giovedì agosto 26th, 2010 01:52 CASERTA. RICORDATO IERI AL DUOMO, CON UNA S. MESSA CELEBRATA DA DON BIAGIO SAIANO IN SUFFRAGIO DELL’ANIMA, ROCCO NOCERA. SEMPLICEMENTE ROCCO!

Caserta-Cappella nel Duomo

di Paolo Pozzuoli

 

Un mese fa – era il tardo pomeriggio del 25 luglio – esaurita l’esperienza di vita terrena – Rocco (… al secolo, Rocco Nocera) – così era noto e chiamato con affetto, con familiarità, con naturalezza ed amicizia per coloro i quali, in particolare per le rappresentanti del gentil sesso, è stato un prezioso punto di riferimento nella speciale arte del maquillage ed uno squisito consigliere per i prodotti di bellezza – è tornato alla Casa del Padre che l’ha voluto accanto a sé. Ieri, nella ricorrenza del trigesimo, nel Duomo affollato di parenti, amici e semplici conoscenti che, con la loro presenza, hanno voluto ricordare Rocco e manifestare vicinanza e cordoglio ai familiari, don Biagio Saiano ha celebrato una S. Messa in suffragio dell’anima. Significativo e di elevato valore il saluto di un carissimo amico che qui riportiamo: “Ciao Rocco, persona semplice, uomo gentile, sorriso sincero. Anche ieri mattina, quando sono venuto a salutarti, tra i volti tristi degli amici, tra i volti disperati dei tuoi figli, tra quello smarrito di tua moglie, disorientata ed incredula, il tuo viso era quello di sempre:  sorridente, e come sempre, magnificamente simpatico. Eri proprio una bella persona, Rocco. Molto amata. Ne ho avuto conferma guardando negli occhi i tuoi collaboratori ieri in ospedale. Persi, sinceramente commossi. E’ andato via il loro punto di riferimento. Rocco, eri un personaggio sicuramente poco convenzionale, sicuramente sui generis, ma è proprio questo tuo rustico, provocatorio e voluto atteggiamento, che ti ha reso la più bella persona di un mondo spesso, di arrivisti ed ipocriti, di cui tu non hai mai fatto parte. Sei un mito. Chiunque ti abbia conosciuto, non  potrà mai dimenticarti. Chi tra i presenti non ha qualcosa da dire o da ricordare di Rocco. Nessuno. Tante battaglie, momenti difficili ed altri esaltanti, questa la tua vita. La tua vita da persona per bene e semplice, è stata come una nave che ha navigato tutti i mari, e tu, da buon comandante, insieme a Bellona, tua moglie, tua compagna, tua sorella talvolta, hai sempre saputo adattarti alla rotta da seguire, a seconda delle necessità. Ed è proprio quella nave che a settembre, per la prima volta, non ti vedrà protagonista. Il viaggio a cui hai sempre tenuto tanto ed al quale non sei mai mancato. Riuscivi ad esaltarlo questo viaggio Rocco, non certo perché fossimo così importanti. Questa è la tua grandezza. Trattavi tutti allo stesso modo. Tutti da uomini e non certo in funzione delle aziende. Era il tuo modo intelligente di scandire la differenza tra l’essere e l’apparire. Ci sarai su quella nave Rocco, la tua cabina resterà la cabina di Rocco e Bellona, e di nessun altro. E come in quella nave, resterai per sempre nei nostri cuori, ma anche nei nostri pensieri. Personaggio tutt’altro che banale, tutt’altro che furbo, ma semplicemente una persona per bene, molto per bene. Credo di poter dire questo a nome di tutta l’assemblea qui presente. Preghiamo per te ed i tuoi cari Rocco, ricordalo per sempre: TI VOGLIAMO BENE, Ciao”. Grande e riservato l’insegnamento trasmesso da Rocco, ma anche l’esempio come ha sottolineato (“ogni persona è straordinaria nel momento in cui lascia un esempio da seguire; raccogliamo l’esempio dettato da quest’uomo straordinario per la società nella libertà e giustizia;cerchiamo quindi di far tesoro delle parole Prega,spera,non agitarti,l’agitazione non giova a nulla. Iddio è misericordioso e ascolterà la tua preghiera) riportate nella pagellina ricordo” don Biagio Saiano, all’omelia. Certamente non sarà semplice. Ma, la moglie, sig.ra Marzia Ferraro, i figli Mimmo, Francesca e Lucia, il genero Giuseppe Loffredo, i nipoti Luca, Marzia e Mirco – rimaniamo loro sinceramente vicini, attestando cordoglio, affetto ed amicizia – sorretti dalla fede, avranno – ne siamo certi – la forza morale di continuare altrettanto meravigliosamente.

