+ VANGELO (Mt 23,27-32)

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Mercoledì 30 agosto 2017

XXI Settimana del Tempo Ordinario

 

 

+ VANGELO (Mt 23,27-32)

Siete figli di chi uccise i profeti.

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti”. Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri». Parola del Signore

 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Si continua ancora ad approfondire l’annuncio e la conseguenza dei guai proferiti da Gesù a scribi e farisei. Questi devono essere troppo maliziosi per far scattare nel Signore una condanna che appare definitiva per la vita condotta da questi personaggi teatrali, bravissimi a fingere, travestiti da ebrei osservanti.

In effetti essi osservano rituali religiosi ma sono stati inventati da loro, non c’è la Volontà di Dio nei loro precetti e ritoccano i Comandamenti.

È una tragedia quella che vivono scribi e farisei e non sono in grado di capire la distanza siderale che oramai li separa da Dio. Sono sotto un’illusione per loro luminosissima ma rivolta al male, hanno deviato dal cammino santo e si ritrovano a giustificare i loro gravissimi errori nei confronti di Dio.

Sono finiti in fondo al tunnel pieno solo di oscurità ma essi nell’inganno immaginano di trovarsi nella verità e attaccano Gesù Cristo.

Non c’è solo malizia nel loro comportamento, essa comunque scaturisce dalla perdita di Dio, quindi della Grazia e della Luce che illumina la coscienza e mostra alla persona la realtà della sua vita e non un’immagine modificata che riguarda la fede svanita.

Scribi e farisei presuppongono di seguire Dio e diffamano Gesù ritenendolo nell’errore, anzi, nella piena eresia. Per loro Gesù è eretico!

È vero che il Signore afferma alcune Verità nuove e non presenti nelle antiche Scritture facendo scattare nei suoi nemici alcuni capi di imputazione, motivati dall’odio e dalla voglia di eliminare questo Uomo che compie pure miracoli, ma qui sorge una riflessione: Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea sono autorevoli membri del sinedrio ma credono in Gesù. Come mai?

San Luca nota che Giuseppe d’Arimatea è una persona buona e giusta, lo stesso si può dire di Nicodemo, essi sono rispettivamente membro autorevole del sinedrio il primo e dottore della Legge, fariseo e membro del sinedrio il secondo. Diventano discepoli di Gesù pur facendo parte del sinedrio che odia a morte il Signore, questo ci indica che il sinedrio è impuro e che ha perduto Dio.

Tranne, appunto, Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea, tanto che la Chiesa li ha canonizzati e la loro festa liturgica è il 31 agosto.

La situazione presumibilmente irrevocabile di scribi e farisei non colpisce questi due Santi e si salvano per la loro bontà, per l’onestà intellettuale che deve rimanere sempre per i cristiani l’identità eccelsa e nobile, sia davanti a Dio che conosce tutto sia agli uomini che non vedono dentro, ma percepiscono la presenza della correttezza.

“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità”.

Senza giudicare alcuno, solo per constatare la vita da loro stessi descritta senza provare alcuna vergogna, considerate quei personaggi pubblici dello spettacolo e dello sport che all’esterno amano rivestirsi in ghingheri e portano sempre in essi come trofei le loro scandalose opere immorali, sotto un sorriso che appare troppo artificiale per essere sincero.

I valori si sono capovolti e moltissime persone perbene arrivano a confondersi dinanzi alle rappresentazioni della gente famosa che ama vestirsi con ricercata eleganza, in gala, in fronzoli, che ama presenziare nei luoghi chic, portandosi dentro un inappagamento che neanche le ricchezze sopiscono, e una tristezza rabbiosa di cui non riescono a spiegarne la sua provenienza perché lontani da Gesù.

Soffrono interiormente quasi senza tregua per la mancata felicità che rincorrono sui binari sbagliati e a nulla servono i festini e il lusso.

Neanche per loro è chiusa la possibilità di liberarsi dalle catene dell’apparenza noiosa e banale, infatti ogni peccatore ha molte possibilità di recuperare la dignità smarrita e di risalire dal burrone dell’infelicità, che neanche le ricchezze e le onorificenze non rallegravano.

Gesù li attende a braccia aperte e dinanzi al loro pentimento immediatamente dimentica il loro passato, ogni peccato commesso e li abbraccia.

Gesù non condanna nessuno, sono le scelte sbagliate dei peccatori ostinati a far perdere ogni bene, quel bene che rimane eternamente. Tutto passa e niente rimane per sempre. Solo Dio è quel valore insostituibile e facilmente raggiungibile se ci si ferma ad esaminare la coscienza e a ripartire stavolta dal binario giusto.

Questo può farlo qualsiasi peccatore che umilmente scopre la vita sperperata nelle cose effimere e rinasce santamente in spirito e verità.

 

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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