martedì 29 luglio 2014, 01:03 La pubblicità fa conoscere le attività del nostro territorio, fà crescere le imprese, aumenta l’occupazione

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domenica 2 marzo 2014, 00:43 Centro Internazionale Gruppi di Preghiera di Padre Pio 2° Corso di Bioetica e Spiritualità

 

Cenacolo S Chiara

Cenacolo S Chiara

Carissimi assistenti spirituali, animatori, membri dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio,

 

anche quest’2013-10-7 048anno l’Associazione Scienza e Vita di S. Giovanni Rotondo, in collaborazione con il Centro Internazionale Gruppi di Preghiera di Padre Pio e la Casa Sollievo della Sofferenza, ha organizzato il 2° Corso di Bioetica e Spiritualità (anno 2014) presso il Centro di Accoglienza S. Maria delle Grazie ed il Cenacolo S. Chiara di San Giovanni Rotondo. Il Corso si terrà in 4 edizioni, identiche, in formula week-end (28-30 marzo; 16-18 maggio; 3-5 ottobre; 7-9 novembre 2014).

 

E’ possibile iscriversi ad una delle 4 edizioni del Corso. Visto i numerosi attestati di apprezzamento ricevuti dai diversi membri dei gruppi di preghiera che hanno partecipato all’evento dello scorso anno, vi invitiamo calorosamente ad aderire anche quest’anno al Corso di Bioetica e Spiritualità, che rappresenta per i membri dei gruppi di preghiera (la partecipazione, comunque, è aperta a tutti) una importante opportunità di formazione su tematiche fondamentali per la vita del cristiano e di grande attualità.

 

Vi allego il programma del Corso con i relatori, la scheda di iscrizione e tutte le informazioni utili. I partecipanti al Corso potranno usufruire di tariffe alberghiere particolarmente agevolate (40 euro a persona, al giorno, pensione completa in camera doppia) presso il Centro di Accoglienza S. Maria delle Grazie-Cenacolo S. Chiara di San Giovanni Rotondo (strutture della Fondazione “Casa Sollievo della Sofferenza”, tel. 0882-456031/0882-456586, Sig.ra Francesca).

 

All’interno della prima edizione del Corso (28-30 marzo 2014) ci sarà una giornata speciale (Mendel day, 29 marzo 2014) con la partecipazione, tra gli altri, del prof. Giuseppe Noia, noto ginecologo bioeticista dell’Università Cattolica-Policlinico Gemelli di Roma.
Per ogni ulteriore informazione potete contattare il Centro Gruppi o la segreteria scientifica del corso (tel. 3387250836).

In attesa di rivedervi presto a San Giovanni Rotondo vi saluto cordialmente augurandovi ogni bene in Cristo, sotto la guida e la protezione della Madonna delle Grazie e di San Pio.

 

Dr. Leandro Cascavilla

Vice-direttore generale Gruppi di Preghiera di P. Pio

 

 

Centro Gruppi di Preghiera di San Pio da Pietrelcina
Casa Sollievo della Sofferenza
Viale Cappuccini 172
71013 S. Giovanni Rotondo FG
Tel. +39 0882410486 – Tel. +39 0882410252
Fax +39 0882452579
www.operapadrepio.it

 

 

 

 

 

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domenica 31 agosto 2014, 01:11 SANTA MESSA DOMENICA 31 AGOSTO

gesu-7LA PAROLA
31 agosto 2014
Domenica
S. Aristide martire
22.a tempo ordinario – II

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, atteso dai popoli, noi ti lodiamo per la pazienza che dimostri verso di noi, uomini di poca fede. Ti lodiamo soprattutto per avere invaso il regno di Satana e per avere distrutto la morte e il peccato. Insegnaci a vederti là dove sei, nella sofferenza e nel dolore, in coloro che sono abbandonati, traditi e soli. Tu sei più mirabile e più bello di quanto avremmo mai potuto immaginare. Nel tuo corpo crocifisso ci riveli il volto autentico dell’amore. Concedici di conoscerti, almeno un po’, perché cominciamo a considerare gli uomini e gli avvenimenti come tu li consideri.