 

 

 

In: commemorazioneNessun Commento

domenica agosto 1st, 2010 10:56 MUORE, A 101 ANNI, LA SIGNORA ANGELINA MARCELLO, UNA DELLE DUE “NONNINE” DI FRANCOLISE. ORA, A DIFENDERE LA “CATEGORIA” RIMANE SOLO LA SIGNORA MARIANNA BOCCAGNA, CHE LEI CENTOUNENNE

 
di Daniele Palazzo
Le dolci, care e simpatiche ‘Nonnine’ di Francolise. Ne è rimasta solo una. Dall’altro giorno, non sono più due le ultracentenarie che, meraviglia e orgoglio delle comunità delle frazioni Sant’Andrea del Pizzone e Ciamprisco, vivono nel Comune di Francolise. All’età di 101 anni, infatti, è deceduta la Signora Angelina Marcello, che, con la “collega” Marianna Boccagna, rappresentava la coppia di donne più amate e considerate dell’intera estensione di Terra di Lavoro. Donna d’altri tempi, Angelina Marcello ha costituito e tutt’ora costituisce un fulgido ed ammirevole esempio di vita per tutti coloro che hanno avuto l’occasione di sperimentare di persona la carica valoriale e la dirittura morale e comportamentale della sua bella persona, cioè di una grande andreolana, di una delle ultime rappresentanti di un mondo andato, nel quale, out le storture e le devianze di oggigiorno, tutto era incanto e magia, sempicità e grandezza d’amore per il micromondo in cui si viveva e per la propria gente, bisogno di sentirsi membri attivi e propositivi nella propria comunità di appartenenza. Ai funerali della Signora Marcello, celebrati nella chiesa parrocchiale della frazione Ciamprisco, a cura di Don Vincenzo Di Martino, hanno partecipato una folla davvero strabocchevole di suoi parenti, amici ed estimatori. Tutti lì per testimoniare, una volta di più, del grande affetto e dell’immenso trasporto sentimentale che li univano ad una donna alla quale tutti dovremmo e sicuramente saremo grati in eterno.
In: commemorazioneNessun Commento

sabato luglio 31st, 2010 00:57 SAN MARCO EVENGELISTA -Pierdavide torna a San Marco, sindaco Zitiello proclama due giorni di lutto cittadino

 di Nunzio De Pinto

 Sono due le giornate di lutto cittadino proclamate dal sindaco Gabriele Zitiello per la morte del giovane caporal maggiore Pierdavide De Cillis: domani, sabato 31 luglio, quando la salma del militare morto in Afghanistan giungerà a San Marco Evangelista, e domenica 1 agosto, giorno dei funerali e della tumulazione. Ieri pomeriggio, intento, il sindaco Zitiello è stato a Roma dove ha partecipato ai funerali di Stato. Stamane, su invito del primo cittadino di Bisceglie, Gabriele Zitiello parteciperà ai funerali che si terranno nella parrocchia pugliese in cui è nato e cresciuto il compianto Pierdavide. I funerali previsti a San Marco Evangelista, città in cui Pierdavide risiedeva con la famiglia e in cui riposerà per sempre, si terranno, invece, domenica pomeriggio alle ore 17.30 presso la Chiesa nuova dello Spirito Santo, officiati dal parroco don Pasquale Scalera. Bandiere a mezz’asta; sospensione della kermesse estiva “Masserie in Festa”, esercizi commerciali chiusi nel pomeriggio di sabato e per l’intera giornata di domenica: sono queste le modalità previste dall’ordinanza sindacale con la quale è stato disposto il lutto cittadino “al fine di manifestare – si legge nel provvedimento – in modo tangibile e solenne il dolore dell’intero paese”.

