martedì gennaio 17th, 2012 21:52 MILANO -In-formare: percorsi di co-sviluppo tra Italia e Marocco

SAVE THE DATE
(cliccare qui)

Seminario
2 febbraio 2012
dalle ore 9 alle ore 13,30
MILANO – Palazzo Turati, via Meravigli 9/b
Sala Consiglio

E’ arrivato alle ultime battute della sua prima fase il progetto Informare: percorsi di co-sviluppo tra Italia e Marocco, il cui avvio era stato presentato nello scorso maggio.
Il progetto è stato realizzato grazie al cofinanziamento del Comune di Milano.

Attraverso un innovativo percorso, che ha visto la partecipazione concreta di numerosi partner, si sono raggiunti obiettivi che ci pare interessante e utile presentare in un seminario pubblico.

Per informazioni: 02 2822852

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venerdì gennaio 13th, 2012 21:53 SAN NICOLA LA STRADA – Caiazza (S.Nicola Futura), Monti ha fatto bene a mantenere i militari dell’operazione “Strade Sicure”

 

Nunzio De Pinto

                  

“Plaudo con soddisfazione al fatto che il professor Mario Monti abbia mantenuto il piano d’impiego del contingente militare appartenente alle Forze armate nei servizi di vigilanza a siti ed obiettivi sensibili nonché di perlustrazione e pattuglia congiuntamente alle Forze di polizia”. È quanto ha affermato Luciano Caiazza, politico sannicolese. “Con le dimissioni di Berlusconi e l’arrivo di Monti, c’era la preoccupazione che fra i numerosi tagli alle spese, venisse eliminata anche l’operazione “Strade Sicure”, che, specialmente, a Caserta è un ottimo deterrente contro la malavita”. Ne abbiamo parlato con Luciano Caiazza, esponente di spicco di San Nicola Futura, lista che ha contribuito non poco alla vittoria del Sindaco di centrodestra Pasquale Delli Paoli D) “Secondo il Suo punto di vista l’impiego dell’Esercito a fianco delle FF.OO. si è rivelato efficace ? Non si corre il rischio di una “militarizzazione” del territorio ?” R) Sono i fatti che parlano da soli. Vi è stato un sensibile calo della criminalità, nell’ordine del 40 per cento del numero dei reati che hanno aumentato la sicurezza dei cittadini, e non credo che alla gente perbene dia fastidio vedere uomini e donne che garantiscono maggiore sicurezza nelle nostre città. In altre nazioni avviene la stessa cosa, da turisti non ci facciamo caso perché non conosciamo le differenti divise del luogo.” D) Lei ritiene che la presenza delle donne e degli uomini dell’E.I. debba essere prorogata ? R) “Innanzitutto, plaudo il governo centrale che ha confermato i 4.250 militari italiani impegnati, con Polizia e Carabinieri, nella operazione “Strade Sicure” e, poi, sinceramente, non ci vedrei nulla di strano anche perché se ci sono dei buoni risultati vorrà dire che la presenza dei nostri militari serve. Mi sembra che proprio nel casertano i risultati siano stati ottimi, come ha rimarcato più volte nelle sue frequenti visite a Caserta l’ex ministro degli Interni Roberto Maroni”. D) “Stavolta il cuore del dispositivo, a differenza dell’Operazione Partenope, è tra la gente, nei luoghi maggiormente affollati della città e lungo i percorsi preferiti dai visitatori. Ciò vuol dire che dagli anni ottanta ad oggi la criminalità in Campania ed a Caserta in particolare, è aumentata ?” R) “No, è migliorata la professionalità dei nostri militari visto che quando operano all’estero fanno esattamente la stessa cosa ma con rischi maggiori. Il nostro è un esercito di professionisti che in territorio straniero svolge compito di controllo senza bisogno di nessun supporto come invece richiesto qui da noi. specialmente qui da noi dove la criminalità organizzata e quella spicciola, rendono la vita dei cittadini meno sicura”.

