martedì 29 luglio 2014, 01:03 La pubblicità fa conoscere le attività del nostro territorio, fà crescere le imprese, aumenta l’occupazione

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domenica 2 marzo 2014, 00:43 Centro Internazionale Gruppi di Preghiera di Padre Pio 2° Corso di Bioetica e Spiritualità

 

Cenacolo S Chiara

Cenacolo S Chiara

Carissimi assistenti spirituali, animatori, membri dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio,

 

anche quest’2013-10-7 048anno l’Associazione Scienza e Vita di S. Giovanni Rotondo, in collaborazione con il Centro Internazionale Gruppi di Preghiera di Padre Pio e la Casa Sollievo della Sofferenza, ha organizzato il 2° Corso di Bioetica e Spiritualità (anno 2014) presso il Centro di Accoglienza S. Maria delle Grazie ed il Cenacolo S. Chiara di San Giovanni Rotondo. Il Corso si terrà in 4 edizioni, identiche, in formula week-end (28-30 marzo; 16-18 maggio; 3-5 ottobre; 7-9 novembre 2014).

 

E’ possibile iscriversi ad una delle 4 edizioni del Corso. Visto i numerosi attestati di apprezzamento ricevuti dai diversi membri dei gruppi di preghiera che hanno partecipato all’evento dello scorso anno, vi invitiamo calorosamente ad aderire anche quest’anno al Corso di Bioetica e Spiritualità, che rappresenta per i membri dei gruppi di preghiera (la partecipazione, comunque, è aperta a tutti) una importante opportunità di formazione su tematiche fondamentali per la vita del cristiano e di grande attualità.

 

Vi allego il programma del Corso con i relatori, la scheda di iscrizione e tutte le informazioni utili. I partecipanti al Corso potranno usufruire di tariffe alberghiere particolarmente agevolate (40 euro a persona, al giorno, pensione completa in camera doppia) presso il Centro di Accoglienza S. Maria delle Grazie-Cenacolo S. Chiara di San Giovanni Rotondo (strutture della Fondazione “Casa Sollievo della Sofferenza”, tel. 0882-456031/0882-456586, Sig.ra Francesca).

 

All’interno della prima edizione del Corso (28-30 marzo 2014) ci sarà una giornata speciale (Mendel day, 29 marzo 2014) con la partecipazione, tra gli altri, del prof. Giuseppe Noia, noto ginecologo bioeticista dell’Università Cattolica-Policlinico Gemelli di Roma.
Per ogni ulteriore informazione potete contattare il Centro Gruppi o la segreteria scientifica del corso (tel. 3387250836).

In attesa di rivedervi presto a San Giovanni Rotondo vi saluto cordialmente augurandovi ogni bene in Cristo, sotto la guida e la protezione della Madonna delle Grazie e di San Pio.

 

Dr. Leandro Cascavilla

Vice-direttore generale Gruppi di Preghiera di P. Pio

 

 

Centro Gruppi di Preghiera di San Pio da Pietrelcina
Casa Sollievo della Sofferenza
Viale Cappuccini 172
71013 S. Giovanni Rotondo FG
Tel. +39 0882410486 – Tel. +39 0882410252
Fax +39 0882452579
www.operapadrepio.it

 

 

 

 

 

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lunedì 1 settembre 2014, 02:04 VANGELO (Mt 16,21-27)

Domenica 31 agosto 2014 

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
 
+ Gesù che parla alla genteSe qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso.
 
