+ VANGELO (Lc 19,1-10)

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Martedì 17 novembre 2015
XXXIII settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 19,1-10)
Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e Lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’Uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Prima di affrontare il Vangelo, voglio ricordare e dare rilievo alla figura di Oriana fallaci, giornalista toscana morta nel 2006 e rimasta sempre presente nei ricordi di molti italiani che hanno considerato con attenzione i suoi scritti. Molti ridicoli radical chic italiani, sempre contrari al bene e alla verità che scorgono anche i bambini e tutti gli onesti, la prendevano in giro. Quelli che scrivevano sulla stampa lanciavano frasi di condanna e disprezzo.
Dove si trovano adesso quei radical chic italiani che ridevano sulle affermazioni della Fallaci, affermazioni che anticipavano quello che sta avvenendo in questi tempi per mano dei terroristi islamici? Vivono terrorizzati nel pensare che presto potrebbero abbandonare lo stile di vita snob e superficiale per colpa dell’Isis.
Non lo aveva già detto la Fallaci a tutti loro?
Pensare di chiedere scusa pubblicamente alla Fallaci? Ma neanche per sogno. Oppure di mostrare con un atto di umiltà-verità che si erano sbagliati e che con faciloneria ridicolizzata ridevano sulle anticipazioni della Fallaci e adesso vivono nel terrore?
Non c’è peggiore morte interiore di quella che lasciandoli in vita, sono cadaveri ambulanti e non hanno pace. Sono delle salme!
Vediamo fin dove arrivava l’odio dei falsi sapienti italiani che beffeggiavano la Fallaci per le sue posizioni contro l’Islam terroristico. Dopo l’11 settembre 2001 la Fallaci scrisse un forte articolo sul Corriere della Sera anche per il suo grande amore per gli Stati Uniti. Da quell’articolo è nato il pamphlet «La rabbia e l’orgoglio» che ha provocato polemiche a non finire e anche denunce alla scrittrice per istigazione all’odio razziale contro i musulmani.
Quindi, ci furono italiani chic che la denunciarono per avere espresso la verità e per avere anticipato il terrorismo che trionfa oggi.
Oggi dove si trovano quelli che la denunciarono facendo anche la figura degli sciocchi ammantati di odio e di negatività demoniache?
Ho scritto della Fallaci anche per mostrare che ella era atea ma intuiva 15 anni fa che il fanatismo islamico avrebbe raggiunto l’Europa e l’avrebbe messa in ginocchio. Perché i fatti di Parigi sono purtroppo l’inizio della guerra che l’Isis ha iniziato contro l’Occidente e gli Stati Uniti.
La cosa è così seria che nel G20 dei potenti del mondo riuniti ieri ad Antalya, Putin e Obama incontrandosi si sono prima guardati bene… poi si sono “annusati” e hanno capito che bisognava mettersi d’accordo, così hanno parlato per lungo tempo, dimenticando la loro guerra fredda e le strategie di entrambi per distruggere l’altro.
Tutti i potenti hanno compreso che non è più tempo per rimanere immobili, lasciando centinaia di migliaia di immigrati invadere l’Europa e portare confusione, disagi e maggiore povertà ai residenti.
Perché queste centinaia di migliaia di immigrati stanno invadendo l’Italia e l’Europa? È il piano della massoneria mondiale. Tutto si sta realizzando come previsto, l’unico imprevisto arriva dall’Isis e per questo i potenti vogliono utilizzare le armi pesanti ed entrare in guerra.
Eppure nel G20 ci sono potenti che hanno finanziato l’Isis e oggi sono schierati contro per distruggerli?
Giochi politici, militari, di conquiste che poco comprendiamo perché sono illogici, pazzeschi, assurdi, orgogliosi e onnipotenti…
Della Fallaci che si considerava atea, e che incontrando in privato Benedetto XVI diceva che era “atea-cristiana”, bisogna ricordare tre opere da leggere per gustare lo stile chiaro ed infuocato di questa brava giornalista. Attraverso esse la scrittrice denuncia la decadenza della civiltà occidentale che, minacciata dal fondamentalismo islamico, ritiene incapace di difendersi.
La Fallaci riteneva che la crescente pressione esercitata negli ultimi anni dall’immigrazione islamica verso l’Europa, e l’Italia in particolare, unita a scelte politiche, a suo parere discutibili, e all’aumentare di atteggiamenti di reciproca intolleranza, fosse la dimostrazione della veridicità delle sue tesi.
Secondo la sua opinione, staremmo assistendo ad un pianificato tentativo del mondo musulmano di islamizzazione dell’Occidente, basato su quelle che a suo parere erano le strutture portanti del Corano, come testimoniato da oltre un millennio di conflitti e ostilità tra musulmani e cristiani.
1) La rabbia e l’orgoglio (Milano, Rizzoli, 2001).
2) La forza della ragione (Milano, Rizzoli, 2004).
3) Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci (Milano, Corriere della Sera, 2004). Volume uscito nel mese di agosto per i lettori del Corriere della Sera: vendute 800.000 copie nella sola estate.
La Fallaci ha dimostrato che anche una atea può ricevere illuminazioni da Dio e manifestare un pericolo che effettivamente si è rivelato concreto. Ancora più preciso è stato Nostradamus, al secolo Michel de Nostredame, nato a Saint-Rémy-de-Provence, il 14 o 21 dicembre 1503 e morto a Salon-de-Provence, il 2 luglio 1566.
È considerato da molti, assieme a San Malachia, come uno tra i più famosi ed importanti scrittori di profezie della storia. È famoso principalmente per il suo libro Le Profezie, che consiste di quartine in rima, raccolte in gruppi di 100, nel libro Centuries et prophéties (1555).
I sostenitori dell’attendibilità di queste profezie attribuiscono a Nostradamus la capacità di aver predetto un incredibile numero di eventi nella storia del mondo tra cui la rivoluzione francese, la bomba atomica, l’ascesa al potere di Adolf Hitler, e gli attentati dell’11 settembre 2001.
Non voglio però dare grande rilevanza a Nostradamus, voglio sottolineare che nella profezia che pubblico di seguito egli parla di alcuni fatti che stanno avvenendo in questi tempi e altri che si verificheranno forse molto preso, secondo le ripetute minacce dei terroristi islamici.