ANTIFONA D’INGRESSO
Abbi pietà di me, Signore, perché ti invoco tutto il giorno: tu sei buono e pronto al perdono, sei pieno di misericordia con chi ti invoca. (Sal 86,3.5)

COLLETTA
O Dio, nostro Padre, unica fonte di ogni dono perfetto, suscita in noi l’amore per te e ravviva la nostra fede, perché si sviluppi in noi il germe del bene e con il tuo aiuto maturi fino alla sua pienezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Ger 20,7-9)
La parola del Signore è diventata per me causa di vergogna.
Dal libro del profeta Geremia
Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre; mi hai fatto violenza e hai prevalso. Sono diventato oggetto di derisione ogni giorno; ognuno si beffa di me.
Quando parlo, devo gridare, devo urlare: «Violenza! Oppressione!». Così la parola del Signore è diventata per me causa di vergogna e di scherno tutto il giorno.
Mi dicevo: «Non penserò più a lui, non parlerò più nel suo nome!». Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente, trattenuto nelle mie ossa; mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 62)
R. Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne,
in terra arida, assetata, senz’acqua. R.
Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode. R.
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca. R.
Quando penso a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene. R.

SECONDA LETTURA (Rm 12,1-2)
Offrite i vostri corpi come sacrificio vivente.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, vi esorto, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale.
Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Ef 1,17-18)
R. Alleluia, alleluia.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.
R. Alleluia.

VANGELO (Mt 16,21-27)
Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
Parola del Signore.

OMELIA
“Non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”. Pietro scopre così la vera identità di Gesù. Egli fa l’incredibile scoperta che questo carpentiere di Nazaret non è altro che il Cristo, l’unto di Israele, la realizzazione dell’attesa, lunga duemila anni, del suo popolo. Ma Pietro interpreta la missione di Gesù in termini politici. Gesù ben se ne rende conto e spiega che tipo di Messia sarà: andrà a Gerusalemme per soffrire, essere messo a morte e risorgere il terzo giorno. Ciò è troppo per Pietro: nel suo spirito, l’idea di sofferenza e l’idea di Messia sono semplicemente incompatibili fra loro.
“Non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”. Se Pietro potesse solo rendersene conto, sarebbe pervaso dalla gioia! Il Messia, che si sarebbe immerso nella sofferenza, che avrebbe incontrato l’ostilità degli uomini e che avrebbe subito tutte le conseguenze dell’ingratitudine secolare di Israele verso il Dio dell’Alleanza, era proprio lì! Davanti a lui c’era finalmente colui che avrebbe sconfitto Satana in uno scontro decisivo e che avrebbe, in questo modo, portato a compimento il piano divino di salvezza per l’umanità.
Poiché Pietro “cominciò a protestare dicendo: Dio te ne scampi, Signore, questo non ti accadrà mai”, Gesù gli disse: “Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”. Voltaire scrisse argutamente: “Dio fece l’uomo a sua immagine e somiglianza e l’uomo gliela rese proprio bene!”.
Nella nostra tendenza innata a resistere a Dio, noi deformiamo la sua immagine, ci rifiutiamo di lasciare che Dio sia come vuole essere. Il nostro Dio è troppo piccolo, troppo fragile e troppo limitato, mentre il Dio di Gesù Cristo è letteralmente troppo bello per essere vero. Gesù si affretta a percorrere la via che porta a Gerusalemme per svelarcelo sulla croce.
Sulla croce, infatti, Gesù rivelerà l’ultimo ritratto di Dio nel dramma della misericordia che vince il peccato, dell’amore che supera la morte e della fedeltà divina che cancella il tradimento.
Chi avrebbe mai immaginato, sia pure in sogno, che Dio sarebbe intervenuto nella nostra storia in questo modo?
Sfortunatamente, per molti, Gesù è davvero troppo bello per essere vero. “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!” (Gv 4,10).