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venerdì novembre 18th, 2011 21:42 Due euro sono meglio di uno. Uscire dalla crisi sdoppiando la moneta unica

Fonte Virgilio

Un’idea che trova sempre più sostenitori: stop a un unico euro, nascerà il “Neuro” per le economie europee forti e il “Seuro” per quelle deboli. Con vantaggi e rischi

Pubblicato il 17/11/11 in Soldi| TAGS: euro, sdoppiamento, piigs, europa
due euro 
sondaggio 

uscita europa costiDue euro al posto di uno. Ci conviene?

Avremmo vantaggi o diventeremmo un’economia di serie B? Vota!

italia sorvegliata speciale 

default italiaCosa succede ai cittadini se lo Stato va in default

Piccolo quadro di una catastrofe possibile

Avremo l’euro del nord e l’euro del sud. O meglio sarebbe dire l’euro dei ricchi e l’euro dei poveri. L’Europa è un continente a due velocità e una moneta unica non può più reggere. Sono sempre di più coloro che – anche nella stanza dei bottoni – sono convinti che la vera soluzione per uscire dalla crisi finanziaria è lo sdoppiamento dell’euro. Dalle ceneri della moneta unica nascerebbe il “Neuro” e il “Seuro“, ovvero due distinte valute per i paesi del nord e del sud Europa. Anche se in realtà, più che la latitudine geografica, la distinzione seguirà il rating di affidabilità e la forza delle diverse economie.

Manco a dirlo, l’Italia entrerebbe nell’area dell’euro povero, in compagnia di paesi come Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Cipro, Malta. Tutti Stati con una situazione dei conti traballante se non drammatica. Dall’altra parte, dotati dell’euro ricco, i paesi forti: innanzitutto Germania, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Austria e Finlandia, tutte economie con “tripla A“, cioè il giudizio di affidabilità massima. In forse le economie emergenti dell’attuale unione monetaria (Slovenia, Slovacchia ed Estonia) e soprattutto la Francia, attualmente con rating massimo (AAA) ma in odore di declassamento.

Una spinta per le economie Seuro e una liberazione per quelle Neuro

Ma che vantaggi ci sarebbero dalla scissione dell’euro? E soprattutto per quali delle due aree? I benefici sarebbero fondamentalmente due:

•  per l’area S-euro, la svalutazione delle moneta che porterebbe un rilancio delle esportazioni (i prodotti italiani, spagnoli o greci costerebbero meno) e dell’economia;

•  per l’area N-euro,  la perdita della “zavorra” e dei conseguenti salvataggi delle economie in crisi, che impongono sacrifici anche ai paesi che ne avrebbero meno bisogno.

Come sostiene Hans Olaf Henkel, ex presidente della Confindustria tedesca, intervistato dal Corriere della Sera, “l’area Seuro potrebbe stampar moneta, rendere più competitive le sue esportazioni e rimettere a posto i bilanci fuori dalle maglie strette del supereuro attuale”. Un atterraggio decisamente più morbido rispetto all’ipotesi di ritorno alla lira, alla peseta o alla dracma.

Certo, i rischi ci sono. Il principale è la forte concorrenza interna che si creerebbe: “se la moneta unica fosse stata divisa nel 2009 – calcola David Bloom di Hsbc, uno dei più grandi gruppi bancari del mondo – il supereuro varrebbe oggi 1,79 contro il dollaro mentre il minieuro arrancherebbe a 1,1 rendendo molto più convenienti le merci di Italia & C”. Uno “spread” competitivo che potrebbe far esplodere la stessa unione monetaria. 

