domenica settembre 5th, 2010 01:04 VENDITA DI MONILI IN ORO FALSI: I CARABINIERI DEL NORM DI LATINA DEFERISCONO ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA GIOVANE TRUFFATORE PARTENOPEO

 
dI Daniele Palazzo
Grazie ad uno charme del tutto particolare, che, accomunato ad un savoir faire e ed una parlantina molto convincenti, che gli permetteva di carpire la fiducia e la considerazione un po’ d tutti, riuscito a rifilare oggetti in oro falsi per qualche migliaia di Euro ad un gioielliere di Terracina. Parliamo di S.E., di 27 anni, che, denuncato dall’esercente che aveva appena gabbato, è stato identificato e posto a disposizione del ramo di competeza della Magistratura. A denuciare il venisettenne i Carabinieri del Norm di Latina, che. su richiesta del negoziante in questione, hanno subito messo in moto e con successol la macchina investigativa. Come nella stragrande maggioranza dei casi, dunque, un altro lestofante caduto nella rete delle Forze dell’Ordine e posto in condizione di espiare le loro colpe, un nuovo esempio che, alla fine, la Giustizia vince sempre, un’ulteriore dimostrazione che, nella vita, essere onesti paga molto meglio che essere disonesti.
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venerdì agosto 27th, 2010 01:02 MORTO IL FINANZIERE DI DONNA. LE SUE FERITE ERANO TROPPO GRAVI

 
di Daniele Palazzo
Vincenzo Di Donna non ce l’ha fatta. Il finanziere trentaseienne, origniario di Torre del Greco(Na), ma. da annni residente a Formia, è morto in seguito alla gravità delle ferite riportate a causa dello spaventoso incidente della strada occorsogli domenica scorsa, sulla Statale Pontina, territorio del Comune di Terracina. Il decesso è avvenuto presso l’ospedale “Santa Maria Goretti, di Latina, dove i sanitari hanno tentato l’impossibile per salvarlo. Alla fine, però, hanno dovuto arrendersi. Le ferite del basco verde che era arrivato in ambulanza presso la struttura di emergenza sanitaria dove prestano opera erano troppo gravi. Al momento del sinistro che gli è costato la vita, DI Donna conduceva in carcere uno scippatore arrestato poche ore prima sul lungomare di Scauri.
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domenica agosto 8th, 2010 19:08 SPACCIATORE DI SOSTANZE STUPEFACENTI DI POMPEI, RESIDENTE DA TEMPO A CAMPOBASSO, CON LE MANETTE AI POLSI. TROVATO IN POSSESSO DI 85 GRAMMII DI EROINA

 
di Daniele Palazzo
Spacciatore di sostanze stupefacenti originario di Pompei,
 residente a Campobasso, ammanettato dai Carabinieri della Compagnia del capoluogo molisano. Parliamo del trentenne Dario Ruberto, che i militari campobassani tenevano da tempo sotto stretta osservazione. Il cerchio intorno a lui si è stretto qualche giorno fa, quando un venticinquenne di Campobasso, in preda alle spire di un violento stato da overdose, ha dovuto ricorrere alle cure dei sanitari del Pronto Soccorso dell’ospedale “Cardardelli”. Nonostante il ragazzo avesse rifiutato di fornire alcuna indicazione utile circa il pusher che gli aveva ceduto la dose che lo aveva ridotto in quello stato, i carabinieri sapevano già il fatto loro. Appostatisi per giorni nei pressi dell’abitazione di Ruberto, sono intervenuti allorquando dalla stessa è uscito un tossico trentunenne al quale, come da accertamento immediato, era stata appena ceduta una dose di eroina. A questo punto, guai inevitabili per il pompeiano trapiantato in Molise, che si è visto perquisire casa. Nel corso dell’operazione, sono venuti fuori nove tubetti contenenti circa 90 grammi di eroina, 600 Euro in contanti e due bilancini di precisione, oltre ad attrezzi vari per suddividere in dosi gli stupefacenti. Manette d’obblibgo, dunque, per Ruberto, che, dopo le formalità di rito, è stato associato al carcere di Campobasso.
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martedì agosto 3rd, 2010 01:07 CACCIATORE DI FRODO NAPOLETANO DENUNCIATO A PIEDE LIBERO DAI CARABINIERI DELLA COMPAGNIA DI VENAFRO. TRASPORTAVA UNA VENTINA DI CARDELLINI DI SPECIE PROTETTA APPENA CATTURATI

