+ VANGELO (Lc 21,5-11)

Martedì 22 novembre 2016

XXXIV Settimana del Tempo Ordinario

 

 

+ VANGELO (Lc 21,5-11)

Non sarà lasciata pietra su pietra.

 

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del Tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal Cielo. Parola del Signore

 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Il giorno dopo l’elezione di Papa Benedetto XVI, “Il Manifesto”, quotidiano ultracomunista, titolò in prima pagina una pesante offesa: “Il Pastore tedesco”. Oggi lo stesso quotidiano dalle posizioni pienamente opposte al Cristianesimo, quindi alla Chiesa Cattolica, in prima pagina esalta Papa Francesco con questo titolo: “Il buon Pastore”.

È sempre gradita la manifestazione di apprezzamento da parte dei nemici, però se essi apprezzano vuol dire che un cristiano scende ai loro livelli ideologici. Sono sempre comunisti atei e contrari alla morale insegnata da Gesù Cristo.

La Chiesa sempre ha perdonato il peccato dell’aborto, è stato Gesù a dire che tutti i peccati possono ricevere il perdono, tranne quello contro lo Spirito Santo. A chiunque parlerà male del Figlio dell’Uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro” (Mt 12,32).

http://www.gesuemaria.it/files/La_bestemmia_contro_lo_Spirito_Santo.pdf

Cosa è cambiato ieri rispetto al passato? Papa Francesco ha chiuso il Giubileo straordinario ma ribadisce che la misericordia “non può essere una parentesi della vita della Chiesa”. Dopo la Messa conclusiva dell’Anno Santo ha firmato la lettera apostolica “Misericordia et misera”, in essa viene affermato che “tutti i preti potranno continuare ad assolvere l’aborto”.

Papa Francesco rende definitive le facoltà concesse ai Sacerdoti per il tempo del Giubileo. Si rivolge a tutta la Chiesa e dice di continuare ad usare misericordia verso tutti come è avvenuto nell’Anno Santo, e sottolinea: “Assolvete medici e donne che abortiscono”.

Per comprendere questa apertura o la nuova disposizione offerta dal Papa, bisogna avere una minima istruzione spirituale, non si può accogliere con trionfalismo o rifiutare con impulsività solo seguendo le proprie convinzioni riguardo la Fede.

Nessun cattolico deve avere una dottrina personale, sarebbe un protestante, quindi, dinanzi alla Lettera apostolica del Papa bisogna riflettere con equilibrio e saggezza.

Oggi Gesù ci dice nel Vangelo: “Badate di non lasciarvi ingannare”. Non l’applichiamo alla Lettera apostolica di ieri, però sta crescendo la confusione nella Chiesa e ne dobbiamo prendere atto.

La Chiesa è sempre stata misericordiosa perché è la Sposa della Misericordia incarnata, ma ha agito con saggia pedagogia per far prendere consapevolezza a chi commette o partecipa all’aborto, del crimine commesso.

Se adesso tutti i Sacerdoti possono assolvere un peccato così tremendo, che lascia danni psichici nella donna, si corre il rischio di ridimensionarne la gravità, non dare importanza sia all’omicidio commesso sia al recupero (sotto ogni aspetto: spirituale, morale, psichico) della mancata madre, attraverso l’aiuto da parte di Sacerdoti preparati.

Prima erano i penitenzieri incaricati dal Vescovo ad assolvere dal peccato dell’aborto, si trattava di Sacerdoti misericordiosi ma molto spirituali per comprendere il trauma della donna ed aiutarla secondo le sue reali necessità.

Non c’era una chiusura né una mancata compassione da parte del Sacerdote incaricato, anzi era incaricato proprio per le sue capacità di accoglienza, comprensione, amore e perdono! Da ieri l’incarico lo hanno tutti i Sacerdoti e questo preoccupa, perché la donna che pratica l’aborto necessita di un grande aiuto spirituale e psicologico.

«Quando una donna ha a che fare con questa terribile esperienza e se ne pente, difficilmente riesce a superarne il trauma da sola.

Il primo passo verso la guarigione interiore è la Confessione, infatti per mezzo del Sacramento della Riconciliazione inizia il vero e proprio percorso di “metabolizzazione” di quanto commesso e il perdono ottenuto per mezzo dell’Assoluzione del Sacerdote l’aiuta a ricominciare da capo con una più profonda consapevolezza del valore di una vita umana.

