Caserta. Don Salvatore Frendo, ‘il prete della simpatia’ e la passione della musica, celebra questa sera – ore 19:00 presso la Cattedrale – il 60° anniversario di sacerdozio.

In Malta i natali 84 anni or sono, 60 da sacerdote di cui 13 nella stessa Malta da Domenicano a decorrere dal 2 aprile 1960 con l’ordinazione (arcivescovo mons. Michael Gonzi) presso la locale Cattedrale dedicata a S. Giovanni e 47 qui, in Caserta dove, a partire dal 23 gennaio 1973, giorno del suo arrivo, ha svolto con intensità e ‘zelo incondizionato’ il ministero sacerdotale ‘chiamato dal Signore per la Sua bontà, non per meriti personali’. A Caserta ha quindi vissuto con straordinaria energia il suo essere sacerdote e sperimentato l’affetto e la vicinanza di mons. Vito Roberti, di mons. Francesco Cuccarese, di mons. Raffaele Nogaro, di mons. Pietro Farina di felice memoria e, l’attuale vescovo, mons. Giovanni D’Alise (…preghiamo nostro Signore per la sua guarigione) che ricorda e ringrazia con affetto e … poi i tanti amici che l’hanno accompagnato in questi favolosi anni.

Come dimenticare don Tommaso Acconcia – ‘un dono della Provvidenza’ – che lo accolse, proposto dal vescovo mons. Raffaele Nogaro, presso il Santuario dedicato a Sant’Anna co-patrona di Caserta, la santa cui era particolarmente devoto da dedicarLe l’Inno di lode a Sant’Anna arricchito con la partitura musicale realizzata dallo stesso don Frendo, fregiato del Diploma L.R.S.M. in Violino rilasciato dal Conservatorio di Londra. Da coaditore a vicario e cappellano della clinica S. Anna in Caserta nominato dal vescovo mons. Raffaele Nogaro. Dal mese di gennaio 1988 inizia il ministero presso la chiesa di S. Sebastiano Martire partecipando attivamente ai lavori di ristrutturazione: prima da vicario parrocchiale (nominato dal vescovo mons. Francesco Cuccarese), poi da amministratore parrocchiale e infine parroco (le nomine da parte del vescovo mons. Raffaele Nogaro). In San Sebastiano Martire le solenni celebrazioni presiedute dal vescovo, mons. Giovanni D’Alise nella ricorrenza dell’80° compleanno (10 aprile 2016) e di ‘pensionamento’ (17 aprile 2016). Meravigliosa e quindi da riportare la testimonianza del vescovo emerito mons. Raffaele Nogaro nella ricorrenza del 50° anniversario di sacerdozio di don Salvatore Frendo: “Don Salvatore è il prete della simpatia. Attira a sè le persone come una calamita. Con tutti è gentile e premuroso. È un prete che corre lungo le strade di Caserta per renderle, esse pure, belle e accoglienti. Quando vent’anni fa lo incontrai, con il suo italiano un po’ stentato e con il suo fare dimesso, mi diede l’impressione di usare una delicatezza estrema verso la mia persona. Seppi poi che era maltese, con un italiano non del tutto digerito, ma con una bontà d’animo capace di soddisfare le esigenze del volontariato più generoso. È parroco di professione e di zelo incondizionato. Durante tutto il giorno va sempre di fretta perchè deve raggiungere tutti gli ammalati e i sofferenti della sua comunità e della città.  Ed è atteso come l’angelo consolatore. Nella chiesa veniamo presi spesso dalla funzionalità, dall’efficienza, dai servizi ad alto livello che si devono compiere e poi ci manca la testimonianza viva di un essere all’interno dei problemi della gente. Oggi si avverte che tante persone, in situazioni di disagio, cercano un sostegno, una parola di liberazione. Bisognerebbe uscire da una visione di apparato, che insiste sugli aspetti teorici, sulle adesioni di principio. Bisognerebbe saper cogliere le coscienze, le anime di verità presenti in ogni persona e valorizzarle nella loro positività. Proprio questo sa fare Don Salvatore, calarsi dentro l’esperienza delle singole persone e portarvi l’aiuto appropriato. Lui ama la gente. La sua amicizia è ricercata da tutti. E per tutti egli ha la parola della comprensione e del conforto. Don Salvatore ama Gesù, il Signore. Egli sa bene che la fede non è solo il risultato di una tradizione, di una specifica situazione sociale, ma è anzitutto l’esito di un libero ‘sì’ del cuore a Cristo. Ed egli rincorre la libertà di ognuno, la solleva con la speranza di donargli la gratificazione della presenza del Signore. Don Salvatore suona anche il violino e in modo valoroso. Ha interessi artistici raffinati e ama la compagnia dei giovani che si dedicano alla musica in particolare. La sua umanità è ad ampio respiro. Ebbi modo di scrivere: ‘Nella mia passione per la gente, vorrei imbrigliare il sole e renderlo gioiosa fecondità di vita per tutti’. Ebbene, come prete e come uomo, Don Salvatore sa imbrigliare il sole e sa produrre per i fratelli quella luce e quell’amore, che rendono serena la vita”.

