+ VANGELO (Lc 9,46-50)

Vangelo

Martedì 1 ottobre 2019

XXVI Settimana del Tempo Ordinario

Santa Teresa di Gesù Bambino

+ VANGELO (Lc 9,46-50)

Chi è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande. Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio Nome, accoglie Me; e chi accoglie Me, accoglie Colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande». Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demoni nel tuo Nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La festa liturgica di questa giovane Santa ci presenta un modello straordinario vissuto con impegno e amabilità in modo molto ordinario. Esteriormente non lasciava intravedere pressoché nulla della speciale spiritualità che portava nell’anima.

Ella si preoccupava esclusivamente delle cose di Dio e per questo diventava sempre più spirituale. Nel giorno della sua canonizzazione a San Pietro avvenuta il 17 maggio 1925, Padre Pio disse ad alcuni amici: «È una grande Santa».

Il motivo della grandezza di Santa Teresina, morta a 24 anni, si trova nella determinata capacità di vivere la piccolezza evangelica, di non preoccuparsi delle cose materiali non essenziali. Il modo contrario di come visse Santa Teresina è una vita irrequieta e incoerente, con la ricerca dell’apparenza piuttosto che dell’essenza.

La novità della spiritualità di Santa Teresina, chiamata anche teologia della «piccola via», dell’infanzia spirituale, ha ispirato numerosi credenti. Teresina propone di ricercare la santità, non nelle grandi azioni, ma negli atti quotidiani anche i più insignificanti, a condizione di compierli per amore di Dio.

Questa spiritualità non trova spazio in questa società, non è vissuta dai personaggi pubblici che emarginano Dio e lasciano dominare il Male.

Oggi si parla anche troppo e si cercano esclusivamente vantaggi, con l’utilizzo di parole non sincere. È un metodo che rende meno dignitosa la persona e sporca la coscienza, la avvilisce anche se non se ne cura per la superficialità in cui vive.

Oggi molti si identificano con la menzogna, è il loro valore e non riescono a fare a meno di pronunciare falsità. Le menzogne ripetute di continuo da persone con incarichi prestigiosi causano notevoli e gravissimi danni ai cittadini o ai cattolici.

La doppiezza e l’ambiguità di molti personaggi famosi suscita stupore, disappunto, delusione, avvilimento e anche una amara risata.

La loro verità è un inno alla menzogna.

Molti in modo spudorato esprimono solo menzogne e non battono ciglio, sanno di ingannare e che molti di quanti ascoltano lo hanno capito. Avviene ovunque tra quanti esercitano un potere, anche nella Chiesa, nella politica con questo governo che vuole fare entrare in Italia milioni di immigrati e nel mondo dello spettacolo.

Tanti hanno sepolto la semplicità, non c’è traccia in essi di purezza e rettitudine, non amano l’umiltà e la spontaneità. Tutto in loro è studiato con sistematicità e la loro ambizione non conosce impedimenti.

Sono in piena opposizione alla spiritualità che oggi ci presenta Santa Teresina.

Ella amò in silenzio anche le monache che la perseguitavano e che incontrava più volte al giorno. Non replicava alle spazientite monache anziane che le mandavano in qualche modo insulti, per la poca accortezza quando doveva aiutarle.

Santa Teresina scoprì in una Lettera di San Paolo l’importanza della carità, intesa come amore, bontà, altruismo. Si propose di vivere seguendo gli insegnamenti di Gesù che portano esclusivamente ad amare tutti, con sincerità e senza falsità, doppiezza, ipocrisia.

In questo amore che si sviluppava in Lei, si trovava bene e gioiosa, perché superava le ripetute prove che le arrivavano in monastero.

Oggi abbiamo l’occasione di esaminare il nostro atteggiamento davanti al Signore. Dio è sempre Padre, nelle afflizioni non ci lascia soli.

Chiediamoci se noi nell’abbondanza e nella miseria, nella salute e nella malattia ci comportiamo da figli riconoscenti.

Santa Teresina fu provata dalle malattie e la vita religiosa durata meno di dieci anni, fu molto dolorosa per una ragazzina che riuscì ad ottenere il permesso dal Papa ed entrare in anticipo in monastero. Anche se la foto che conosciamo La immortala sorridente, le prove e i conflitti interiori che visse furono incalcolabili.

Non si diventa migliori senza queste lotte spirituali, senza gli sforzi personali.

La vita è un combattimento invisibile ma reale, soprattutto contro il proprio Io, poi contro i diavoli instancabili e infine contro quelli che non ci amano e ci tormentano con le persecuzioni, le cattiverie, le diffamazioni, l’invidia per ciò che siamo e abbiamo.

Santa Teresina in monastero fu incompresa e maltrattata dalla superiora. Ella non finse di amarla, di obbedire con il sorriso impostato e la premura per poi tradirla alle spalle, non fece questo Suor Teresina. Ella dimenticava le offese e amava sempre la superiora.

Chi legge la sua autobiografia trova un iniziale lamento di Santa Teresina riguardo l’assenza dello spirito religioso che cercava in monastero, ma invece di piangerne la mancanza, lo fece nascere nel suo cuore, così cominciò a vivere interiormente la vera spiritualità che tanto cercava.

I giusti devono per forza soffrire, ma non tutti quelli che soffrono sono giusti.

Riflettiamo sul nostro comportamento e sul tipo di reazione che attuiamo nelle prove e nelle malattie.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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