In: commemorazioneNessun Commento

giovedì luglio 22nd, 2010 16:36 SAN NICOLA LA STRADA – Lutto nel mondo della politica. È morta Maria Daniele, mamma del Presidente del Forum Giovani, Della Peruta

 

Della Peruta Raf

di Nunzio De Pinto

Lutto nella mondo della politica sannicolese. È venuta a mancare dopo una lunga malattia, combattuta a viso aperto avendo sempre vicino l’affetto dei propri cari, Maria DANIELE, madre di Raffaele DELLA PERUTA, Presidente cittadino e vice Presidente provinciale dela Forum Giovani. Le esequie si sono svolte ieri pomeriggio nella monumentale Chiesa di Santa Maria degli Angeli, in Piazza Parrocchia. Il rito funebre è stato officiato da don Pasquale LUNATO, il quale nell’omelia ha avuto parole di conforto per i figli Raffaele e Giampaolo, militare dell’Esercito attualmente in servizio a L’Aquila. Al rito funebre hanno partecipato moltissimi amici e familiari della signora Maria che piangevano una donna dagli alti ideali e che si è sempre spesa per la famiglia. Raffaele Della Peruta, che ha già perso il padre diversi anni orsono, è un esponente di spicco, prima di Alleanza Nazionale, dove ha ricoperto l’incarico di Presidente cittadino di Azioni Giovani e di dirigente provinciale della stessa organizzazione giovanile, e del Pdl poi. Alle ultime elezioni politiche il giovane, laureando presso il corso di Scienze del Turismo e dei Beni Culturali, ha ottenuto un discreto numero di voti anche se non sono stati sufficienti per entrare nel Consiglio. Entra in Alleanza Nazionale giovanissimo e segue tutte le tappe di un percorso politico che lo porterà a diventare il primo Presidente del Forum Giovani dell’amministrazione comunale di San Nicola La Strada e, quest’anno, di vice presidente provinciale del Forum. Alla cermonia religiosa c’erano numerosi esponenti politici di entrambi gli schieramenti. “Il Pdl” – ha affermato Giovanni SantANGELO, coordinatore cittadino del Pdl – “si stringe commossa ai figli ed ai familiari della signora Maria Daniele ed esprime il suo unanime cordoglio per l’improvvisa scomparsa. È difficile, caro Lello” – ha poi detto rivolto a Raffaele – “trovare le parole che possano lenire il tuo dolore e quello dei tuoi figli per la tragedia che ha colpito così duramente la vostra famiglia. Ci sono comunque tanti amici che adesso sinceramente piangono assieme a voi la prematura scomparsa della cara mamma. A nome del Pdl e mio personale voglio porgervi, insieme a un abbraccio affettuoso e sincero, le più sentite condoglianze”. 

In: commemorazioneNessun Commento

lunedì luglio 19th, 2010 01:16 Alife(Ce)-Memoria Strage Via D’Amelio, Agnese Ginocchio ricorda Paolo Borsellino e invita a riflettere sulle nostre scelte