Spesso non è semplice accostarsi a questo Sacramento a causa della vergogna e dei sensi di colpa, ma una volta trovato il coraggio è bene sapere che questo peccato contro la vita nascente và confessato ad un incaricato “speciale”».

In passato era in vigore la prassi del Sacerdote incaricato, c’è stata questa grande preoccupazione nei riguardi della donna che abortiva e la Chiesa le veniva incontro con l’aiuto di Sacerdoti molto preparati, ma da ieri nascono molti interrogativi sull’aiuto che si potrà dare alle donne bisognose di comprensione e sostegno.

Rileggiamo cosa insegnava fino a ieri la dottrina della Chiesa:

«La cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana. La Chiesa non intende in tal modo restringere il campo della misericordia. Essa mette in evidenza la gravità del crimine commesso, il danno irreparabile causato all’innocente ucciso, ai suoi genitori e a tutta la società. (2272 – Catechismo della Chiesa Cattolica)

Per la Chiesa Cattolica, l’aborto procurato è un peccato gravissimo, in quanto viola la legge divina e condanna la donna, i medici e gli infermieri alla scomunica.

La legge ecclesiastica prevede che, per concedere l’assoluzione, si debba essere “autorizzati” dal Capo della diocesi».

Con la Lettera apostolica di ieri di Papa Francesco viene cambiata questa prassi e i cattolici ne prendono atto.

L’aborto rimane sempre un peccato grave, ciò che cambia nell’immaginazione di tanti è la facile opportunità che viene offerta con l’assoluzione immediata da parte di qualsiasi Sacerdote, anche se non è preparato nella profonda spiritualità e non possiede sensibilità psicologica, aspetti molto importanti per aiutare adeguatamente chi commette l’aborto o ne è partecipe.

Certo, ci sono altre affermazioni che preoccupano i cattolici che vogliono rimanere fedeli a Gesù Cristo e non sono solamente ipotesi, perché è il cardinale Kasper a rilasciare dichiarazioni che arrecano turbamento in tutti i buoni cattolici che osservano la sana dottrina.

Oggi un quotidiano presenta una  intervista al cardinale Kasper il quale afferma: “Francesco sta preparando grandi sorprese”. Indica anche una delle probabili sorprese: “Nella sua agenda anche il tema delicato del celibato dei preti”.

Anche su questo delicato argomento all’interno della Chiesa ci sono posizioni diverse, sono numerosi i Prelati favorevoli, soprattutto in Brasile dove il celibato è diventato un vero problema.

La difficoltà inevitabilmente nasce dalla mancanza di preghiera e da una vita dissipata, perché chi prega molto riesce a dominare la volontà, supera ogni tentazione e compie un profondo cammino di santità.

Tra i cattolici ci sono pure pareri diversi sul celibato dei Sacerdoti, non hanno compreso che nell’ordinazione ogni Sacerdote sceglie e accetta di sposare la Chiesa, escludendo liberamente qualsiasi altra forma di matrimonio o convivenza sentimentale, perché sarebbe un tradimento alla Sposa.

Ai mariti e alle moglie si deve domandare: saresti contento/a di vedere tua moglie o tuo marito che si dona ad altri tralasciando la sua famiglia? Il Sacerdote ha scelto di sposare la Chiesa e di compiere una missione unica e salvifica, se non riesce ad essere coerente ne tragga le conclusioni.

Sappiamo che i preti sposati nelle altre comunità cristiane sono poco spirituali, dedicano pochissimo tempo alla preghiera personale e comunitaria, seguono poco i credenti e si preoccupano più della salute fisica dei familiari che della salvezza spirituale dei parrocchiani.

“Vi sono eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il Regno dei Cieli. Chi può capire, capisca” (Mt 19,12).

Eunuco è un termine che indica l’impossibilità di avere rapporti sessuali, per motivi fisici, procurati da altri o per libera scelta.

Il terzo caso è chi liberamente sceglie di non sposarsi, per dedicarsi totalmente al Regno dei Cieli, ed è un dono di Dio (“chi può capire, capisca”).

Quelli che lo fanno “a motivo del Regno dei Cieli”, scelgono di diventare eunuchi per il bene del Regno di Dio. In senso metaforico, decidono di non sposarsi per dedicarsi di più al servizio della Chiesa e della testimonianza nel mondo, senza la preoccupazione di dover servire Dio anche prendendo cura della famiglia, con moglie, figli e tutte le problematiche giornaliere che hanno le persone sposate.

Gesù disse che non tutti erano capaci a fare questa scelta: questa capacità era un dono da Dio. Oggi molti perdono questo dono.

 

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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