+ VANGELO (Mt 19,27-29)

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Lunedì 11 luglio 2016
XV Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 19,27-29)
Voi che mi avete seguito, riceverete cento volte tanto.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Pietro, disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità Io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’Uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La ricompensa data da Gesù in questa vita e nell’altra che sarà eterna, è sempre proporzionata alla nostra conversione.
In questi tempi per i credenti è più facile ricorrere alla preghiera per tutto quello che succede nel mondo, ma non deve essere la paura a farci pregare di più, anche se rimane sempre uno stimolo efficace per ricordarci che Dio è il Creatore e noi piccole creature incapaci di fare il Bene senza il suo aiuto.
Dalle notizie che si ascoltano, nel mondo aumenta la confusione, si continua a perdere il rispetto verso il prossimo e in molti casi si vive sotto una maschera. Si sentono tante dichiarazioni di personaggi pubblici che lasciano senza parole, sia per le contraddizioni sia per l’allontanamento dai veri valori, da una morale autentica.
Ieri si sono svolti i funerali del povero profugo rimasto ucciso da un italiano poco misurato nella vita. Il profugo era scampato da conflitti violenti a causa di Boko Haram, l’organizzazione terroristica jihadista sunnita diffusa nel nord della Nigeria. Era riuscito dopo tante disavventure ad approdare in Italia insieme alla compagna divenuta sua moglie a gennaio scorso. Erano felici.
Questa donna è inconsolabile ed è comprensibile, proprio qui ha conosciuto dopo la felicità, la sciagura più sconvolgente.
Tutto è scaturito da un litigio che si poteva evitare con molta facilità, prima da parte dell’italiano che ha provocato, poi da parte del profugo che ha immediatamente reagito sferrando pugni proprio all’italiano sbruffone. Questa mattina è uscita un’altra testimonianza sulla dinamica dei fatti. È importante parlarne perché vogliamo stabilire la stupidità del razzismo. La discriminazione è sempre da condannare.
Sono adesso circa cinque le persone che affermano l’inopportuna reazione violenta del profugo Emmanuel dopo una insensata offesa da parte dell’italiano. Questi testimoni non amici dell’italiano, va precisato, affermano che è stato il nigeriano Emmanuel a cominciare la scazzottatura, e questo davvero poteva evitarlo.
Trovandosi nella situazione di profugo, aiutato insieme alla moglie da molto tempo dall’Italia, come non sono aiutati i cittadini italiani, doveva minimizzare e lasciare nella sua inciviltà l’italiano.
Doveva andare insieme alla moglie da un’altra parte e ignorarlo, ma l’impulsività è sempre presente e si deve considerare, così dopo la sua reazione e colluttazione, l’italiano con un pugno lo ha colpito e nel cadere a terra ha sbattuto la testa.
Ho voluto precisare questo perché ieri ai funerali di Emmanuel a Fermo, si sono presentati politici del governo, ma erano assenti ai funerali degli italiani uccisi dai terroristi musulmani a Dacca in Bangladesh.
Quali dei due sono morti meno nobili?
Non c’è dubbio che la morte del nigeriano va onorata da tutti, è da stupidi discriminare per il colore della pelle, era un essere umano e adesso non è più vivo. Tutti però vanno onorati, forse gli italiani meritavano maggiore rispetto dallo Stato, sia per la morte violenta a causa dei fanatici musulmani, sia perché sono stati uccisi dopo una tremenda tortura con un’agonia lunghissima.
Dispiace però che siano i politici a rendere fastidioso a molti italiani il funerale del povero Emmanuel, infatti molti italiani rilasciano interviste sdegnate per la presenza delle alte cariche dello Stato al funerale, le stesse che ignorano altri italiani uccisi in Italia dai clandestini, da immigrati senza lavoro e che rubano per sopravvivere.
Mi sembra opportuno leggere un articolo di Giuseppe De Lorenzo per fare una analisi del trattamento riservato agli italiani uccisi.
«Buonismo di Stato. Passerella. Opportunismo politico. Strumentalizzazione. Chiamatela come volete la corsa delle alte cariche dello Stato verso la prima fila ai funerali di Emmanuel, il nigeriano morto a Fermo dopo una lite con un ultrà locale.
C’erano tutti: Laura Boldrini, Maria Elena Boschi, Cecile Kyenge e altri ancora. Angelino Alfano è andato il giorno dopo la tragedia, quando ancora si sapeva poco o nulla della dinamica. Matteo Renzi ha detto che l’Italia non lascerà sola la vedova, Chinyery. Giusto. Giustissimo: ogni tragedia merita rispetto.
