+ VANGELO (Lc 7,31-35)

Vangelo

Mercoledì 19 settembre 2018

XXIV Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 7,31-35)

Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il Signore disse: «A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”. È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’Uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”. Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Molte parole maliziose uscivano dalle bocche di scribi e farisei contro Gesù, non solo erano prevenuti contro ogni buon Profeta, dinanzi al Signore erano sempre pronti ad accusarlo di falsità che arrivavano alle loro menti come folgori e saette scagliate dall’inferno.

Per diffamarlo e screditarlo avevano come una intelligenza superiore, si trattava in realtà delle ispirazioni dei diavoli. Così avviene in molti.

Tante persone intelligenti, dotte, sagge, utilizzano la mente seguendo la linea del bene, vivono i valori morali o hanno ricevuto una ottima educazione e la mettono in pratica con riflessione e buona abitudine.

Più degli uomini i diavoli sono molto più intelligenti ed erano Angeli, poi per loro scelta, dinanzi alla prova a cui li sottopose Dio, rifiutarono di obbedire a Lui e divennero demoni. Nemici del Bene. Sono nemici di Dio e di conseguenze delle sue creature redente.

Ogni persona ha la sua intelligenza, a quanto sembra non tutte la utilizzano o proprio non la posseggono per mancanza di spazio nelle testa occupata da molta stupidità. Non vogliamo infierire su quanti non agiscono o non parlano utilizzando l’intelligenza, però spesso arrecano molti danni a tanti innocenti, anche alla società.

Einstein non sbagliava quando diceva che «solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana… e non sono sicuro della prima».

Ci sarebbe da distinguere tra stupidità e avventatezza o sudditanza agli impulsi, non è questo il momento per trattare l’argomento, però suscita attenzione la malizia dei cattivi, che possono essere intelligenti e stupidi.

I cattivi intelligenti conoscono le misure di come fare del male e sono sicuramente più micidiali, mentre gli insensati agiscono in modo irragionevole ma con quella scaltrezza maliziosa che sorprende in quanto si rivela come una sorpresa. In questo caso c’è una forte presenza satanica in queste persone che vogliono arrecare del male in modo scriteriato.

Scribi e farisei appartenevano ad entrambe le categorie, c’erano gli intelligenti e gli stupidi illuminati dalle ispirazioni dei diavoli.

Questo dato ci arriva dalle domande trabocchetto poste a Gesù che troviamo nel Vangelo, sorprende molto la varietà degli argomenti trovati da scribi e farisei per far cadere in errore il Signore e accusarlo alle autorità. Utilizzavano la parola per fare del male, espressione del marcio che avevano interiormente.

La parola è un grande dono di Dio e non deve essere usata per il male.

Ogni parola ha un suo peso, da una sola dipende la pace familiare, la pace nel mondo e anche la pace interiore. Con una sola parola buona o maligna si può trasmettere agli altri una gioia che dura anche giorni oppure una infelicità che fa crollare anche i migliori rapporti di amicizia.

Quando scrivo che bisogna imitare Gesù, è compreso ovviamente anche il suo modo amabile di conversare con tutti, e quando Lo imitiamo veramente la nostra parola arricchisce di gioia gli altri, li incoraggia e li consola.

Se si incontrano amici o colleghi di lavoro che soffrono di sbalzi di umore e non se ne rendono conto, anche se la nostra parola non li guarisce perché occorrono cure adeguate per curare il disturbo bipolare, quantomeno i nostri incoraggiamenti al bene e all’ottimismo li tranquillizza.

È vero che questa sindrome maniaco depressiva è caratterizzato da gravi alterazioni dell’umore, dove si alternano episodi maniacali e depressivi, e proprio la persona non se ne rende conto se non ricorre alle cure adeguate.

Possiamo trovarci a dialogare o a frequentare persone con questo grave disturbo e rimangono sempre convinte di avere ragione su tutto, incapaci di riconoscere i limiti e le molte bugie che raccontano. I dialoghi sono pressoché impossibili, devono pensare di avere ragione su tutto per sentirsi appagate.

La potenza della parola.

È potente nel bene e nel male, per donare la pace e per toglierla a chi riceve accuse insensate, le subdole diffamazioni.

Invece di seguire per debolezza e incapacità di controllare i pensieri insensati come quelli degli scribi e farisei, i cristiani devono guardare l’esempio di Gesù e fare lo stesso. Il Vangelo non solo si legge, la lettura deve aiutare a scoprire come parlava Gesù, le sue buone maniere, la dolcezza, la bontà, la verità e l’umiltà.

Questo significa imitare Gesù: fare come Lui.

Scribi e farisei invece di cantare la gloria di Dio che hanno sotto i loro occhi, utilizzano le loro parole per la maldicenza, distorcendo quel che vedono e odono. I loro occhi non riconoscono le meraviglie che si compiono davanti a loro e il loro cuore è chiuso al bene.

La parola ci deve servire per cantare le lodi di Dio e per fare sempre il bene, mai il male. Abituiamoci a parlare cordialmente di tutto e di tutti.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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