  La Testimonial della Pace Agnese Ginocchio ricorda così l’ anniversario della Strage di Via D’Amelio e la morte del Giudice Borsellino: “ Memoria Anniversario Strage Via D’Amelio.Onore a Paolo Borsellino giudice antimafia e condanna ai colpevoli del gravissimo atto di vandalismo a danno delle due statue dei giudici Falcone e Borsellino che sono state installate ieri pomeriggio e che sono state gravemente danneggiate stanotte. Ma quale storia e quale memoria vogliamo ricordare? Quale civiltà vogliamo costruire se assictiamo di continuo a scene di violenza e di arroganza? La colpa di chi é? Ogni volta che di fronte ad un atto di incoscienza, di ingiustizia e di indifferenza si indietreggia, assumendo quel comportamento del far finta di nulla (é egoismo), di no n vedere, di non sentire e di non udire (é omertà) …ogni volta che diciamo a noi stessi: non ho tempo ho altro a cui pensare(é stoltezza), oppure: non ho tempo per impegnarmi devo pensare alla famiglia (sono scuse, la nostra famiglia é il mondo-comunità intorno a noi..se il mondo sta male anche noi finiremo per risentire di quel male, il tempo inoltre lo facciamo uscire quando vogliamo fare solo cose che ci piacciono…).. ogni volta che diciamo: non mi interessa, sono c…i- fatti loro(é omertà), ogni volta che diciamo: é inutile, é troppo difficile, tanto non potrà mai cambiare nulla (é vigliaccheria, irresponsabilità)… ogni volta che stiamo lì a criticare e puntare il dito sull’ operato altrui (é arroganza, presunzione).. che preferiamo guardare da spettatori anziché avere il ‘coraggio’ di scendere in campo, dare il nostro contributo ed impegnarci quindi in prima persona per il cambiamento di rotta (é cinismo..)… NOI permetteremo all’ ingiustizia (mafia, male..) di allargare sempre più i suoi tentacoli e di avvelenare come una cancrena in metastasi le giovani pianticelle ancora verdi (i giovani futuro del mondo..). Ma non solo, quest’atteggiamento di superficialità, di ciniscmo e di irresponsabilità é una gravissima offesa alla ‘Memoria’ di quanti hanno sacrificato la vita per difendere Verità e giustizia, fra questi proprio ‘Paolo Borsellino’, di cui oggi ricordiamo l’anniversario della morte, e tantissimi altri…Quando accade un male la colpa non é mai di uno solo ma dell’ interà comunità…In un certo senso siamo tutti complici proprio a causa del disinteresse collettivo e degli atteggiamenti appena citati… Dove stiamo andando? La ricorrrenza odierna sia un motivo in più per riflettere sul nostro stile di vita, sulle nostre scelte (sono consapevoli? sono etiche? sono sobrie? sono solidali con l’umanità intorno a noi..?!?!?)..Prendiamo esempio da questi ‘grandi’ che hanno segnato la storia e facciamo anche noi la nostra parte di cittadini attivi e responsabili che hanno a cuore le sorti di questo tempo, in particolare le sorti del futuro dei nostri figli e dei giovani, sempre più incerto e buio.. Siamo veri educatori della civiltà del futuro(giovani) e non distruttori..Apriamo gli occhi e interessiamoci su quanto accade intorno a noi, partecipiamo alla vita attiva nel ns territorio, impariamo a capire cosa significa difendere il Bene Comune, mettiamoci insieme per confrontarsi, per educarci e per istruirci all’impegno civile, per discutere su cose serie e non solo su stupidaggini e pettegolezzi vari…DOVE stiamo andando? C’é un bisogno di cambiare…Buona Resistenza, nel nome della Pace! (By: Agnese Ginocchio-Movimento per la Pace)”. Guarda il video dedicato a questa Memoria: http://www.youtube.com/watch?v=B0JJQ5CGoDU

In: commemorazioneNessun Commento

giovedì luglio 8th, 2010 23:26 CASAGIOVE.E’stata inaugurata ed intitolata la villetta comunale di via Fortuna, a don Tonino Bello.

 al centro il Sindaco Melone

di Salvatore Candalino

E’stata inaugurata ed intitolata la villetta comunale di via Fortuna, a don Tonino Bello. Presenti insieme al Sindaco Vincenzo Melone, vari componenti dell’Amministrazione comunale, insieme al parroco di Santa Maria della Vittoria don Stefano Giaquinto ed ai ragazzi del progetto parrocchiale estivo “Girasole 2010”. L’iniziativa è stata realizzata dalla città di Casagiove in sinergia con la Parrocchia di Santa Maria della Vittoria del rione di Coccagna. Il programma della giornata è stato il seguente: raduno presso il Palazzetto dello sport di Casagiove; Santa Messa officiata da don Stefano Giaquinto ed animata dai ragazzi del “Progetto Girasole”; inaugurazione e benedizione della villetta in via Fortuna – via Tescione; momento di festa. Il Sindaco Melone nel suo intervento, presso il Palazzetto dello Sport, ha ricordato ai tanti giovani presenti che la città di Casagiove al suo insediamento non aveva punti di incontro o strutture da destinare ad appuntamenti sociali, culturali e sportivi. Oggi la situazione, grazie all’impegno dell’Amministrazione dallo stesso guidata, si è ribaltata ed esistono vari impianti  che possono ospitare ogni tipo di attività o iniziativa. Ciò va preservato e sostenuto ed i giovani, in particolare, sono chiamati a questo delicato ruolo. Consensi raccolti dal Primo cittadino di Casagiove che, poi, insieme ai giovani del progetto “Girasole” ha scoperto la targa in ottone con l’intitolazione della nuova villetta Don Tonino Bello (vescovo di Molfetta, presidente nazionale di Pax Christi, sempre e prima di tutto instancabile testimone di carità e profeta di pace).