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non Ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria anima? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’Uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi Angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni». Parola del Signore
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Non in questa circostanza Pietro scopre la vera identità di Gesù, ma in questo episodio trova dentro di sé una forza soprannaturale che lo spinge a profetizzare qualcosa di grande: Gesù è il Figlio di Dio. Per gli ebrei solo a pensarlo era un grave peccato, l’Eterno non poteva avere figli carnali, perché unico. Dio era rappresentato come l’Essere sussistente, increato e perfetto in sé.
Gli Apostoli dopo avere assistito a miracoli strepitosi, dopo avere ascoltato parole meravigliose e uniche, soprattutto dopo il contatto con il Divino, avevano assorbito la convinzione della Divinità di Gesù. Era un pensiero, anche se concreto e convinto, ma arrivare ad affermare ad alta voce, davanti a tutti che si trattava del Figlio di Dio, richiedeva una forza superiore.
Quella forza arrivò a Pietro dallo Spirito Santo: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.
Per affermare questo con piena convinzione occorre l’aiuto dello Spirito di Dio, la sua presenza deve esserci per agire nel credente che prega, e per agire deve avere la libertà senza trovare impedimenti causati dai vizi, dalle passioni disordinate, dalle cattive abitudini.
È semplice ripetere le parole di Pietro, “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”, ma non sono le parole ad elargire la Grazia, è l’amore che portiamo nel cuore verso il Signore, la purificazione dell’anima quando si conduce una vita onesta, sincera, buona, mite, umile.
Se mancano queste disposizioni interiori e non c’è la pratica delle virtù, non si è in grado di riconoscere Gesù come Dio, non intendo la conoscenza storica, ma di quella del cuore, e non si adora con convinzione, non si prega con fiducia, non si parla a Lui con piena apertura del cuore, non si percepisce come Dio.
Quando avviene questo, il credente non è in comunione con Gesù, non comunica perché non c’è contatto con Lui, manca l’unione.
Il credente che non corrisponde all’azione dello Spirito Santo finisce per usare il linguaggio dello spirito umano, che può essere più o meno spirituale, ma è sempre inadeguato e manchevole, intriso della componente carnale, quindi è più propenso per l’errore e l’immaginazione.
Così chi si fida del proprio spirito umano, pieno di imperfezioni e dissipazioni, imita l’azione di Pietro: “Non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”. Pietro aveva parlato separatamente a Gesù per esprimere il pensiero di tutti, ma solo lui aveva osato dirlo, aveva trovato il coraggio spinto da un amore intenso verso Gesù. L’amore lo ha fatto sbagliare, uno sbaglio di valutazione e non contro il Signore.
Lo amava molto e chi ama molto è accecato da quello che immagina e che si costruisce nella propria mente. Quanti errori scaturiscono in chi segue l’immaginazione e si crea convinzioni opposte alla realtà. Ne avrà solo delusioni e sconfitte!
Aveva parlato per amore, ma quando la passione dell’amore carnale prevale, si segue il pensiero meno spirituale, quindi, non corretto.

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lunedì 1 settembre 2014, 02:00 DALL’EPISTOLARIO DI P.PIO

1/9

VIVI FIGLIA MIA, FINCHE’ PIACE A DIO, IN QUESTA VALLE DI MISERIE,

CON UNA TOTALE SOTTOMISSIONE ALLA SUA SANTA VOLONTA’

Ep. III, p. 109100_7083

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lunedì 1 settembre 2014, 01:53 TANGENTE DI FERRAGOSTO AI PARTITI E L’EMORRAGIA CONTINUA …

Soldi 

 

di Raffaele CARDILLOMontecitorio aulaParlamento

 

Non vorremmo essere tacciati di evocare inquietanti parallelismi nel titolare questo nostro pezzo similmente a episodi non proprio ortodossi che si verificano puntualmente nel periodo ferragostano.

Nonostante il perdurare di una crisi economica senza precedenti, in totale dispregio delle regole morali che connotano un Paese civile ormai ridotto in macerie dalle scelte scellerate di senzadio, un branco di cialtroni totalmente privi di un qualsivoglia barlume etico che brulicano nel nostro Parlamento, continua ad alimentarsi alla greppia di uno Stato in disfacimento e in manifesta crisi d’identità, incuranti della condizione di un popolo ormai stritolato dalle ganasce della miseria e destinato a essere risucchiato nel vortice del nulla.

E’ di questi giorni la notizia, peraltro sottaciuta dalle maggiori testate giornalistiche italiane, forse per tenere bordone a non meglio precisati benefattori e compagni di merenda, facciamo riferimento alla tranche di circa 35 milioni di euro erogati ai partiti come rimborsi elettorali e prontamente fagocitati e divorati dalle voraci e insaziabili mandibole i componenti la Casta.

Solo un piccolo inciso per precisare che, questi indegni contributi, denominati come finanziamento pubblico ai partiti, erano stati eliminati da un referendum istituzionale e prontamente resi operativi da una manovra surrettizia, rinominando gli stessi come rimborsi elettorali.

Una rea progenie che alligna nel Tempio delle Leggi e che come l’araba fenice, risorge sempre dalle sue ceneri, un perpetuarsi di brutture ripugnanti che imbrattano la facciata di quel che era considerato un luogo di culto, un sacrario ove ha convissuto eminenti uomini di Stato naturalmente tesi a contribuire al benessere sociale dei consorziati.

Lo sconcerto ci assale per la mancanza di alcun segno di ravvedimento dei nostri eroi, l’ostinata pervicacia con cui perseguono la loro strenua ricerca del “particulare” e nel voler ignorare le legittime istanze di cittadini ormai allo stremo, che non cercano provvidenze bensì un diritto sacrosanto qual è il lavoro.

Non rinunciano a un centesimo dei loro indebiti introiti, una mancanza di solidarietà e di umanità da belve feroci, che li rende invisi e insopportabili alla pubblica opinione.