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venerdì novembre 18th, 2011 21:37 Investire in immobili in tempi di crisi: è boom della casa in nuda proprietà

Fonte Virgilio

Con un piccolo gruzzolo e senza fretta di occupare l’immobile si fanno ottimi affari. Comprare lasciando l’usufrutto al venditore fa risparmiare anche il 50%

nuda proprieta 
imposta patrimoniale 

patrimonialeCos’è, chi colpisce e perché fa tanto paura

Un’imposta sui patrimoni più grossi per salvare l’Italia dalla bancarotta. Giusta, necessaria o inutile? Di’ la tua

Ici e patrimoniale 

casaL’offensiva del Fisco sulla casa

Per fare casa si potrebbe puntare a un inasprimento impositivo sul mattone. Ecco come

Sarà l’incertezza che regna sovrana nel mondo della finanza e rende sempre più attraenti gli investimenti tranquilli, o un mercato immobiliare che ristagna e amplia l’offerta di case in vendita. Ma certo quello della vendita in nuda proprietà è un fenomeno in netta espansione e in controtendenza rispetto al mercato stesso. Dal bilocale alla villa di lusso, questo tipo di vendita è aumentato del 10% in un anno e sono ormai centinaia gli immobili messi in vendita online in nuda proprietà.

Basta una “modesta” disponibilità finanziaria e un pizzico di cinismo: si acquista infatti di un immobile abitato da altri, cedendo all’ex proprietario il diritto di usufrutto a vita sulla casa. Si tratta dunque di un acquisto a scopo di investimento, la cui redditività si misura sulla durata dell’usufrutto: in pratica una “scommessa” sulla aspettativa di vita del venditore.

La convenienza è legata all’età del venditore

Entrambe le parti possono ricavare vantaggi della vendita in nuda proprietà:

  il venditore si assicura l’abitazione per il resto dei suoi giorni e un piccolo “gruzzolo” (sebbene ridotto rispetto al prezzo per una casa senza vincoli);

  il compratore acquista l’immobile a un prezzo più basso, a volte di molto, di quello del mercato “libero”.

Per chi acquista, infatti, il prezzo di vendita della casa risulta “scontato” dal 5% fino al 50% rispetto alle quotazioni di mercato. E la percentuale di riduzione è inversamente proporzionale all’età del venditore.

A registrare il fenomeno è il portale di settore Immobiliare.it. “Se fino a un paio di anni fa – spiega Carlo Giordano, amministratore delegato del gruppo – vendere la nuda proprietà era un espediente per permettere ai genitori di vendere casa ai figli risparmiando sulle tasse, oppure il venditore era un anziano senza eredi, oggi chi decide di vendere la nuda proprietà è spinto soprattutto dalla crisi economica. Chi acquista, dal canto suo, continua a trovare nel mattone un bene di rifugio, risparmiando notevolmente rispetto al valore di mercato dell’immobile”.

Un anziano (solo o in coppia) che risiede in una città del nord o del centro e vive in un immobile di livello medio-alto: è l’identikit di chi sceglie vendere la propria abitazione in nuda proprietà. Il Lazio fa la parte del leone e raccoglie il 41% degli annunci totali, seguito da Lombardia (14%), Toscana (12%), Liguria (11%), Piemonte (9%) ed Emilia Romagna (5%).

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mercoledì ottobre 26th, 2011 00:22 Scelte inespresse per risollevare il debito pubblico’

Antonio Palagiano ha pubblicato un nuovo post, ‘8 x 1000:
intervenire sulle
scelte inespresse per risollevare il debito pubblico’

La crisi economica che ha colpito il nostro Paese negli ultimi anni non
accenna
a diminuire: disoccupazione, precariato, stipendi troppo bassi, aumento
delle
imposte, pensioni sempre più insufficienti e difficoltà nell’arrivare
alla
fine del mese sono i problemi ricorrenti delle famiglie italiane. Tutto
questo
è certamente conseguenza del grande debito pubblico: 1.900 miliardi di
euro
[...]