In: commemorazioneNessun Commento

martedì maggio 11th, 2010 01:09 SAN NICOLA LA STRADA -Marro (CDS) a Torino manifesta contro l’apertura del museo Lombroso ed in ricordo dei martiri di Finestrelle

 

Manifestazione_a_Torino_contro_Savoia

 

di Nunzio De Pinto

 In una Torino allestita ageograficamente per le celebrazioni dell´Unità d´Italia, centinaia di meridionali guidati dal Movimento di Insorgenza Civile e dai Comitati delle Due Sicilie hanno manifestato per le strade della città chiedendo la chiusura del Museo dedicato al razzista Lombroso e la correzione delle storture delle bugie storiche sul Risorgimento. “Lombroso era colui che affermava concetti come questo: ” L’intero popolo del Mezzogiorno assume i connotati del delinquente atavico”. Appare chiaro” – ha affermato Nando Dicè presidente di Insorgenza Civile – “che un Museo a lui dedicato è un´ulteriore offesa alla dignità del Sud, considerato inoltre che questo Museo viene finanziato, cosi come tutte le celebrazioni dei 150 anni d´Italia, con soldi pubblici. Non è possibile accettare in silenzio la messa in scena di una storia dell´Italia non condivisa da tutti gli italiani!”. Al termine del corteo gli Insorgenti hanno deposto le proprie bandiere fuori dal Museo Lombroso in segno d’omaggio ai briganti del Sud, veri eroi della resistenza meridionale. Nel frattempo, venerdì scorso, una delegazione del comitato nazionale delle Due Sicilie, guidata dall’imprenditore sannicolese fiore Marro, presidente nazionale del movimento, si è recata a Fenestrelle dove è stata organizzata una cerimonia di commemorazione per gli oltre 26.000 caduti che “senza pagliericci, senza coperte, senza luce, in posti dove la temperatura era quasi sempre sotto lo zero, vennero smontati i vetri e gli infissi per rieducare con il freddo i segregati” della fortezza piemontese trasformata in lager. Dal 2008” – ha aggiunto marro – “una targa in memoria di quei caduti svetta su quel luogo di pena a memoria e monito per le future generazioni, ed ogni anno la nostra presenza a Fenestrelle si rinnova per piangere e rendere onore alle vittime dell´Unità d´Italia. Perché gli italiani non dimentichino quale è stato il prezzo dell´Unità nazionale in termini di vite umane, e si prenda coscienza della dignità umana e del rispetto a cui hanno diritto soldati, ufficiali, uomini che hanno combattuto per una causa giusta: la difesa della propria patria contro una guerra non dichiarata e contro le promesse non mantenute che hanno portato, oggi, al declino del meridione”.

In: commemorazioneNessun Commento

lunedì maggio 10th, 2010 23:42 SAN NICOLA LA STRADA -I figli del brigadiere Evangelista dal Presidente della Repubblica per il “Giorno della Memoria”

 

Silvia_e_Federico_Evangelista_con_Capo_dello_Stato_in_occasione_del_Giorno_della_Memoria