«“La grande guerra inizierà in Francia e poi tutta l’Europa sarà colpita, lunga e terribile essa sarà per tutti… poi finalmente verrà la pace ma in pochi ne potranno godere”. Così parlò Nostradamus nel suo libro, e l’eco sinistra di quelle parole si sovrappone alle immagini tremende degli eccidi di Parigi di venerdì scorso.
Secondo un altro passo del volume Le Profezie, il libro più famoso dell’astrologo francese, attivo nel 1500, ecco cosa succederà: “Ci saranno tanti cavalli dei cosacchi (erano allora popolazioni nomade tartare che abitavano nelle steppe russe) che berranno nelle fontane di Roma”.
“…Roma sparirà e il fuoco cadrà dal cielo e distruggerà tre città. Tutto si crederà perduto e non si vedranno che omicidi; non si sentirà che rumori di armi e bestemmie. I giusti soffriranno molto.
(…) Roma perderà la fede e diventerà il seggio dell’Anticristo. I demoni dell’aria, con l’Anticristo, faranno dei grandi prodigi sulla terra e nell’aria e gli uomini si pervertiranno sempre di più…”».

Chi ci salverà dalle guerre che molti potenti si apprestano ad iniziare? Il Figlio dell’Uomo.
Questa espressione appare sovente nella Bibbia. Nell’Antico Testamento il libro in cui questa espressione ricorre più volte è quello di Ezechiele, dove più di 90 volte Dio si rivolge al profeta chiamandolo figlio dell’uomo. In Daniele 7,13 indica un uomo comune che è portato sulle nubi del cielo davanti all’Antico dei giorni
«Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco apparire, sulle nubi del cielo, uno, simile ad un figlio di uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui».
Nel Nuovo Testamento l’appellativo “Figlio dell’uomo” si riferisce sempre a Gesù ed è uno dei titoli con il quale Egli stesso molte volte preferisce autodesignarsi.
Nei Vangeli ricorre circa 80 volte; al di fuori di essi ricorre in At 7,56, in Eb 2,6 e in Ap 1,13 e 14,14.
Questa locuzione pone l’attenzione sul fatto che Gesù sia anche un essere umano come tutti gli altri essendo nato da una Donna, Maria che l’ha concepito e partorito (cfr. Gal 4,4 e Lc 1,34-36).
In altri termini questa espressione vuole puntualizzare lo stretto legame di parentela esistente fra Gesù Cristo e il genere umano oltreché ovviamente essere tesa ad esaltare la sua funzione salvifica (in virtù del passo di Dn 7,13).

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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