“Dobbiamo cominciare a tagliare i costi della politica per tornare a essere credibili” quest’affermazione rappresentava il mantra, la formula magica per ristabilire equità nel nostro Paese, propugnata dal vessillifero, un rivolgimento radicale delle Istituzioni, un leitmotiv ricorrente che presagiva nuovi orizzonti che scardinavano le incrostazioni del passato ormai ritenuto remoto.

Un uomo nuovo mandato dalla Provvidenza, non aduso a qualsiasi forma di patteggiamento, fortemente risoluto in ogni suo agire a dispetto dei lacci e lacciuoli che la politica spicciola poteva intralciarne il percorso.

Ebbene di fronte a tutte queste allettanti promesse che ispiravano una sorta di “ nouvelle vague” ecco che la trappola vischiosa dei consumati della politica, (vedi Patto del Nazareno), ottenebra la mente di questo risorto Houdini e come d’incanto le sue magie, i suoi illusionismi sono sciolti da una realtà che non patteggia con l’improvvisazione.

Il continuo annaspare per uscire dai gorghi, promettendo chissà quali risorse, rappresenta l’estremo patetico tentativo di una potenziale quanto improbabile resurrezione che da connazionali benpensanti gli auguriamo possa arridergli.

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lunedì 1 settembre 2014, 00:59 Wwf: Un gesto nobile che ha salvato la vita di un cucciolo di riccio.

Comunicato Stampa wwf

 

 

Nel mese di  Maggio u.s. la sig.ra Katia, ambientalista, amica del Wwf,  sentendo le sue cagnoline abbaiare insistentemente in garage ha scoperto, con sua grande sorpresa, in una cassetta di legno,  un piccolo riccetto, appena nato con il cordone ombelicale ancora fresco. Con molta discrezione, ha aspettato, seminascosta, per verificare se la mamma tornava; ma dopo 3 ore uscendo dal viale di casa ha trovato “mamma riccio” morta in quanto era stata investita da un’auto.A questo punto Katia  ha cercato aiuto tra i suoi amici ambientalisti e presso varie associazioni per poter salvare questo piccolo esserino indifeso. Tra vari consigli e tanta paura inizia così la sua  avventura di balia per il cucciolo di riccio. L’ha nutrita con latte di capra diluito con un impasto adeguato per assicurare un giusto apporto calorico : fin da subito sembrava le piacesse e pian piano cresceva bene senza problemi. Katia ha  imparato anche a massaggiarle il pancino perchè aveva letto che da soli non riescono a fare i “bisognini”, pian piano è riuscita a svezzarla ,nel mese di luglio la piccola “riccetta” viene trasferita all’aperto su un terrazzo, con un  un po’ di fieno secco con il quale la “piccolina” si è costruita un bella casetta da sola , il suo piccolo nido. Ora la ricetta ha più di 3 mesi e Katia non vuole che passi la vita su un terrazzo,ma non si sente nemmeno di abbandonarla a se stessa in un bosco per paura che non riesca ad adattarsi velocemente alla vita selvatica.  Per questo ha chiesto aiuto al Wwf Caserta che si è messo in contatto con il dott.re Paolella, direttore dell’Oasi Wwf di San Silvestro, il quale immediatamente si è offerto di ospitare il cucciolo di riccio presso l’oasi. Nella mattinata di oggi, Katia con la sua famiglia hanno affidato allo staff dell’Oasi di San Silvestro il compito di far “tornare in natura” il cucciolo di riccio. 

 

 

 

 


raffaele dott.lauria
presidente wwf caserta
cell:3473308585

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lunedì 1 settembre 2014, 00:55 “ArcheoCales”

Qualcosa di eccezionale è accaduto venerdì 29 Agosto, in occasione della prima visita guidata teatralizzata, organizzata da tutti noi volontari della rete983768_339712316193951_7519447996350159987_n10628323_10202526187900282_3594657044304978341_nDSCN0875”, che da quasi un anno siamo al lavoro per ridare lustro al sito archeologico dell’antica città romana di Cales.

Sul finire del 2013 abbiamo avviato questo progetto perché credevamo che Cales potesse essere una risorsa per il territorio, qualcosa che potesse creare opportunità di crescita culturale e anche opportunità di lavoro per i tanti giovani che sono costretti a lasciare le proprie terre in cerca di occupazione altrove.

La massiccia partecipazione di venerdì 29 Agosto è la prova che ci abbiamo visto giusto; certamente è stata una partecipazione di pubblico che ha messo in seria difficoltà l’organizzazione che avevamo messa a punto (nelle più rosee aspettative puntavamo a 300 ingressi, e non ai quasi mille arrivati), ma è palese oramai l’interesse che c’è sul sito archeologico di Cales.

