+ VANGELO (Lc 9,18-22)

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Venerdì 27 settembre 2019

XXV Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 9,18-22)

Tu sei il Cristo di Dio. Il Figlio dell’Uomo deve soffrire molto.

+ Dal Vangelo secondo Luca

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con Lui ed Egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che Io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che Io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’Uomo -disse- deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Nella vita di ognuno arriva il momento della verità, arriva quando si è obbligati a mettersi di fronte alla propria coscienza per interpellarla e conoscerla secondo la propria onestà. Non tutti quelli che vivono questo straordinario momento reagiscono in modo sereno, spesso la reazione è piena di ira, anche solo mentalmente.

Finché la coscienza rimane «addormentata» non hanno una visione chiara del loro stato interiore, c’è un velo che copre il loro mondo invisibile, e all’esterno mostrano un aspetto che il più delle volte non è autentico e costruito con la ripetizione di tanti atti insinceri.

Tantissime persone invece vivono questa esperienza con serenità e sono forti quando scoprono le miserie presenti, non si abbattono e cominciano a pregare con maggiore partecipazione.

È questo l’atteggiamento che piace a Gesù e alla Madonna, in questo caso Loro possono agire nelle anime che «rinascono» spiritualmente.

Non apprezzano molto quelle persone che fanno i calcoli anche sulle questioni di Fede e valutano più il tornaconto che l’osservanza.

Gesù e la Madonna cercano anime buone e semplici per agire in esse e trasmettere i Loro sentimenti e lo Spirito. Loro insegnano a pregare bene.

Le risposte migliori che cerchiamo arrivano quando preghiamo bene durante la giornata. Non illudiamoci di fare molto quando invece la preghiera è veloce e solo quando si ha tempo… Non arrivano gli aiuti spirituali perché non si prega bene, non c’è un cammino di Fede sincero.

Sicuramente non è un atteggiamento di amore ricorrere a Gesù e alla Madonna solo quando c’è una necessità, ma Loro accolgono amorevolmente tutti quelli pentiti che ritornano a pregare, il problema è che quanti non sono abituati a pregare bene, poi non sono in grado di sostenere una preghiera prolungata.

Non hanno la stessa capacità di pregare come quelli che, tra alti e bassi, rimangono comunque sempre fedeli alla preghiera giornaliera.

La presenza di Dio in noi aumenta se si prega bene e con la frequenza ai Sacramenti, mentre senza la preghiera diminuisce o si perde.

L’allontanamento da Gesù comporta conseguenze disastrose, sia per l’interruzione dell’aiuto da parte di Dio, sia per la rovina del cristiano a causa dei peccati che deturpano sempre più l’anima. Infatti, la ripetizione di molti peccati immorali, danneggia gravemente la vita spirituale.

L’errore più grande di moltissimi uomini e donne di oggi è quello di non vivere il momento presente e corrono senza valutare bene.

Ci sono molti fattori che primeggiano e guidano la vita istintiva dei più volubili: interiori, economici, sociali, professionali, politici, di vantaggi discutibili. Riescono a rimanere saldi nelle loro posizioni religiose e morali solo quelli che ricordano che Dio è vivo e vede tutto.

Lo ricordano con amore, perché Lui è l’Amore e desidera solo il nostro bene e la nostra felicità. Dio Padre non mette paura, Lui è la Bontà.

Rientrare in sé per capire quanto tempo viene dedicato a Gesù e alla Madonna, è la migliore scelta della vita. Non possiamo fare a meno di Loro.

Ognuno deve trovare il coraggio di guardarsi dentro per capire la strada su cui cammina e il fine prioritario della vita.

Spesso gli uomini non si impegnano nel loro compito specifico: il padre o la madre può trascurare i figli per seguire ideali sbagliati o le proprie passioni dilettevoli; lo studente talvolta si allontana con l’immaginazione dalla lezione che deve preparare e non approfitta del tempo di cui poi, forse con preoccupazione e inquietudine, avvertirà la mancanza.

Sono solo due esempi di migliaia di situazioni che riguardano un po’ tutti, come la madre molto impegnata e non educa bene i figli, i figli che sciupano il tempo trascurando i genitori, i Ministri sacri che dimenticano la loro missione e sprecano tanto tempo in cose non importanti.

Il tempo è prezioso, il tempo passa, il tempo è una fase di esperimento circa la nostra sorte decisiva e definitiva.

Dalla prova che noi diamo della fedeltà ai nostri doveri, dipende la nostra sorte futura ed eterna. Siamo di passaggio su questa terra!

Il tempo è un dono di Dio, lo si usi bene finché c’è tempo!

Il tempo è una interrogazione di Dio alla nostra libera e, si può dire, fatale risposta.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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