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Santifica, Signore, l’offerta che ti presentiamo, e compi in noi con la potenza del tuo Spirito la redenzione che si attua nel mistero. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo con i suoi angeli e renderà a ciascuno secondo le sue azioni”. (Mt 16,27)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che questo sacramento ci rafforzi nel tuo amore e ci spinga a servirti nei nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Alla fine del sedicesimo capitolo di san Matteo ci troviamo ad un punto centrale del Vangelo. Tocchiamo con mano la cosa più incomprensibile per ognuno di noi: il mistero del Messia che soffre, e l’enigma inspiegabile e ripugnante della sofferenza umana.
Quando Cristo ci propone di portare la nostra croce, lo ascoltiamo come si ascolta una parola che colpisce e ferisce, una parola che invita quasi alla più vile rassegnazione, alla resa dell’uomo nella sua lotta contro la sofferenza. Come se, di fronte a questo enigma della condizione umana, non esistesse nell’uomo che il grido dell’animale che soffre e che chiede di non soffrire più, come se nell’uomo non esistessero che la sofferenza o l’assenza di sofferenza, il dolore o la guarigione! Ora, vi è nell’uomo un mistero: quello della sua libertà, libertà incatenata al male o aperta a Dio.
Cerchiamo di capire ciò che questo momento solenne del Vangelo ci permette di vedere e accettiamo che Dio guarisca la cecità del nostro cuore.
“Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. Quando Gesù parla così ai suoi discepoli, parla prima di tutto per se stesso. Se ci chiede di portare la nostra croce è perché lui per primo porterà la croce. Che significa la profezia di Gesù riguardo alla sofferenza che aspetta il Figlio dell’uomo? “Doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno”. È per il peccatore, prigioniero del male e del peccato, un annuncio incomprensibile (“Questo non ti accadrà mai”, grida Pietro) di salvezza, che Cristo sta mettendo in atto.
Cristo è la vita, offre la sua vita per darci la Vita. Entra nella nostra morte per liberarcene, non come un uomo che si rassegna alla fatalità ma come colui che, Figlio di Dio fatto uomo, rovescia la fatalità.
Il sacrificio della croce è precisamente la negazione di ogni fatalità della condizione umana e l’affermazione suprema dell’onnipotenza liberatrice di Dio. Il sacrificio della croce è proprio la negazione del destino implacabile dell’uomo e l’affermazione sovrana della sua libertà quando questa libertà viene assunta nella condizione di Gesù. L’albero della croce è “rimedio al male dell’albero antico” di cui l’uomo e la donna morsero il frutto proibito, come canta l’inno del “Pange lingua”. Il sacrificio della croce apre la porta chiusa, e diventa gesto d’offerta e d’amore attraverso il quale la vita può entrare.
Lo schiavo non sa cosa sia la libertà fino a quando non l’ha provata, e non sa cosa sia la sua schiavitù sino a quando non se ne è liberato.
L’uomo peccatore non sa cosa sia l’offerta sacrificale che gli varrà l’essere affrancato dal suo peccato fino a quando non abbia finalmente accettato di ricevere il perdono. È normale che noi siamo ciechi, abbagliati da tanta luce.
Ma Cristo vuole aprire gli occhi del nostro cuore, liberarci nel più profondo di noi stessi. Ci chiede di fare, secondo le nostre capacità, ciò che egli ha fatto perfettamente. E ci chiede molto di più: di lavorare con lui per la liberazione del mondo intero. La vocazione descritta in questa pagina del Vangelo non consiste nella sofferenza per la sofferenza, ma nel seguire Gesù nella sua opera di redenzione, nell’offerta, fino all’obbedienza della croce, del suo amore per l’uomo peccatore al fine di liberarlo. Se dobbiamo portare la nostra croce, è per seguire Gesù, per prendere parte con lui a questa stessa lotta e per trionfare con lui; non solo per noi stessi, trionfo che ci è concesso come una grazia, ma anche per la salvezza del mondo intero. Ormai, noi lo sappiamo, nella storia dell’umanità non vi è più fatalità, perché il più piccolo dei discepoli di Cristo può, con Cristo, far saltare questa gogna, lasciare che la Vita si diffonda, raccogliere il perdono di Dio e comunicare il suo amore, al soffio dello Spirito che vivifica.
Fratelli miei, preghiamo Dio di unirci a Cristo, che offre la sua vita per darci la Vita. Preghiamo Dio di farci ricevere la Vita accettando di donare la nostra vita. Preghiamo Dio che vede nei cuori ciò che l’uomo non può vedere, di infondere in noi la vera luce, quella della fede in Gesù Cristo, il Verbo di Dio, “la luce vera che, venendo nel mondo, illumina ogni uomo” (Gv 1,9).
Card. JEAN-MARIE LUSTIGER

 

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domenica 31 agosto 2014, 00:28 Ventiduesima domenica del tempo ordinario (A)

Domenica 31 agosto 2014

 

Gesù che parla alla gente

Il discepolo condivide tutto con Gesù: la croce e la gloria!

