+ VANGELO (Mt 10,16-23)

Venerdì 14 luglio 2017

XIV Settimana del Tempo Ordinario

 

 

+ VANGELO (Mt 10,16-23)

Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro.

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo». Parola del Signore

 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Si parla tanto ogni giorno, anche quando non è necessario. Parlare è la migliore forma di comunicazione per relazionarsi, non è sufficiente la simpatia o gli interessi ambigui a stabilire una vera amicizia. Questa diventa tale solo quando dal cuore fuoriesce l’amore, la verità, la lealtà.

Voi sapete bene che nel mondo questi valori sono poco rispettati perché poco conosciuti, anche un cristiano può avere difficoltà a vivere questi valori se non è stato formato/educato correttamente, se non ha la sana abitudine di praticarli e di distinguersi, senza vanità, da coloro che straparlano perché lontani da Gesù Cristo.

Una delle frasi che colpiscono del Vangelo è l’affermazione dell’intervento dello Spirito Santo nelle parole pronunciate dagli Apostoli. “Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi”. A noi succede lo stesso?

Chiediamoci se in noi lo Spirito Santo davvero esercita questa presenza ed azione.

Possiamo verificarlo nell’esame di coscienza indispensabile e introspettivo.

È la verifica che ci permette di metterci di fronte alla coscienza e verificare se nella giornata trascorsa sono state pronunciate parole sincere o false. E se sono false, per quale ragione si è caduti nella menzogna. Solo se il cristiano agisce con sincerità verso se stesso e non giustifica più i suoi errori, potrà trasformarsi in una nuova creatura molto gradita a Gesù e alla Madonna.

Noi siamo consapevoli che la preghiera senza le buone opere serve poco, è una pia illusione rimanere convinti di fare molto nella vita spirituale senza un impegno determinato, considerando che ognuno ha i suoi tempi, le forze spirituali che si ritrova, le condizioni buone o cattive in cui deve allenarsi nelle virtù.

Noi vogliamo sicuramente agire bene ma non sempre gli altri facilitano la vita. La famiglia presenta grandi possibilità per santificarsi e numerose occasioni per avvilirsi e cadere nell’abbattimento. Per non cadere è importante restare alla presenza di Dio, essere consapevoli che Gesù vede, ascolta, è presente se Lo invochiamo e Lui non vuole mai lasciarci soli.

Spesso nella stessa famiglia o al lavoro anche i cristiani avvertono la sensazione di trovarsi “come pecore in mezzo a lupi”, e non sempre riescono a trovare le giuste risposte o le pacifiche resistenze dinanzi all’agire malizioso di chi non li ama.

Gesù consiglia di essere “prudenti come i serpenti e semplici come le colombe”.

Manda gli Apostoli a predicare il Vangelo ed essi incontrano sconosciuti, dalle loro parole questi devono comprendere la veridicità del messaggio che annunciano. Ma i pericoli sono dietro l’angolo, ci sono lupi disseminati nel mondo in attesa di sbranare le pecorelle.

Noi cristiani siamo effettivamente pecorelle in mezzo ai lupi e spesso i lupi non sono solo nel mondo, sono anche vestiti con abiti sacri!

La prudenza allora non avrà mai limite nel nostro agire, e non possiamo darcela noi come virtù, arriva da un dono dello Spirito Santo, precisamente quello del Consiglio. A molti sfugge la preziosità della vicinanza dello Spirito Santo, non comprendono che senza la sua presenza non si può iniziare un vero cammino spirituale.

Senza Lui tutto viene interpretato con gli schemi umani, si reagisce con le stesse categorie del nemico che causa del male, non si ricordano più le parole di Gesù: “Sarete odiati da tutti a causa del mio Nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato”.

Noi cristiani e figli di Dio per il Battesimo ricevuto, siamo detestati dai diavoli perché abbiamo ciò che loro non hanno più: la Grazia di Dio. Abbiamo i doni dello Spirito Santo e una forza spirituale che da sola li rende più deboli. Inoltre, abbiamo molte possibilità di santificarci e salvarci eternamente.

Le persone disturbate dai diavoli riescono a sconfiggere ogni tentazione e le malattie causate da essi, con la loro Fede. Una Fede fortificata dall’impegno religioso personale, dai Sacramenti, dalla preghiera, dalle virtù.

I diavoli tremano quando un cristiano invoca Gesù, il suo Sangue, la sua Croce, la sua Onnipotenza.

Tremano con maggiore rabbia quando un cristiano invoca la Madre di Dio e i diavoli sono costretti a fuggire perché cacciati da una Creatura. Con l’intensificazione del Santo Rosario, i diavoli perdono sempre più potere sul cristiano, le tentazioni diventano deboli o facilmente controllabili.

Gesù è sempre vicino quando Lo chiamiamo, Lo ringraziamo e Lo adoriamo. Lui è il Cristo vincitore del mondo.

 

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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