+ VANGELO (Gv 15,9-11)

Giovedì 14 maggio 2020

V Settimana di Pasqua

+ VANGELO (Gv 15,9-11)

Rimanete nel mio Amore, perché la vostra gioia sia piena.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato Me, anche Io ho amato voi. Rimanete nel mio Amore. Se osserverete i miei Comandamenti, rimarrete nel mio Amore, come Io ho osservato i Comandamenti del Padre mio e rimango nel suo Amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

C’è un grande abuso di espressioni che richiamano l’amore inteso semplicemente come segno di amicizia e di affettuosità, e queste espressioni spesso si scrivono con sincerità, alle volte senza capire la complicanza delle parole. In moltissimi casi si scambia la condivisione di qualcosa o la frequentazione tra amici con un affetto che rimane tale e non si eleva oltre l’umano.

Molti sono convinti di amare veramente qualcuno/a ma si bloccano quando sorge una difficoltà e si teme di entrare in una fase negativa o di dover iniziare una salita impegnativa, così ciò che consideravano amore, era solo simpatia oppure opportunismo e si abbandona quella persona o anche più persone.

Era vero amore? No, era vantaggio, interesse…

L’amore inteso nel Vangelo richiama la bontà, l’affetto sincero, una premura amorevole e mai irritata verso le persone che si amano.

Ho scritto che amare significa desiderare il meglio dell’altro, anche quando le motivazioni sono diverse. Amare è permettere all’altro di essere felice, anche quando il suo cammino è diverso dal nostro. Amare è un sentimento disinteressato che nasce dalla volontà di donarsi, di offrire dal profondo del cuore la propria amicizia.

Rimane determinante l’assimilazione del significato di amare. Gesù ci invita ad elevarci nell’amare gli altri e di amare tutti come Lui ci ha amati, per questo non solo ci necessita il suo Spirito, dobbiamo anche lottare serenamente contro i vizi che ci disturbano.

Non siamo noi ad avere accolto i vizi o ad averli cercati, sono sempre stati presenti in ogni essere umano, ma noi possiamo controllarli e limitarli, fino a diminuire la loro agitazione. Questo comporta il cammino spirituale, esso ci facilita principalmente il controllo dei vizi e soavemente addolcisce il nostro carattere, proprio per la diminuzione dell’orgoglio e della superbia.

La preghiera smussa e rasserena la nostra vita, fa diminuire l’eccessiva sicurezza e aiuta a riflettere quotidianamente su se stessi. Un buon esercizio è mettersi spesso dinanzi alla propria coscienza e interrogarsi per individuare gli errori, i comportamenti avventati, la mancanza del dominio dell’orgoglio.

Chi pecca di orgoglio e continua a pregare con impegno costante, constaterà nel tempo una migliore disposizione interiore e comincerà ad amare in modo autentico e genuino, senza cadere come in passato nella gelosia e nell’ira.

L’amore che ci chiede Gesù è più elevato di quello umano, e l’amore umano ha mille sfaccettature che non si risolvono in uno scritto e che solo il Signore conosce perfettamente. Noi riusciamo ad individuare solo qualcosa del significato del termine amore, ma è sufficiente per capire che la sua graduazione è incommensurabile.

L’amore di cui parla Gesù è un esclusivo bene che il cristiano deve elargire a tutti e questo riesce a farlo se possiede l’Amore di Dio. Per capire se si ama davvero il prossimo, va verificato il sentimento improvviso che sorge dinanzi a qualsiasi situazione. Non è facile giungere alla condizione superiore a quella umana e la strada passa per la bontà, l’altruismo, la compassione verso tutti.

Chi dona questo amore perché desidera il bene di tutti, avverte una rinnovata gioia interiore, la pace interiore è sempre stabile e inonda l’anima.

Ogni persona desidera amare (spesso a modo suo) ed essere amata, ma quando non si riesce ad amare e ad essere amati come vorremmo, scatta la sofferenza. È comprensibile ma perché non cercare la cura? È Gesù Cristo la medicina, chi non è vicino a Lui non riesce ad amare veramente, non ha la sincerità e la sua è solo convenienza.

L’amore tra non credenti privi di valori morali o anche cristiani dissipati, il più delle volte si fonda su interessi che sono di natura prettamente fisica o intellettuale, però è un collante debole che si scioglie con facilità per la mancanza di un amore soprannaturale che pazienta, comprende, perdona.

Un solo interesse che crolla mette fine a quell’amore fisico che reggeva per un’attrazione umana e non spirituale.

Chi ama Gesù riesce a superare ogni avversione arrecata dai cinici e il cinico è

indifferente ai sentimenti e alla morale comune.

Cos’è allora l’amore? Innanzitutto è accogliere l’Amore di Dio, amare Dio e amarsi.

Ci vuole consapevolezza nel corrispondere all’amore, solo così diventa sentimento, coinvolgimento ed entusiasmo. Quando il cristiano non avverte l’Amore di Dio e lo cerca, esiste una difficoltà ed è la mancata autostima.

Molto spesso non si riesce ad amare nessuno per una percezione sbagliata che la persona ha di sé, non ha autostima per passate esperienze negative ed ancora non superate in quanto le percezioni personali non sono regolari.

L’incontro con Gesù e la conversione dà anche ai delusi la convinzione che dai fallimenti è possibile e facile costruire una solida e profonda spiritualità. C’è da abbandonare i pensieri negativi e sostituirli con la certezza che Gesù e la Madonna amano tutti. Così si rinasce a nuova vita!

Chi si lascia amare da Dio, comprende come amarsi e come amare gli altri. Riesce ad accettarsi perché convinto che Dio lo ama infinitamente.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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