A conclusione di certo dobbiamo scusarci per qualche disagio creato, principalmente a chi era in coda al corteo. Tutto sarà di insegnamento per i futuri appuntamenti. Nonostante ciò abbiamo percepito l’entusiasmo dei tanti visitatori che hanno aspettato anche un ora di fila pur di vedere lo spettacolo in programma.

Dei ringraziamenti, inoltre, sono doverosi.  A tutti i volontari impegnati nella riuscita dell’evento: la protezione civile di Calvi Risorta, il gruppo scout di Sparanise, il gruppo dei Forestali,  la Croce Rossa. Un grazie sentito va anche a quegli enti che hanno patrocinato l’evento e consentito la sua realizzazione: l’Ente Provinciale del Turismo di Caserta, presieduto dalla dott.ssa Lucia Ranucci, il Comune di Calvi Risorta e la Soprintendenza di Caserta, Avellino, Benevento e Salerno.

 

 Le volontarie e i volontari della rete di associazioni ArcheoCales

 

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lunedì 1 settembre 2014, 00:46 OGGI, 1 SETTEMBRE 2014, RAFFAELE RAIMONDO, FUNZIONARIO RESPONSABILE DEL SETTORE ‘PRESTAZIONI’ PRESSO LA SEDE PROVINCIALE DELL’INAIL DI CASERTA, SPEGNE CINQUANTA CANDELINE.

Al centro Raffaele Raimondo

Al centro Raffaele Raimondo

 di Paolo Pozzuoli

50 anni e non sentirli 36780019e più della metà trascorsi al servizio di una particolare utenza per la quale, immantinente, è diventato un insostituibile punto di riferimento. 50 anni e non sentirli, leggeri come una piuma, il batter d’ali di una libellula, il volo di una graziosa farfalla che, delicatamente, si posa su di un prosperoso ed invitante davanzale. 50 anni e non sentirli, raccolti in uno sguardo che, come enunciato da due diverse scuole di pensiero, si presta ad una duplice interpretazione: da innamoramento per l’una, per l’altra è, come dire, ‘perdersi’ in lontananza per scrutare un improbabile orizzonte. 50 anni e non sentirli, complici i lunghi e brizzolati capelli baciati dal vento ed il mezzo toscano stretto fra l’indice e il medio, una sorta di tocco in più che ha accresciuto il fascino del simbolo della meglio gioventù grazzanisana-mediterranea ed abbagliato la graziosa e gentile Michela Grazia (Liana per i familiari) Gagliardi di cui è più che pria innamorato pazzo e che, dopo averlo costretto a capitolare, l’ha reso padre tenero, affettuoso ed orgoglioso di Alfonsina, Roberta e Vincenzo, già pronti a volare alto per dare il proprio contributo ad ‘allargare’ la famiglia. Di spessore l’interesse per la cultura di cui ricordiamo una celebre dedica in ‘latinorum’ per il notaio Gancio de’ Fonzi. Tutto questo è – scusate se poco – Raffaele Raimondo, oggi neo cinquantenne, che, con gli auguri di rito da parte del dr. Alfonso Cangiano, dirigente della Sede provinciale dell’INAIL, del vicario, dr. Francesco Ucciero, dei colleghi tutti e nostri personali, si appresta a dare il via ad una lunga serie di festeggiamenti.

 

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lunedì 1 settembre 2014, 00:38 Pietramelara. Borgo medioevale, la condizione attuale e una soluzione