O forse no. Ieri, infatti, non era un giorno qualsiasi: nella notte tra il 7 e l’8 luglio 2014 (due anni esatti fa), quattro albanesi entrarono nella casa di Pietro e Federica Raccagni, colpirono con una bottiglia il macellaio di Pontoglio e lo uccisero. Erano clandestini e facevano parte di una banda che aveva messo a soqquadro la zona.
Federica, la vedova, ricorda ancora con dolore quel giorno. La morte del marito, i funerali e l’assenza dello Stato. Sì, assenza.
Perché né il ministro dell’Interno, né Renzi, né l’allora Presidente della Repubblica andarono ai funerali di Pietro. Non c’era Maria Elena Boschi. Non c’era Cecile Kyenge a dichiarare che la clandestinità può portare alla malavita e la malavita distrugge la vita degli italiani. Non c’era Laura Boldrini al fianco di Federica, a rincuorarla, a dirle che lo Stato è con lei.
Per questo la processione al funerale di Emmanuel, la vedova Raccagni la chiama diversamente: discriminazione.
Federica ha deciso di realizzare un video per denunciare la disparità di trattamento tra le vittime italiane e le vittime straniere.
“Ieri -dice nel video- ho sentito la notizia di Emmanuel, il ragazzo aggredito da un italiano. Un brutto episodio. Cose che non dovrebbero succedere. Io sono vicina alla vittima e alla vedova, perché conosco il dolore e cosa vuol dire un atto di violenza.
Ma quello che mi ha più colpito è stata tutta la solidarietà che il governo ha dato a questa vedova e che io dal governo non ho ricevuto assolutamente. Si è mosso Alfano per andare al Paese della vedova, il Presidente della Repubblica ha speso parole per lei. Renzi ha detto di non abbandonare la vedova. Ecco io volevo denunciare che io dal governo tutte queste attenzioni non le ho avute”.
Niente. Per lei nessuna solidarietà. Nessuna passerella. “Si parla di discriminazione razziale -attacca Federica- penso di averla avuta io la discriminazione razziale. Perché ci sono vedove di serie A e vedove di serie B. Ci sono vittime di serie A e vittime di serie B.
Quando mio marito era una persona onesta, un marito esemplare, un padre esemplare, un cittadino onesto che ha sempre pagato le tasse. Ha contribuito a far crescere l’Italia. Era un uomo giusto e non ha ricevuto tutte queste attenzioni dal governo. Nonostante i miei richiami, nonostante io abbia fatto di tutto in questi due anni per sensibilizzare il governo”.
I familiari e amici di Pietro dovettero addirittura scrivere una lettera a Renzi per riuscire a farsi sentire. “Non sono stata tutelata prima e non sono stata tutelata dopo -conclude Federica-.
Che il governo si sia mosso per la vedova di Emmanuel va benissimo. Ma deve muoversi per tutti.
Perché io in questi due anni ho conosciuto moltissime vittime italiane che hanno subito aggressioni e nessuno si è mai mosso. E questo non è giusto. Io voglio attenzioni. Io voglio che il governo ci tuteli. Si devono rendere conto che ci siamo anche noi italiani”.
Non serve aggiungere altro».
Vedete la grande confusione che regna ovunque, anche dove dovrebbe esserci limpidezza civica? C’è una forte presenza di emotività e si segue l’istinto con facile inclinazione, arrivando a non riconoscere i diritti di tutti allo stesso modo. Ci vuole poco a dare ad ognuno quello di cui ha diritto, perché solo così si potrà costruire una società giusta.
Noi crediamo in una nuova civiltà, fondata sulla Persona di Gesù, seguendo gli insegnamenti del suo Vangelo, per fondare la società dell’amore, del rispetto, della tolleranza, del perdono, della verità e della giustizia.
A questo aspiriamo e chiediamo a tutti i politici di avere a cuore questo. Tutti i politici devono desiderare una nuova e vera civiltà.
Non osanniamo né condanniamo nessun politico, chiediamo ai politici di tutti i partiti e movimenti di fondare la loro azione sul Vangelo, lo chiediamo ma rimane solo una utopia, lo sappiamo. In larghissima parte è impossibile da realizzare una vera civiltà fondata sui valori morali perché Gesù non è conosciuto e moltissimi nel mondo Lo perseguitano.
Molti potenti non compiono le buone opere evangeliche e non rivestono le loro opere con gli insegnamenti dati dal Signore Gesù, validi per tutti quelli che cercano veramente il bene comune e si adoperano rettamente per una società migliore!
Non hanno compreso che seguire fedelmente Gesù significa ricevere già in questa vita, cento volte tanto.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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