“Commento di don Franco Galeone”

(francescogaleone@libero.it)

Beato te, Pietro … Lontano da me, Pietro …

E’ davvero simpatico Pietro, per questa sua alternanza di eroismo e di paura. Naufraga nell’acqua perché “uomo di poca fede”, ma poi Gesù lo mette a fondamento della sua Chiesa. Oggi, si sente un terribile rimprovero: “Lungi da me, satana!”. Come mai? Forse Pietro si era illuso della sua bravura, si sentiva ormai una persona di prestigio, capace persino di dare consigli a Dio; forse, ascoltata la profezia della persecuzione che toccava Gesù e i suoi discepoli, ha voluto sottrarsi a quella prospettiva; forse Pietro non aveva ben compreso che, chi vuole seguire Gesù, deve prendere ogni giorno la croce e seguirlo. Ma non è solo questo. Gesù ha appena fondato la sua Chiesa, ha appena scelto Pietro come suo capo, ha appena trasmesso agli apostoli immensi poteri. Ma Gesù conosce bene i suoi alunni: la Pentecoste, che farà capire loro tutta la verità, è ancora lontana. Allo stato attuale, sarebbero capaci solo di montarsi la testa, di immaginare la Chiesa come un impero glorioso. Perciò, dopo averli prima entusiasmati con le parole a Cesarea, ora li raffredda con previsioni di morte. E’ chiaro che le persecuzioni non riusciranno ad abbattere la Chiesa (“Non praevalebunt”), ma è anche chiaro che si deve prendere ogni giorno la croce e seguire Gesù. Pietro, al solito, non si controlla, e rimprovera Gesù: “Questo non ti accadrà mai!”. Si crede perfino un profeta migliore di Gesù! La risposta di Gesù è severa, buffa addirittura se confrontata con il precedente elogio di Cesarea. Prima: “Beato te, Pietro!”, adesso invece: “Lontano da me, satana!”.

E’davvero difficile essere sempre in sintonia con Gesù, anche per Pietro. Figuriamoci per noi! Ma cosa Pietro aveva detto di tanto scandaloso da meritare il rimprovero di Gesù? Egli aveva semplicemente espresso affetto per Gesù, l’augurio che alla persona amata non accada nulla di male. E’ umano temere per le persone amate la sofferenza, e cercare di opporsi al destino di morte. Pietro voleva davvero bene a Gesù; e poi, sapeva di essersi compromesso in tutto con Gesù; un fallimento di Gesù avrebbe provocato anche il suo fallimento. Affetto, quindi, ma anche interesse! Ma Gesù vedeva più lontano e più profondo: in Pietro c’era un diavolo ben più forte di quello affrontato nel deserto; c’erano tutti quei pensatori scettici e benpensanti che volevano eliminare la croce dalla vita terrena. Precludendosi così l’ingresso nella vita eterna!    

Quante volte abbiamo ascoltato e ripetuto quelle decisive e incisive parole di Cristo, così, senza battere ciglio. Sono parole che pesano tonnellate, e noi le edulcoriamo a slogan innocui; sono virus, e noi le riduciamo a vaccino. Ecco, allora, nelle nostre comunità e nella nostra vita lo scandalo del compromesso, perché facciamo prevalere la politica sul Vangelo, la previdenza sulla provvidenza, la ragion di Chiesa sulla logica divina. E’ difficile da eliminare quell’astuto Ulisse “fabbricator di inganni”, cioè quella furbizia tutta greca da cui è affetta la cultura occidentale. Ci ritroviamo così un po’ tutti mercenari mediocri; la nostra bandiera è diventata un foulard; una comoda preghiera ci tranquillizza; Dio ce lo siamo costruito a nostra somiglianza. Per fortuna, le sue parole sono anche un indice pietoso che a noi, tutti più o meno sbandati e confusi, indica la strada giusta da seguire; non è una comoda autostrada confortata da motel o autogrill: si tratta di un sentiero, tutto in salita, fra rovi e spine, che conduce alla croce e si conclude con la risurrezione. Che possiamo percorrerlo tutti questo sentiero, fino in fondo! Il Signore ci liberi dalla tentazione di rimpicciolire queste grandiose parole di Gesù. Soprattutto, ci aiuti a viverle, sine glossa!

Essere “del” mondo significa avere la mentalità “del” mondo. Se siamo amici del mondo, questo ci accetta e ci premia anche con il successo e la carriera. Se siamo preoccupati di non disturbare, di recitare le paroline funzionali all’establishment, siamo in peccato! I nostri peccati, sovente, prendono sostanza nel silenzio. Il peccato della maggioranza silenziosa! E il silenzio viene remunerato bene in questo mondo. Un uomo “prudente” piace, può anche fare molta carriera. Convertirsi vuol dire scegliere i valori del Vangelo, e su questi scommettere tutta la vita. Proviamo a dare alla parola “mondo” un contenuto concreto: i familiari, i superiori, i confratelli, gli amici. Bene, se decidiamo di entrare nella logica nuova del Vangelo, tutte queste persone si cambieranno in nemici. Quando incontreremo rifiuti e persecuzioni per fedeltà al Vangelo, in quel momento dobbiamo dare segno di serenità e di pace, perché “era necessario che questo avvenisse”. Con fiducia: per ora siamo solo un po’ di sale, un pugno di lievito, un piccolo seme … niente di più. La storia andrà avanti con i suoi conflitti e i suoi successi. Le promesse del Signore riguardano non i nostri tempi umani, ma l’esito finale. E la risurrezione è al termine del viaggio!