 
di Daniele Palazzo
“Beccato” dai Carabinieri della Compagnia di Venafro cacciatore di frodo napoletano. Poco prima, aveva fatto incetta di cardellini di specie protetta, peraltro catturati con l’ausilio di attrezzi assoltamente vietati alla legge. L’uomo,G.E.,di 50 anni, viaggiava a bordo della sua utilitaria lungo la Statale 85, che collega la Regione Molise alla Regione Campania, quando, alla peiferia nord della splendida cittadina pentra, si è visto intimare l’alt dai militari venafrani, in accurato servizo di vigilsnza sul territorio. Palesi segnali di incuietudine e nervosismo del fermato hanno fatto subito comprendere alla pattuglia di uomini in divisa intreventi che qualcosa non andava. Inevitabile, a questo punto, la perquisizone della vettura, dalla quale sono saltate fuori ben sei gabbie piene di cardellini e reti ed altro materiale vietato dalla legge per la cattura di volatili. Di quì, il sequestrfo delle attrezzature illegali, delle gabbie contenenti i graziosi melodiosi uccelletti(in tutto, erano una ventina), che sono stati subito rimessi in libertà,e il deferimento alla competente autorità giudiziaria del cittadino partenopeo, che,a ora in poi, ci penserà su abbastanza prima di accingersi a commettere altri reati. In merito all’accaduto, gli investigatori ritengono che la ctura ei cardellini, poi fortunatamente liberati, sia avvenuta su commissione e che gli animaletti stessi fossero destinati a finire sul mercato candestino.
 
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sabato luglio 17th, 2010 00:54 CAPUA-Ritrovato il bambino Rom

Capua-Fiume Volturno

 di Bernardino Manzo

Alle ore 10:40 di ieri dopo circa tre giorni di meticoloso ed estenuante lavoro ,da parte delle squadre specializzate dei pompieri ,ed esattamente un nucleo di sommozzatori proveniente dalla Toscana i quali corredati di sofisticate attrezzature tecnologicamente adatte per scandagliare fondali di corsi d’acqua e quant’altro non possa permettere l’avvicinamento fisico dell’operatore,è stato ritrovato il corpicino “martirizzato”del bimbo Rom di anni 9 che alle ore 15:15 circa dell’altro ieri 14 cm si era tuffato nelle torbide acque del Volturno insieme ad altri due ragazzi poco più grandi dello sfortunato .Gli stessi ragazzi che facevano compagnia a quello annegato hanno raccontato di aver tentato in tutti i modi di evitare che il loro compagno annegasse. Infatti, affermano i ragazzini, appena resosi conto che il loro amico era in difficoltà e lottava con tutte le sue forze contro la corrente ed i vortici delle acque del fiume ,hanno  allungato un bastone per dargli la possibilità di aggrapparsi ad esso e guadagnare la riva .Purtroppo però il destino crudele che aveva forse “segnato” in quel giorno che le acque impetuose del fiume del Volturno allungassero l’elenco delle vittime annientate dai mortali vortici del flusso d’Acqua del fiume che bagna la regina del Volturno e che ogni tanto purtroppo si piangono morti annegati. Il punto preciso dove è stato ritrovato il corpicino viene individuato da un tronco di una vecchia pianta (vedi foto) proprio a ridosso del ponte Romano a meno di 50 metri dal punto dove il ragazzino aveva deciso di immergersi nelle acque del fiume per refrigerarsi dal caldo insopportabile .Stando a quanto riferito da alcuni addetti ai lavori si è giunti al ritrovamento del corpo dopo aver attentamente osservato e studiato le immagini riportate su appositi macchinari , frutto del lavoro svolto durante tutta la giornata dell’altro ieri da parte dell’apposita squadra specializzata. Durante l’iter legale inerente al riconoscimento del corpicino da parte dei propri genitori si sono sentite strazianti grida in modo particolare dalla madre che ha fatto rabbrividire tutti i presenti e gran parte di cittadini capuani che hanno seguito minuto per minuto i lavori svolti dai tecnici addetti. Come si nota dalla foto la madre ed il papà “ a DX” sono stati invitati dalle forze dell’ordine ad allontanarsi dal posto delle operazioni per permettere che il corpicino venisse trasportato tramite un furgoncino “vedi foto”della ditta funebre presso l’istituto legale provinciale. E’ doveroso da parte di chi scrive riportare l’interessamento da parte dell’intera amministrazione affinché i lavori venissero svolti con la massima etica professionale. Intanto il popolo Capuano sensibilissimo agli affetti umani si sente di ringraziare tantissimo il corpo dei Vigili del Fuoco, i sommozzatori,la squadra speciale dotata di videocamere subacquee,l’arma dei Carabinieri,i Vigili Urbani e quant’altri hanno in un modo o nell’altro collaborato al ritrovamento del corpicino del povero ragazzo annegato .Inoltre l’intera cittadinanza Capuana formula le più sentite condoglianze ai genitori del ragazzo alle quali si associa l’intera redazione.