Puoi leggere il post cliccando qui
http://www.antoniopalagiano.com/palagiano/8-x-1000-intervenire-sulle-scelte-inespresse-per-risollevare-il-debito-pubblico.html

Un saluto dallo staff di
Antonio Palagiano
palagiano_a@camera.it

 

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mercoledì ottobre 19th, 2011 09:39 Federalismo municipale, arriva la service tax. Un prelievo unico per rifiuti, acqua e trasporti

Fonte Virgilio

Serve a ripristinare il legame contribuente-elettore saltato con l’abolizione dell’Ici sulla prima casa. Ma per i proprietari di immobili sono in arrivo altre stangate

Pubblicato il 18/10/11 in Tasse| TAGS: federalismo municipale, comuni, service tax, tarsu, ici
service tax 
Tagli alle agevolazioni fiscali 

manovra tagliLa stretta finale. Quanto valgono i benefici e e chi pagherà di più

Una stangata sui redditi più bassi che costerà più di 700 euro a famiglia

Comprare casa 

casa 280l’Iva pesa sul prezzo. Tutti i costi dell’acquisto

Comprare da un privato (senza Iva) resta sempre più conveniente

La ferita dell’Ici sulla prima casa (perduta) è ancora aperta per i comuni italiani. Mentre qualcuno propone un ripensamento in proposito, si pensa a come recuperare risorse per coprire il buco e dare ossigeno alle casse municipali esangui. Una soluzione potrebbe essere la service tax una nuova imposta cumulativa per l’utilizzo dei servizi comunali. Un pagamento unificato che ne assorbirebbe diversi, dalla tassa sui rifiuti (Tarsu), ai servizi idrici, ai trasporti.

L’annuncio viene dal presidente della Bicamerale, Enrico La Loggia, intervenuto al convegno annuale sulla finanza locale organizzato da Legautonomie a Viareggio: entro fine ottobre il governo varerà l’atteso decreto correttivo per i nodi lasciati aperti dal decreto legislativo del marzo scorso sul federalismo fiscale municipale.

Chi paga vota

Lo scopo è soprattutto quello di ripristinare il legame tra il comune e il contribuente-elettore, saltato con l’esenzione Ici. I proprietari delle prime case infatti sono residenti e quindi elettori nello stesso comune. Lasciando l’Ici solo sulle seconde abitazioni (non di residenza) si è spezzata invece questa identità e chi paga l’Ici in un comune spesso vota altrove. E’ venuto meno quel meccanismo virtuoso per il quale l’amministrazione comunale poteva essere premiata o punita col voto per l’uso che faceva del prelievo fiscale.

Da questo punto di vista la service tax sarebbe un’alternativa alla reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, molto gradita dei sindaci ma assolutamente fallimentare in termini di consenso popolare soprattutto nella prospettiva di prossime elezioni.

Mattone sempre più pesante

Ma i correttivi che probabilmente troveranno posto nel prossimo decreto non si fermano qui. Esclusa la resurrezione dell’Ici, lo stesso La Loggia sostiene che “di sicuro bisogna trovare un meccanismo più equo a garanzia dei comuni”. Significa, cioè, che servono fonti di gettito alternative per salvare le finanze locali. Quali? Ad esempio l’aggiornamento degli estimi che darebbe ai comuni una base impositiva più equa e stabile rispetto alla semplice revisione delle rendite, già proposta dal governo. E si parla di anticipo dell’Imu al 2012 e mini patrimoniale. Insomma, si prospettano tempi duri per i proprietari di casa.

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lunedì ottobre 10th, 2011 23:48 CASERTA -No a bavagli e condoni, la posizione della Cisas

 

 La Segreteria della Confederazione Cisas di Caserta, in merito alla discussione in Parlamento sulla limitazione alla libertà di Stampa e sull’ eventuale nuovo condono fiscale, del resto in contrasto con la manovra economica del governo, si dichiara nettamente contraria. La Cisas conferma il suo No ai Condoni Fiscali, Sanatorie e Bavagli alla stampa, essendo nettamente contraria ai Condoni che produrrebbero solo un’altra ondata di evasioni, mentre dovrebbero essere lottati, specie dopo la manovra economica governativa, che ha colpito, per ora, solo i veri lavoratori ed i veri pensionati. La Cisas è contraria al Bavaglio alla stampa, che deve sempre informare – possibilmente in modo corretto – anche quando dovesse essere discriminatoria, servile e velinara, come avviene da parte di qualche Organismo locale nei confronti della Cisas, quando questa attacca corruzione e certi santuari. Saranno gli utenti a saper giudicare nel merito. La libertà di stampa e la lotta all’evasione devono essere prioritarie, specie per coloro che vengono eletti o nominati, come ora. I cittadini onesti e le Istituzioni serie non hanno nulla da temere da eventuali intercettazioni. Solo i delinquenti ed i disonesti hanno da temere. La Cisas, nell’esprimere la sua solidarietà alla Stampa ed alla Magistratura, si dichiara d’accordo con quanti si battono a favore della libertà di stampa e del pagamento di tasse in modo proporzionale per tutti, nessuno escluso.