Paolo Pozzuoli

 È stato un dono della Provvidenza. Il ricordo di Edda Aiezza, vedova del prof. Salvatore Ricciardi e Fabio Luongo tenero marito di Raffaella Campo, amabile genero di Mariangela Martino, stimato professionista, amico sincero.

A yr s è stato prima coadiutore 

 36 a Malta, qui nel mese di settembre 1953 entra nell’ordinministero sacerdotale e dei Domenicani;

2 aprile 1960 ordinato sacerdote nella Cattedrale ‘S. Giovanni’ a Malta;

20 gennaio 1973 arriva a Caserta;

2 settembre 1974 coadiutore del Santuario dedicato a S. Anna;

12 settembre 1977 incardinato nella Diocesi di Caserta dal vescovo mons. Vito Roberti;

8 gennaio 1988 il vescovo mons. Francesco Cuccarese lo nomina vicario parrocchiale della chiesa di S. Sebastiano Martire;

1 gennaio 2000 il vescovo mons. Raffaele Nogaro lo nomina cappellano della clinica S. Anna in Caserta;

1 gennaio 2003 il vescovo mons. Raffaele Nogaro lo nomina amministratore parrocchiale della chiesa di S. Sebastiano Martire;

1 gennaio 2004 il vescovo mons. Raffaele Nogaro lo nomina parroco della chiesa di S. Sebastiano Martire;

11 gennaio 2004 Messa solenne presideduta dal padre vescovo mons. Raffaele Nogaro e presa di possesso del novello parroco don Salvatore Frendo;

10 aprile 2016 solenne celebrazione presieduta dal vescovo mons. Giovanni D’Alise, 80° compleanno

17 aprile 2016 solenne celebrazione presieduta dal vescovo mons. Giovanni D’Alise, lascia la parrocchia.

Il ricordo di don Tommaso Acconcia che, appena arrivato dalla Repubblica di Malta, terra natìa, lo accolse, proposto dal vescovo mons. Raffaele Nogaro, presso il Santuario dedicato a Sant’Anna co-patrona di Caserta, santa alla quale era particolarmente devoto tanto da dedicarLe il noto inno, Inno di lode a Sant’Anna arricchito con la partitura musicale realizzata da don Frendo ’. È stato un dono della Provvidenza. Il ricordo di Edda Aiezza, vedova del prof. Salvatore Ricciardi e Fabio Luongo tenero marito di Raffaella Campo, amabile genero di Mariangela Martino, stimato professionista, amico sincero.

Sono trascorsi 60 anni da quando sono stato ordinato sacerdote nella concattedrale di Malta dall’arcivescovo mons. Michael Gonzi, per la mia vita tracciata dal Signore dopo vent’anni da domenicano mi ha condotto a Caserta dove ho potuto vivere il mio sacerdozio sento qui il dovere di ricordare e ringraziare i cari vescovi che mi hanno accolto e aiutato oltre in questi anni ho potuto sperimentare l’affetto e la vicinanza di mons. Vito Roberti, di mons. Francesco Cuccarese, di mons. Raffaele Nogaro, di mons. Pietro Farina di felice memoria e, ultimamente, dell’attuale vescovo, mons. Giovanni D’Alise. Dopo 60 anni di sacerdozio il primo sentimento è di gratitudine a Dio che mi ha chiamato non per i miei meriti ma per la sua bontà. Signore, grazie! Un secondo sentimento è di perdono perchè certamente non sempre sono stato uno strumento fedele e docile alla volontà di Dio. Signore pietà. Signore pietà!

Un terzo sentimento è di fiducia in Dio per il tempo che ancora vorrà concedermi: nelle tue mani, Signore, è la mia vita. Per tutto quanto hai fatto per me, un grande, sincero, totale Amen!

Ringrazio anche tutti voi che mi siete stati vicino con affetto e comprensione e che avete voluto oggi essere presenti in questa solenne concelebrazione presieduta dal nostro vescovo. 

