+ VANGELO (Lc 7,11-17)

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Martedì 17 settembre 2019

XXIV Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 7,11-17)

Ragazzo, dico a te, alzati!

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, alzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed Egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande Profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di Lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La società è in ginocchio agonizzante, viene portata sopra una bara dove c’è la morte e morte resterà senza l’intervento di Gesù Cristo.

La morte indica l’estinzione, una scomparsa, la cessazione di qualcosa che esisteva e che ha avuto una fine. La società continuerà ad esistere per altri millenni, ma con la mentalità fondata sull’immoralità, cosa conserva di umano o di razionale? Solo tanti interessi personali, quelli comuni li ha dispersi.

Che senso ha la vita degli occupanti del nostro pianeta senza un fine soprannaturale?

Miliardi di persone nella storia si sono guardati bene dall’avere un fine soprannaturale, ma cosa hanno prodotto di buono per la società? Anche se tra essi ci sono stati scienziati, inventori e poeti, il male compiuto perché «spiriti liberi» è stato molto dannoso per incalcolabili persone.

Lo spirito libero è un atteggiamento mentale che vuole sfruttare le infinite potenzialità della mente, senza alcuna morale o la Fede in Dio.

Il Vangelo ci parla di un morto senza più anima, nel mondo di oggi sono innumerevoli quelli che non perdono occasione per mostrare di vivere senz’anima, senza sensibilità e bellezza interiore. L’egoismo ha soppiantato quel poco di bene che mantenevano con sforzi immani e assistiamo in Italia ad uno spettacolo pieno di vergogna e privo di decoro.

Il morto del Vangelo di oggi si trovava nella bara e la madre piangeva a dirotto, aveva perduto l’unico figlio ed era vedova. Il ragazzo morto non poteva fare nulla per chiedere aiuto a Gesù, è chiaro, furono i pianti della madre a commuovere il mite Cuore del Signore.

Un ragazzo fortunato, devo dire, non tanto per la sua risurrezione, prima ancora infatti occorreva l’intervento miracoloso di Gesù. La premura del Signore evidenzia la sua bontà, la commozione dinanzi una madre che piange. La madre con le lacrime manifestava un immenso dolore per la perdita dell’unico figlio.

Il ragazzo fu fortunato perché nello stesso istante passarono da quell’incrocio il corteo funebre con il suo corpo senz’anima e Gesù.

Dio desidera la salvezza eterna di tutti gli esseri umani, ma la minima parte accoglie la sua Legge e sceglie l’eternità beata.

Non è accettabile la formulazione di convincimenti sulla sorte di ciascuno, come se fosse stato predeterminato da Dio lo svolgimento della vita delle persone. Non è così. Ogni uomo e ogni donna decidono il loro futuro con le loro scelte di vita.

Molti dicono che i cattivi vivono bene, sono benestanti, non hanno malattie, ecc.

Dio può «non disturbare» i cattivi e i ladroni, godono di tanto bene in questa vita perché sa che per loro scelta finiranno all’inferno!

Ad essi invia molte ispirazioni per «svegliarli» dalla vita corrotta, e nessun dannato potrà lamentarsi di non aver ricevuto avvisi da Dio.

Nel linguaggio familiare si usa dire che un determinato avvenimento era destino, oppure qualcuno era destinato o non lo era a vivere una sofferenza o una determinata storia. Si pensa alla sorte come unica via di spiegazione dell’imponderabile, quando quasi tutti gli avvenimenti sono creati dall’uomo e dalla donna.

Il caso esiste quando avviene qualcosa in modo fortuito, senza la Volontà di Dio, senza l’azione sempre maligna dei diavoli.

Responsabili rimangono sempre uomini e donne che pregano o non pregano, e dalla vita buona o cattiva che conducono, l’influenza dei diavoli sarà minima o potente.

Molti potenti, politici e non, portano ai polsi bracciali di stoffa colorati o altro materiale: sono oggetti maleficiati da maghi che invocano i diavoli per «proteggere» chi li indossa, e sono infettati dalla negatività dei diavoli e il loro agire sulle persone sarà molto più forte di quando non portavano quei bracciali.

Al mago chiedono di proteggere il lavoro o la loro attività, e i diavoli in effetti incrementano il lavoro, aiutano inizialmente, ma fanno perdere il residuo di Fede in Gesù, i loro pensieri vengono indirizzati al Male e alla perversione, avvengono disgrazie e forse non fanno neanche in tempo a pentirsi perché i diavoli accecano la mente. Dove finiranno?

Attenti agli oggetti maleficiati, sono pieni di negatività satanica. Non comprate nulla degli oggetti africani o orientali, possono nascondere influssi negativi che spingono al suicidio, a tradire il coniuge, a non voler restare in famiglia, a bere, a drogarsi, a commettere azioni strane e insensate.

La vita vola come un soffio e l’eternità non avrà fine, chi è saggio riflette su questo e sceglie bene. Chi vive senza Dio morirà senza Dio.

Siamo noi a prepararci il destino, il futuro, quello che saremo in questa vita e cosa sceglieremo nel passaggio dopo questa vita: l’aldilà.

Molti si considerano fortunati ma non si rendono conto che in tanti casi dietro la realizzazione sociale c’è la preghiera di un familiare o un parente o di un Consacrato. Di qualcuno che dedica la propria vita alla preghiera e lo fanno anche numerosi laici.

Le lacrime della madre hanno commosso Gesù e le ha risuscitato il figlio, le vostre lacrime potranno far risuscitare chi vive da morto!

Gesù ha compassione di tutti, non condanna e anche ai grandi peccatori dona molte possibilità di redimersi e ricominciare una vita edificante. Dinanzi al ragazzo morto il Signore si commosse e fermò il corteo funebre, risuscitandolo dalla morte.

«Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: “Ragazzo, dico a te, alzati!”. Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed Egli lo restituì a sua madre».

Con le nostre preghiere Gesù è pronto a dire al peccatore che non riesce a lasciare la vita corrotta: «Dico a te, alzati!». Gesù è la Vita e con Lui si vince ogni morte. Pregate per tutti i peccatori, pensate ai vostri familiari e ai conoscenti. Io prego ogni giorno per tutti voi e i vostri familiari.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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