 

 

 

 

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domenica 31 agosto 2014, 00:26 DALL’EPISTOLARIO DI P.PIO

31/8

IL RIMEDIO CHE ORDINO VOLENTIERI E’ LA TRAQUILLITA’

DI SPIRITO, E PROIBISCO SEMPRE LA SOVERCHIA SOLLECITUDINE

Ep. III,p. 109padre_pio4

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domenica 31 agosto 2014, 00:15 Parco regionale del Matese. 31 Agosto Movimento per la Pace celebra Giornata della Custodia del Creato

locandina giornata creato alife
 
Parco regionale del Matese. Ad Alife il 31 Agosto 2014 la Celebrazione della 9° Giornata della Custodia del Creato sul tema:  “Educare alla custodia del Creato, per la salute dei nostri paesi e delle nostre città”. Il “Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio” della Provincia di Caserta- Regione Campania, presieduto dalla testimonial per la Pace Agnese Ginocchio, Invita a partecipare alla “Maratona di Letture e brani sul tema della Pace e la difesa del Creato”. L’evento, si svolgerà il giorno 31 Agosto 2014 in Piazza S. Caterina dell’antica città di Alife, storico capoluogo del Matese,  facente parte del Parco Regionale del Matese, a partire dalle ore 20:30 e si svolgerà in questa maniera: Ore 20:30 arrivo della “Fiaccola della Pace” e della “Bandiera della Pace” . Dall’ Albero e dal Monumento dedicato alla Pace e alla difesa del Creato, dedicato alla memoria delle Vittime dell’inquinamento ambientale, situato presso la Villa Comunale in Piazza della Liberazione( Porta Napoli) di Alife, l’atleta biker podista alifano Antonio Alfano si avvierà lentamente in direzione di Piazza S. Caterina, attraversando il breve percorso podistico portando la Fiaccola della Pace. Il prof. Carlo Pastore, esperto ambientalista e storico escursionista matesino, lo accompagnerà portando la Bandiera della Pace. L’arrivo della Fiaccola e della Bandiera della Pace segneranno l’inizio della serata. La Maratona di letture partirà dalle ore 21:00 alle 22:00. Alle ore 22 seguirà la proiezione del docu-film educativo: “Una Scomoda Verità”, realizzato dall’ex vice presidente dell’America “AL GORE”(già premio Nobel per la Pace), sul tema del riscaldamento globale che sta investendo il pianeta Terra. Il docu-film si propone l’obiettivo di lanciare un forte messaggio che interroga ciascuno di noi a scendere in campo e a fare la propria parte per la soluzione. Se abbiamo a cuore il Bene Comune del nostro Territorio e del Pianeta che ci ospita, siamo tutti invitati a prendere parte a questo importante momento di riflessione e di Cittadinanza attiva. Su Facebook è stata attivata la pagina: “Matese Terra di Pace”:  http://www.facebook.com/mateseterradipace , dove è possibile seguire tutte le importanti iniziative del Movimento per la Pace nell’area del Matese, in occasione del 100° Anniversario dello scoppio della 1° guerra mondiale che ricorre proprio quest’anno.  

 

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domenica 31 agosto 2014, 00:10 Un ex-diabetico rileva il misterioso segreto della sua guarigione

In questo video scopri come ottenere una cura che ti fa guarire dal diabete in circa 21 giorni senza la necessità di insulina e iniezioni varie.

Scoprirai inoltre quali sono i 7 alimenti che provocano il diabete..

 

- GUARDA IL VIDEO -

 

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domenica 31 agosto 2014, 00:07 Gran Cono nel caos – Lettera aperta al direttore dell’ente Parco nazionale del Vesuvio

foto Gran Cono 3Caro direttore,

come può facilmente verificare dalle foto scattate da me medesimo settimana scorsa, contrariamente a quello che Lei mi diceva al telefono pochi giorni dopo il suo ritorno dalle ferie, al Gran Cono la situazione non è affatto migliorata. Sicuramente complice la assenza dei vigili urbani quel pomeriggio, abbiamo riscontrato (tutto documentato da foto che non allego tutte per non appesantire la mail): 
a) la presenza di pullman parcheggiati tra il rifugio Imbò e quota mille; 
b) parcheggio selvaggio nel tratto di strada antecedente il rifugio Imbò e dinanzi lo stesso;
c) pullman parcheggiati a quota mille (pare che la ditta in questione abbia una deroga: a che titolo?)
d) sali scendi di pullman senza nessun coordinamento con conseguenti “incroci pericolosi”
e) il piazzale di quota mille tappezzato di auto private (secondo il personale della forestale che presidia il varco di ingresso si tratterebbe del solo personale autorizzato: commercianti, guide, ecc.)
f) sempre nel piazzale la presenza di numerosi taxi collettivi
 