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sabato luglio 3rd, 2010 23:55 SAN NICOLA LA STRADA –Con il sole tornano in massa gli extracomunitari ai semafori, bambini e finti sciancati, molti sono anche violenti

 

Rotonda S.Nicola La Strada

di Nunzio De Pinto

 Ieri, presso l’incrocio semaforico di Viale Carlo III^ con via Recalone, è stata una giornata campale per le migliaia di automobilisti che hanno avuto la sfortuna di fermarsi, a causa del semaforo rosso, al predetto incrocio. Abbiamo contato non meno di venti persone, fra questi molti extracomunitari, alcuni bambini che chiedevano l’elemosina sgusciando fra le auto, e c’era anche un “finto” zoppo, tutti con la medesima voglia di farsi dare un euro con le buone o le cattive maniere. Abbiamo visto una giovane donna discutere “animatamente” con uno di questi che, alla fine capendo che non avrebbe avuto neppure un centesimo, le ha letteralmente sporcato il parabrezza dell’auto, beccandosi i comprensibilissimi “improperi” della donna. Ad iniziare dall’incrocio dove si trova l’Antares, poi via via fino all’incrocio con via Pertini, largo Rotonda e via Recalone, sono tornati in massa a chiedere danaro, molte volte anche con atteggiamenti violenti. In mano hanno fazzolettini e giocattoli per i bambini e sotto il braccio nascondono la spugna per lavare i vetri. Si avvicinano brandendo i pacchetti di fazzolettini e, non appena sono a tiro di parabrezza, come d’incanto spariscono dalle mani i fazzolettini per fare posto all’affare con il quale iniziano “a sporcarti” i vetri dell’auto. Ai voglia di far partire i tergicristalli, l’extracomunitario non ti lascia sino a quando, stanco di resistere e di gridare che non vuoi farti pulire i vetri, non gli dai un euro. Gli automobilisti non ce la fanno più. Nemmeno fermarsi con l’auto a dieci metri di distanza dalla macchina che ti precede serve più. Mentre guardi avanti, sbuca subito un altro alle spalle dell’auto. Insomma, un vero e proprio assedio. Provare per credere. La situazione è sotto gli occhi di tutti, specialmente delle Forze di Polizia e degli agenti della Polizia Municipale di San Nicola La Strada. Eppure è ancora valida l’Ordinanza sindacale nr. 49 del 30 agosto 2007 a firma del sindaco Angelo Antonio Pascariello. Ma dove sono i vigili e le forze dell’Ordine visto che, come recita l’ordinanza “Alla Forza Pubblica è affidato il compito di far osservare la presente ordinanza” ? E’ una domanda che tutti i cittadini che frequentano il viale Carlo II^ si chiedono ed alla quale non c’è risposta.

