+ VANGELO (MT 23,13-22)

Lunedì 28 agosto 2017

XXI Settimana del Tempo Ordinario

 

Sant’Agostino

 

+ VANGELO (Mt 23,13-22)

Guai a voi, guide cieche.

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il Regno dei Cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi. Guai a voi, guide cieche, che dite: “Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l’oro del tempio, resta obbligato”. Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l’oro o il tempio che rende sacro l’oro? E dite ancora: “Se uno giura per l’altare, non conta nulla; se invece uno giura per l’offerta che vi sta sopra, resta obbligato”. Ciechi! Che cosa è più grande: l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta? Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso». Parola del Signore

 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Gesù continua a svelare l’identità degli scribi e dei farisei celata sotto i filattèri e le frange, dietro una ritualità fatta di annunci e di un’osservanza religiosa vuota. Da qui si comprende l’inefficacia delle parole senza crederci e questo oggi viene percepito dai cristiani che non trovano né ascoltano una spiritualità coerente al Vangelo.

Non sono le parole che si pronunciano ad esprimere la presenza della Fede di un cristiano, è la sua vita, le opere buone che compie.

La vanità, l’inutile ostentazione degli scribi e dei farisei non bisogna osservarla come qualcosa che si applica solamente a loro, anche se solo loro vengono disapprovati a quel tempo da Gesù, ma ogni generazione ha i suoi ipocriti, quegli impostori vestiti di abiti sacri che tradiscono il Signore per l’ambizione e le ricompense.

Gesù prima di questa nuova invettiva contro scribi e farisei, ha precisato che farsi chiamare rabbi, che significa maestro mio o padre, è per Lui, un abuso di autorità perché uno solo ha diritto d’essere chiamato Padre ed è Dio, e uno solo è il vero Maestro, il Cristo, che è la Parola stessa del Padre.

Questa precisazione è diretta agli scribi e ai farisei e non ai Sacerdoti cattolici, Gesù non aveva ancora istituito il sacerdozio. Nella Chiesa Cattolica sono chiamati Padri i Religiosi solo perché, come Sacerdoti della Nuova Alleanza rappresentano il Signore.

Il Sacerdote cattolico è un Alter Christus.

L’ammonimento fatto oggi da Gesù ai presenti, mette in guardia tutti sulle messinscene spettacolari proprio di coloro che erano chiamati ad essere di esempio al popolo, chiamati a mostrare con la vita onesta e le buone opere l’esistenza di Dio.

Qui emerge il distacco totale tra quanto si pensa di immaginario e la vita reale, tra l’idea che si ha di sé e la diversa impostazione della vita.

Quando Gesù ripete queste altre disapprovazioni sull’operato degli scribi e dei farisei, essi sono presenti, mischiati in mezzo alla gente e comprendono che quelle parole veritiere rappresentano la loro condanna, non potranno più legare fardelli pesanti e difficili da portare sulle spalle della gente, ed essi non vogliono muoverli neppure con un dito”.

Questi ingannatori del popolo religioso non hanno più la fede dei loro padri, non rappresentano i Profeti perché manipolano le Scritture, non mettono più Jahvè al centro della loro predicazione e si preoccupano solo di “essere ammirati dalla gente”.

Si scende verso il basso nella vita spirituale quando si tralascia l’osservanza dei Comandamenti e non si prega più con il cuore, quando la preghiera è solo routine, considerata più come una pratica da completare presto che un incontro amorevole con Gesù.

Questa discesa non avviene mai in modo consapevole ma si è sempre responsabili, si scade verso il basso e il cristiano non si accorge dello svuotamento spirituale, della perdita della comunione con Gesù e la Madonna, della vita che scorre senza la donazione di un po’ di tempo nella giornata per compiere quanto c’è di più importante: pregare.

Gesù è Amore e Misericordia, arriva a proferire dei “guai” contro quelle persone, smascherandone tutte le grettezze ipocrite, dovrebbe intimorire soprattutto quei Ministri di Dio che non osservano più la sana dottrina e preferiscono occuparsi del sociale trascurando Dio e i poveri della parrocchia.

Chi possiede una solida Fede ed è in comunione con Gesù, innanzitutto si preoccupa dei suoi parrocchiani e li serve in tutto ciò che necessitano, non segue la tendenza radical chic di occuparsi degli estranei quando non è suo compito farlo. Qui si vede la santa spiritualità di un Sacerdote o di qualsiasi cristiano: è il suo discernimento maturo ed equilibrato a dirigerlo e a compiere ciò che è giusto.

Solo chi ha un cuore si commuove per i poveri che vivono in parrocchia e che abitano vicino casa, ma se un cristiano non si preoccupa di questi che vivono accanto, come mai diventa amorevole con gli estranei? Noi preghiamo ogni giorno anche per gli estranei, non è però compito nostro occuparci materialmente di loro, è responsabilità dello Stato adempiere correttamente ciò che ha promesso.

Se i Ministri di Dio si preoccupano del sociale e non più di Dio, hanno perduto la Fede e sventolano le loro medaglie per compiti che svolgono al posto dello Stato. I Sacerdoti devono pregare innanzitutto e per buona parte della giornata, ed è proprio nella preghiera che ottengono fiumi di Grazie per i loro parrocchiani e gli altri che parrocchiani non sono, ma sempre persone da amare e rispettare.

Occorre la saggezza di un grande convertito come Sant’Agostino, arrivato a Gesù dopo un lungo percorso per diventare una lampada che brilla.

 

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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