Che fare, quindi?
 
alcune proposte di ordinaria buona amministrazione
 
a) a quota mille non deve parcheggiare nessuno, tranne l’autoambulanza. Commercianti e guide vulcanologiche possono tranquillamente parcheggiare sulle strisce blu nel tratto di strada tra il rifugio Imbò e il piazzale, gratuitamente, esponendo sul cruscotto apposito permesso rilasciato dall’ente Parco. Va da sé che deve essere consentito ai commercianti il carico e scarico di merci presso i loro punti vendita e punti ristoro.
b) i taxi collettivi, a differenza di tutti gli altri operatori dei trasporti e degli stessi automobilisti privati, godono di un trattamento di favore. Non solo possono parcheggiare nel piazzale ma possono farlo gratis. Che parcheggino sulle strisce blu e paghino come tutti gli altri operatori (pullman Gran Turismo e minibus)
c) Idem come sopra per quanto riguarda la Vesuvio Express
d) consentire “lo scarico” dei turisti nel piazzale liberato dalle auto ai pullman Gran Turismo e ai minibus (e solo ad essi) e quindi l’inversione di marcia nel piazzale in direzione quota 800 dove poi parcheggiare. L’idea di far “ruotare” i pullman all’altezza del rifugio Imbò è chiaramente pericolosa per la sicurezza stradale e impraticabile
e) rivedere il tariffario dei parcheggi: le auto private pagano oggettivamente troppo (sei euro). Stabilire nuove tariffe per i taxi collettivi proporzionali a quanto pagano le altre categorie di operatori
f) prevedere che parte degli introiti (cospicui. E’ possibile quantificarli?) derivanti dal pagamento del parcheggio siano impiegati per la quotidiana, scrupolosa pulizia del tratto di strada compreso tra l’ex Siesta (quota 400) e il piazzale di quota 1000, incluse naturalmente le piazzole di sosta presenti lungo la strada e eventuali piccoli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria
 
alcune domande
 
A che punto è la preparazione del bando per il servizio navetta (navette elettriche, naturalmente)?
Quale è la scelta dell’ente Parco per quanto riguarda la sistemazione definitiva di quota mille?
Quale è la scelta definitiva dell’ente Parco su dove posizionare “la barriera di accesso” del traffico veicolare privato e commerciale (quota 800? Altezza Osservatorio? quota 400?) e dalla quale barriera dovrebbe partire il servizio navetta?
 
considerazioni di prospettiva
 
Evidentemente si tratta di domande “intrecciate” alle quali è difficile rispondere separatamente perché l’una chiama in causa l’altra. Se per esempio si pensa che la barriera al traffico veicolare vada posta a quota 600 o 400 ha senso predisporre un bando per il servizio navetta a partire da quota 800? Conseguentemente anche tutte le altre questioni che attengono alla riqualificazione del piazzale e alla riorganizzazione/implementazione dei servizi ai turisti dipendono dalla risposta che si da a questa domanda. 
La domanda vera a cui occorre dare una risposta chiara è quindi: quale è la scelta dell’ente per quanto riguarda la sistemazione complessiva e definitiva di tutta l’area del Gran Cono?
 
Cordialmente
 
Per cittadini per il Parco
Giovanni Marino
 
P.S.
Entro settembre si riunirà il coordinamento di cittadini per il Parco per discutere della proroga dei termini dei condoni dell’ 85 e del 94 per la presentazione delle richieste di concessione in sanatoria e dei rischi ad essa connessi di incentivazione di nuovo abusivismo nell’area protetta e non solo in essa. Chi volesse partecipare alla riunione ce lo segnali sulla nostra posta elettronica. 
 
