+ VANGELO (Mc 10,28-31)

Vangelo

Martedì 5 marzo 2019

VIII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mc 10,28-31)

Riceverete in questo tempo cento volte tanto insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità Io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Il Vangelo continua il discorso di ieri, è un dialogo dopo l’incontro tra Gesù e il giovane ricco. Dopo la precisazione del Signore sulla difficoltà della salvezza eterna da parte dei ricchi che non compiono opere di carità, perché ingabbiati nelle preoccupazioni temporali, alla domanda di Pietro, Gesù risponde con una parola molto consolante e che bisogna ricordare spesso.

“Non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà”.

L’ho trascritta nuovamente perché la considerazione di queste parole può dare una decisiva svolta alla vita di quanti sono legati ai beni materiali.

Ieri il Vangelo ci offriva temi importanti da meditare e brevemente ne accenno qualcuno.

Sorprendente è la domanda posta dal giovane ricco a Gesù: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Oggi difficilmente si trovano persone preoccupate del loro futuro, tantomeno i ricchi, presi come sono dall’interesse delle cose materiali, preoccupati dei loro beni.

In pratica, il giovane ricco chiedeva la felicità: «Che cosa devo fare per essere felice?».

Egli sapeva molto bene che le sue ricchezze non gli arrecavano affatto la vera felicità e animato da una sincera ricerca, la chiese al Signore, perché comprendeva che solo Lui era in grado di donarla.

Questa domanda viene posta oggi nelle preghiere a Gesù da pochi cristiani, a causa della dissipazione mondana scambiata per felicità e per la mancanza di forza spirituale per arrivare a chiedere a Dio l’ottenimento della vera felicità, la quale comporta le rinunce.

Ognuno si chieda quante volte ha chiesto a Gesù di giungere alla felicità soprannaturale, quella che perdura anche nelle sofferenze!

Questo uomo che chiedeva a Gesù il consiglio per raggiungere la vita eterna, osservava diligentemente i Comandamenti, ma non era sufficiente questa buona pratica, perché era legato ai beni materiali. Per questo il Signore gli volle chiedere di più, perché l’osservanza dei Comandamenti gli era abituale, gli mancava qualcos’altro.

La risposta data dal Signore fu tranciante: «Una cosa sola ti manca».

Per che cosa? Per raggiungere la vera felicità e di conseguenza la vita eterna.

Da oggi, ogni giorno nella nostra meditazione dobbiamo chiederci con sincerità cosa manca nella nostra vita per arrivare alla vera felicità che solo Gesù può donarci. Quella felicità che è contagiosa perché oltre a provare una gioia interiore che ci fa sentire gratificati, quindi appagati, ci dona la letizia che porta alla beatitudine del Vangelo.

In pratica, oggi Gesù sostiene che non sono i soldi o i beni materiali o le onorificenze a dare la vera felicità, infatti è raro vedere un ricco o un potente nella vera gioia spirituale, invece lo è chi compie buone opere, chi utilizza parte dei suoi beni per aiutare le opere di Dio, per fare del bene al prossimo che non ha nulla.

Oggi con questa incertezza economica sono principalmente i ricchi a non volersi distaccare dai loro beni, illusoriamente convinti della sicurezza che arriva da essi, della garanzia e certezza della felicità che giungono solo dai soldi…

Il distacco affettivo dai propri beni è molto importante, questa è la prima regola per seguire il Signore. Non è peccato possedere anche molti beni materiali, ma deve esserci un sincero distacco, si devono considerare per quelli che sono. Sono beni materiali che si lasceranno in questa Terra e si godranno per pochi anni.

Non significa spogliarsi di tutti i beni, cosa che in realtà Gesù chiese al giovane ricco per farlo diventare suo discepolo. Chi ha molti beni deve ringraziare ogni giorno il Signore per la possibilità concessa, unita alla propria capacità, ma tutto il Bene arriva da Dio, e il Bene è solo onesto.

Quanti ricchi posseggono tante ricchezze e non donano neanche l’1% per compiere opere buone e ottenere tante Grazie da Dio!

Chi possiede tanto superfluo… non indispensabile per vivere agiatamente, deve riflettere seriamente finché ne ha l’opportunità.

Alla domanda del ricco, Gesù si rallegrò per lui, per l’impegno nell’osservare i Comandamenti, ma quando gli propose di lasciare le ricchezze cambiò atteggiamento e si irrigidì, il suo cuore si agitò. Un cuore attaccato fortemente ai beni materiali. “A queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni”.

Se ne andò rattristato, si allontanò da Gesù e perse la grande occasione della sua vita di santificarsi, di diventare un vero cristiano!

«Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: “Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel Regno di Dio!”».

Non è impossibile, ma difficile, cioè faticoso perché ci sono esigenze da osservare. Tutte le cose importanti richiedono fatiche per raggiungerle e sono esigenti, altrimenti non sarebbero davvero importanti.

Anche i ricchi possono entrare in Paradiso e vivere nella gloria eterna, nella felicità che non avrà mai fine, ma devono compiere grandi sforzi spirituali.

Gesù e la Madonna desiderano la salvezza eterna di tutti gli uomini e donne del mondo, hanno dato tanti messaggi per indicare cosa fare, come vivere per vincere le passioni disordinate e ottenere il dominio della propria volontà.

Chi riesce a controllare la sua volontà e a inserire le parole del Vangelo nei propri pensieri, questo sì che è davvero felice!

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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