Borgo di Pietramelara 
 
La situazione del borgo medioevale di Pietramelara, ormai da diversi anni, è molto seria. Preoccupano, e non poco, le condizioni in cui versa il paese alto. Carenza d’acqua e mancanza di pulizia sono solo alcuni dei disagi che i residenti sono costretti quotidianamente ad affrontare. Il borgo è, inoltre, inagibile e pericolante in alcuni punti, nella parte superiore, nei pressi della torre normanna e della zona della ‘corte’. La sagra al borgo si è svolta in città il 30 e 31 agosto, e non come da tradizione quarantennale al paese alto. C’è da specificare, comunque, che la zona bassa del borgo è sicura, tanto che sono moltissime le persone che non hanno condiviso la scelta di aver fatto svolgere la manifestazione in paese. Molti, infatti, avrebbero preferito almeno la parte più bassa del borgo antico, sia per non snaturare l’appuntamento sia per non annullare del tutto ogni funzione di valorizzazione del borgo stesso. Tornando alla questione della condizione attuale, negli ultimi anni è stato fatto poco o nulla per recuperare il borgo medioevale di Pietramelara. Anche se c’è il seguente documento risalente al maggio 2013. Il Sindaco e l’Assessore ai lavori pubblici, viste le numerose segnalazioni dei cittadini residenti nell’area del borgo medioevale e constatato il degrado in cui versano numerosi immobili nella stessa area ubicati; dato atto che tali immobili possono costituire grave stato di pericolo per la pubblica incolumità dei cittadini attesa la carente manutenzione; preso atto che si rende necessario prevenire e di conseguenza provvedere alla tutela dell’incolumità delle persone che transitano e risiedono nell’area del borgo medioevale; invitano l’ufficio preposto a provvedere alla individuazione degli immobili potenzialmente pericolosi ed all’adozione dei provvedimenti conseguenziali a salvaguardia della pubblica e privata incolumità“. Questa istanza, presentata lo scorso anno all’ufficio tecnico del Comune di Pietramelara dal Sindaco Luigi Leonardo e dall’allora assessore ai lavori pubblici Antimo De Cesare, aveva e ha tuttora lo scopo di dare impulso al recupero dei fabbricati pericolanti del borgo. Da allora sono state fatte alcune ingiunzioni ai proprietari privati. Vanno fatte, però, alcune importanti precisazioni, al fine di fornire una chiara e corretta informazione. Il Comune di Pietramelara può intervenire solo sulle aree pubbliche, che sono la torre normanna e il vecchio asilo, ed in caso di pericolo alla pubblica incolumità, ma non può intervenire sui fabbricati privati. Al massimo può sollecitare i proprietari delle case o, tramite una ricerca, gli eredi per farle mettere in sicurezza. Nel caso ciò non si verificasse, il Comune di Pietramelara potrebbe a questo punto sensibilizzare i proprietari a donare all’ente pubblico gli stabili in disuso per poi procedere a richiedere finanziamenti per il recupero del paese alto. Questa è una delle soluzioni più concrete per cercare di salvaguardare il magnifico borgo medioevale di Pietramelara. Prima che sia troppo tardi.
 
Andrea De Luca

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lunedì 1 settembre 2014, 00:35 Festival degli antichi Casali a Puccianiello

Salve
vi invio le notizie relative alla seconda edizione del Festival degli
Logo_Festival_Antichi_Casali-1, che si svolgerà dal 4 all’8
Settembre, con la
direzione artistica di Emilio Di Donato e che gode del patrocinio del
Comne
di Caserta.
All’interno anche la notizia della conferenza stampa di
presentazione che si
terrà Martedì 2 Settembre alle ore 11 nella Sala Giunta del Comune di
Caserta e alla quale parteciperanno, oltre al Sindaco, Pio Del Gaudio,
anche
alcuni assessori, Emilio Di Donato, alcuni degli artisti, e
l’intero
comitato organizzatore.
Chiedo la gentile pubblicazione del programma della manifestazione e la
gradita presenza alla conferenza stampa così da poter parlare
direttamente
con i protagonisti.
La formula proposta da questo festival è insolita: è totalmente
finanziata
dagli abitanti del casale che, oltretutto, si prodigano, secondo le
proprie
capacità, negli allestimenti, nel coordinamento, nei servizi. Il
risultato è
stato evidente sin dalla prima edizione: una coesione e un’allegria
che ha
attirato e contagiato i visitatori che hanno potuto anche scoprire un
borgo
a loro sconosciuto
Grazie per quanto farete
Pia Di Donato, resp. comunicazione e direttore di www.casertamusica.com

 

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domenica 31 agosto 2014, 01:11 SANTA MESSA DOMENICA 31 AGOSTO

gesu-7LA PAROLA
31 agosto 2014
Domenica
S. Aristide martire
22.a tempo ordinario – II

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, atteso dai popoli, noi ti lodiamo per la pazienza che dimostri verso di noi, uomini di poca fede. Ti lodiamo soprattutto per avere invaso il regno di Satana e per avere distrutto la morte e il peccato. Insegnaci a vederti là dove sei, nella sofferenza e nel dolore, in coloro che sono abbandonati, traditi e soli. Tu sei più mirabile e più bello di quanto avremmo mai potuto immaginare. Nel tuo corpo crocifisso ci riveli il volto autentico dell’amore. Concedici di conoscerti, almeno un po’, perché cominciamo a considerare gli uomini e gli avvenimenti come tu li consideri.