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mercoledì giugno 30th, 2010 00:18 E’ morto Pietro Taricone. Addio Guerriero

Fonte Interno18
Dopo un intervento durato moltissime ore, il cuore di Pietro cessa di pulsare alle 3
29/06/2010 – 07:58

Pietro Taricone pochi minuti prima del lancio

Terni/Caserta – Pietro Taricone è morto nella notte all’ospedale di Terni, dopo un intervento chirurgico durato molte ore.

Ribattezzato ‘o guerriero dai concorrenti della prima edizione del Grande Fratello 2000 per la sua prestanza fisica e per i suoi modi da latin lover, Pietro Taricone è stato la prima star nata dal Grande Fratello. Dotato di una forte personalità e di innata simpatia, fin dal suo debutto ha fatto parlare di sè. Dopo la partecipazione al reality, Taricone, nato a Frosinone il 4 febbraio 1975, ha intrapreso una carriera di attore partecipando a numerose fiction. Originario di Trasacco, vicino L’Aquila, l’inquilino più famoso della Casa di Cinecittà è cresciuto a Caserta. Dopo la maturità scientifica si iscrive a Giurisprudenza, ma non completa gli studi. Svolge diverse attività, tra cui quella di amministratore di condominio. La prima apparizione successiva al Grande Fratello è stata al Maurizio Costanzo Show, a Uno contro tutti (2001), seguita da 10 milioni di telespettatori a testimoniare la grande popolarità raggiunta. Uscito dalla Casa, appare senza veli sul mensile Max e firma un contratto di esclusiva di due anni con la casa di produzione Titanus per interpretare alcune fiction televisive. Partecipa come ospite d’onore al Galà della pubblicità del 2001 e a un videoclip di Syria (‘Se tu non sei con mè, nel 2002), in una ironica interpretazione di Superman. Intraprende poi la carriera di attore, tra cinema e tv, da Distretto di Polizia 3 (2002), a ‘Ricordati di me’ di Gabriele Muccino e ‘Radio West’ di Alessandro Valori (2003) e nel 2007 a ‘Maradona, La mano de Dios’ di Marco Risi, nel ruolo del pusher di Diego Armando Maradona. Proprio sul set di ‘Radio West’ conosce la sua compagna Kasia Smutniak, da cui nel 2004 ha avuto una figlia, Sophie. Nel 2006 è invece un vigile del fuoco nella serie tv di Canale 5 ‘Codice rosso’, nel 2008 torna con ‘La nuova squadra’, su Raitre, spin-off de La squadra e con ‘Tutti pazzi per amore’ su Raiuno, esperienza che ripete nel 2010. Nel 2009 recita anche in ‘Feisbum! Il film’, ispirato a Facebook. Un anno fa è stato opinionista, con una rubrica intitolata Pietro la notizia, in ‘Niente di personale’ su La7.

Appassionato di sport estremi, Taricone si era lanciato ieri con il paracadute, ma qualcosa è andato storto. L’incidente è avvenuto alla presenza di moglie e figlia.

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lunedì giugno 28th, 2010 01:36 USURA IN VALLE TELESINA il 29 MAGGIO PROSSIMO, PRESSO IL TRIBUNALE DI CAMPOBASSO, IINZIA.IL PROCESSO A CARICO DI BIONDILLO E SOCI


