+ VANGELO (Lc 1,26-33)

Martedì 2 agosto 2016
XVIII Settimana del Tempo Ordinario

SANTA MARIA DEGLI ANGELI ALLA PORZIUNCOLA

+ VANGELO (Lc 1,26-33)
Hai trovato Grazia presso Dio

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, l’Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una Vergine, Sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La Vergine si chiamava Maria. Entrando da Lei, disse: «Ti saluto, o piena di Grazia, il Signore è con Te». A queste parole Ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’Angelo Le disse: « Non temere, Maria, perché hai trovato Grazia presso Dio. Ecco concepirai un Figlio, Lo darai alla luce e Lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo Regno non avrà fine». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Non occorre certo avere uno spirito francescano per cogliere l’importanza del “Perdono d’Assisi”. Oggi è il giorno in cui la vera misericordia di Dio visita quanti compiono le indicazioni dettate dal Signore a San Francesco. Leggiamo innanzitutto il racconto di quanto avvenne quella notte in cui Cristo apparve a San Francesco mentre pregava alla Porziuncola.
«All’origine della «Festa del Perdono» c’é un episodio della vita di san Francesco. Una notte del 1216, era immerso nella preghiera alla Porziuncola. All’improvviso entrò una luce fortissima e Francesco vide sopra l’altare il Cristo e alla sua destra la Madonna e gli Angeli.
Gli chiesero che cosa desiderasse per la salvezza delle anime.
La risposta fu immediata: “Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego di concedere ampio e generoso perdono”.
La sua richiesta fu esaudita così da quell’anno, dopo aver ricevuto il permesso dal Pontefice Onorio III, il 2 Agosto si celebra la “Festa del Perdono” a Santa Maria degli Angeli ma anche in tutte le parrocchie e le Chiese francescane. È concessa l’indulgenza a chi si comunica, si confessa e prega per il Papa.
Dal mezzogiorno del 1° Agosto alla mezzanotte del giorno seguente, 2 agosto, si può ottenere, una sola volta l’indulgenza plenaria della Porziuncola».
Il Serafico Padre Francesco, per il suo singolare amore verso la Beatissima Vergine, ebbe sempre particolare cura della Chiesetta dedicata a Santa Maria degli Angeli, chiamata anche Porziuncola, ad Assisi.
Qui Egli prese stabile dimora con i suoi Frati, qui diede inizio con Santa Chiara all’Ordine delle Clarisse, qui concluse il corso della sua mirabile vita.
Per questa Cappella il Santo Fondatore ottenne da Papa Onorio III la storica indulgenza, che i Sommi Pontefici confermarono successivamente ed estesero a numerose altre Chiese. Per questi gloriosi ricordi l’Ordine Serafico celebra con gioia la festa di Santa Maria degli Angeli.
Fra Tommaso da Celano è stato un Frate contemporaneo di San Francesco e conoscitore del Fondatore, anche se non fu tra i primi a seguirlo. Egli scrisse il “Dies irae”, ha composto due “Vitae di San Francesco d’Assisi”, una “Vita di Santa Chiara”, e almeno due “Lodi del Poverello”.
Vogliamo leggere dai suoi scritti ritenuti fedeli e autorevoli, la parte in cui descrive San Francesco e la Porziuncola.
«Il Servo di Dio Francesco, di statura piccola, di mente umile, di professione minore, nel tempo che visse quaggiù, per sé e per la sua fraternità scelse una particella di mondo, per il solo fatto che non gli fu assolutamente possibile servire Cristo altrimenti, che avendo qualche cosa dal mondo.
E non senza una rivelazione e predisposizione divina, già in antico, fu chiamato Porziuncola quel luogo che doveva toccare in sorte a coloro che desideravano di non avere nulla di proprio in questo mondo.
Vi sorgeva una Chiesetta dedicata alla Vergine Madre, la quale per la sua singolare umiltà meritò di essere elevata, dopo il Figlio, alla dignità di capo di tutti gli eletti.
In essa ebbe inizio l’Ordine dei Minori, e come sopra un saldo fondamento, crebbe e si moltiplicò il loro nobile edificio.
Il Santo amava questo luogo più di ogni altro, comandò ai Frati di venerarlo con rispetto speciale e volle che lo custodissero sempre come specchio di vita religiosa, in umiltà e altissima povertà, riservandone però la proprietà agli altri, e ritenendone per sé e per i suoi soltanto l’uso.
Vi si osservava una rigidissima disciplina in tutto, nel silenzio e ne lavoro e in tutte le altre prescrizioni della Regola. Senza tregua, giorno e notte, la fraternità dei Minori di quel luogo era occupata nel lodare Dio e, tutti soffusi di una mirabile fragranza, vi conducevano una vita veramente angelica.
Frate Francesco infatti, pur sapendo che il Regno del Cielo si può raggiungere ovunque e che la Grazia Divina non trova difficoltà a scendere sugli eletti ovunque si trovino, tuttavia si era accorto per propria esperienza che il luogo della Chiesa di Santa Maria della Porziuncola godeva di una maggiore abbondanza di Grazia, ed era frequentemente visitato da Spiriti celesti.
Spesso quindi diceva ai frati: “Guardatevi, figli, dall’abbandonare mai questo luogo. Se ve ne cacciassero fuori da una parte, rientratevi dall’altra. Questo luogo infatti è veramente santo e abitato da Dio.
Qui il Signore moltiplicò il nostro piccolo numero;
qui illuminò i cuori dei suoi poveri con la luce della sua Divina sapienza;
qui accese le nostre volontà con il fuoco del suo amore;
qui, chi avrà pregato con devozione, otterrà quello che chiederà, e chi mancherà sarà punito più gravemente.
Perciò, figli, ritenete degno di ogni onore il luogo della dimora di Dio, e con tutto il trasporto del vostro cuore rendete in esso lode al Signore”».
Chi visita la Chiesetta della Porziuncola rimane incantato e avverte misticamente come una presenza particolare, lo Spirito di Dio che permane lì per donare ai penitenti contriti e confessati, abbondante Grazia. Alla Porziuncola si fermarono grandi Santi come Sant’Antonio di Padova, San Bonaventura di Bagnoregio e tanti di essi sono stati umili visitatori.
Leggiamo le condizioni per ottenere l’indulgenza plenaria del “Perdono di Assisi”, per sé o per i defunti.
1) Confessione sacramentale per essere in Grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti);
2) Partecipazione alla Messa e Comunione eucaristica;
3) Visita alla Chiesa della Porziuncola in Assisi, o ad una Chiesa parrocchiale, o ad una Chiesa francescana dove si rinnova la Professione di Fede, mediante la recita del CREDO, per riaffermare la propria identità cristiana;
4) La recita del PADRE NOSTRO, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;
5) Preghiera secondo le intenzioni del Papa, per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa (Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre o altre preghiere a scelta).
6) Disposizione d’animo che escluda ogni affetto al peccato anche veniale.
Chiediamo alla Vergine Maria di aiutarci a ottenere questo mirabile dono dell’indulgenza e disponiamoci interiormente con il Rosario.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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