+ VANGELO (Mt 12,1-8)

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Venerdì 21 luglio 2017

XV Settimana del Tempo Ordinario

 

 

+ VANGELO (Mt 12,1-8)

Il Figlio dell’Uomo è signore del sabato.

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma Egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio violano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora Io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’Uomo è signore del sabato». Parola del Signore

 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

L’atteggiamento dei farisei ricorda quello di quanti sono bravi ad osservare se gli altri sbagliano, senza preoccuparsi dei loro errori. Giustificano i loro errori o sorvolano con grande velocità. È come una dipendenza dai pensieri che arrivano alla mente: si eseguono senza discernimento e lucidità spirituale.

Quante persone si affliggono delle loro azioni avventate e compiute solo perché pensavano di compierle, senza riuscire a controllarsi?

Sbagliare è la componente legata alla persona, nessuno deve meravigliarsi delle cadute degli altri o delle debolezze che non si controllano. Non siamo cristiani per giudicare ma per amare e perdonare. Sicuramente si rimane sorpresi quando un cristiano non riesce a depurarsi dalla sua dipendenza dall’orgoglio.

I farisei attaccano Gesù per una dipendenza profonda anche dalla superbia, si considerano i migliori e i perfetti, senza averne alcun merito.

Rifletto spesso a cosa deve pensare Gesù di quanti hanno tutte le possibilità per iniziare un vero cammino ma la profonda debolezza colpevole li trattiene nella loro testardaggine e non vanno avanti, possono solo perdere quello che avevano di spirituale.

Nei giorni scorsi ho scritto dell’Amore del Padre verso ogni essere umano, la sua pazienza nell’attendere la vera conversione di chi è lontano spiritualmente da Lui. Come guarda, per esempio, i massoni presenti all’interno della Chiesa? Prova compassione oppure non li guarda più perché essi con le opere compiute hanno invocato su di loro la Giustizia divina?

Nelle apparizioni più famose la Madonna ha ripetuto che tiene fermo il braccio della Giustizia di Gesù con le sue continue suppliche, e considerando il male presente nel mondo, l’ingiustizia che trionfa quasi ovunque, l’immoralità dilagante, Dio viene offeso miliardi di volte ogni giorno. È davvero infinito il suo Amore se pazientemente lascia andare avanti…

Cosa pensa e come agisce un genitore di un/una figlio/a se commette errori che ricadono sulla famiglia e dilapida i beni della famiglia?

Un genitore buono riesce a sopportare, a trattenere lo sdegno e l’impazienza, ma prima o poi comunque interviene e non si sa con quale reazione. Sappiamo che la responsabilità del genitore buono e veramente convertito è quella di dare buoni esempi ai figli, la loro educazione religiosa dipende dalle loro azioni e dalle parole. Dio come nostro Padre ci ha indicato tutto per vivere come vuole Lui.

È vero che molti figli si convertono senza l’aiuto dei loro genitori, questo però non giustifica i genitori, essi sono responsabili dei figli.

Come ho scritto all’inizio, non è giovevole vigilare sugli altri perché ognuno ha il suo fardello da portare, anche se leggero. Questo pensiero deve spingerci a guardare le nostre opere e verificare se vengono compiute come vuole Dio, secondo la sua Volontà e con una maturità spirituale soddisfacente.

Ho scritto molte volte che ognuno pensa e forse agisce seguendo lo spirito presente e questo può essere formato da Dio, da satana o dalle proprie riflessioni scaturite dall’esperienza. Ogni persona, comunque, agisce con la convinzione di fare bene ogni opera e di parlare bene anche se cade in contraddizione. Non ha i riferimenti per valutare la sua saggezza.

Pensate ai testimoni di Geova o ai musulmani se facciamo riferimento alla religiosità. Ognuno ha il suo Dio, tutti hanno ragione.

Gesù oggi spiega ai farisei che il suo agire non è uguale alla loro miope mentalità, non solo perché è Dio, Lui non cade nelle contraddizioni dei farisei, pure convinti di compiere perfettamente ogni opera e di parlare sempre secondo verità.

“Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle”.

Egli spiega razionalmente che il gesto di spigolare per mangiare qualcosa compiuto dai discepoli, non è lo stesso di mietere le spighe. Era lecito spigolare ma non mietere. I farisei ipocritamente vogliono equiparare lo spigolare al mietere, azione questa certamente illecita in sabato.

Qui Gesù si appella a un gesto che fece Davide e che era ben noto ai farisei; egli fuggendo da Saul fu costretto, per sfamarsi, a chiedere i pani della presenza che erano dodici, uno per ogni tribù d’Israele, e che ogni settimana venivano offerti al Signore. E solo i sacerdoti potevano mangiarne.

Come dire che di fronte a ragioni di forza maggiore, come la fame, si può passar sopra a certe cose. Inoltre Gesù fa notare che gli stessi sacerdoti del Tempio, in giorno di sabato, devono pur lavorare per offrire i sacrifici al Signore.

La spiegazione di Gesù riguarda una situazione al limite, come la fame, e non si può guardare la norma lasciando morire qualcuno.

In tutti gli altri casi il cristiano deve farsi guidare dallo Spirito Santo e dalla maturità spirituale, altrimenti gli errori vengono visti e valutati come buone opere. La maturità spirituale che piace molto alla Madonna non si improvvisa e la persona in cammino si trasforma se si rinnega e diventa docile.

Se dubita dei pensieri che arrivano alla mente e se per cogliere la verità, attua un discernimento profondo. Dopo avere pregato bene.

Non tutti i pensieri che arrivano alla mente sono buoni e da Dio, quindi, perché farsi ingannare dai pensieri non buoni?

 

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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