di Nunzio De Pinto

 Si è svolta sabato, 8 maggio, al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, la cerimonia di commemorazione del “Giorno della memoria”, dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice. Sono intervenuti, Sonia Zanotti in rappresentanza dell’Associazione dei parenti delle vittime della strage di Bologna; Fortuna Piricò vedova Davì per l’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Ustica; Alessandra Galli, figlia del magistrato Guido Galli; Silvia e Federico Evangelista, figli del brigadiere di polizia Francesco Evangelista di San Nicola la Strada. Nel suo discorso, fra l’altro, il Capo dello Stato ha sottolineato che “…L’amore per il padre, in diversi casi appena conosciuto, è il sentimento che accomuna tanti famigliari di vittime del terrorismo, che s’intreccia con l’amore e l’atroce dolore dei genitori e delle mogli, e diviene una sorta di passaggio di testimone verso generazioni più giovani di quelle delle vittime. Grazie, dunque, a quanti sono riusciti a dare questi contributi, belli ed eloquenti anche letterariamente, e agli altri che hanno parlato questa mattina, a Silvia Evangelista, figlia di Francesco – Vice Brigadiere di Pubblica Sicurezza – a Sonia Zanotti e a Fortuna Piricò vedova Davì, che ci hanno riportato alle tragedie delle stragi di Bologna e di Ustica….”. Franco Evangelista è stato un eroe che ha pagato con la vita il proprio coraggio, lo spiccato senso del dovere, l’innato spirito di sacrificio: un grande sannicolese che rimarrà sempre scolpito nella mente e nel cuore dei suoi concittadini, memori della travolgente carica di umanità che egli ha saputo trasmettere non solo a chi gli è stato vicino ieri, ma anche a chi ne conserva oggi il ricordo. Fu ucciso il 28 Maggio 1980 in Piazza Trasimeno a Roma in un agguato compiuto da terroristi dei NAR (Valerio Fioravanti, Giorgio Vale, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini). L’appuntato Franco Evangelista, soprannominato “Serpico”, nato a San Nicola la Strada, per il suo coraggio, era una leggenda della Questura di Roma. Arruolatosi in Polizia nel 1962 aveva prestato servizio al Reparto a Cavallo, alla Scuola Allievi Sottufficiali di Nettuno, alle Volanti. Esperto di arti marziali, aveva effettuato centinaia di arresti. Nel 1975, durante una colluttazione con  due ladri d’appartamento nel Quartiere Salario, venne gettato dal primo piano fratturandosi la colonna vertebrale. Salvatosi miracolosamente già durante la convalescenza, ancora con il busto ortopedico addosso, riuscì a disarmare ed a catturare un rapinatore di banca. Proprio a settembre dell’anno scorso, il figlio Federico ritirò il premio “Sannicolese d’Oro alla Memoria” che fu attribuito, plebiscitariamente, a suo padre che ha donato la vita per l’onore del suo Paese.

