+ VANGELO (Lc 6,12-19)

Martedì 6 settembre 2016

XXIII Settimana del Tempo Ordinario

 

 

+ VANGELO (Lc 6,12-19)

Passò tutta la notte pregando e scelse Dodici ai quali diede anche il nome di Apostoli.

 

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse Dodici, ai quali diede anche il nome di Apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da Lui usciva una forza che guariva tutti. Parola del Signore

 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

L’inizio del Vangelo di oggi arreca grande amarezza, come spesso accade, leggendo la nuova traduzione della Bibbia. Esiste inoltre una traduzione compiuta da cattolici e protestanti riuniti insieme e si chiama Bibbia interconfessionale.

Un gruppo di studiosi cattolici e protestanti per anni hanno lavorato insieme e possiamo immaginare le manipolazioni per andare d’accordo…

Lasciamo la Bibbia dei protestanti, quella ecumenica con i teologi cattolici per intenderci, e ritorniamo alla Bibbia cattolica. Quella vera!

La nuova traduzione presenta molti cambiamenti rispetto a quella che si è conosciuta per lunghi secoli, poi nel 2008 è venuta fuori questa nuova traduzione che confonde in più parti, e si spinge anche oltre, alterando passaggi molto importanti.

Per esempio, l’inizio del Vangelo di oggi presentato nella versione CEI 2008 è un po’ strano: In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio”. Molti che sono poco esperti della Parola di Dio trovano confusione in questa affermazione. Se Gesù è Dio perché deve pregare Dio?

Questa domanda mette disorientamento nei credenti e certamente molti si distaccano dalla preghiera fiduciosa rivolta a Gesù.

Se leggiamo la versione della Bibbia CEI del 1974 viene scritto diversamente: In quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione”. Riporto quella moderna per confrontarla.

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio”.

Evidentemente Gesù trascorse la notte in colloquio con suo Padre, si scambiavano l’infinito Amore e le confidenze.

Lo stesso dialogo fiducioso Gesù vuole stabilirlo con ognuno di noi, anche se con noi si trova a conversare con persone deboli, ferite interiormente, incapaci di superare le tentazioni, privi della conoscenza adeguata per praticare le virtù.

Il Signore crede in ognuno di noi e nonostante i molti peccati impressi nell’anima dei peccatori e i tradimenti contro il suo Amore, è sempre pronto a perdonare quanti si pentono. Così ci mostra che non conserva mai irritazione e dimentica presto le doppiezze dei peccatori.

Rimangono le miserie umane ma Gesù continua a credere in ognuno di noi. Dobbiamo cercare di migliorare e di conoscere la Parola di Dio.

Il Vangelo ci presenta alcuni passaggi significativi, come la preghiera notturna di Gesù, il colloquio con suo Padre, la scelta dei Dodici.

Gesù pregava ma in realtà parlava, il suo parlare però era preghiera, Gesù era ed è la preghiera incarnata.

C’è una ragione per la prolungata sosta notturna in colloquio con il Padre. Soprattutto quando conversava con il Padre, il suo Corpo trovava il migliore riposo dopo lunghe ore di cammino tra le città e le lunghe predicazioni.

Il riposo più soave di Gesù era quello di restare la notte a colloquio con suo Padre.

Sappiamo che Gesù come Uomo rimaneva incessantemente nella visione beatifica del Padre. Quindi, con la sua mente umana vedeva direttamente nella mente del Padre tutto quello che c’era nella mente e nel cuore di ogni uomo.

Gesù rimaneva in tutti i momenti unito al Padre, quindi Figlio e Padre si scambiavano incessantemente concetti ineffabili. La notte però rimaneva il momento in cui anche il Corpo di Gesù trovava ristoro contemplando il Padre. Un dialogo amorevole che noi chiamiamo preghiera, piena di affetto nel silenzio palpabile.

Non aveva bisogno dei consigli del Padre per scegliere i Dodici, dato che Padre e Figlio li avevano scelti dall’eternità.

Rimane comunque evidente che prima di ogni scelta importante, Gesù trascorreva particolarmente la notte in preghiera. Non tanto per avere suggerimenti, Egli faceva passare dalla Volontà del Padre quanto già sapeva come migliore e stabilito. Una delicatezza degli innamorati.

Il miglior modo per mostrare incessantemente che il Figlio si era incarnato per obbedire al Padre, pur conoscendo la Volontà.

Sono passaggi molto importanti per la nostra Fede e per conoscere come procedere in questo cammino, per fare anche noi la Volontà del Padre. Pochi cristiani si chiedono quale volontà seguono, se il Padre è contento di loro, se il cammino intrapreso è quello giusto.

L’insegnamento più bello che possiamo trarne è quello di pregare prima di compiere qualsiasi azione. Di pregare mentre si svolge l’azione. È sempre il momento migliore per pregare e se non riusciamo a farlo con le parole né con la mente perché impegnate in altro, dobbiamo pregare con la nostra vita.

Impariamo a rimanere in una preghiera ininterrotta.

Quando amiamo in realtà noi preghiamo, così se siamo pazienti, gioiosi, pensiamo bene di tutti, aiutiamo i bisognosi, siamo disponibili, generosi e benevoli. Tutto quello che facciamo di buono e nella Volontà di Dio, diventa preghiera. Per questo, ogni momento della nostra vita può diventare preghiera.

È sufficiente mettere l’intenzione di voler dare gloria a Dio, così uniamo la nostra volontà alla Volontà di Gesù.

Ogni nostra opera e ogni parola diventano di valore infinito se Gesù è in noi e noi viviamo nella sua Volontà.

 

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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