+ VANGELO (Lc 6,12-19)

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Martedì 11 settembre 2018

XXIII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 6,12-19)

Passò tutta la notte pregando e scelse dodici ai quali diede anche il nome di apostoli.

Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da Lui usciva una forza che guariva tutti. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Nella traduzione della Bibbia del 1974 troviamo un’altra parola nel primo versetto del Vangelo di oggi, il 12. «In quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione».

Non è scritto che pregava Dio, perché Lui stesso era Dio, allora la dicitura corretta doveva indicare che pregava il Padre. Anche il Padre è Dio, ma con la traduzione biblica di oggi si lascia intendere la non divinità di Gesù. Sono molte le novità che maneggiano la Verità ispirata dallo Spirito Santo.

La crisi spirituale all’interno della Chiesa ha colpito come una pandemia oramai diffusa nei Continenti, non ci sorprende più nulla, molto si continua a leggere di umiliante con protagonisti prelati e sacerdoti che non pregano più. Chi prega infatti resiste e vince le tentazioni, chi non prega perde Dio e scade sempre più nell’immoralità.

Due giorni fa i quotidiani hanno pubblicato questa notizia:

«Hanno parcheggiato lungo una delle strade più frequentate di Miami Beach e hanno iniziato a praticare sesso orale in auto. In pieno giorno e davanti ai passanti sbigottiti, finché qualcuno ha chiamato la polizia. All’arrivo, gli agenti si sono trovati di fronte due uomini, talmente impegnati nelle loro effusioni da non accorgersi della loro presenza.

Ma la sorpresa maggiore è arrivata dopo, quando i poliziotti hanno identificato i due innamorati: che rispondevano ai nomi di Diego Berrio, 39 anni, e Edwin Cortez, 30. Entrambi preti cattolici dell’Arcidiocesi di Chicago. I due sono stati arrestati per atti osceni in luogo pubblico mentre l’Arcidiocesi ha preferito non commentare, pur aggiungendo che aveva avviato un’inchiesta sui due».

Sono troppi gli scandali nella Chiesa che ci danno una maggiore ed insistente conferma che è la vera Sposa di Cristo. Se non avesse un’origine Divina la Chiesa Cattolica non esisterebbe più da molti secoli, forse già all’inizio sarebbe stata divorata dalle molte eresie interne e dagli attacchi esterni.

Le stesse eresie interne e gli attacchi esterni sono le prove che i diavoli sono scatenati solo contro la Chiesa perché è Divina.

Le notizie di scandali che vengono diffuse dai mass-media vogliono gettare discredito sulla Chiesa, ma noi sappiamo che la Chiesa rimane sempre Santa, colpevoli sono solamente gli uomini che hanno perduto la Fede a causa dei vizi, per l’immoralità devastante che fa perdere Dio e si smarriscono forse definitivamente.

Scrivo queste cose a voi che siete sicuramente più formati di molti cristiani e dovete valutare la situazione che vive la Chiesa al suo interno per pregare molto per tutti i prelati e i sacerdoti, bisogna chiedere a Gesù di intervenire presto per riportare la Verità, anche se sarà necessario usare la sua Giustizia.

Mi scrivete in molti e raccontate vicende parrocchiali inconcepibili e stravaganti. Un’altra storia bizzarra l’ha pubblicata il Corriere.

«Si è sposato ad aprile a Gran Canaria in Spagna con il suo compagno di sempre, ma ufficialmente è ancora prete e non ha chiesto di uscire dal ministero. È la storia di don Giuliano Costalunga, che dopo dieci anni ha realizzato il suo sogno d’amore: si è sposato con Paolo.

Da sempre don Giuliano della diocesi Verona, giovane sacerdote dalle idee rivoluzionarie, considerato “troppo moderno” dai parrocchiani, si era fatto notare e aveva fatto discutere. Nel 2007 a Selva c’erano state diffidenze e polemiche nei suoi confronti, la comunità si era spaccata: chi stava con il giovane “don” e lo difendeva, ammirando la sua evangelizzazione moderna e fuori dagli schemi e chi invece si schierava “contro”, criticandolo».

Oggi il prete sposato afferma in un video: «Amo sia Dio che mio marito, sono felice».

Cosa dire. Bisogna ripartire dai seminari cattolici e dai formatori, i vescovi devono vigilare ed intervenire prontamente dove avvengono scandali ancora non pubblici, per evitare ulteriori danni all’immagine della Santa Chiesa e l’allontanamento di migliaia di cattolici. Continua a crescere il numero di cattolici che non vanno più in Chiesa e gli autori degli scandali daranno conto a Dio anche per l’allontanamento dei credenti scandalizzati.

Si deve ritornare nelle parrocchie e nei seminari alla prolungata adorazione dell’Eucaristia, solo da Gesù è possibile acquisire una grande forza spirituale per resistere alle spinte emotive che arrivano alla mente e allontanarle immediatamente.

Gesù ci ha insegnato con il suo esempio la necessità di pregare.

Più volte ha ripetuto che è necessario pregare senza stancarsi. Quando ci raccogliamo anche noi per pregare ci avviciniamo assetati alla fonte delle acque vive. L’ha troviamo la pace e le forze necessarie per continuare con gioia e ottimismo il cammino della vita.

Con la nostra preghiera facciamo un gran bene alla Chiesa e al mondo; proprio con questi momenti di preghiera, come adesso, quando rimaniamo accanto al Signore. È stato detto che coloro che pregano veramente e molto, sono le «colonne del mondo», senza le quali tutto rovinerebbe.

La preghiera ci rende forti davanti alle difficoltà e ci aiuta a santificare il lavoro, a essere esemplari nelle attività, a trattare con cordialità e stima quelli che vivono o lavorano insieme a noi. Solo nella preghiera troviamo l’urgenza di portare Cristo negli ambienti in cui ci muoviamo, un’urgenza tanto più incalzante quanto più lontane da Dio sono le persone che stanno intorno a noi.

Il dialogo intimo di Gesù con suo Padre fu ininterrotto: per chiedere, per lodare, per ringraziare. In ogni circostanza il Signore si rivolge al Padre. Continuiamo tutti noi a chiedere, lodare, ringraziare Gesù perché molte sono le Grazie riservate per tutti, ma bisogna meritarle con una intensa vita di preghiera, recitando ogni giorno più Corone del Santo Rosario.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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