo avvicinavano, la sua infinita compassione nel vederli abbandonati al loro destino, senza alcuna comprensione da parte dei maestri del Tempio. Anche per questa ragione Gesù li accusò pubblicamente con parole forti.

Gesù provava molto dolore nel constatare l’assenza dell’amore in coloro che erano stati chiamati a parlare di Dio nella verità e senza ipocrisia, a rimanere fedeli alla sua Parola senza manipolarla, a difendere il vero Dio e a lottare contro le eresie. Invece proprio loro accusavano Gesù di essere eretico.

I Vangeli riportano più citazioni che mostrano il pieno amore verso le folle, e di questo Amore devono riempirsi i Ministri di Dio per donarsi senza limiti ai parrocchiani bisognosi di aiuti spirituali. I Sacerdoti devono sempre rimanere disponibili a confessare e ad aiutare, la loro missione è la salvezza delle anime e non i divertimenti umani.

L’Amore di Gesù ci trasmette una gioia inenarrabile. È il Vangelo della gioia che noi seguiamo, nonostante le sofferenze, le persecuzioni, le diffamazioni. La gioia si sprigiona dal cristiano se la possiede nell’anima, se ha lottato contro le proprie debolezze, se ha rinunciato ai propri pensieri confusi perché non vengono da Dio.

Questo è il vero cammino di Fede. È una gioia che scaturisce dall’amicizia intima con Gesù e da una fiducia incondizionata verso Lui.

Il cristiano deve scoprire in Gesù l’amico più fidato di tutti gli esseri umani messi insieme, anche dei propri genitori, figli e parenti. Nessuno rispetta l’amicizia come Lui, nessuno ama ognuno di noi con un Amore che scaturisce dalla Santissima Trinità.

Meditiamo su questa determinante verità: Gesù Cristo è l’amico che non tradisce mai,  l’amico che ci ascolta sempre con Amore quando andiamo ad incontrarlo, a parlargli. È perennemente disponibile, ci aspetta con inalterata e calorosa accoglienza, nonostante la nostra freddezza e fragilità.

Scopriamo in Gesù il valore dell’amicizia.

L’amicizia vera è disinteressata, e consiste più nel dare che nel ricevere; non cerca il proprio tornaconto ma il vantaggio per l’amico.

Il vero amico non può, nei confronti dell’amico, avere due facce: l’amicizia, per essere leale e sincera, esige rinunce, rettitudine, aiuto reciproco in servizi nobili e leciti. L’amico è forte e sincero nella misura in cui, nel rispetto della prudenza soprannaturale, pensa generosamente agli altri, con sacrificio personale.

Il cristiano è chiamato ad amare tutti perché deve gioire del bene altrui, deve rallegrarsi anche del migliore cammino spirituale compiuto da quanti pregano di più e osservano i Comandamenti. Si riesce ad amare davvero se prima l’Amore di Dio purifica la persona e soavemente allontana quella mentalità umana piena di egoismo, invidia e avversione.

Amare è impegnativo perché comporta la conoscenza degli altri. Si ama davvero quando ci si affida a qualcuno o a più persone della famiglia, o anche ad amici veramente speciali. Amare significa affidare la propria vita e la propria anima, nel senso che si fa pieno affidamento delle persone che si amano e si richiede la stessa fiducia.

Il cristiano ama il prossimo se dimostra di imitare Gesù, mentre se si limita a voler bene a tutti non è riuscito ancora a calmare i moti interiori.

Noi non amiamo per interessi o per convenienza, noi desideriamo il bene di tutti e il meglio per loro. Più ci avviciniamo a Gesù e conosciamo la sua Vita, più Lui ci inonda del suo Spirito e lentamente ci trasfigura, per renderci capaci di amare senza limiti, non solo di voler bene a tutti.

Amare è sapere che anche nel cuore dell’altro c’è un posto speciale per noi, c’è la certezza che Gesù ci ama come si amano i veri cristiani. Quando si dona amore si ama di più, c’è una crescita nella capacità di amare intensamente tutti, di desiderare il bene di tutti.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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