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lunedì ottobre 10th, 2011 00:46 GIT (Gruppo di iniziativa territoriale), Provincia di Caserta

 

 

In preparazione della Conferenza Meridionale di Banca Etica che si terrà  a Lamezia Terme nel mese di novembre, in data 6-10-2011 si è riunito a Casal di Principe il GIT BPE della Provincia di Caserta per il rilancio delle iniziative ed attività sul piano territoriale.

In coerenza con la missione etica e sociale della BPE, a conclusione della riunione sono state assunte le seguenti decisioni:

 

a)    In primo luogo si è deciso di organizzare un incontro pubblico sul tema “L’economia sociale come antidoto a quella criminale”, che si terrà a Caserta il 9 novembre pv con la partecipazione del prof. Leonardo Becchetti, Presidente Comitato Etico, docente Università di Roma 3, uno dei massimi esperti in microcredito e finanza etica. Saranno invitati e coinvolti i rappresentanti degli enti e delle associazioni del terzo settore, a partire da quelle che hanno sottoscritto l’importante protocollo di intesa con la Camera di Commercio.

 

b)   In secondo luogo verrà preparata la Festa dei soci per il giorno 8 dicembre 2011 ad Aversa nella sede dell’associazione “Fuori di zucca”, a sostegno della campagna di capitalizzazione della BPE con il pacco alla camorra.

 

c)    In terzo luogo verrà avviata le procedura nei confronti del Forum di Area e del CdA di BPE a sostegno del progetto per  attivare la figura del “banchiere ambulante” in Terra di Lavoro.

 

d)   Inoltre, viene avanzata formale richiesta di adesione del GIT Banca Etica alla Associazione Mò Basta, come contributo della finanza etica alle iniziative di lotta all’usura ed al racket.

 

e)    Nello stesso tempo, il GIT vuole offrire un contributo per rilanciare il ruolo del Forum Terzo Settore nelle politiche di promozione e cooperazione sociale, di volontariato nella nostra provincia.

 

Pasquale Iorio                                                           Caserta, 6 ottobre 2011

GIT Banca Etica

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mercoledì agosto 31st, 2011 23:58 CGIL: Sciopero Generale 6 settembre SPOT www.youtube.com

Care amiche tra le 100 piazze c'è anche...
Statia Papadimitra 31 agosto 11.50.26
Care amiche tra le 100 piazze c’è anche Caserta, dev’essere un nostro impegno la mobilitazione per la partecipazione, in giornata giriamo via e-mail una proposta di comunicato di adesione allo sciopero per poterlo poi inviare ai giornali. A presto

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mercoledì agosto 31st, 2011 17:20 Il ruolo del GAL alto casertano nello sviluppo locale.