ANTIFONA D’INGRESSO
Abbi pietà di me, Signore, perché ti invoco tutto il giorno: tu sei buono e pronto al perdono, sei pieno di misericordia con chi ti invoca. (Sal 86,3.5)

COLLETTA
O Dio, nostro Padre, unica fonte di ogni dono perfetto, suscita in noi l’amore per te e ravviva la nostra fede, perché si sviluppi in noi il germe del bene e con il tuo aiuto maturi fino alla sua pienezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Ger 20,7-9)
La parola del Signore è diventata per me causa di vergogna.
Dal libro del profeta Geremia
Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre; mi hai fatto violenza e hai prevalso. Sono diventato oggetto di derisione ogni giorno; ognuno si beffa di me.
Quando parlo, devo gridare, devo urlare: «Violenza! Oppressione!». Così la parola del Signore è diventata per me causa di vergogna e di scherno tutto il giorno.
Mi dicevo: «Non penserò più a lui, non parlerò più nel suo nome!». Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente, trattenuto nelle mie ossa; mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 62)
R. Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne,
in terra arida, assetata, senz’acqua. R.
Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode. R.
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca. R.
Quando penso a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene. R.

SECONDA LETTURA (Rm 12,1-2)
Offrite i vostri corpi come sacrificio vivente.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, vi esorto, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale.
Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Ef 1,17-18)
R. Alleluia, alleluia.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.
R. Alleluia.

VANGELO (Mt 16,21-27)
Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
Parola del Signore.

OMELIA
“Non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”. Pietro scopre così la vera identità di Gesù. Egli fa l’incredibile scoperta che questo carpentiere di Nazaret non è altro che il Cristo, l’unto di Israele, la realizzazione dell’attesa, lunga duemila anni, del suo popolo. Ma Pietro interpreta la missione di Gesù in termini politici. Gesù ben se ne rende conto e spiega che tipo di Messia sarà: andrà a Gerusalemme per soffrire, essere messo a morte e risorgere il terzo giorno. Ciò è troppo per Pietro: nel suo spirito, l’idea di sofferenza e l’idea di Messia sono semplicemente incompatibili fra loro.
“Non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”. Se Pietro potesse solo rendersene conto, sarebbe pervaso dalla gioia! Il Messia, che si sarebbe immerso nella sofferenza, che avrebbe incontrato l’ostilità degli uomini e che avrebbe subito tutte le conseguenze dell’ingratitudine secolare di Israele verso il Dio dell’Alleanza, era proprio lì! Davanti a lui c’era finalmente colui che avrebbe sconfitto Satana in uno scontro decisivo e che avrebbe, in questo modo, portato a compimento il piano divino di salvezza per l’umanità.
Poiché Pietro “cominciò a protestare dicendo: Dio te ne scampi, Signore, questo non ti accadrà mai”, Gesù gli disse: “Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”. Voltaire scrisse argutamente: “Dio fece l’uomo a sua immagine e somiglianza e l’uomo gliela rese proprio bene!”.
Nella nostra tendenza innata a resistere a Dio, noi deformiamo la sua immagine, ci rifiutiamo di lasciare che Dio sia come vuole essere. Il nostro Dio è troppo piccolo, troppo fragile e troppo limitato, mentre il Dio di Gesù Cristo è letteralmente troppo bello per essere vero. Gesù si affretta a percorrere la via che porta a Gerusalemme per svelarcelo sulla croce.
Sulla croce, infatti, Gesù rivelerà l’ultimo ritratto di Dio nel dramma della misericordia che vince il peccato, dell’amore che supera la morte e della fedeltà divina che cancella il tradimento.
Chi avrebbe mai immaginato, sia pure in sogno, che Dio sarebbe intervenuto nella nostra storia in questo modo?
Sfortunatamente, per molti, Gesù è davvero troppo bello per essere vero. “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!” (Gv 4,10).