Aprile 23, 2016 · Aggiornato Aprile 23, 2016

approfitto per ringraziare ancora una volta don Salvatore che ha avvertito il coraggio di lasciare una bellissima isola per venire qui; lo ringrazio per tutti questi anni che è stato nella Diocesi di Caserta

Un esemplare messaggio d’amore, genuino, schietto, sincero, il saluto di don Salvatore: “Eccellenza Rev.ma, prima di lasciare il mio servizio come Parroco di San Sebastiano Martire, in questa Diocesi che io porto nel cuore, desidero ringraziare quanti mi sono stati vicini in questi 43 anni di mia permanenza nella città di Caserta. Desidero qui manifestare a Voi tutta la mia simpatia e la mia riconoscenza. Le persone da ringraziare sono davvero tante; se non le ricordo tutte non è per mancanza di affetto ma perché sono tante: è naturale che qualche nome potrebbe sfuggirmi. In questi anni ho potuto sperimentare l’affetto e la vicinanza di Mons. Vito Roberti, di Mons. Francesco Cuccarese, di Mons. Raffaele Nogaro, di Mons. Pietro Farina di felice memoria e ultimamente anche di Voi, caro Mons. D’Alise.
Negli incontri mensili con tutto il clero e nelle solenni liturgie del Duomo mi sono sentito figlio della grande madre Chiesa.
Ringrazio il mio fedele e sincero collaboratore don Elio Catarcio con cui ho condiviso la gioia e la fatica di guidare questa parrocchia per 13 anni, in grande armonia e sinergia.
Ringrazio il diacono, don Luigi Tamburro, sempre presente nelle funzioni liturgiche.
Ringrazio il Consiglio parrocchiale, la cui presidente è stata la dott.ssa Angela Sorano, con il quale abbiamo lavorato insieme per realizzare le tante attività e per servire meglio i fedeli della parrocchia.
Ringrazio infine tutti i fedeli e gli amici che hanno pregato per me, mi hanno consigliato, mi sono stati vicino, non mi hanno fatto sentire straniero ma fratello tra fratelli.
C’è naturalmente rammarico, dispiacere in me e in voi, ma queste sono le leggi della vita e della Chiesa.
IO VI PORTO NEL CUORE, SONO SICURO CHE ANCHE VOI MI RICORDATE E MI VORRETE SEMPRE BENE.
CONCLUDENDO!! L’unica cosa che mi rallegra è che lascio la Parrocchia senza alcun debito anche se negli ultimi tempi ho affrontato momenti di notevoli difficoltà economiche.
Al mio successore consegno la Parrocchia in buona salute; molto è stato fatto, a Lui l’augurio di fare di più e meglio per il bene della comunità Parrocchiale e di tutta la Diocesi di Caserta. GRAZIE!”.
Semplicemente speciale il saluto che il coro parrocchiale, “un arcobaleno di sorrisi”, abilmente curato da don Salvatore, gli ha riservato. don Salvatore si intende anche di musica: diplomato in violino presso il Conservatorio di Londra, è un eccellente violinista; ed è opera sua la partitura musicale dell’Inno di Lode a S. Anna. Il coro, composto da Annalisa, Aurora, Barbara, Enzo, Iole, Patrizia, Rosalba, Sergio, è stato rappresentato da Giovanna,
che ha chiosato: “di don Salvatore tutto si può dire fuorchè sia un punto fermo; non sta immobile un solo istante; va spedito in ogni dove; corre incontro a tutti con calore ed energia; è brioso, è coinvolgente, ovunque va porta gioia; basta entrare in una stanza dove è presente per sentirne l’energia, la forza vitale, l’entusiasmo, l’allegria che sa comunicare, talvolta, senza neanche bisogno di parlare; sono i suoi occhi che ti sanno abbracciare e infondere amore; quello stesso amore che ogni domenica dall’altare elargisce ai suoi fedeli attraverso le parole del Vangelo che lui sa rendere semplici e comprensibili a chiunque; la sua semplicità lo fa amare dalla gente, la sua umanità lo rende parte di un popolo in cammino che cerca certezze, stabilità, sincerità; don Salvatore è proprio così, schietto e sincero; e questo è un dono assai prezioso per le persone che lo circondano; noi, voci di un coro di sorrisi, sentiamo nei suoi gesti la melodia del sole nascente; il ritmo delle canzoni, grazie al suo occhio sempre attento, diventa come un canto di angeli sceso dal cielo; ogni parola che cantiamo con gioia diventa, in meno di un momento, un arcobaleno di vita che si diffonde negli occhi del mondo; tutto grazie alla nostra splendida guida, il prete dal piè veloce che, nei suoi gesti e nei suoi colori, ci trasmette le sensazioni della vita; ebbene, come dicevo all’inizio, don Salvatore non può essere un punto fermo, perché non sta mai fermo, ma per noi è il nostro punto fermo; è la nostra certezza, il nostro punto di partenza; il nostro maestro in questa vita che così di frequente si smarrisce quando non ha una giusta guida; allora, con un sorriso ringraziamo il nostro don Salvatore per la sua amicizia, per l’allegria e il dono di saper parlare ai nostri cuori sempre; con affetto sincero”.

CASERTA. IL VESCOVO DELLA DIOCESI, S. ECC. MONS. GIOVANNI D’ALISE, HA PRESIEDUTO LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA NELLA CHIESA DI S. SEBASTIANO MARTIRE, IN OCCASIONE DELLA RICORRENZA DELL’80° COMPLEANNO DEL PARROCO, DON SALVATORE FRENDO.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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