In: commemorazioneNessun Commento

venerdì maggio 7th, 2010 09:51 Veritas e l’Unità d’Italia

« …il mare la ricinge quasi d’abbraccio amoroso ovunque l’Alpi non la ricingono: quel mare che i padri dei padri chiamarono Mare Nostro. E come gemme cadute dal suo diadema stanno disseminate intorno ad essa in quel mare Corsica, Sardegna, Sicilia, ed altre minori isole dove natura di suolo e ossatura di monti e lingua e palpito d’anime parlan d’Italia »
(Giuseppe Mazzini, La Patria)
Un amico mi ha detto che sarebbe piaciuto al titolare del blog un mio intervento circa la ricorrenza dell’unità d’Italia. Ebbene cercherò di essere conciso e non pedante nel mio commentare. L’unità d’Italia è stata una vera e propria conquista che a mio parere può essere definita o considerata in due filoni di pensiero. Il primo,è quello più nobile e puro, si rifà ai valori che accomunano la storia di una regione d’Europa , parliamo del comune senso della cultura, delle tradizioni, dell’arte, dei costumi, del diritto e di una comunanza letteraria e di stile, nonché di lingua propria di un popolo inteso in quanto tale. Ma, questa voglia di unificazione e di ritorno ad un essere solo , era ed è stata, la prospettiva nostalgica e passionale di pochi intellettuali che avevano un profondo senso di ciò che l’Italia doveva essere. Il secondo filone è più pragmatico , si rintraccia in opportunità di operazione politiche ed economiche che un signore come Camillo Benso Cavour non poteva lasciarsi scappare. Il Regno di Sardegna languiva in vari settori, in particolare quello infrastrutturale e finanziario. Quale preda migliore per accrescere l’importanza e la posizione strategica nell’Europa dell’epoca se non richiamarsi al comune senso nazionale e prendere un preda come il Regno delle due Sicilie? Già perché forse non tutti sanno che: il Sud si avviava all’industrializzazione, divenne presto notevolmente sviluppato in diverse aree del casertano e della provincia di Napoli, mentre sorgevano altresì alcuni impianti siderurgici in Calabria, a Mongiana e Ferdinandea; nel Regno delle Due Sicilie fu realizzata la prima ferrovia d’Europa; si favorì il trasporto via mare; proprio in campo marittimo, infatti, le regioni meridionali disponevano già di uno sviluppo costiero notevole e sicuramente superiore a quello degli altri Stati pre-unitari e di una favorevole posizione al centro del Mediterraneo; la flotta mercantile borbonica era la terza in Europa per numero di navi e per tonnellaggio complessivo; fu a Napoli che venne costruita la prima nave a vapore nel Mediterraneo (1818)[1] nonché la prima nave italiana con propulsione ad elica, il Giglio delle Onde; dal punto di vista delle finanze pubbliche poi , il bilancio del Regno delle Due Sicilie non si indebitò mai al livello in cui si trovava il Regno di Sardegna. La pressione fiscale era la più bassa d’Europa, a causa della polarizzazione fortissima delle ricchezze. I conti pubblici piemontesi invece erano stati gravemente inficiati dalla politica espansionistica adottata da Cavour e dagli investimenti nello sviluppo di infrastrutture primarie resi necessari dalla volontà del Regno di Sardegna di modernizzare la propria economia per inserirla nei circuiti commerciali continentali. Con la nascita dell’Italia Unita l’attivo di bilancio del Regno delle Due Sicilie fu incamerato nelle casse del neonato Stato italiano. Finiscono così al Nord 443 milioni di lire d’oro, quando tutte le banche degli altri Stati preunitari detenevano un patrimonio totale di 148 milioni.
Ecco la realtà che spinsero i molti a sostenere questa unificazione.
Oggi al nord storcono il naso, il peso del Mezzogiorno risulta opprimente agli occhi di chi si rivede come la parte sana del paese, e l’unificazione d’Italia una inutile festicciola per malinconici, ma a ben guardare, e col senno di po,i forse forse questa unita ha fatto male più a noi del Sud che a loro. La storia si dice la scrivono i vincitori, poco spazio per i vinti, la unificazione d’Italia è stato un elemento che nel suo pensiero filosofico e poetico avrebbe dovuto dare quel senso di fratellanza che lega tutto il popolo che va dalle Alpi alla Sicilia, il problema vero però e che a codesto pensiero siamo stati più inclini noi meridionali che ad oggi ci sentiamo offesi dalle parole di alcuni esponenti di un partito come la Lega, che ci irridono e ci sbeffeggiano a pro della loro superiore levatura morale e civile, dimenticando che essi sono stati i veri affossatori di una realtà fiorente, in pratica la loro verve è pari se non superiore ai conquistadores spagnoli, l’interesse li ha mossi giustificando il loro doppio fine dietro una maschera di unità che invero noi del Sud sentiamo veramente. Il Presidente della Repubblica ha dato un significato vero al significato del 5 maggio , e non a caso il Presidente della Camera , da molti criticato per la sua dialettica contro Lega, ha dimostrato come le vere parole di unità siano da riscontrare al Sud e non altrove.

« L’Unità d’Italia è stata, purtroppo, la nostra rovina economica. Noi eravamo, nel 1860, in floridissime condizioni per un risveglio economico, sano e profittevole. L’unità ci ha perduti. E come se questo non bastasse, è provato, contrariamente all’opinione di tutti, che lo Stato italiano profonde i suoi benefici finanziari nelle province settentrionali in misura ben maggiore che nelle meridionali. »
(Giustino Fortunato, 2 settembre 1899, lettera a Pasquale Villari)

Saluti Veritas.

