+ VANGELO (Gv 17,1-11)

Vangelo

Martedì 4 giugno 2019

VII Settimana di Pasqua

+ VANGELO (Gv 17,1-11)

Padre, glorifica il Figlio tuo.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi Te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché Egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano Te, l’unico vero Dio, e Colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a Te con quella gloria che Io avevo presso di Te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo Nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a Me, ed essi hanno osservato la tua Parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da Te, perché le parole che hai dato a Me Io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da Te e hanno creduto che Tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che Tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e Io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e Io vengo a Te». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Solamente il Figlio di Dio può fare questo discorso articolato e allo stesso tempo semplice ed umile. Nessun sapiente di questo mondo potrebbe mettere insieme queste parole semplici, consequenziali, coerenti.

Ma per considerarle tali occorre possedere la Fede in Gesù Cristo, altrimenti è impossibile comprenderle e poi accettarle. Non è assolutamente l’intelligenza umana a dare la possibilità di entrare nel mistero di Dio, né qualsiasi altro mezzo scientifico.

Quando si parla di un intellettuale è come se si stesse pronunciando una parola sublime e perfetta, parola ovviamente riferita alla persona. La sua cultura è vana senza la Grazia di Dio, e potrà eccellere in qualche materia o scienza, senza però compiere la volontà di Dio, senza guadagnare meriti davanti a Lui. Tutto quello che compie non gli serve per il Regno dei Cieli.

Prendo un nome a caso, il professor Veronesi, era citato e riverito da molti e tenuto lontano da altrettanti. Se leggete una sua intervista sulle questioni morali c’è da rabbrividire, ha una concezione della vita assolutamente opposta al Vangelo. Ed è stato un grande scienziato, ma non è l’erudizione che piace a Dio, Lui cerca nell’uomo l’umiltà, la verità, la giustizia.

Non è sufficiente la cultura, anzi può essere un grande impedimento ad avvicinarsi a Gesù se qualcuno si esalta con superbia.

San Paolo scriveva: «La scienza gonfia» (1 Cor 8,2). Gonfia quelli che sono vuoti di Dio, ma santifica altri che seguono la Volontà di Dio.

La scienza, la cultura, l’istruzione, la competenza specifica, tutto è importante, anzi una maggiore conoscenza del sapere rende la persona più acuta e perspicace. Anche lungimirante e previdente, quindi, il sapere è cosa buona.

Se viene utilizzato per gonfiarsi o perseguire teorie scientifiche e dottrine spirituali contrarie all’esistenza di Dio, è un’allucinazione.

Ritorno alle parole di San Paolo. Sempre nello stesso versetto spiega meglio la differenza tra scienza e carità cristiana. «La scienza gonfia, mentre la carità edifica. Se alcuno crede di sapere qualche cosa, non ha ancora imparato come bisogna sapere» (1 Cor 8,2).

Si riferisce a quanti presumono di avere capito tutto della vita ed invece non hanno appreso moltissime nozioni basilari della vita, non hanno mai sfiorato il significato del vero senso della vita. Molti nel mondo vivono senza preoccuparsi della morte, della fine terrena del loro pellegrinaggio.

Noi dobbiamo pregare ogni giorno per quelli che non pregano Gesù, le nostre preghiere possono strapparli dalle grinfie di satana.

La superbia della vita è ciò che devasta la persona che si rifiuta di incontrare Dio e con le sue scelte, si illude di gestire tutto da sola!

Quanta allucinazione e fantasticheria nella mente di persone senza Dio o dei cristiani che si spacciano per cristiani ma vivono senza Dio!

Ad essi contrappongo non un cristiano, ma un pagano, anche perché Gesù non era ancora nato. Il filosofo Socrate ha esposto in un momento drammatico della sua vita, durante il processo che si concluse con la sua condanna a morte, la tesi più famosa di tutta la storia della filosofia: «So di non sapere!».

Questa “docta ignorantia”, come viene definita la saggezza di Socrate, evidenzia un grande equilibrio fra una immensa fiducia nella ragione e la profonda consapevolezza della propria ignoranza. Questa tesi detta da un pagano rimane uno dei doni più preziosi che Socrate ha lasciato a tutti i posteri.

Lui non era cristiano perché nacque nel 470 prima di Cristo, ma lui e quanti lo seguivano, tra cui Platone e dopo Aristotele, avevano moltissime intuizioni spirituali, certamente erano idee che arrivavano da Dio.

Questa di Socrate è una concezione della vita tutta cristiana, infatti davanti a Dio è grande non chi presume di sapere tutto ma chi riconosce i propri limiti e ammette la sua incapacità in molte cose.

Nel discorso di Gesù di oggi, troviamo atti di umiltà meravigliosi che ripete senza alcun tentennamento. Rileggendo con attenzione il brano si scopre l’insistenza di Gesù nel voler esaltare il Padre, ponendosi con infinita dignità nel proprio ruolo di Figlio che ha ricevuto tutto dal Padre.

Il discorso che fa il Signore oggi è qualcosa di lirico, un discorso appassionato come solo Lui è capace. «Ho manifestato il tuo Nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a Me, ed essi hanno osservato la tua Parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da Te, perché le parole che hai dato a Me Io le ho date a loro”.

Chiediamo ogni giorno a Gesù di donarci la sua umiltà, di aiutarci a conoscerci meglio e a lottare contro i difetti che fanno stare male.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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