 


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domenica 31 agosto 2014, 00:01 PENISOLA SORRENTINA FESTIVAL

523db67c-152f-4adb-b44a-2acb70d481d2Il 31 agosto, a Piano di Sorrento, concerto del PVM Trio

 
Domani 31 agosto, a Piano di Sorrento, nell’incantevole location di Villa Fondi De Sangro, il Penisola Sorrentina Festival propone alle ore 21 il concerto del PVM Trio, composto dal pianista Fabio Visocchi, dal batterista Matteo “Mammolo” Mammoliti, e dal contrabbassista Cesare Pizzetti. 
Il gruppo nasce nell’ottobre del 2011 da un’idea di Cesare Pizzetti che, sulla base della lunga amicizia che lo lega a Visocchi e Mammoliti, e delle numerose occasioni di collaborazione, ha pensato ad un repertorio di brani originali e di standards appositamente arrangiati per il trio. Il sound generale è quello tipico della tradizione hard-bop e be-bop non disdegnando digressioni in sonorità funk, latin e pop. Il gruppo esprime al meglio le sue potenzialità nei concerti dal vivo, proponendo uno spettacolo altamente coinvolgente e carico di energia. 

_____________________
Il Penisola Sorrentina Festival, i cui concerti si svolgono tutti nella suggestiva cornice di Villa Fondi, è composto da due rassegne: la prima edizione di Incanto delle Sirene, organizzata dall’associazione Syrene Musica, con la direzione artistica di Francesca Maresca, e dalla quarta edizione di Piano Jazz… e dintorni, curata dall’associazione Ats Sorrento Jazz, con la direzione artistica di Antonino Esposito.

Tutti i concerti sono ad ingresso libero e gratuito.e avranno inizio alle ore 21.
In caso di pioggia, i concerti si terranno nei locali interni di Villa Fondi.
Tra le iniziative collegate al Penisola Sorrentina Festival, si segnala la mostra fotografica “Luci dal Suono”, a Villa Fondi, dal 19 al 31 agosto.

A questo link è possibile effettuare il download delle fotografie degli artisti, dei loghi, e del programma completo della rassegna. http://1drv.ms/1vkMLfv

Ufficio Stampa
Andrea Rotoli
Mob. +39 3280297586. Mail. andrearotoli@gmail.com

Info: www.syrene-music.itwww.ats-sorrento.it
Gruppo Facebook: SUMMERTIME 2014 PENISOLA SORRENTIN

 

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sabato 30 agosto 2014, 23:16 Le melagrane possono fermare l’Alzheimer? Composti chimici nel frutto preverrebbero l’infiammazione delle cellule cerebrali

COMUNICATO STAMPA

 

Le melagrane potrebbero contribuire a fermare la diffusione del morbo di Alzheimer. A sostenerlo un’equipe di ricercatori dell’Università di Huddersfield in Gran Bretagna. Un composto contenuto nel frutto chiamato punicalagina aiuta a prevenire l’infiammazione che distrugge le cellule del cervello conosciuta come micrologia, secondo gli scienziati. Si spera che dei risultati possano beneficiare potenzialmente chi soffre di artrite reumatoide e del morbo di Parkinson, riducendo l’infiammazione dolorosa da queste condizioni. L’Alzheimer La demenza di Alzheimer oggi colpisce circa il 5% delle persone con più di 60 anni e in Italia si stimano circa 500mila ammalati con migliaia di nuovi casi diagnosticati ogni anno. La svolta chiave negli esperimenti di laboratorio sta dimostrando che la punicalagina – che è una forma di composto chimico noto come polifenolo – scoperta nel frutto del melograno, è in grado di inibire l’infiammazione nelle cellule cerebrali specializzate conosciute come micrologia. Questa infiammazione porta alla distruzione di un numero crescente di cellule cerebrali, rendendo la condizione dei malati di Alzheimer in progressivo peggioramento. Non vi è ancora alcuna cura per la malattia, ma la punicalagina della melagrana potrebbe prevenire o rallentare il suo sviluppo. Un nuovo studio è stato diretto dal dottor Olumayokun Olajide, che ha lavorato con i co-ricercatori del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Huddersfield e alcuni scienziati dell’Università di Friburgo in Germania. Il team ha utilizzato cellule cerebrali isolate da ratti per testare i loro risultati, che sono stati pubblicati sulla rivista Molecular Nutrition & Food Research. Il dottor Olajide sta ancora lavorando sulle quantità di melagrane che sono necessarie, al fine di essere efficaci nella forma di un farmaco. Tuttavia, ha sottolineato che i prodotti a base di succo che sono al 100 % di melagrana contengono circa il 3,4 % di punicalagina ed ha continuato “ma sappiamo che l’assunzione regolare e il consumo regolare di melograno hanno un sacco di benefici per la salute – compresa la prevenzione della neuro-infiammazione correlata alla demenza”. Il dottor Olajide sostiene che la maggior parte dei composti antiossidanti si trovano nella pelle esterna del melograno, non nella parte morbida del frutto. Anche se questo deve ancora essere scientificamente provato, la melagrana può essere utile in qualsiasi condizione per la quale l’infiammazione – non solo neuro-infiammazione del cervello – è un fattore, come l’artrite reumatoide, il morbo di Parkinson e il cancro. In ogni caso, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il frutto mediorientale usato per secoli nella medicina popolare è ritenuto da sempre efficace contro le malattie cardiache, l’alta pressione sanguigna, le infiammazioni e alcuni tipi di cancro, tra cui il cancro alla prostata.