Piero Cappella

PIEDIMONTE MATESE. Gli ”addetti ai lavori” dello sviluppo rurale sono impegnati, nonostante questo periodo di forte ed intensa crisi economica, a “pensare” quale possa essere l’evoluzione dei processi di crescita accompagnata delle aree rurali interne. In Italia il processo è un po’ in secondo piano rispetto ad altri Paesi, ma tanto lavoro è stato già fatto. L’Unione Europea, pur di coinvolgere tutti i territori rurali in una crescita sostenibile ed equa, ha pensato ad un piano di incentivi che partendo dalle esigenze dei territori stessi convogliasse negli stessi delle risorse finanziarie necessarie per dare l’avvio ad un diverso processo di crescita. Un processo caratterizzato dalla conoscenza delle esigenze che solo chi opera attivamente in un territorio, può rilevare. Sono nate iniziative e programmi che proprio dal 1992 sono state racchiuse sotto il filone del LEADER. I soggetti promotori a livello locale di quanto era stato definito a livello comunitario sono stati i Gruppi di Azione Locale (GAL), dei partenariati formati da soggetti pubblici e privati che costituendosi giuridicamente in Associazioni, Consorzi, Società (ma comunque soggetti privati), si impegnavano a realizzare quanto proposto dalle comunità locali. Anche il GAL Alto Casertano ha visto la sua costituzione nel 1992. Uno tra i primi obiettivi che il GAL Alto Casertano si è posto sin dalla sua nascita è stato quello di puntare a Migliorare la Qualità della Vita delle Popolazioni Locali: favorire, cioè, la permanenza sui territori di appartenenza, dei cittadini, facendo prendere consapevolezza di quanto sia particolare la nostra terra. Da tale principio sono scaturite tutte le idee, trasformate poi in progetti ed attività, che hanno consentito la nascita e la crescita dei primi agriturismi nel territorio più interno della provincia di Caserta, di promuovere la creazione di imprese, di facilitare l’autoimpiego, di promuovere la partecipazione delle imprese agroalimentare sui mercati esteri, di favorire la diffusione di un comportamento eco-sostenibile, di accompagnare i territori verso un modello di sviluppo in linea con i propositi di Agenda XXI. I “finanziamenti” che corrispondono a proposte e progetti provenienti dal territorio , ha ribadito il Direttore Pietro Cappella, “finiscono” là dove vengono richiesti: imprese, comunità, enti. Il tutto monitorato e certificato non solo da organismi regionali e ministeriali, bensì anche dalla Corte dei Conti Europea. Il GAL non è un ente pubblico: è un organismo privato pensato dalla UE per accompagnare le Regioni nel raggiungimenti degli obiettivi di politica economica (intesa nella sua accezione più ampia) e sociale, diretti allo sviluppo rurale delle aree interne. In questa fase della programmazione 2007/2013 i GAL (in Campania sono 13) hanno il compito di portare a compimento l’attuazione dell’Asse 4 del Piano di Sviluppo Regionale per raggiungere gli importanti obiettivi che la Regione Campania si è prefissata: aumentare la competitività favorire la diversificazione economica contribuire alla tutela ambientale. Il ruolo che, in tali processi, svolgono i GAL, è quello di coniugare, condividere e mettere in sinergia tutte le forze endogene: l’approccio, il bottom-up, così tanto promosso dalla Unione Europea, oggi è diventato una modalità di trasferimento del know-how, di aggiornamento delle competenze, di coinvolgimento degli operatori e degli attori di un’area rurale. Per far ciò, tuttavia, è fondamentale l’apporto che ciascun soggetto, sia esso un ente, una amministrazione, una comunità di cittadini, può mettere a disposizione degli altri. Per la programmazione 2007/2013, che si concluderà nel 2015, il GAL Alto Casertano ha definito con l’assistenza del partenariato e dopo una serie di consultazioni locali, un Piano di lavoro (il PSL) al cui interno sono previste sia Misure (ossia progetti) direttamente collegate al Piano della Regione, le Misure, cioè, relative ai due Assi 1 Miglioramento della Competitività, e Asse 3 Qualità della Vita nelle zone rurali e Diversificazione dell’economia rurale,  e sia Interventi (denominati Azioni specifiche Leader) che possono considerarsi trasversali all’intero disegno strategico (Valorizzazione delle Risorse territoriali, Reti Locali, Azioni Collettive) . I soggetti destinatari degli aiuti sono soggetti pubblici (Enti Locali, Associazioni, Partenariati pubblico/privato) e soggetti privati (Organismi, Imprese, Consorzi, Associazioni), selezionati secondo criteri ispirati alla trasparenza e al rispetto delle norme regionali, nazionali e comunitarie.

Pietro Rossi

In: EconomiaNessun Commento