di Daniele Palazzo

Sotto processo, presso il Tribunale di Benevento, una banda di agguerriti usurai che, tra il 2003 e il 2007, avevano stretto nelle loro spire malefiche una trentina tra impreditori e liberi professionisti di tutta la Valle Telesina, imponendo loro tassi di interesse molto elevati. Uno dei tre imputati, a suo tempo rinviti a giudizio dal Gup, Dottor Flavio Cusani, è il pregiudicato Antonio Biondino, 45 anni, di San Feliice a Cancello, che fu  arrestato, nell’ambito dell’operazione ‘Anaconda’, dai Carabinieri della Compagnia di Cerreto Sannita. Alla sbarra, con lui, due cittadini di Telese Terme, Antonio Del Vecchio, di 52 anni, ed Emilio Di Mezza, di 50. Il procdimento giudiziario che li riguarda prenderà inizio il 29 giugno prossimo. L’inchiesta, poi sfociata nell’operazione che ha permesso alle forze dell’Ordine sannite di mantellare un’organizzazione criminale molto radicata sul territorio, ha preso inizio proprio con l’arredto di Biondillo, che, il 14 settembre del 2007, grazie anche alla collaborazione di una delle vittime, un imprenditore di Amorosi, fu colto in flagranza di reato dai Carabinieri di Cerreto Sannita, mentre riscuoteva un assegno da 4.300 Euro dalle mani dello stesso commeciante beneventano. Da successive prruisizioni, presso l’abitazione di Biondillo e presso banche ed istituti di  credito vari, sono salate fuori somme di denaro per un totale di poco più di 800.000 Euro in titoli creditizi vari e di circa 60 000 Euro in contanti. il che metteva la banda i condizione di mlvimentare cifre che si avviicinano ad milione di Euro. Nello stesso filone di indagine concente Biondillo e compagnia, figurano anche atri citttadini di teera di Lavoro, cioè Giuseppina salvatore, 30 anni, di Caiazzo, Marco Noviello, 39 anni, di Castelvolturno, e Stefano Marrocco, 31 anni, che, seppure residente a Telese Terme. risulta domiciliato a Castel Campagnano 

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giovedì giugno 17th, 2010 21:55 PIEDIMONTE MATESE. CAPPELLO FIDUCIOSO NELLA MAGISTRATURA AUSPICA CHE I VIGILI IMPLICATI RIESCANO A DIMOSTRARE L’ESTRANEITA’ AI FATTI

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In merito alla vicenda occorsa al Comune di Piedimonte Matese, che ha visto il coinvolgimento degli appartenenti al locale Comando di Polizia Municipale nello scandalo dell’autovelox, interviene il sindaco Vincenzo Cappello (nella foto) precisando: “ La vicenda che vede i nostri Vigili Urbani coinvolti nel procedimento penale per la questione autovelox, colpisce prima di tutto proprio l’intera Amministrazione Comunale, che in questo delicato momento deve continuare a svolgere il compito demandatogli dalla cittadinanza, ovvero amministrare e non, quindi, commentare situazioni che neppure la vedono coinvolta. Mi si chiede di informare la gente e di intervenire. Non è uso e costume da parte del sottoscritto, commentare e soprattutto speculare su vicende che, semmai, riguardano le passate amministrazioni, così come non c’è niente da informare su una vicenda coperta da segreto istruttorio, anzi. Parlare ora, a caldo, si rischia solo di disinformare il cittadino con commenti che oggi sarebbero superflui. Una situazione così delicata va gestita con responsabilità, rispettando tutti coloro che sono coinvolti in modi e ruoli diversi nella vicenda. In primis quello degli inquirenti e della magistratura che si sono spesi per tre anni alla ricerca di riscontri alle loro indagini. Così come vanno rispettati anche gli stessi Vigili coinvolti nella vicenda, se non altro per una forma di garantismo che la Costituzione riconosce a tutti noi esseri umani. Speculare su vicende simili quindi, appare fin troppo facile, ma a noi della maggioranza consiliare, questo modo di fare politica non ci appartiene. Tutti i passaggi amministrativi noi li stiamo compiendo, ma in questo particolare momento, ogni parola ‘in libertà’ rischia solo di produrre sterili polemiche e intralci al percorso giudiziario di quest a triste vicenda. Siamo fiduciosi nella magistratura, così come auspichiamo che anche coloro che sono coinvolti in questo procedimento penale, trovino la via per dimostrare la loro estraneità ai fatti. Noi oggi, sol compito abbiamo ed è quello di amministrare Piedimonte Matese, lavorare per la gente e non commentare situazioni di cui non siamo nemmeno competenti nel farlo.”
Pietro Rossi
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giovedì giugno 10th, 2010 23:08 CASERTA –Bimbo rapito, il contributo del Colonnello Masiello al ritrovamento del piccolo Luca