Lecce, 30 agosto 2014                                                                                                                                                                                            

Giovanni D’AGATA

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sabato 30 agosto 2014, 02:20 + VANGELO (Mc 6,17-29)

Venerdì 29 agosto 2014 

21ª Settimana del Tempo Ordinario
 
MARTIRIO DI SAN GIOVANNI BATTISTA
 
Gesù che parla alla genteVoglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista.
 
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro. Parola del Signore
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La pretesa di una donna cattiva e vendicativa ci fa riflettere sulla condizione attuale di miliardi di persone, incapaci di frenare le varie gradazioni di cattiverie che si ritrovano nella mente e la facilità con cui ricorrono alla vendetta anche per cose futili. L’orgoglio ferito anche per un mancato saluto o per una parola eccessiva ascoltata, può far scatenare una voglia persistente di danneggiare in qualsiasi modo il colpevole.
Erodìade nel Vangelo rappresenta l’uomo o la donna che persiste nel male e trova il rimedio per far tacere la voce del rimprovero.
Si serve della figlia che non viene indicata con il suo nome, perché rappresenta il mezzo utilizzato da Erodìade per esprimere nel sangue tutto il suo odio verso Giovanni Battista. Si servì della figlia, in sua mancanza avrebbe trovato un altro mezzo per riuscire a far zittire una voce che gridava nel deserto. In tutti e quattro i Vangeli viene riportata la profezia del Profeta Isaia su Giovanni Battista: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!”.
La decapitazione richiesta e ottenuta del Precursore ha preparato tantissime altre stragi, l’ultima si trova nella sua piena attuazione in Siria e in Iraq, volute anch’esse da persone che si nutrono di odio e non sono mai sazi di vendette.
La decapitazione oggi avviene in tanti modi contro la Chiesa Cattolica, un plotone incalcolabile di crudeli anticlericali utilizzano ogni mezzo per continuare a ferire, demolire, dissanguare nella sua elevata dignità e nei suoi figli, l’unica Chiesa autentica fondata da Dio.
Non c’è Religione al mondo paragonabile al Cristianesimo e solamente nella Chiesa Cattolica si trova la pienezza della Verità.
Questo dobbiamo scriverlo nel cuore, memorizzarlo nella mente più di ogni altra cosa, ripeterlo agli indecisi e ai tanti confusi.
Cito solo un esempio: l’Ordine dei giornalisti, esistente solo in Italia…, ha istituito un processo contro il giornalista cattolico Cristiano Magdi Allam. Era un musulmano e si è convertito al Cristianesimo, ricevendo il Battesimo da Benedetto XVI. Nel 2011 ha scritto alcuni articoli in cui anticipava le invasioni dei musulmani in Europa e nel mondo per arrivare al dominio. Tesi confermate da molti Imam nelle moschee e nelle interviste.
Lo hanno accusato di islamofobia!
È un’accusa ridicola e strumentale. Non ha scritto nulla di grave, ha anticipato quello che sta venendo fuori in questi ultimi mesi e cioè che “l’atteggiamento dei musulmani come unico obiettivo è quello di dominarci”. Anche altre frasi non offensive ma precise riguardo il piano antico e mai sopito dei musulmani di distruggere la Chiesa Cattolica e di dominare il mondo.
Essi riusciranno a compiere tante violenze nel mondo, poi cosa diranno i radical chic che adesso li difendono?
Non ci spieghiamo come mai non sono stati processati dall’Ordine dei giornalisti quei giornalisti italiani che hanno versato tonnellate di fango e diffamazioni gratuite sull’unica Chiesa di Dio, sui Papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, sui Sacerdoti.

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sabato 30 agosto 2014, 02:17 DALL’EPISTOLARIO DI P.PIO

30/8

GESU’ CONTINUI A RIGUARDARTI COME SUA PREDILETTA

FIGLIUOLA E TI FACCIA TUTTA SUA.

Ep. III, p.IIIpadre_pio4

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