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Santifica, Signore, l’offerta che ti presentiamo, e compi in noi con la potenza del tuo Spirito la redenzione che si attua nel mistero. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo con i suoi angeli e renderà a ciascuno secondo le sue azioni”. (Mt 16,27)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che questo sacramento ci rafforzi nel tuo amore e ci spinga a servirti nei nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Alla fine del sedicesimo capitolo di san Matteo ci troviamo ad un punto centrale del Vangelo. Tocchiamo con mano la cosa più incomprensibile per ognuno di noi: il mistero del Messia che soffre, e l’enigma inspiegabile e ripugnante della sofferenza umana.
Quando Cristo ci propone di portare la nostra croce, lo ascoltiamo come si ascolta una parola che colpisce e ferisce, una parola che invita quasi alla più vile rassegnazione, alla resa dell’uomo nella sua lotta contro la sofferenza. Come se, di fronte a questo enigma della condizione umana, non esistesse nell’uomo che il grido dell’animale che soffre e che chiede di non soffrire più, come se nell’uomo non esistessero che la sofferenza o l’assenza di sofferenza, il dolore o la guarigione! Ora, vi è nell’uomo un mistero: quello della sua libertà, libertà incatenata al male o aperta a Dio.
Cerchiamo di capire ciò che questo momento solenne del Vangelo ci permette di vedere e accettiamo che Dio guarisca la cecità del nostro cuore.
“Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. Quando Gesù parla così ai suoi discepoli, parla prima di tutto per se stesso. Se ci chiede di portare la nostra croce è perché lui per primo porterà la croce. Che significa la profezia di Gesù riguardo alla sofferenza che aspetta il Figlio dell’uomo? “Doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno”. È per il peccatore, prigioniero del male e del peccato, un annuncio incomprensibile (“Questo non ti accadrà mai”, grida Pietro) di salvezza, che Cristo sta mettendo in atto.
Cristo è la vita, offre la sua vita per darci la Vita. Entra nella nostra morte per liberarcene, non come un uomo che si rassegna alla fatalità ma come colui che, Figlio di Dio fatto uomo, rovescia la fatalità.
Il sacrificio della croce è precisamente la negazione di ogni fatalità della condizione umana e l’affermazione suprema dell’onnipotenza liberatrice di Dio. Il sacrificio della croce è proprio la negazione del destino implacabile dell’uomo e l’affermazione sovrana della sua libertà quando questa libertà viene assunta nella condizione di Gesù. L’albero della croce è “rimedio al male dell’albero antico” di cui l’uomo e la donna morsero il frutto proibito, come canta l’inno del “Pange lingua”. Il sacrificio della croce apre la porta chiusa, e diventa gesto d’offerta e d’amore attraverso il quale la vita può entrare.
Lo schiavo non sa cosa sia la libertà fino a quando non l’ha provata, e non sa cosa sia la sua schiavitù sino a quando non se ne è liberato.
L’uomo peccatore non sa cosa sia l’offerta sacrificale che gli varrà l’essere affrancato dal suo peccato fino a quando non abbia finalmente accettato di ricevere il perdono. È normale che noi siamo ciechi, abbagliati da tanta luce.
Ma Cristo vuole aprire gli occhi del nostro cuore, liberarci nel più profondo di noi stessi. Ci chiede di fare, secondo le nostre capacità, ciò che egli ha fatto perfettamente. E ci chiede molto di più: di lavorare con lui per la liberazione del mondo intero. La vocazione descritta in questa pagina del Vangelo non consiste nella sofferenza per la sofferenza, ma nel seguire Gesù nella sua opera di redenzione, nell’offerta, fino all’obbedienza della croce, del suo amore per l’uomo peccatore al fine di liberarlo. Se dobbiamo portare la nostra croce, è per seguire Gesù, per prendere parte con lui a questa stessa lotta e per trionfare con lui; non solo per noi stessi, trionfo che ci è concesso come una grazia, ma anche per la salvezza del mondo intero. Ormai, noi lo sappiamo, nella storia dell’umanità non vi è più fatalità, perché il più piccolo dei discepoli di Cristo può, con Cristo, far saltare questa gogna, lasciare che la Vita si diffonda, raccogliere il perdono di Dio e comunicare il suo amore, al soffio dello Spirito che vivifica.
Fratelli miei, preghiamo Dio di unirci a Cristo, che offre la sua vita per darci la Vita. Preghiamo Dio di farci ricevere la Vita accettando di donare la nostra vita. Preghiamo Dio che vede nei cuori ciò che l’uomo non può vedere, di infondere in noi la vera luce, quella della fede in Gesù Cristo, il Verbo di Dio, “la luce vera che, venendo nel mondo, illumina ogni uomo” (Gv 1,9).
Card. JEAN-MARIE LUSTIGER

 

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domenica 31 agosto 2014, 00:28 Ventiduesima domenica del tempo ordinario (A)

Domenica 31 agosto 2014

 

Gesù che parla alla gente

Il discepolo condivide tutto con Gesù: la croce e la gloria!

“Commento di don Franco Galeone”

(francescogaleone@libero.it)

