+ VANGELO (Gv 6,35-40)

Vangelo

Mercoledì 8 maggio 2019

III Settimana di Pasqua

+ VANGELO (Gv 6,35-40)

Questa è la volontà del Padre: che chiunque vede il Figlio e crede in Lui abbia la vita eterna.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù alla folla: «Io sono il Pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in Me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a Me: colui che viene a Me, Io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal Cielo non per fare la mia Volontà, ma la Volontà di Colui che mi ha mandato. E questa è la Volontà di Colui che mi ha mandato: che Io non perda nulla di quanto Egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la Volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in Lui abbia la vita eterna; e Io lo risusciterò nell’ultimo giorno». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Oggi ricorre una speciale devozione mariana che ci ricorda la straordinaria importanza del Santo Rosario e un Santuario diventato famoso nel mondo per le illimitate Grazie ricevute da centinaia di milioni di devoti che hanno pregato la Regina delle Vittorie da ogni angolo del pianeta, e per la potentissima opera di Mediatrice che Ella si compiace operare ovunque.

L’8 maggio e la prima domenica di ottobre sono due date mariane che richiamano decine di milioni di cattolici nel mondo a recitare la potentissima Supplica alla Madonna di Pompei. Le due date non furono scelte a caso dal famoso convertito e avvocato Bartolo Longo, passato dalla pratica della magia alle penitenze indicate nel Vangelo per espiare i suoi peccati e riparare quelli dei peccatori.

L’esoterismo da lui praticato durante gli studi di giurisprudenza a Napoli nel 1864 e dopo essere diventato avvocato, lo resero fortemente anticlericale fino a diventare sacerdote spiritista. Negli anni seguenti in lui cominciarono delle riflessioni religiose e queste erano interventi della Vergine Maria per suscitare in lui la conversione a la conoscenza di Gesù Cristo.

La profonda crisi esistenziale che lo colpì, gli permise di conoscere il prof. Vincenzo Pepe, suo compaesano e uomo molto religioso, che lo accompagnò da Padre Radente, un colto predicatore domenicano e di grande Fede. Da questo incontri ne uscì un Bartolo Longo rinato per la seconda volta, come indicò Gesù a Nicodemo.

Longo scoprì una profondissima e tenerissima devozione alla Madonna e questo era il segno della presenza dello Spirito della Madonna.

La conoscenza della contessa De Fusco lo portò ad occuparsi dei suoi ingenti beni e come amministratore visitava molto spesso la Valle di Pompei, una vasta zona abbandonata con delle baracche dove abitavano contadini, ma dell’antica città di Pompei non c’era nulla dopo l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

Bartolo Longo divenne un grande devoto della Madonna e con indomita fermezza fece costruire una cappella dedicata alla Madonna del Santo Rosario, poi divenuta una Chiesa più grande fino all’erezione del Santuario mariano più bello del mondo. E anche più miracoloso.

Non solo ha fatto costruire il Santuario di Pompei, grazie alla sua opera è stato l’artefice della rinascita di Pompei dalle antiche ceneri dell’eruzione.

Trovò squallida quella Valle nel 1872, e con il suo contagioso fervore contribuì a trasformare quella laguna con acqua salmastra e le sue zone inospitali, dove emergeva una terra fangosa, che rispecchiava la condizione morale dei pochi abitanti.

In quella Valle «dove erano adorati gli idioti e i demoni» Bartolo Longo divenendo docile strumento della Madonna, collaborò alla nascita di un luogo miracoloso. Divenne uno dei più grandi propagatori del Santo Rosario ed iniziò anche la stampa di un bollettino che giungeva a milioni di italiani sparsi nel mondo.

La Supplica si recita la prima domenica di ottobre in onore della Madonna del Rosario, festa istituita da Papa Pio V con il nome di «Madonna della Vittoria» a perenne ricordo della battaglia di Lepanto contro i musulmani invasori dell’Europa, svoltasi appunto il 7 ottobre del 1571.

Mentre l’8 maggio per la recita della Supplica fu una data scelta come devozione a San Michele Arcangelo, apparso la notte dell’8 maggio del 490 al Vescovo Lorenzo dopo che un contadino che aveva avuto l’apparizione dell’Arcangelo in una lugubre grotta a Monte Sant’Angelo, gli aveva riportato le parole ascoltate e cioè di fare tre giorni di preghiera.

Il Vescovo accettò subito l’invito che arrivava da San Michele, il terzo giorno vide in sogno l’Arcangelo e sentì nitidamente queste parole:

“Io sono l’Arcangelo Michele, e sono sempre alla presenza di Dio.

La grotta è a me sacra ed Io l’ho scelta.

Non ci sarà più spargimento di sangue di animali.

Dove si apre la roccia il peccato dell’uomo potrebbe essere perdonato.

Ciò che è stato richiesto in preghiera sarà concesso.

Perciò risalite la montagna e consacrate la grotta al culto cristiano”.

Queste sono le due motivazioni che hanno fatto stabilire l’8 maggio e la prima domenica di ottobre, la recita alle 12 della Supplica alla Regina delle Vittorie, all’ex spiritista Bartolo Longo, divenuto Beato e potente intercessore per il suo grande amore alla Beata Vergine Maria.

Oggi il Vangelo ci parla dell’importanza della presenza dello Spirito Santo in noi, ma noi dobbiamo invocarlo ogni giorno per permettergli di compiere grandi opere in ognuno di noi. I suoi doni si accrescono nella nostra anima se collaboriamo alla sua opera.

Con la recita del Santo Rosario, permettiamo alla Madonna di intercedere per noi, di aiutarci sempre e di donarci il suo Spirito, Lei che è la Sposa dello Spirito Santo. Chi scopre la potenza del Santo Rosario rinasce nello spirito e diventa una persona nuova. Si accorge che i diavoli tremano ogni volta che si recita l’Ave Maria.

Ogni buon cristiano ha la possibilità di respingere potentemente i diavoli se pronuncia il Santissimo Nome di Gesù e prega con fervore il Santo Rosario. Negli esorcismi si scopre il grande terrore dei diavoli per qualsiasi preghiera, soprattutto se pronunciata con Fede e umiltà.

Le preghiere a Gesù, l’invocazione a San Michele Arcangelo e tutte quelle preghiere recitate con grande amore, scacciano via i diavoli.

La Supplica scritta dal Beato Bartolo Longo si recita alle 12 ma anche in altri orari se si è impossibilitati. Ciò che conta è l’amore con cui si recita, la convinzione che la Madre di Dio è Onnipotente per Grazia ed elargisce a chi vuole, come vuole, quando vuole, qualsiasi Grazia.

Questo è il potere che le ha dato il Figlio Divino, un potere che sconvolge i diavoli invisibili e quelli visibili e sono quegli umani che accolgono lo spirito satanico per vivere una vita disonesta, anche se volgarmente appagata da ogni nefandezza immorale e per pochissimi anni.

La Madonna trasmette il suo Spirito a quanti La pregano ogni giorno, vive in coloro che si consacrano a Lei e questi si sentono rinati.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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