In: commemorazioneNessun Commento

domenica aprile 25th, 2010 23:56 CARINOLA – Sindaco Mannillo e Capo di SME Gen. Valotto inaugurano stadio alla memoria di Pezzulo

 

Prefetto_Monaco_e_alte_autorità_allo_stadio_di_Carinola

 

Generale_Valotto_depone_corona_alloro_con_sindaco_Carinola

Generale_Valotto_con_la_famiglia_Pezzulo

 

di Nunzio De Pinto

 Si è svolta ieri mattina, con inizio alle ore 10.30, la cerimonia di intitolazione dello stadio comunale di Carinola alla memoria del Sottotenente Giovanni PEZZULO, ucciso il 13 febbraio del 2008 da talebani mentre nella valle di Uzeebin, in Afghanistan, era intento ad effettuare una attività di distribuzione di viveri e di vestiario alla popolazione dell’area. “L’Esercito non dimentica i suoi uomini che hanno offerto tutto se stessi, sino al bene supremo della vita, in operazioni di pace”. È quanto ha affermato il Generale Valotto, Capo di SME presente alla cerimonia, alla presenza di centinaia di cittadini. “Oggi non potevo fare a meno di essere presente perché ad Oderzo (città di residenza di Pezzullo) non ho potuto parteciparvi per precedenti impegni istituzionali. Il nome di Giovanni Pezzullo” – ha aggiunto – “rimarrà scolpito per sempre nei nostri cuori, non verrà dimenticato. Attualmente l’Esercito ha circa 8.000 uomini e donne impegnati sui diversi teatri operativi mondiali, ma sempre nell’ambito di missioni di pace. In Italia, inoltre, abbiamo 6.000 militari impegnati nelle operazioni “Strade Sicure” e “Strade Pulite” in sinergia con le altre Forze di Polizia”. All’evento ha partecipato l’Amministrazione comunale di Carinola, guidata dal sindaco Gennaro Mannillo, la signora Maria D’Agostino, vedova Pezzullo, la mamma dell’ufficiale ucciso ed i suoi quattro fratelli, il Comandante del 2° Comando Forze di Difesa (F.O.D.), Generale di Corpo d’Armata Francesco Tarricone, il Prefetto di Caserta, Ezio Monaco, il Generale di Brigata Claudio Attilio Borreca, comandante del R.U.A. di Capua, il Generale di Brigata Luigi Roberto Epifanio, Comandante militare Esercito “Campania”, il Generale di Brigata Antonio Vittiglio, vice Comandante della Brigata “Garibaldi”, il Generale Regione Campania dei Carabinieri, le più alte cariche provinciali delle FF.OO., fra cui il Colonnello Carabinieri Crescenzio Nardone, il Colonnello della G.d.F. Francesco Saverio Manozzi, in rappresentanza del 9° Stormo “Francesco Baracca” di Grazzanise, il Maggiore Gaetano Magliocca, il Colonnello Sergio Antonelli, comandante del 47° Reggimento “Ferrara” ed il Colonnello William Russo, comandante del 17° Reggimento “Acqui” di Capua, il Colonnello Luigi Masiello del 2° F.O.D., il Capitano comandante della stazione dei Carabinieri di Mondragone. Presente, a fianco della vedova, anche il Comandante del Cimic Group South di Motta di Livenza (il reparto di Pezzullo), Colonnello Antonello Vespasiani. Dopo l’arrivo, alle ore 10.00, del Capo di S.M. dell’Esercito, si è svolta presso il Duomo di Carinola, una solenne Messa in suffragio di Pezzullo, officiata dal Cappellano Militare Gabriele Teti da Campobasso e Don Paolo Marotta. Alle 11,30 è stata deposta una Corona d’Alloro al Monumento ai Caduti in Piazza Vescovado da parte del Capo di S.M. dell’Esercito e del Sindaco di Carinola. Dopo ci si è trasferiti allo Stadio di Carinola, dove la signora Maria D’Agostino vedova Pezzulo ha “scoperto la targa” che intitola lo stadio di calcio alla memoria di suo marito. Poi la benedizione religiosa e l’esecuzione dell’Inno Nazionale da parte della Fanfara della Brigata Bersaglieri “GARIBALDI”. Alle 12,25 tutti a Palazzo Petrucci e dove l’amministrazione comunale ha offerto un Vin d’Honneur. Nel pomeriggio, con inizio alle ore 17,00, c’è stata l’apposizione di una targa ricordo nella Villa Comunale di Casanova e la consegna di un simbolo di riconoscenza ai militari residenti a Carinola e in missione all’estero.

In: commemorazioneNessun Commento