Beato te, Pietro … Lontano da me, Pietro …

E’ davvero simpatico Pietro, per questa sua alternanza di eroismo e di paura. Naufraga nell’acqua perché “uomo di poca fede”, ma poi Gesù lo mette a fondamento della sua Chiesa. Oggi, si sente un terribile rimprovero: “Lungi da me, satana!”. Come mai? Forse Pietro si era illuso della sua bravura, si sentiva ormai una persona di prestigio, capace persino di dare consigli a Dio; forse, ascoltata la profezia della persecuzione che toccava Gesù e i suoi discepoli, ha voluto sottrarsi a quella prospettiva; forse Pietro non aveva ben compreso che, chi vuole seguire Gesù, deve prendere ogni giorno la croce e seguirlo. Ma non è solo questo. Gesù ha appena fondato la sua Chiesa, ha appena scelto Pietro come suo capo, ha appena trasmesso agli apostoli immensi poteri. Ma Gesù conosce bene i suoi alunni: la Pentecoste, che farà capire loro tutta la verità, è ancora lontana. Allo stato attuale, sarebbero capaci solo di montarsi la testa, di immaginare la Chiesa come un impero glorioso. Perciò, dopo averli prima entusiasmati con le parole a Cesarea, ora li raffredda con previsioni di morte. E’ chiaro che le persecuzioni non riusciranno ad abbattere la Chiesa (“Non praevalebunt”), ma è anche chiaro che si deve prendere ogni giorno la croce e seguire Gesù. Pietro, al solito, non si controlla, e rimprovera Gesù: “Questo non ti accadrà mai!”. Si crede perfino un profeta migliore di Gesù! La risposta di Gesù è severa, buffa addirittura se confrontata con il precedente elogio di Cesarea. Prima: “Beato te, Pietro!”, adesso invece: “Lontano da me, satana!”.

E’davvero difficile essere sempre in sintonia con Gesù, anche per Pietro. Figuriamoci per noi! Ma cosa Pietro aveva detto di tanto scandaloso da meritare il rimprovero di Gesù? Egli aveva semplicemente espresso affetto per Gesù, l’augurio che alla persona amata non accada nulla di male. E’ umano temere per le persone amate la sofferenza, e cercare di opporsi al destino di morte. Pietro voleva davvero bene a Gesù; e poi, sapeva di essersi compromesso in tutto con Gesù; un fallimento di Gesù avrebbe provocato anche il suo fallimento. Affetto, quindi, ma anche interesse! Ma Gesù vedeva più lontano e più profondo: in Pietro c’era un diavolo ben più forte di quello affrontato nel deserto; c’erano tutti quei pensatori scettici e benpensanti che volevano eliminare la croce dalla vita terrena. Precludendosi così l’ingresso nella vita eterna!    

Quante volte abbiamo ascoltato e ripetuto quelle decisive e incisive parole di Cristo, così, senza battere ciglio. Sono parole che pesano tonnellate, e noi le edulcoriamo a slogan innocui; sono virus, e noi le riduciamo a vaccino. Ecco, allora, nelle nostre comunità e nella nostra vita lo scandalo del compromesso, perché facciamo prevalere la politica sul Vangelo, la previdenza sulla provvidenza, la ragion di Chiesa sulla logica divina. E’ difficile da eliminare quell’astuto Ulisse “fabbricator di inganni”, cioè quella furbizia tutta greca da cui è affetta la cultura occidentale. Ci ritroviamo così un po’ tutti mercenari mediocri; la nostra bandiera è diventata un foulard; una comoda preghiera ci tranquillizza; Dio ce lo siamo costruito a nostra somiglianza. Per fortuna, le sue parole sono anche un indice pietoso che a noi, tutti più o meno sbandati e confusi, indica la strada giusta da seguire; non è una comoda autostrada confortata da motel o autogrill: si tratta di un sentiero, tutto in salita, fra rovi e spine, che conduce alla croce e si conclude con la risurrezione. Che possiamo percorrerlo tutti questo sentiero, fino in fondo! Il Signore ci liberi dalla tentazione di rimpicciolire queste grandiose parole di Gesù. Soprattutto, ci aiuti a viverle, sine glossa!

Essere “del” mondo significa avere la mentalità “del” mondo. Se siamo amici del mondo, questo ci accetta e ci premia anche con il successo e la carriera. Se siamo preoccupati di non disturbare, di recitare le paroline funzionali all’establishment, siamo in peccato! I nostri peccati, sovente, prendono sostanza nel silenzio. Il peccato della maggioranza silenziosa! E il silenzio viene remunerato bene in questo mondo. Un uomo “prudente” piace, può anche fare molta carriera. Convertirsi vuol dire scegliere i valori del Vangelo, e su questi scommettere tutta la vita. Proviamo a dare alla parola “mondo” un contenuto concreto: i familiari, i superiori, i confratelli, gli amici. Bene, se decidiamo di entrare nella logica nuova del Vangelo, tutte queste persone si cambieranno in nemici. Quando incontreremo rifiuti e persecuzioni per fedeltà al Vangelo, in quel momento dobbiamo dare segno di serenità e di pace, perché “era necessario che questo avvenisse”. Con fiducia: per ora siamo solo un po’ di sale, un pugno di lievito, un piccolo seme … niente di più. La storia andrà avanti con i suoi conflitti e i suoi successi. Le promesse del Signore riguardano non i nostri tempi umani, ma l’esito finale. E la risurrezione è al termine del viaggio!

 

 

 

 

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