+ VANGELO (Mc 12,28-34)

ilVangeloDellaDomenica

Giovedì 8 giugno 2017

IX Settimana del Tempo Ordinario

 

 

+ VANGELO (Mc 12,28-34)

Non c’è altro comandamento più grande di questi.

 

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i Comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di Lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal Regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo. Parola del Signore

 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Seguire fedelmente Gesù Cristo non è semplice, lo ripeto ancora per spiegare che questo impegno richiede notevoli energie, spesso tutte quelle che si posseggono, senza preoccuparsi di altro e tutto quello che si compie si deve realizzare nella Volontà di Dio.

L’affermazione di Gesù che bisogna “amare Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”, è ovviamente assolutamente l’unico modo per ringraziarlo del Bene che dona a tutti noi, ma è difficile per l’uomo di oggi capire che questo è un dovere morale e non qualcosa in più che ci viene chiesto.

Corrispondere con una vita virtuosa a quanto Dio ci dona gratuitamente è la risposta delle persone buone e coscienziose.

Arrivare a comprendere che per ognuno di noi è un obbligo etico, è però l’aspetto difficile della risposta da dare al Creatore di tutto.

È Dio che ci ha donato la vita e tutto ciò che esiste lo ha creato Lui dal nulla, ma non percependo sensibilmente Dio né avendo l’obbligo di rendere conto della vita che conduce, come per esempio nelle dittature, l’uomo rimane indifferente e non si preoccupa di ringraziare Colui che esiste da sempre.

Occorre anche una minima Fede ma vissuta nell’abbandono in Dio per accettare la stessa idea dell’esistenza eterna di Dio e che non ha avuto inizio. Sfugge alla nostra facoltà questo passaggio, non c’è una spiegazione razionale e si accetta questa Verità perché si sperimenta di continuo che Dio esiste veramente, è vivo, è l’unico Dio rivelato pienamente in Gesù Cristo.

Ma amarlo “con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”, richiede una pratica religiosa che và oltre le capacità umane, occorre l’aiuto della Grazia di Dio per l’uomo elevarsi dal fango del mondo e vedere sopra le nebbie dell’impurità!

Moltissime persone buone e osservanti di molti Comandamenti a loro insaputa… nel senso che tranne due o tre Comandamenti tutti gli altri li osservano perché sono persone oneste, nella loro vita non avvertono la necessità di partecipare alla Santa Messa festiva o di pregare per la mancanza della esigenza di ricorrere a quel Dio buono e paziente di cui sentono parlare ma che non conoscono.

Qualcuno dovrebbe avvicinare queste persone e raccontare la vita di Gesù Cristo, i suoi miracoli, le parabole storiche e preziose!

Questa è la missione di ogni cristiano praticante, questo impegno chiede Gesù ad ognuno di noi e chi risponde e diventa missionario della Parola, riceve molte benedizioni da Lui. Questo è un modo per ringraziare Dio per il Bene che ci ha donato e quello che continua a darci.

Quindi, se risulta difficile a molti vivere gli insegnamenti del Vangelo e corrispondere alla Grazia di Dio ricevuta nel Battesimo, c’è un solo modo per svegliarsi da questo torpore e scoprire quel tesoro citato da Gesù e che è il vero tesoro più importante della nostra vita: “Il Regno dei Cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo” (Mt 13,44).

Senza la sofferenza nessuno è pronto ad abbandonare i suoi tesori, solo nella sofferenza si scopre veramente il Volto buono di Gesù.

Se la vita procede normalmente, l’uomo non si cura del Bene sommo, di questo tesoro spirituale, non lo cerca e rimane indifferente. Quando arriva una sofferenza, una prova che mette paura, solo allora molti si ricordano che Gesù è Dio e si mettono alla ricerca di questo tesoro spirituale.

Non essendo esperti nel ringraziare Dio e nel modo di pregare, hanno moltissime difficoltà e la Fede non è accesa, come se fosse disattivata.

Però, la bontà di Dio và incontro alle miserie umane e abbraccia anche i peccatori più induriti, li rialza se trova in essi il pentimento!

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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