Col.Luigi Masiello

 

di Nunzio De Pinto

 Ora che è terminato, dopo dieci ore di paura per i genitori, l’incubo del rapimento del piccolo Luca a Nocera Inferiore, piano piano le luci dei riflettori dei media si spengono e lasciano lo spazio ad alcune considerazioni. “Vorrei avere solo la mia normalità, insieme a mia moglie eD ai miei figli”. Così Fabio Cioffi, il Maresciallo del Reparto Comando della Brigata Bersaglieri “Garibaldi”, in servizio presso la Caserma “Ferrari Orsi” di Caserta, che martedì scorso aveva subito il rapimento di suo figlio, nato da appena tre ore, si è espresso davanti  alle  telecamere ed ai taccuini della stampa. Lui, come la moglie, sono molto riservati, tanta notorietà non l’avrebbero certamente voluta, ma, nonostante tutto, date le terribili circostanze, hanno dovuto forzare le loro convinzioni, il loro “modus vivendi” di persone normali fra gente normale. E non è stato semplice l’approccio davanti alle telecamere. In questa vicenda, sono molti gli attori che hanno reso possibile al piccolo Luca di  tornare sano e salvo fra le braccia di mamma Annalisa. Il Procuratore di Nocera, Gianfranco Izzo, il questore Vincenzo Roca, già in servizio alla Questura di Caserta, il Capo della Polizia Antonio Manganelli che, appena appresa la notizia, ha dato un notevole impulso alla vicenda costituendo un pool di investigatori provenienti da Roma. Al caso hanno lavorato gli uomini del Commissariato di Nocera, che conoscevano bene il territorio, quelli della squadra mobile di Salerno, dello Sco, della polizia scientifica, e anche dell’Unità analisi crimini violenti (Uacv). Ma, anche l’Esercito ha fatto la sua parte ed anche nel migliore dei modi. Infatti, il Generale di Corpo d’Armata Francesco Tarricone, comandante del II° Comando Forze di Difesa, con sede a San Giorgio a Cremano, intuendo quanto fosse importante tenere sveglia l’attenzione dei media sulla vicenda, ha immediatamente spedito a Nocera uno dei suoi uomini migliori, il Colonnello Luigi MASIELLO, Capo Ufficio Pubblica Informazione del 2° FOD, giornalista di vecchia data e profondo conoscitore della stampa e televisione. Era chiaro a tutti gli investigatori che la velocità era l’unica arma per giungere alla rapitrice in tempo. Masiello ha avuto un ruolo importantissimo nel convincere il Maresciallo Cioffi a parlare con la stampa e le televisioni nazionali ed a lanciare un appello. Il sottufficiale era titubante, ritroso, ma Masiello ha trovato le corde giuste perché l’uomo andasse in video. Anche sulla diffusione dell’identikit c’è lo zampipno di Masiello. Tutti i giornalisti della carta stampata e delle telvisioni si sono rivolti a lui per parlare con i familiari del bimbo. Quando i riflettori si sono spenti sulla vicenda, Masiello, soddisfatto perché il piccolo Luca era tornato a casa, ha ricevuto i ringraziamenti da parte della Rai per la Trasmissione televisiva “CHI LA VISTO?” e dei numerosi colleghi giornalisti che si sono rivolti a lui, Masiello è tornato al suo servizio quotidiano. Come una famosa canzone di qualche anno fa, Masiello è il classico giocatore che fa “una vita da mediano” e lascia la ribalta dei riflettori agli altri.

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